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Storia della collezione Ambasciata di Stoccolma

 

Storia della collezione Ambasciata di Stoccolma

La collezione di arredi ospitata presso l’Ambasciata di Stoccolma si è rivelata di particolare interesse storico-artistico a seguito del rinvenimento di opere in prestito temporaneo, reso possibile dalla recente ricognizione (giugno 2014).

Rispetto alle altre sedi diplomatiche, infatti, ove preesisteva una documentazione dei beni di proprietà ed in comodato, pur da verificare, nell’Ambasciata di Stoccolma si è reso necessario aggiornare l’inventario dei beni in prestito temporaneo in quanto il preesistente elencava la presenza di sole 4 opere in deposito temporaneo. Attraverso l’ispezione e l’analisi ravvicinata di ogni singolo bene ivi presente, per gentile concessione dell’Ambasciatore, è stato così possibile registrare, verificando de visu, la presenza di ben 49 opere provenienti principalmente da ex collezioni reali di Palazzo Pitti e dal Castello di Moncalieri.

Dall’individuazione dei timbri, iscrizioni e numeri segnati a matita o pennello sul retro di tela e cornice e dal successivo riscontro con la documentazione esistente, costituita essenzialmente dai registri dei beni e degli oggetti d’arte del MAE, è stato possibile ricostruire trasferimenti, avvenuti a partire dall’apertura della sede diplomatica (1926), della gran parte degli arredi che impreziosiscono le sale di rappresentanza al pianterreno dell’Ambasciata. La storia della collezione, però, inizia ancor prima dell’acquisto del Palazzo (1924) perché già l’1 luglio 1924 risultano “presi in carico” numerosi arredi (1/07/1924), in gran parte appartenenti alle proprietà della Corona.

Sono opere provenienti dalle Residenze Sabaude torinesi e da Palazzo Pitti di Firenze, la coppia di consolles in noce intagliato della prima metà del sec. XVIII, con il marchio PVR e lo stemma ovale impresso a fuoco della Corona sabauda, oggi nell’ingresso principale (invv. MAE 14-44), la consolle a mezzaluna con il piano inmarmo (inv. MAE 33 (17)) con marchio posteriore PVR, oggi conservato nel cosiddetto Salotto rosa (Stanza n. 47) come anche la serie di poltroncine dorate, stile Luigi XVI, sempre contrassegnate dal marchio PRV e corona reale (invv. MAE 19-23 (57-61)), le due consolles a mezzaluna, con intaglio, dorate, in stile Luigi XVI, anch’esse con marchi e stemmi della Corona, (invv. MAE 17-18) e, infine, la serie di sedie in noce della fine sec. XVIII, con spalliera in canna d’India, provenienti dal Castello di Moncalieri (invv. MAE 6-13).

Dopo due anni (28 agosto1926) l’Ambasciata si arricchisce dei primi dipinti che giungono dall’Italia: da Moncalieri arrivano le 5 Nature morte, attribuite ad Ambito piemontese del sec. XVIII, di cui oggi, quattro in Sala da pranzo e una nello Studio dell’Ambasciatore (invv. MAE 25-29), il dipinto con Campagna romana di F. Roari, firmato e datato 1867, con stemma sabaudo (inv. MAE 32). Pochi mesi dopo (1926 – 1927), giungono, invece, da Palazzo Pitti, come si deduce dai bolli sul retro, alcuni ragguardevoli tele, prese “in carico” il 17 febbraio 1927: si tratta di capolavori fiamminghi della pittura di genere, di Jan Josef Horemans (1682-1759) raffiguranti soggetti di “scene di genere”: il Bevitore – che versava in un precario stato di conservazione – la Toeletta del gatto e il Sarto (invv. MAE 35-41-42), opere oggi tutte restaurate, tutti oggi esposti nel Salone; e, ancora, il Paesaggio classico del sec. XVII (inv. MAE 43) e il Paesaggio romantico di E. Fanti del sec. XIX (1858) (inv. MAE 39).

Alla stessa epoca data l’arrivo delle due importanti tele con l’Offerta a Bacco e l’Offerta a Flora, attribuibili a Gaspare Lopez (1650-1740). Queste due composizioni, oggi, appese lungo la scala, e un po’ mortificate date le grandi dimensioni (invv. MAE 31-50), meriterebbero una collocazione più idonea anche per il loro interesse storico-artistico.

Sempre lungo le scale, in prossimità dell’Appartamento privato del Capo Missione, si ritrova una serie di incisioni a bulino, contrassegnate sul retro dal bollo della Corona di Vittorio Emanuele: raffiguranti varie Scene mitologiche (invv. MAE 39-40-71-87) che versano in mediocre stato di conservazione.

Nello stesso giro di anni vengono acquisiti alla collezione numerosi tappeti, di cui alcuni pregevoli e di grandi dimensioni (inv. MAE 61); taluni, oggi, risultano essere non più utilizzabili per il loro cattivo stato.

Ancora ad epoca remota (1928) risale il notevole incremento della collezione con l’arrivo di altri dipinti in prestito temporaneo, sempre dalla collezione, già reale, di Palazzo Pitti. Si tratta dei due Paesaggio con pastore e Paesaggio con pastorella di Herman van Swanevelt (1603-1655) (invv. MAE 54-55), collocati oggi, sulle boisieries della scala di accesso all’appartamento privato dell’Ambasciatore, insieme al Paesaggio con armenti attribuibile ad artista vicino allo Zuccarelli (inv. MAE 53), esposto, invece, nel Salone.

Nel 1945 la collezione si completa con l’arrivo di un gran numero di soprammobili e mobili di piccolo formato (n.15), tra cui un tavolino rotondo con intagli e decori in bronzo con il bollo della Reale Legazione d’Italia (inv. MAE 136) e una coppia di angeli firmati da Giò Ponti per la Manifattura Richard Ginori (invv. MAE 223-224), architetto progettista anche dell’edificio dell’Istituto di Cultura.

Un’importante ulteriore acquisizione è quella dei due arazzi, entrambi del sec. XVIII ma di ambiti diversi, esposti nel salotto principale, raffiguranti uno la Regina di Saba (inv. MAE 955) e uno Nettuno e Venere in barca trainati da cavalli marini, in lana e seta e di grandi dimensioni (inv. MAE 68). Quest’ultimo, dalla documentazione esistente, risulta giunto dall’Italia nel 1949. Sopra il camino nella Hall, invece, è esposto un bel dipinto di gentiluomo, di discreta fattura che meriterebbe uno studio particolareggiato (inv. MAE 956).

La veduta panoramica, che si gode dalla terrazza e dalle ampie finestre delle Sale, accompagna la vista del visitatore, dopo il percorso nelle sale, verso la suggestiva distesa dei fiordi della laguna e fa da degna cornice alla bellezza della Residenza scandinava.


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