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Mendicante con vaso e sporta

 

Mendicante con vaso e sporta

Soggetto: Mendicante con vaso e sporta 
Autore: Attrib. a Felice Boselli 
Datazione: 1680 – 1690 
Ubicazione: Vienna 
Iscrizioni: in basso a destra: G C A retro: targhetta “Eredità Zambeccari C.5 N. 13a.” 
Misure: 192 x 139,5 cm 
Materiale: Olio su tela 
Inventario MAE: inv. 4 (2014) ex 249, Resid. 
Codice ICCD: 01253562 
Stato di conservazione: discreto (cfr. L’opera a restauro, p. 261) 
Provenienza: Bologna, Pinacoteca Nazionale (1960) 
Documentazione: Archivio storico Ambasciata d’Italia a Vienna, Registro dei beni di proprietà di altri Enti in deposito e custodia. Ambasciata d’Italia a Vienna, Residenza, 5 agosto 2013 
Bibliografia: S. Papaldo, L’Ambasciata d’Italia a Vienna, 1987, cit. 

Nella galleria del secondo piano risaltano, per la loro originalità, due dipinti appartenenti al genere della “pittura della realtà”, afferente a Monsù Bernardo, correttamente attribuibili a Felice Boselli di Piacenza. Questa composizione, ambientata in prossimità di un bosco poco illuminato, vede al centro un giovinetto, in piedi, in una sosta forse durante il cammino, ritratto nelle condizione poverissime del suo stato con un abito strappato in più punti e i piedi scalzi. È appoggiato ad una pietra e guarda oltre il primo piano, con l’espressione tra una velata ironia e una grande malinconia. Tiene in mano una brocca e a terra ha una sporta. Anche il suo pendant presenta un carattere simile; insieme costituiscono due capolavori (inv. 4-6), poco noti, di cui è stato possibile ricostruire la storia collezionistica che ha inizio nel lontano 1913, quando le due tele vennero concesse in comodato d’uso all’Ambasciata di Parigi. Da un fitto e continuo carteggio negli anni, si è potuto stabilire che le due tele provenivano dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna e non dal Castello di Moncalieri, come era stato in un primo momento creduto. L’attestazione della provenienza dal museo emiliano è stata possibile grazie al rinvenimento di un’etichetta sul retro del dipinto indicante “Eredità Zambeccari C. 5 N. 13b.”. Il presente dipinto, infatti, è una delle quattro opere pervenute alla Pinacoteca di Bologna nel 1884 con l’acquisizione di tutta la collezione Zambeccari, appunto, la cui vicenda della donazione della collezione è stata ricostruita da S. Papaldo (cit., 1997, p. 121-122). Le due tele, già attribuite a Leonardino Ferrari (Registro dei beni di proprietà di altri Enti in deposito e custodia, 2013) sono giustamente da mettere in relazione con l’ambiente dei pittori di genere che ebbe in Giacomo Cerruti il suo esponente più noto. Si accoglie in questa sede l’attribuzione della Papaldo a Felice Boselli, pittore piacentino, per affinità con diverse opere del pittore – Ragazzo con sporta e bastone (collezione privata a Piacenza), Ragazzo con mandolino e ragazzo con brocca, Contadinello (ubicazione ignota) e Contadino (Museo di Stoccolma), dipinti tutti databili agli anni 1680-1690, che presentano una fattura anche inferiore ma la stessa sensibilità psicologica dello sguardo fisso del giovane personaggio, gli stessi oggetti, l’ intonazione generale cromatica bassa della composizione, la tavolozza sui toni del grigio e delle terre, dall’ocra al mattone e al bruno. Altri confronti, a favore della paternità di queste due opere, possono essere formulati anche con le recenti acquisizioni al catalogo dell’artista, formulate da F. Arisi (L’Ambasciata, loc. cit.).


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