Scena di battaglia
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Scena di battaglia

 

Scena di battaglia

Soggetto: Scena di battaglia 
Autore: Attribuito Jacques Courtois detto il Borgognone 
Datazione: Terzo quarto XVII secolo 
Ubicazione: Vienna 
Iscrizioni: 724, a vernice bianca sulla tela 
Misure: 117 x 171 cm 
Materiale: Olio su tela 
Stato di conservazione: mediocre (cfr. L’opera a restauro, p. 264) 
Inventario MAE: inv. 111 
Codice ICCD: 01253650 
Provenienza: Castello Reale di Moncalieri (1908) 
Documentazione: Archivio Ambasciata d’Italia a Vienna. Ministero degli Affari Esteri Ambasciata d’Italia a Vienna. Inventario completo. Categ. III. Oggetti d’arte, 23/06/2014 Archivio del San Michele, Commissione Tecnica Patrimoniale, Inventario 10 /05 /2000 
Bibliografia: A. Busiri Vici, Pieter Van Bloemen, detto “Stendardo”, in “Studi romani”, 8, 1960, pp. 279-287; L. Salerno, Pittori di Paesaggio del Seicento a Roma, Roma 1977; Gli Uffizi, Catalogo Generale, 1980, cit.; S. Papaldo, L’Ambasciata d’Italia a Vienna, 1987, cit.; E. L. Holt, The Jesuit Battle-Painter: Jacques Courtois (le Bourguignon) in “Apollo”, 89, 1969, pp. 212-223; S. Rudolph, A Medici General, Prince Mattia and his Battle-Painter, il Borgognone, in “Studi seicenteschi”, 13, 1972, 73, pp. 138-192. 

Nel dipinto è raffigurata una concitata scena di battaglia, con dei cavalieri, in primo piano su un paesaggio vivacizzato dalle bandiere svolazzanti. Effetti luministici e scenografici contribuiscono a cogliere la drammaticità del momento colto e la lotta di cavalli e cavalieri. I caratteri stilistici di questa composizione rimandano alla maniera del Maestro durante la sua fase matura (1650-1660) (Papaldo, 1987, p. 70), caratterizzata da una struttura piramidale centrale e da allineamenti dei cavalieri lungo diagonali, entro un impeto affannoso della mischia. La tavolozza cromatica, scura con dei bagliori di luce, mostra la matrice napoletana ed anche l’influenza dei modi di Salvator Rosa. Il dipinto è stilisticamente vicino ai due dipinti, già degli Uffizi (1796), in deposito all’Ambasciata di Atene (1934), andati distrutti, datati al 1651-55 c. (Gli Uffizi, 1980, p. 172) ed anche alla Scena di battaglia, conservata ai Musei vaticani (Papaldo, 1987, p. 131). È nota la provenienza dal castello di Moncalieri (1908) (Papaldo, cit., p. 70; C.T.P., Inv. 2000).


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