Glossario
Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Glossario

 

Glossario

 

IL CLUB DI PARIGI
DECISION POINT
COMPLETION POINT
INTERIM DEBT RELIEF
CUT OFF DATE
TOPPING UP
EU IDA LOANS

 

IL CLUB DI PARIGI

Il Club di Parigi è stato fondato nel 1956, per far fronte ad una crisi finanziario-debitoria dell’Argentina. Dal 1956 il Club ha effettuato circa 426 ristrutturazioni debitorie a favore di circa 89 Paesi. Dal 1983  il Club ha ristrutturato debiti per oltre USD 563 miliardi. I Paesi membri sono 19: Austria, Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Giappone, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera ed USA. Sono stati invitati a partecipare a singole ristrutturazioni, in qualità di creditori, Abu Dhabi, Argentina, Brasile, Corea, Israele, Kuwait, Marocco, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Sud Africa, Trinidad e Tobago e Turchia. Al Club di Parigi i membri coordinano le loro azioni di cancellazione, recupero e riprogrammazione dei crediti nei confronti dei Governi dei Paesi debitori. I lavori del Club si basano sui principi del consensus; condizionalità (il debitore deve avere in atto un Programma con il FMI che dimostri la necessità di ottenere sia dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali che dai creditori bilaterali un "debt relief"); solidarietà (tutti i membri creditori applicheranno in modo uniforme a livello bilaterale il contenuto delle Intese firmate al Club); e comparabilità di trattamento (il debitore non può concedere ad alcun creditore non membro del Club un trattamento meno favorevole rispetto al consensus raggiunto al Club di Parigi).

 

DECISION POINT

Per raggiungere il “decision point” il Paese HIPC deve aver attuato con successo una serie di misure in campo economico (programmi di stabilizzazione macroeconomica, riforma del settore pubblico, riorientamento della spesa pubblica per progetti nel campo della riduzione della povertà, educazione, sanità e sociale), aver predisposto, con la più ampia consultazione,  un Documento di Strategia di Riduzione della Povertà e aver regolato gli arretrati. In questa fase viene calcolato l’ammontare della riduzione debitoria necessaria per portare gli indicatori del debito ai livelli previsti dall’Iniziativa ed il Paese comincia a beneficiare della cancellazione parziale del debito.

 

COMPLETION POINT

Per raggiungere il “completion point” il Paese deve aver mantenuto la stabilità macroeconomica, attuato le riforme chiave in campo strutturale e sociale e realizzato con successo per almeno un anno la Strategia di Riduzione della Povertà. Il Paese beneficia quindi della cancellazione debitoria finale e dell’eventuale assistenza aggiuntiva.

 

INTERIM DEBT RELIEF

L’”Iniziativa HIPC rafforzata” consente al Paese che ha raggiunto il “decision point” di beneficiare dell’assistenza di “Interim debt relief”, che consiste nella cancellazione del 90% e nel riscadenzamento del restante 10%, a titolo simbolico e di incentivo, del pagamento delle scadenze debitorie eleggibili, cioè “pre-cut-off-date”, del periodo interinario tra il “decision point” ed il “completion point”, allo scopo di dare un primo, immediato, “respiro” finanziario al Paese HIPC che ha raggiunto il “decision point”. L'Italia invece cancella il 100% di tutte le scadenze interinarie, sia da crediti commerciali che di aiuto, sia "pre" che "post-cut-off-date".

 

CUT OFF DATE

La “cut-off-date” (in gergo “c.o.d.”) è la data convenzionale che viene stabilita nel momento in cui un Paese chiede di ristrutturare per la prima volta il proprio debito estero al Club di Parigi. La “c.o.d.” suddivide temporalmente il debito maturato a quel momento, e che sarà oggetto della ristrutturazione (“pre cut-off-date” – “pre c.o.d.”), da quello che potrebbe maturare successivamente (“post cut-off-date” – “post c.o.d.”), che in linea di principio non sarà ristrutturabile in futuro. La “c.o.d.” serve quindi a tutelare le Agenzie per il Credito all’Esportazione (ECAs) che, in mancanza di tale data convenzionale, potrebbero non assicurare operazioni economiche nel Paese debitore nel timore che questi non onori i nuovi crediti e chieda una nuova ristrutturazione al Club di Parigi. La “c.o.d.” dovrebbe quindi aiutare anche il Paese debitore in crisi finanziario-debitoria, sia in termini di nuovo accesso al credito, sia di stimolo agli investimenti privati dall’estero. Solo in casi del tutto eccezionali (e comunque limitatamente ai soli Paesi HIPC) il Club di Parigi può decidere di ristrutturare anche una parte del debito “post cut-off-date”, onde colmare l’eventuale “gap” finanziario -segnalato dal FMI al Club- della bilancia dei pagamenti del debitore.

 

TOPPING UP

Ulteriore riduzione del debito concessa  al “completion point”, solo in casi eccezionali, a quei paesi in cui si sia verificato un significativo deterioramento del rapporto debito-PIL rispetto alle proiezioni formulate al termine della prima fase, a causa di fattori esterni e indipendenti dalle politiche economiche poste in essere nel frattempo al fine di consentire che gli stessi, attraverso l’HIPC,  raggiungano un livello di debito effettivamente sostenibile.

 

EU IDA LOANS

Nel 1987, con una decisione del Consiglio, i nove Stati membri della CEE di allora affidarono all’IDA (Associazione Internazionale per lo Sviluppo) del gruppo Banca Mondiale USD 385 milioni (c.d. IDA administered ECC Special Action Credits) da impiegare per interventi a favore dei Paesi a basso reddito. Il contributo complessivo dell’Italia fu di USD 34,92 milioni.
Nel 2005 l’Italia, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, ha deciso di cancellare ai Paesi HIPC che hanno raggiunto il “completion point”, la propria quota dei suddetti crediti.

 


568
 Valuta questo sito