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Governo Italiano

Iniziativa HIPC rafforzata

 

Iniziativa HIPC rafforzata

Cancellazione del debito estero dei Paesi più poveri

L’Iniziativa per la cancellazione del debito dei Paesi più poveri e indebitati (“Heavily Indebted Poor Countries”), lanciata da FMI e Banca Mondiale, adottata dai Paesi G7 nel 1996 e “rafforzata” dal G7/G8 nel 1999,  include attualmente 39 Paesi. Tra questi figurano 36 Paesi dichiarati effettivamente eleggibili all’Iniziativa – essendosi qualificati a beneficiare del processo di cancellazione (c.d. decision point) e 3 potenzialmente eleggibili (ossia non ancora qualificati per differenti motivi: accumulo di arretrati, mancata adozione di un Programma nazionale di riduzione della povertà). 33 Paesi (tra i 36 ) hanno anche raggiunto il punto finale (completion point), beneficiando della cancellazione totale del proprio debito estero.

Il termine di attuazione del Programma (sunset clause), inizialmente fissato per la fine del 2004, è stato prorogato di due anni con la decisione intervenuta al Vertice G8 di Sea Island (giugno 2004).
Al Vertice G8 di Gleneagles (luglio 2005) i Capi di Stato e di Governo hanno accolto la proposta dei Ministri delle Finanze di cancellare il 100% del debito dei Paesi HIPC verso le IFI (Multilateral Debt Relief Initiative-MDRI). Il FMI e la Banca Mondiale hanno approvato rispettivamente il 21 dicembre 2005 e il 28 marzo 2006 le modalità di attuazione della MDRI, seguiti il 19 aprile 2006 dalla Banca Africana di Sviluppo, mentre la Banca Interamericana di Sviluppo ha adottato nel marzo 2007 una Iniziativa - complementare alla MDRI – per la cancellazione del debito ai Paesi latino-americani beneficiari dell’Iniziativa HIPC.

I Consigli Esecutivi del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale hanno confermato la data del 31 dicembre 2006 come termine finale e approvato contemporaneamente una c.d. “grandfather clause”. Quest’ultima stabilisce che i Paesi che alla data del 31.12.2004 presentavano i parametri per partecipare all’Iniziativa, continueranno ad essere eleggibili a tempo indeterminato alle cancellazioni debitorie nell’ambito delle Iniziative HIPC e MDRI.

 

L’INIZIATIVA

L’ "Iniziativa HIPC" ("Heavily Indebted Poor Countries") fu adottata nel 1996 al Vertice G7 di Lione nel quadro delle azioni intraprese dalla comunità internazionale per rendere sostenibile nel medio-lungo periodo il debito estero dei Paesi più poveri ("low income countries"). Il Vertice G7/G8 di Colonia del 1999 decise di: a) aumentare il numero dei Paesi eleggibili all'Iniziativa; b) elevare l'ammontare del debito eleggibile a cancellazione; c) accelerare i tempi di messa in atto del Programma attuativo dell'Iniziativa e rafforzare il legame fra risorse finanziarie liberate dalle cancellazioni debitorie,  Programmi nazionali di Riduzione della Povertà ("Poverty Reduction Strategy Papers" – PRSP) e sviluppo economico.
La  nuova più incisiva Iniziativa venne ridenominata "Iniziativa HIPC rafforzata" ("enhanced HIPC Initiative").

All'Iniziativa possono accedere quei Paesi che oltre ad essere eleggibili ai prestiti altamente concessionali dell'"International Development Association" – IDA della Banca Mondiale (c.d. Paesi "IDA-only"), abbiano un debito insostenibile in base alle apposite analisi finanziarie effettuate dagli esperti delle IFI (c.d. Paesi “IDA-only HIPC”).

Per poter accedere all’iniziativa i paesi debitori devono soddisfare i seguenti criteri:

a) essere eleggibili ai prestiti concessionali del’”International Development Association – IDA” della Banca Mondiale (c.d. Paesi IDA-only);

b) avere un debito ritenuto insostenibile in base alle apposite analisi finanziarie effettuate dagli esperti delle IFI;

c) aver posto in atto una serie di misure in campo economico nel contesto di un programma di riforme sostenuto dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale;

d) aver elaborato un Documento di Strategia di riduzione della povertà (PRSP) attraverso un processo partecipativo che coinvolga la società civile, i donatori e gli organismi internazionali.

Quando il paese ha compiuto significativi progressi per soddisfare tali criteri viene dichiarato dal FMI e dalla Banca Mondiale eleggibile all’Iniziativa (raggiungimento del c.d. “decison point”). In questa fase la comunità internazionale si impegna a fornire la riduzione debitoria necessaria a riportare gli indicatori del debito ai livelli di sostenibilità ed il paese comincia a beneficiare della cancellazione parziale del debito (c.d. “interim debt relief”).
La cancellazione del rimanente debito eleggibile viene concessa dai creditori a seguito della dichiarazione del c.d. "completion point", per raggiungere il quale il paese deve aver dato positiva attuazione alle riforme chiave concordate al “decision point”, mantenuto un certo livello di stabilità macroeconomica e attuato positivamente per almeno un anno il PRSP.

La situazione attuale dei Paesi qualificati e di quelli potenzialmente eleggibili si presenta come segue:

  • Hanno raggiunto, al 30.06.2012, il decision point 36 Paesi: Afghanistan, Benin, Bolivia, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Costa d’Avorio, Ciad, Comore, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Nicaragua, Niger, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Togo, Uganda e Zambia.
  • Hanno raggiunto, al 30.06.2012, il completion point 33 fra i summenzionati Paesi: Afghanistan, Benin, Bolivia, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Nicaragua, Niger, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Togo, Uganda e Zambia);
  • Al 30.06.2012, non hanno ancora raggiunto il “decision point”  3 Paesi: (Eritrea,  Somalia e Sudan).

 

LA POSIZIONE ITALIANA

Il Governo italiano, già fra i promotori dell’“Iniziativa HIPC rafforzata” nel 1999, ha deciso unilateralmente nel 2001, in occasione del Vertice G8 di Genova, di andare oltre tale Iniziativa al fine di completare effettivamente il processo di cancellazione del debito estero dei Paesi beneficiari, senza limitarsi al c.d. debito eleggibile, aumentando in tal modo le risorse finanziarie, liberate dalle cancellazioni debitorie, da poter destinare alla lotta alla povertà nelle sue diverse componenti (ad iniziare dai settori sanitario ed educativo). L’Italia ha infatti deciso di aggiungere la cancellazione del 100% dei crediti commerciali “post cut-off-date” (c.d. non eleggibili a cancellazione) a quella del 100% dei crediti di aiuto “post cut-off-date”, decisa dai Vertici  G7/G8 di Colonia e Okinawa (con relativo appello a tutti i creditori bilaterali a fare altrettanto).

Nel 2000, al varo della legge 209, l’Italia si è impegnata a cancellare 4,78 miliardi di Euro circa di debiti ai Paesi HIPC, il 67% circa dei quali derivanti da crediti commerciali (SACE) ed il 33% da crediti di aiuto (di competenza del Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo). L'Italia inizia peraltro ad applicare la cancellazione del 100% del debito sin dal primo accordo interinale di "interim debt relief" per poi annullare l'intero debito estero rimanente al "completion point". In tal modo il Paese HIPC interrompe i pagamenti del servizio del proprio debito estero nei confronti del nostro Paese sin dal "decision point". La modalità seguita dall’Italia lega il processo di cancellazione debitoria ad un insieme di condizionalità internazionali ("Iniziativa HIPC rafforzata") e bilaterali (Legge 209/00).

L’impegno dell’Italia nel quadro ed oltre l’“Iniziativa HIPC rafforzata” si può riassumere quindi come segue:

a) cancellazione al "decision point" del 100% - e non del 90% - dei pagamenti del servizio del debito in crediti commerciali e di aiuto – non solo "pre", ma anche  "post-cut-off-date" - dovuti nel periodo interinario sino al raggiungimento del  "completion point";

b) cancellazione al "completion point" del 100% - e non del 90% - dei crediti commerciali e di aiuto, non solo "pre-cut-off-date", ma anche "post-cut-off-date".

La data limite entro cui vengono calcolati i crediti commerciali e di aiuto "post-cut-off date" da cancellare è quella simbolica del Vertice G8 di Colonia (20 giugno 1999).

 

STATO DI ATTUAZIONE DELL”INIZIATIVA HIPC RAFFORZATA DA PARTE ITALIANA

Al 30.06.2012 l’Italia ha firmato al Club di Parigi 56 Intese multilaterali nell’ambito dell’”Iniziativa HIPC rafforzata”: 32 di “Interim debt relief” con Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Costa d’Avorio (2), Etiopia, Ghana, Guinea Conakry (3), Guinea Bissau (2), Haiti, Honduras, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Nicaragua, Repubblica Centrafricana,  Repubblica del Congo (2), Repubblica Democratica del Congo(2), Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Togo e Zambia e 24 di cancellazione finale del debito eleggibile con Benin, Bolivia, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Guinea Bissau, Haiti, Honduras, Madagascar, Mali, Mauritania, Mozambico, Nicaragua, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone, Togo, Uganda, Tanzania e Zambia, (avendo tali Paesi raggiunto anche il “completion point”).

Sono state inoltre firmate 10 Intese multilaterali di trattamento pre-HIPC con Burundi, Comore,   Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone e Togo, ai quali è stato concesso un alleggerimento del debito in vista del raggiungimento del “decision point”. Trattasi generalmente di una prima cancellazione debitoria parziale, variante fra il 67% e l'80%, in dipendenza dalle esigenze finanziarie del Paese, così come segnalate dalle IFI.

Le Intese del Club sono seguite dagli Accordi bilaterali applicativi, che tengono conto di quanto previsto dalla Legge n. 209 del 25 luglio 2000 e dal suo Regolamento attuativo (entrato in vigore il 20 giugno 2001).

Nel periodo ottobre 2001 – giugno 2012 sono stati firmati 57 Accordi bilaterali con Paesi HIPC:

a) 27 Accordi bilaterali di “interim debt relief” (con Benin, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Ciad, Etiopia, Ghana, Guinea (2), Guinea Bissau, Haiti, Honduras, Liberia, Madagascar, Malawi – al quale è stato cancellato l’intero debito “de minimis”- Mali, Mauritania, Nicaragua, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo (2), Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Togo e Zambia);

b) 8 Accordi bilaterali pre-HIPC (con Burundi - al quale è stato cancellato l’intero debito “de  minimis”- Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo e Sierra Leone);

c) 22 Accordi bilaterali di cancellazione finale  -100% dei crediti commerciali e di aiuto “pre” e “post-cod”- (con Benin, Bolivia, Burkina Faso, Camerun, Etiopia, Ghana, Haiti, Honduras, Madagascar, Mali, Mauritania, Mozambico, Nicaragua, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Togo, Uganda e Zambia).

A partire da ottobre 2001 l’Italia ha cancellato bilateralmente 3,98 miliardi di EURO di debito dei Paesi HIPC.


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