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Governo Italiano

Gli attori coinvolti nella programmazione e nell’attuazione degli aiuti

 

Gli attori coinvolti nella programmazione e nell’attuazione degli aiuti

1. A livello comunitario, un ruolo sempre più importante è giocato dalle Delegazioni della Commissione europea nei Paesi beneficiari. A partire dal 2000, infatti, attraverso il cosiddetto processo di “deconcentrazione” dell’aiuto esterno comunitario, esse si sono viste attribuire competenze pregnanti in materia di programmazione e di gestione dei progetti di assistenza.

Le Delegazioni si avvalgono della collaborazione di esperti in materia di identificazione, monitoraggio e valutazione dei progetti. Esse provvedono alla preparazione dei documenti di programmazione pluriennale ed annuale e delle proposte di finanziamento, prima della loro trasmissione a Bruxelles (ossia prima dell’approvazione dei documenti nei Comitati di gestione e dell’adozione della decisione che impegna i fondi da parte della Commissione europea).   

In materia di impiego dei fondi comunitari, è necessario distinguere tra le diverse modalità di gestione delle risorse del bilancio comunitario (cfr. Regolamento Finanziario n°1605/2002 e successive modifiche e norme di attuazione): centralizzata, centralizzata indiretta, decentrata, congiunta e concorrente. Nel caso di gestione centralizzata, i dipartimenti e le delegazioni della Commissione europea effettuano una serie di adempimenti di carattere finanziario, come la preparazione e la pubblicazione dei bandi di gara, la pubblicazione dei risultati e la conclusione dei contratti. Nel caso di modalità centralizzata indiretta tali adempimenti sono devoluti ad agenzie esecutive dell’UE (come l’Agenzia Europea per la Ricostruzione, incaricata di dare attuazione al programma CARDS in Serbia, in Montenegro, nel Kossovo e nell’ex Repubblica Iugoslava di Macedonia), ad organismi comunitari come la Banca Europea per gli Investimenti, ad organismi nazionali o internazionali di diritto pubblico o comunque incaricati di un servizio pubblico rispondenti a determinati standard finanziari etc. (per esempio, le Agenzie di cooperazione degli Stati membri). Laddove la gestione dei fondi sia decentrata, i compiti relativi al procurement sono, invece, affidati alle Autorità del Paese terzo beneficiario, che possono a loro volta delegarli agli stessi organismi nazionali o internazionali appena citati. La gestione congiunta ha luogo attraverso altre Organizzazioni Internazionali attive in materia di cooperazione (ad es. le Agenzie delle Nazioni Unite). Nel caso di gestione concorrente, infine, i compiti di esecuzioni del bilancio vengono delegati agli Stati membri dell’UE.

2. Per quanto concerne il ruolo dei Paesi beneficiari dell’assistenza comunitaria, invece, va rilevato che ogni strategia nei loro confronti viene basata sul principio della loro “ownership”, ossia sulle esigenze e priorità da essi stessi espresse e sostenute sulla base di una visione condivisa con la Commissione europea e con gli Stati membri della UE. I Paesi beneficiari, infatti, intrattengono un complesso dialogo con le Istituzioni comunitarie, articolato nell’ambito di vari fori bilaterali o multilaterali, che si sintetizzano nel Documento di strategia paese o negli altri documenti analoghi. Essi, inoltre, partecipano in varie forme alla gestione degli aiuti, come previsto dal Regolamento Finanziario della UE, fino ad arrivare, nel caso della cosiddetta gestione decentrata, all’amministrazione diretta dei fondi.

 

3. Naturalmente, anche gli Stati membri vanno annoverati tra gli attori della programmazione e dell’attuazione degli aiuti comunitari. Oltre a sostenere il bilancio della UE con le loro risorse, gli Stati membri partecipano al dialogo che si instaura con ogni singolo Paese beneficiario o ogni regione geografica a vantaggio della quale si indirizzano le azioni comunitarie. Essi lo fanno prendendo parte sia alle riunioni dei Gruppi di Lavoro del Consiglio dell’Unione Europea, articolati per aree geografiche, che hanno luogo a Bruxelles, sia alle riunioni di coordinamento tra le Delegazioni della Commissione europea e le Ambasciate degli Stati membri nelle capitali dei Paesi beneficiari. Spesso gli Stati membri svolgono attività bilaterali di sostegno ai Paesi beneficiari, con impegno di fondi da parte dei rispettivi organismi nazionali (Agenzie Nazionali di cooperazione, ma anche Autorità Territoriali, ONG, Università, società di consulenza, etc.). Nell’attuazione delle rispettive politiche di sviluppo, Stati membri e Commissione si coordinano al fine di garantire l’efficacia degli aiuti e di evitare sovrapposizioni, duplicazioni o dispersioni di risorse.

 

Viene in questo quadro valorizzato il ruolo della rete diplomatico-consolare italiana, impegnata a cooperare alla stesura dei documenti comunitari di programmazione, nonché a vigilare sulla corretta attuazione dei singoli progetti di cooperazione e sul coordinamento con gli altri donatori.

Anche l’attività del MAE si è adattata a questa nuova realtà. La Direzione Generale per l’Integrazione Europea (DGIE) fornisce, di concerto con le Direzioni Generali geografiche competenti e con la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, un supporto informativo adeguato alle Ambasciate e/o ai Consolati italiani e ne raccoglie le osservazioni ed i suggerimenti in vista della preparazione della posizione sostenuta dall’Italia nelle riunioni di coordinamento nei Paesi beneficiari e nei comitati di gestione a Bruxelles. La DGIE, inoltre, fornisce ai funzionari all’estero il supporto necessario al fine di instaurare contatti proficui e continuativi con le Delegazioni della Commissione europea.

Presso la DGIE è stato altresì istituito un “tavolo di consultazione” composto da interlocutori provenienti dalle altre Amministrazioni centrali, dagli Enti regionali e locali, dalle ONG, dagli organismi rappresentativi degli interessi di categoria e da esperti attivi nel settore della cooperazione comunitaria.

Il tavolo di consultazione risponde ad un duplice scopo:

A) Attivare un meccanismo permanente di consultazione sui programmi di assistenza, che coinvolga i soggetti sopra indicati nel processo di definizione della posizione italiana;

B) Predisporre un efficace sistema in rete per la diffusione capillare delle informazioni sui documenti discussi in seno ai Comitati a Bruxelles.

L’iniziativa ha raccolto consensi significativi, come dimostra l’ampia e qualificata partecipazione alle riunioni periodiche, che hanno consentito di mettere a sistema le risorse della comunità di funzionari, esperti e professionisti operanti nel settore della cooperazione comunitaria.

Il tavolo di consultazione costituisce ormai un foro essenziale di discussione sull’aiuto esterno dell’Unione Europea. I membri del tavolo ricevono costantemente sia i documenti relativi ai programmi e alle proposte di finanziamento che saranno discusse nei Comitati, sia i resoconti delle riunioni che si tengono a Bruxelles.

 


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