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Governo Italiano

Allargamento Unione Europea

 

Allargamento Unione Europea

  Ogni Stato europeo che aspiri a diventare membro a pieno titolo dell’UE deve soddisfare le condizioni politiche ed economiche note come "criteri di Copenaghen", fissati dal Consiglio Europeo del dicembre 1993, secondo i quali ogni candidato deve:

  • aver raggiunto una stabilità istituzionale tale da garantire la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, il principio di legalità e i diritti delle minoranze;                   
  • avere un'economia di mercato funzionante e in grado di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione;                   
  • adempiere agli obblighi inerenti all'adesione, adottare le regole, le norme e le politiche comuni che costituiscono il corpo della legislazione dell' UE.

L'Ue assiste questi Paesi nel recepimento dell'acquis comunitario e offre assistenza finanziaria per accelerare l'avvicinamento agli standard UE attraverso lo strumento di pre-adesione IPA (Instrument of PreAccession)

Recenti allargamenti

Il 1° luglio 2013 la Croazia è diventata il 28°Stato Membro dell’Unione Europea, al termine del processo di ratifica da parte dei 27 Stati Membri dell’Atto di adesione firmato nel dicembre 2011, firmato a seguito di un negoziato avviato nel 2005.

Tale successo si aggiunge a quello realizzato il 1° maggio 2004 con l’adesione di 10 nuovi Stati Membri (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria) che ha rappresentato il più grande allargamento della storia dell’Unione Europea in termini di ampiezza e diversità. Ad essi si sono aggiunti il 1° gennaio 2007 la Bulgaria e la Romania.

Future prospettive di allargamento 

L’Italia sostiene con convinzione la strategia di allargamento dell’UE verso i Balcani Occidentali e la Turchia, in quanto strumento politico essenziale per garantire il consolidamento della democrazia, della sicurezza e della stabilità politico-economica ai nostri confini nonché per rafforzare l’Unionesia sul piano interno che su quello internazionale. 

Nel giugno 2012 sono stati avviati i negoziati di adesione con il Montenegro,che hanno già portato all’apertura di sedici capitoli negoziali, gli ultimi quattro dei quali apertinel dicembre 2014, durante il nostro Semestre di Presidenza del Consiglio dell’UE.

I negoziati di adesione con la Turchia sono stati avviati nell’ottobre del 2005, portando all’apertura di 14 capitoli negoziali. La questione turco-cipriota, tuttavia, continua a pregiudicare la continuazione del negoziato di adesione di Ankara all’UE.

Alla luce dei progressi ottenuti sul piano della normalizzazione delle relazioni fra Belgrado e Pristina, nel gennaio 2014 sono stati avviatii negoziati di adesione con la Serbia;nel luglio 2014 è stato parafato l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione tra UE e Kosovo.

Alla ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia è stato riconosciuto lo status di Paese candidato nel dicembre 2005; l’avvio formale dei negoziati è collegato alla soluzione della questione del nome ufficiale del Paese. 

Nel giugno 2014 lo status di Paese candidato è stato riconosciuto anche all’Albania, che potrà avviare i negoziati di adesione una volta data attuazione alle raccomandazioni della Commissione Europea. 

La Bosnia-Erzegovina non soddisfa ancora i presupposti per la presentazione di una “candidatura credibile” all’UE.

I negoziati di adesione con l’Islanda, iniziati nel 2010, sono stati sospesi su richiesta del Governo di Reykjavík dopo le elezioni politiche dell’aprile 2013.


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