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Governo Italiano

Turchia

 

Turchia

Scheda generale

Introduzione

La politica estera

L'economia

 

Scheda generale

Capo dello Stato: Abdullah Gül
Capo del Governo: Recep Tayyip Erdogan
Ministro degli Esteri: Ahmet Davutoğlu

Superficie: 814.578 Kmq
Popolazione: 71,5 milioni abitanti (censimento 2008)
Capitale: Ankara
Lingua: turco
Moneta: Lira turca

 

Introduzione

La Turchia è una Repubblica parlamentare basata sui principi di laicità, modernizzazione e nazionalismo propri del padre fondatore Mustafa Kemal "Atatürk". Il potere legislativo è esercitato dall’Assemblea Nazionale (Parlamento unicamerale) composto da 550 deputati eletti con un sistema proporzionale corretto da una soglia di sbarramento del 10%.

Tra i compiti del Capo dello Stato, vi è quello di presiedere il Consiglio di Sicurezza Nazionale -importante organo costituzionale in cui siedono i massimi vertici delle Forze Armate e del Governo- e al quale spettano le decisioni riguardanti l'integrità, l'indipendenza e la sicurezza dello Stato. Ai militari la Costituzione garantisce una grande autonomia ed il ruolo di garanti della Repubblica turca, svincolandoli dalla dipendenza gerarchica dal Ministro della Difesa.

Il mandato del Primo Ministro Erdoğan, espressione del partito AKP, è stato rinnovato per la terza volta nel giugno 2011. Tale Governo si caratterizza da un deciso impulso riformista, sia in ambito economico che in ambito politico-sociale. Negli ultimi anni, anche a seguito delle riforme richieste dall’Unione Europea, la Turchia ha modificato il proprio sistema attraverso l’introduzione di importanti misure, quali la modifica in senso più garantista dell’art. 301 del codice penale (“offesa alla turchicità”), l’approvazione della Legge sulle Fondazioni e, da ultimo,  dell’emendamento della stessa Legge, volto a consentire la restituzione alle minoranze religiose delle proprietà immobili loro appartenenti riconosciute nel Trattato di Losanna del 1923 e nazionalizzate nel 1936.

Ad Ankara vengono riconosciuti progressi compiuti anche nel campo dei diritti culturali (canale televisivo in lingua curda e trasmissioni radiofoniche in armeno) e nel controllo civile sui militari (con la ridefinizione delle competenze dei giudici civili per i reati gravi da essi commessi). Tuttavia in alcuni settori, quali ad esempio la libertà di stampa o i diritti delle donne, la Turchia deve ancora progredire verso un sistema più garantista nei confronti dei propri cittadini.
Prossime elezioni parlamentari: estate 2015
Prossime elezioni del Presidente della Repubblica: 2014

 

La politica estera

Per Ankara l’adesione all'Unione Europea rimane una priorità nonostante il processo negoziale di allargamento alla Turchia (iniziato il 3 ottobre 2005) proceda a rilento, ostacolato dalla questione cipriota e da perplessità politiche di alcuni Paesi membri. La strada dell’UE viene quindi ancora perseguita con determinazione, ma rappresenta una delle dimensioni della politica estera turca, sempre più modellata dalla dottrina della cd. “profondità strategica” elaborata dall’attuale Ministro degli esteri Davutoglu fin dal 2001.

Obiettivo centrale della sua politica estera è la stabilizzazione dell’area che la circonda. In un primo tempo, questa finalità è stata perseguita allacciando e rafforzando relazioni politiche ed economiche con i propri vicini mediorientali.
E’ stata pragmaticamente rivista alla luce degli sviluppi della “primavera araba”. In un secondo tempo, si è espressa in un contributo all’intervento umanitario della comunità internazionale in Libia ed in un graduale raffreddamento nei confronti di quei regimi che soffocando le aspirazioni democratiche minando la stabilità mediorientale.
Unico Paese NATO a maggioranza musulmana, Ankara svolge quindi un ruolo sostanzialmente complementare rispetto alle alleanze classiche con gli Stati Uniti e l’Europa.

 

L'economia

L’economia turca si sta sviluppando a ritmi sostenuti (nel 2010 il PIL turco e' cresciuto dell’8,9%), consentendo di assorbire la disoccupazione. Il tasso di disoccupazione nel maggio 2011 è infatti sceso al 9,4%, (-1,6% rispetto allo stesso periodo del 2010). Tuttavia questo livello di crescita sta acuendo il rischio di surriscaldamento dell’economia. L’inflazione si è attestata nel 2010 al 6,4%, ben al di sopra della soglia del 5,5% fissata dalla Banca Centrale Turca.
Il secondo rischio è collegato all’arrivo di investimenti speculativi, qualora il tasso di interesse rimanga elevato per contenere l’inflazione. Proprio per questa ragione, applicando una politica monetaria “non-ortodossa”, ad inizio agosto 2011 la Banca Centrale turca ha tagliato dello 0,5% il tasso d'interesse di riferimento, portandolo a 5,75%.

Nei primi sette mesi del 2011 l’interscambio della Turchia con il resto del mondo ha sfiorato i 218 mld/$, con esportazioni pari a 77,47 mld/$ (+20,5%) e importazioni per un valore totale di 140,51 mld/$ (+41,3%). Il saldo della bilancia commerciale continua a rimanere gravemente in rosso con -63,04mld/$. L’Italia, nel periodo in considerazione, si è confermata al quarto posto tra i partner commerciali della Turchia.

 


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