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Politica Europea di Vicinato

 

Politica Europea di Vicinato

Quadro Generale

Gli interessi e gli obiettivi dell’UE in tema di stabilità, crescita economica e promozione dei valori fondamentali sono alla base delle relazioni tra UE e i Paesi partner che si trovano al di là delle sue frontiere (Algeria, Marocco, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Palestina, Siria, Armenia, Azerbaijan, Georgia, Moldova, Ucraina, Bielorussia). La Politica Europea di Vicinato (PEV) rappresenta il contesto e lo strumento specificamente dedicato al raggiungimento di queste finalità, attraverso la conclusione di Accordi di Associazione comprensivi di aree di libero scambio con i Paesi interessati, tesi a favorire il dialogo politico, le riforme democratiche, l’integrazione dei mercati, la crescita economica e la gestione della mobilità delle persone.

Il progetto di Politica Europea di Vicinato nasce nel 2004 in concomitanza con il quinto allargamento dell’Unione, con l’obiettivo strategico di riunire sotto un unico ombrello i Paesi divenuti “nuovi vicini”, favorendo uno sviluppo equilibrato delle relazioni con i Vicini dell’Est (Armenia, Azerbaijan, Georgia, Moldova, Ucraina, Bielorussia) e del Sud (Algeria, Marocco, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Palestina, Siria). Successivamente – per rafforzarne l’efficacia – sono state definite nuove strategie a  carattere regionale, che hanno visto la creazione dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) nel luglio 2008 e del Partenariato Orientale (PO) nel maggio 2009.

Rinnovata nel corso del 2015 per renderla maggiormente efficace e rispondente al mutato contesto geopolitico e alle nuove sfide che insistono ai confini esterni dell’UE, la nuova PEV adotta oggi un nuovo approccio tendente – attraverso una maggiore flessibilità, differenziazione e  compartecipazione - a trasformare le relazioni UE-Partner in una “partnership tra eguali”. Ciò attraverso l’identificazione congiunta di obiettivi e strumenti condivisi, atti a promuovere gli interessi e i valori dell’UE in un ottica inclusiva e non antagonizzante, nei confronti di attori statuali e regionali collocati oltre il Vicinato.

 

Dimensione mediterranea

La PEV ha esercitato un ruolo cruciale anche a fronte degli eventi delle primavere arabe, che hanno modificato l’assetto politico della sponda Sud del Mediterraneo, regione da cui provengono i principali rischi sistemici per l’Europa, sotto il profilo di sicurezza, economico e migratorio. In particolare, su questo versante del Vicinato l’UE ha contribuito - attraverso un costruttivo dialogo politico e iniziative di carattere economico e finanziario - allo svolgimento  dei processi elettorali in Egitto, Algeria, Libia e Tunisia; all’avvio di Piani d’Azione avanzati e di negoziati per la realizzazione di aree di libero scambio ampie e approfondite con Marocco, Tunisia e Giordania; al sostegno finanziario verso i Partner maggiormente esposti a situazioni di crisi; alla promozione del dialogo sui temi migratori che ha portato alla conclusione di Partenariati per la mobilità con Marocco, Tunisia e Giordania.

Dimensione Orientale

La dimensione Est della PEV si sostanzia invece nel Partenariato Orientale (PO), rivolto ad Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldova, Ucraina, lanciato ufficialmente in occasione del Vertice di Praga del 7 maggio 2009. L’apporto dell’Unione alle dinamiche del Vicinato Orientale si concretizza nel perseguimento degli obiettivi di lungo termine del PO, vale a dire integrazione economica, associazione politica e libertà di movimento tra l’UE ed i Partner dell’Est. Strumenti per raggiungere i citati obiettivi sono la firma di Accordi di Associazione tra l’UE e i Paesi interessati, la creazione di aree di libero scambio ampie ed approfondite,  la prospettiva di accordi di facilitazione nel rilascio dei visti; la conduzione di quattro piattaforme tematiche su Democrazia, integrazione economica con l’UE, sicurezza energetica e contatti fra le società. L’impegno dell’UE si sviluppa, da un lato, nell’ incoraggiare i tre Paesi (Ucraina, Georgia, Moldova) che nel 2014 hanno sottoscritto Accordi di associazione comprensivi di Area di libero scambio ampia e approfondita (AA/DCFTA), ad attuare le riforme ivi previste e, dall’altro, nel perseguimento - attraverso formule contrattuali ad hoc - di relazioni più approfondite ed ambiziose con gli altri Partner orientali (Armenia, Azerbaijan e Bielorussia) che non hanno sottoscritto gli Accordi di associazione. Per quanto concerne la libertà di movimento tra UE e i Paesi del PO, la Moldova ha completato nel 2104 il processo di liberalizzazione dei Schengen; identici processi sono stati finalizzati nel 2017con Georgia ed Ucraina.

Il Vertice del Partenariato Orientale svoltosi a Bruxelles il 24 novembre 2017 ha sancito l’adozione del documento operativo contenente i “20 deliverables for 2020”, una roadmap in venti punti (da realizzare nel prossimo triennio) nelle quattro aree già identificate come prioritarie al precedente Summit di Riga (2015), ovvero: sviluppo economico ed opportunità di mercato, rafforzamento delle istituzioni e del buon governo, connettività, efficienza energetica, ambiente e cambiamenti climatici, mobilità e contatti people-to-people.

 


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