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Governo Italiano

Principali relazioni tra UE e Paesi terzi vicini

 

Principali relazioni tra UE e Paesi terzi vicini

RELAZIONI UE - RUSSIA

L’Italia sostiene in sede europea una linea finalizzata a ribadire alla controparte russa la necessità di rispettare i valori ed i principi che ispirano la politica estera della UE (quali il rispetto dei diritti umani, il rispetto dello stato di diritto, la piena libertà degli Stati sovrani nello scegliere forme di associazione politica e di integrazione economica e il rispetto delle regole del libero mercato) e la necessità di proseguire una linea di dialogo con Mosca (che resta un interlocutore necessario nella risoluzione delle crisi internazionali, oltre che in altri dossier di interesse strategico). L’approccio del “doppio binario” salda pertanto la necessaria fermezza in presenza di violazioni del diritto internazionale con il dialogo sulle tematiche di comune interesse.

I cinque principi guida dell'approccio collettivo degli Stati Membri e della UE nei confronti di Mosca sono stati stabiliti nel Consiglio Affari Esteri del 2016 : I) attuazione delle intese Minsk quale pre-condizione per sostanziali cambiamenti nelle relazioni euro-russe; II) sostegno a Partner orientali e Paesi dell'Asia Centrale; III) rafforzamento della resilienza della UE; IV) "selective engagement" con Mosca; V) sostegno alla società civile russa ed ai contatti "people-to-people".

RELAZIONI UE - PAESI EFTA E SEE

L'Associazione europea di libero scambio (EFTA - European Free Trade Association) è un'organizzazione intergovernativa istituita per la promozione del libero scambio e l'integrazione economica a beneficio dei suoi quattro Stati membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Tre degli Stati EFTA (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) aderiscono all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo - SEE (EEA - European Economic Area) con l’Unione Europea, firmato il 2 maggio 1992 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1994. L’Accordo SEE - che riunisce gli Stati membri della UE ed i tre Stati EFTA/SEE in un mercato unico, indicato come "mercato interno" - permette ad Islanda, Liechtenstein e Norvegia di partecipare al mercato interno senza essere membri della UE, sulla base di un processo di adeguamento automatico all’acquis comunitario in tema di mercato interno, estendendo ai tre Paesi EFTA/SEE, in maniera sostanziale, le “quattro libertà” di circolazione del mercato unico (merci, persone, servizi e capitali), ma senza cessione di sovranità e prevedendo organismi congiunti per i processi decisionali.

A fronte della partecipazione a pieno titolo al mercato interno, i tre Stati EFTA/SEE hanno concordato di contribuire a ridurre le disparità sociali ed economiche esistenti tra le regioni dello Spazio Economico Europeo mediante finanziamenti per progetti di investimento e sviluppo in determinati settori prioritari (EEA Grants), integrati da un separato sistema bilaterale di finanziamenti istituito dalla Norvegia nel 2004 (Norway Grants). Nel quadro degli stanziamenti totali di entrambi i Meccanismi Finanziari 2014-2021 – SEE e Norvegia - è prevista l’istituzione di due fondi globali destinati a finanziare progetti contro la disoccupazione giovanile.

RELAZIONI UE - SVIZZERA

L’Italia ha seguito con attenzione l’attuazione del dettato costituzionale nella Confederazione Svizzera a seguito dell’esito del referendum “contro l’immigrazione di massa” del 9 febbraio 2014 ed ha fattivamente sostenuto ed incoraggiato gli sforzi di Berna e Bruxelles affinché fosse individuata una soluzione concordata che consentisse alla Svizzera di rispettare i risultati del referendum, ma al contempo che fosse compatibile e rispettosa dei principi cardine della UE, evitando la denuncia dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALCP)  e, a cascata, degli altri sei Accordi Bilaterali I del 1999 connessi giuridicamente tra di loro a mezzo della cosiddetta “clausola-ghigliottina”. Con l’approvazione dei decreti attuativi della legge sugli stranieri è giunto a conclusione il complesso iter legislativo e regolamentare iniziato con il referendum sull'immigrazione di massa del 2014.

Il Governo italiano sostiene fortemente anche il negoziato per pervenire alla conclusione di un nuovo Accordo sul quadro istituzionale UE-Svizzera (o Accordo di facilitazione), di fondamentale importanza per superare sia l’attuale frammentazione settoriale della partecipazione svizzera al mercato europeo, che le criticità determinate dal mancato adeguamento automatico della normativa elvetica all’acquis comunitario ed alla giurisprudenza della Corte di giustizia della UE.

RELAZIONI UE - STATI EUROPEI DI RIDOTTE DIMENSIONI (REPUBBLICA DI SAN MARINO, PRINCIPATO DI MONACO E PRINCIPATO DI ANDORRA)

Dal marzo 2015 è in corso un negoziato tra i Paesi europei di ridotte dimensioni e la UE finalizzato alla progressiva integrazione di questi ultimi nel mercato interno europeo. L’Italia continua a seguire con attenzione lo sviluppo delle varie sessioni negoziali per uno o più Accordi di associazione tra la Repubblica di San Marino, il Principato di Monaco ed il Principato di Andorra, da un lato, e la Commissione europea, dall’altro, ed continua ad incoraggiare la prosecuzione del dialogo. La conclusione dell'Accordo di associazione con i tre Stati rappresenterebbe un passo ulteriore nel rafforzamento del mercato interno europeo, mentre i tre Stati otterrebbero un'apertura economica significativa dei rispettivi settori produttivi al mercato UE, ferma restando la tutela delle rispettive specificità nazionali. Il mandato negoziale prevede la possibilità di tutelare le specificità delle relazioni di prossimità tra i tre Stati europei di piccole dimensioni e gli Stati membri della UE.


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