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Governo Italiano

Anticorruzione

 

Anticorruzione

La globalizzazione dell’economia e degli investimenti ed il movimento transfrontaliero di persone e di capitali richiedono una  crescente attenzione della politica estera italiana su due fronti:

-        la collaborazione tra le diverse giurisdizioni nella reciproca assistenza giudiziaria, penale civile e amministrativa;

-        la definizione, nelle principali sedi multilaterali, di politiche di integrità pubblica e privata e strategie comuni di prevenzione e contrasto alla corruzione.

La diffusione della cultura della legalità e l’adozione di strumenti di lotta ai comportamenti illeciti e al malaffare possono meglio garantire la competizione fra sistemi economici, la leale concorrenza tra imprese, la qualità della crescita e degli investimenti, l’utilizzo efficace di risorse pubbliche ed un più elevato livello di servizi.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con un’azione mirata di “diplomazia giuridica dell’anticorruzione”, promuove e sostiene ambienti economici legalmente orientati a fini di crescita sostenibile.

La diplomazia giuridica dell’anticorruzione si declina in particolare:

- nella ricerca di una maggiore armonizzazione tra gli ordinamenti giuridici (che precede e favorisce la cooperazione in questo settore);

- nella promozione di iniziative di assistenza tecnica finalizzate alla formazione, al rafforzamento delle istituzioni ed all’ammodernamento dei quadri normativi.

Tale azione si inserisce nell’ambito di una sfida globale che è parte integrante dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’Obiettivo 16 integra una linea di indirizzo cross cutting, a valenza orizzontale; in particolare, l’Obiettivo 16.5 mira a ridurre sensibilmente la corruzione e gli abusi di potere in tutte le loro forme, per promuovere lo stato di diritto e creare istituzioni efficaci, trasparenti e responsabili.

Sul piano dell’interesse nazionale, la diplomazia giuridica dell’anticorruzione vuole contribuire a ridurre lo iato tra l’immagine del Paese all’estero e la realtà dell’ordinamento giuridico e del sistema economico dove non mancano presìdi efficaci, anche rispetto al confronto internazionale, per la prevenzione e il contrasto ad ogni forma di illegalità.

Il MAECI partecipa attivamente ai lavori del G20, del G7 e dell’OCSE in questa materia. Nei competenti gruppi, e in particolare nel G20 Anti-Corruption Working Group   promuove una visione olistica del fenomeno corruttivo, evidenziando i suoi collegamenti con il crimine organizzato e il riciclaggio di capitali illeciti, anche nell’ottica di una moderna declinazione dei principi di responsabilità d’impresa e di compliance.

La Farnesina inoltre assicura, d’intesa con altre Amministrazioni e con l’ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione), un adeguato coinvolgimento italiano nelle strategie anticorruzione delle Organizzazioni Internazionali e negli esercizi di valutazione-Paese peer review (ai sensi delle Convenzioni UNCAC, dell’OCSE e del Consiglio d’Europa contro la corruzione) e l’attuazione e monitoraggio degli obblighi ed impegni assunti dal nostro Paese.

Le delegazioni italiane presso i fori multilaterali anticorruzione presentano le buone prassi sotto il profilo della disciplina legislativa e del funzionamento operativo degli apparati giudiziari e amministrativi di contrasto - anche patrimoniale - ai circuiti economici illegali. Vengono inoltre valorizzate iniziative di assistenza tecnica e di formazione incentrate, fra l’altro, sui temi dell’asset recovery, con particolare attenzione alla reimmissione nell’economia formale o la destinazione a fini sociali dei beni sequestrati.

L’Italia sostiene un approccio multi-shareholder, coinvolgendo il settore privato e la società civile nella definizione di politiche di prevenzione e contrasto alla corruzione. Il nostro Paese promuove, a livello internazionale, la messa a punto di indicatori oggettivi, basati non sulla percezione quanto sull’esperienza diretta di cittadini e imprese per fatti di corruzione, per misurare l’effettiva ampiezza del fenomeno corruttivo e consentire di adottare misure di contrasto più appropriate.

IL RUOLO DELL’ITALIA NEI PRINCIPALI FORI GLOBALI PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE

Sia nelle sedi multilaterali che nelle relazioni bilaterali con specifici Paesi, l’Italia ha assunto un ruolo propositivo, valorizzando il rinnovato sforzo nazionale in tema di prevenzione e contrasto della corruzione, nel quadro dell’agenda di riforme strutturali adottate nel nostro Paese.

In particolare l’Italia:

- ha presieduto, con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, la Conferenza OCSE sulla Corruzione Internazionale (Parigi 16 marzo 2016)

I Ministri, in questa sede, hanno confermato il loro impegno nell’implementare la Convenzione e rimarcato l’importanza di un robusto apparato legislativo in materia di anticorruzione, protezione dei whistleblowers, rafforzamento della partnership tra settori pubblico-privato e società civile;

- ha fornito un rilevante contributo all’ UK Anti-Corruption Summit (Londra 12 maggio 2016) ricevendo apprezzamenti dagli Organismi internazionali per la qualità degli impegni (commitments) assunti nell’occasione e un pubblico riconoscimento delle Autorità britanniche per le misure di contrasto patrimoniale (sequestro, confisca) utilizzate in materia di corruzione;

- grazie al nuovo ruolo dell’ANAC, l’Italia ha elevato il proprio profilo sul versante della prevenzione e lo sviluppo delle collaborazioni con l’OCSE, l’OLAF e la BEI; l’Autorità ha stipulato intese tecniche bilaterali con Autorità corrispondenti di altri Paesi;

-In ambito G20, l’Italia partecipa ai lavori dell’ Anti-Corruption Working Group (ACWG) operativo dal 2010. Nel 2014 è stata co-Presidente del Gruppo di Lavoro insieme all’Australia, guidando la definizione ed adozione degli Alti Principi G20 sulla Beneficial Ownership Transparency (BOT) al fine di affrontare i rischi derivanti dall'opacità delle persone giuridiche e delle disposizioni normative, tutelando l'integrità e la trasparenza del sistema al fine di prevenire la corruzione, l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. Nel 2015, sotto la Presidenza di Turchia e Stati Uniti, l'Italia ha contribuito alla definizione dei Principi G20 per promuovere l'integrità negli appalti pubblici. L'iniziativa mirava a rafforzare i sistemi di appalti basati sulla trasparenza, la concorrenza e criteri oggettivi nel processo decisionale per prevenire la corruzione, anche attraverso  l’utilizzo di nuove tecnologie (appalti elettronici).

Nel 2016, anche alla luce della vicenda dei Panama Papers, il contributo italiano si è concentrato sulla presentazione all' ACWG dei fondamenti del sistema nazionale di recupero dei beni e dell’esperienza nel campo dell’assistenza tecnica anticorruzione. Nel 2017, l’Italia ha inoltre esposto i tratti principali del regime giuridico in materia di responsabilità delle persone giuridiche (D. Lgs. 231/2001). Tale presentazione ha offerto inputs per l'adozione degli Alti Principi G20 sulla responsabilità degli enti per fatti di corruzione, adottati al Vertice G20 di Amburgo. E’ stata inoltre presentata una relazione sui legami tra criminalità organizzata e corruzione, in vista di una possibile azione dell'ACWG

-In ambito G7, in continuità con l’azione svolta dalla precedente Presidenza giapponese, la Presidenza italiana ha promosso l'adozione per consenso di “key messages” sull'integrità nel settore pubblico

Nello stesso contesto, la Presidenza italiana ha organizzato un innovativo seminario di alto livello sulla misurazione della corruzione (Roma, 27 ottobre 2017) con l'intento di stimolare una rappresentazione più accurata e affidabile dei livelli effettivi di corruzione e tracciare il nesso tra corruzione e variabili economiche e sociali, in modo tale da affinare gli interventi di prevenzione e repressione e ridurre lo iato esistente tra percezione soggettiva del fenomeno corruttivo e realtà effettuale dell’ordinamento giuridico. 

- In ambito UNCAC, in aderenza all’approccio olistico al fenomeno corruttivo, l’Italia ha sponsorizzato l’adozione di una Risoluzione sulla corruzione nello sport (Ris. 7/8/2017). Sono varie le forme di malaffare che si manifestano nel mondo sportivo: manipolazione di gare(match fixing), scommesse illegali, doping, devianze nell’assegnazione dei grandi eventi sportivi e turbativa degli appalti e delle concessioni ad essi collegati, ecc.; ma oltre gli specifici illeciti, vi sono conseguenze dannose anche sul piano valoriale, tenuto conto dell’importanza dello sport e dei valori olimpici di integrità e leale competizione per lo sviluppo della personalità umana.

INIZIATIVE MAECI

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha avviato un coordinamento delle attività internazionali anticorruzione, presso la Direzione Generale per la Mondializzazione (DGMO). Tale coordinamento si esplica in particolare nella conduzione di un tavolo inter-istituzionale sull’anticorruzione, che riunisce le principali Amministrazioni ed Enti competenti (inclusi l’ANAC e la GdF). Il Tavolo, implementando una mission di networking, costituisce una prassi innovativa per la Pubblica Amministrazione per sviluppare sinergie e scambio di informazioni e migliorare la partecipazione italiana alle attività internazionali anticorruzione.

Tra i risultati del Tavolo di coordinamento nei primi due anni di vita, grazie al contributo di tutti gli enti partecipanti, si evidenziano:

-        l’innalzamento dei livelli qualitativi di partecipazione ai Fora multilaterali anticorruzione;

-        una migliore proiezione del Paese sul piano ordinamentale;

-        la garanzia di un’azione nazionale coerente, interistituzionale ed intersettoriale;

-        la verifica continua dell’adeguamento alle norme, gli standards e le linee guida concordate sul piano multilaterale.

Nella prospettiva di coinvolgimento del settore privato, si inquadra la collaborazione in chiave multi-shareholder con Transparency International-Italia e grandi imprese italiane per presentare in selezionati punti della rete estera esempi di buone pratiche di trasparenza, integrità, anticorruzione nei modelli organizzativi aziendali.

A dicembre 2017, per la prima volta tre Sedi diplomatiche – Ambasciate Italiane a Oslo e a Washington e Rappresentanza OCSE a Parigi – hanno ospitato altrettanti eventi per illustrare, nei contesti locali, gli strumenti organizzativi adottati dalle imprese per prevenire comportamenti illeciti e fatti corruttivi.

Tale iniziativa, denominata Italian Business Integrity Day, ha permesso di veicolare il messaggio di un impegno anche del settore privato nel definire e diffondere una cultura della lotta alla corruzione più efficace ed integrata, in un’ottica di Sistema Paese, tesa inoltre a creare migliori condizioni di attrazione delle imprese estere nel mercato italiano.

Tra le altre iniziative del Ministero in questo ambito, prima in ordine di tempo è stato l’evento di public diplomacy tenutosi il 13 dicembre 2016 in concomitanza con la Giornata internazionale anticorruzione, sul tema: lotta alla corruzione, crescita economica e attività delle imprese italiane all’estero. Vi hanno partecipato numerosi Ambasciatori accreditati a Roma, la stampa estera e nazionale, rappresentanti di imprese, Amministrazioni ed enti, esponenti della Magistratura, degli ambienti legali ed accademici, categorie professionali, Forze dell’Ordine, società civile.


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