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Governo Italiano

Esteri News - Il Notiziario della Diplomazia Italiana - edizione speciale del 19 maggio 2008

 

Esteri News - Il Notiziario della Diplomazia Italiana - edizione speciale del 19 maggio 2008

Il Forum della Pubblica Amministrazione, che si è svolto dal 12 al 15 maggio presso la nuova Fiera di Roma, ha costituito l’occasione per il Ministero degli Esteri per illustrare i nuovi servizi innovativi destinati ai cittadini e alle  imprese.
I nuovi servizi rispondono alle esigenze di razionalizzare la rete informatica al servizio del Paese. La Farnesina ha presentato il consolato digitale e il progetto @doc. Il primo progetto sarà operativo entro la metà del 2009  e consentirà, tramite una piattaforma informatica per la gestione integrata dei dati e delle funzioni consolari, l’erogazione di servizi consolari online. @doc invece prevede la gestione dell’ingente mole di comunicazioni scritte che ogni giorno il ministero scambia con la propria rete e con le altre amministrazioni.  La sua attuazione è prevista per la fine del 2009.
Il progetto consentirà di abbattere drasticamente, e in prospettiva di eliminare, il consumo di carta e nel contempo applicare tecniche di nuova generazione di archiviazione digitale, ricerca automatica di contenuti e creazione dei fascicoli digitali.
Quanto conta l’innovazione per la Farnesina, che dispone di una rete di trecentosessanta  uffici in tutto il mondo, fatta di ambasciate e rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali, consolati istituti di cultura e uffici di cooperazione allo sviluppo? Quali scelte stanno alla base degli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche?
Lo abbiamo chiesto al Segretario Generale della Farnesina, l’Ambasciatore Giampiero Massolo: “La Farnesina è un Ministero aperto, un Ministero che si vuole aprire alla propria utenza, ai cittadini alle imprese, un Ministero che crede nella tecnologia e sta facendo un investimento molto  potente in tecnologia. Questo proprio per offrire dei servizi non solo nuovi, ma anche accessibili, il consolato digitale, la smaterializzazione che ci aiuta a razionalizzare la circolazione interna della carta. Un sito internet che è un vero e proprio portale di accesso, in altre parole, un’amministrazione semplice e accessibile.
D. Quali sono i vantaggi più significativi?
R. “I vantaggi intanto sono evidentemente per l’utenza che potrà accedere senza spostarsi talvolta da casa. Pensi solo, per esempio a distanze come i consolati in America Latina, o in Australia o in paesi dove bisogna percorrere lunghe distanze in aereo per arrivare ai servizi dei consolati. Dall’altra parte questo aiuta anche una migliore razionalizzazione della rete all’estero, un migliore impiego del personale, e per quanto riguarda il Ministero intanto un grande risparmio di carta e poi anche qui di nuovo una grande rapidità nell’accedere alle informazioni e nel diffonderle.”
D.  Ma conosciamo più nel dettaglio i progetti architettati dalla Farnesina e che saranno operativi nel 2009. Cosa è il consolato digitale? Lo abbiamo chiesto al Ministro Plenipotenziario Carla Zuppetti, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e alle Politiche migratorie.
R. “Il Consolato digitale è  la prospettiva, l’obiettivo che noi abbiamo, verso il quale tendiamo e stiamo lavorando per realizzarlo e dovremmo essere in grado di poterlo realizzare a partire dalla seconda metà del prossimo anno. Il consolato digitale, lo abbiamo voluto definire in questo modo perché renderà possibile una serie abbastanza articolata di servizi direttamente online. E quegli stessi servizi che oggi vengono erogati attraverso un passaggio in consolato o negli uffici consolari o attraverso dei colloqui, ma che comunque devono essere seguiti anche dalla presenza di una persona, possono essere invece poi realizzati grazie all’integrazione che ci sarà delle banche dati anagrafica, dell’ufficio consolare e altre banche dati esistenti; e questa piattaforma informatica potrà dialogare con le altre amministrazioni italiane che sono naturalmente la controparte; l’area indispensabile perché una persona che presenta una domanda di riconoscimento di  cittadinanza, è uno dei tanti esempi, possa essere trascritta poi nei registri di cittadinanza dei comuni di residenza in Italia. Rilasciare un passaporto: c’è bisogno, diciamo, di avere dei collegamenti che in questo caso avverrebbero attraverso la RIPA. Questa rete internazionale di connessione della Pubblica Amministrazione che l’amministrazione degli Esteri gestisce a proprio favore, ma a favore anche di quello che è il resto della Pubblica Amministrazione e in questo modo possono essere fatti dei controlli e dei riscontri con il Ministero degli Interni e con le Questure e gli altri Enti italiani che presiedono indirettamente o direttamente nel caso in cui ci sia bisogno di autorizzazione al rilascio di attività in un Consolato all’estero”.

Tra le iniziative messe in cantiere c’è anche “Invest your talent in Italy” un programma rivolto ad attrarre giovani cervelli indiani nei settori delle tecnologie, dell’informazione, del management e del design, collegati a tirocini presso aziende italiane.
Il Cons. Mauro Battocchi della Direzione Generale della Cooperazione Economica ci spiega come funziona il programma.
Cons. Mauro Battocchi: “Da due-tre anni abbiamo messo in campo, dico come Ministero degli Esteri, Ministero del Commercio Internazionale ora Sviluppo Economico, ICE, Unioncamere, un progetto nuovo che si chiama appunto “Invest your talent in Italy”. Un progetto di questo tipo accresce l’attrattività del nostro sistema universitario, dà incentivi agli studenti dei Paesi emergenti, in particolare dall’India e da quest’anno anche dalla Turchia, per venire in Italia anche tramite borse di studio mirate E poi questo è un “plus” molto importante, dà la possibilità di mettere in contatto gli studenti con le aziende, e le aziende quindi possono poi comprendere se si tratta di buone risorse e avvalersene per l’internazionalizzazione.
L’Italia è dotata di strumenti per attrarre studenti; si tratta di organizzare, mettere a rete queste risorse. Facciamo l’esempio dei corsi in inglese. Abbiamo scoperto che in Italia ci sono molte università che hanno corsi in materie di ingegneria, di management, di design già in inglese. E vi sono degli strumenti, delle piattaforme per formare stranieri già pronte; e pensiamo poi a strutture di accoglienza, realtà come ad esempio l’università di Trento, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano hanno fatto ormai enormi  passi. Anche a Roma LUISS e Tor Vergata stanno rapidamente guadagnando terreno rispetto alle università del nord.”
Tra le altre iniziative c’è anche quello del centro di servizi satellitari per l’Iraq nato da una collaborazione tra la Task Force  Iraq e Telespazio. Il centro di servizi garantisce l’interconnessione di reti satellitari e terrestri e la gestione operativa dei differenti servizi di telecomunicazioni satellitari dalle aziende, dalle organizzazioni umanitarie e dalle istituzioni italiane e irachene.
Conosciamo più da vicino quest’altra iniziativa con Fabio Lucchini Gilera, della Task Force Iraq del Ministero degli Esteri, progetto Prisma ricostruzione Iraq.
“E’ un’iniziativa abbastanza semplice, si tratta di una base dati che riprende tutti i progetti di ricostruzione nella provincia irachena del DIKAR. La provincia irachena del DIKAR è un po’ sotto il coordinamento italiano e l’unità di supporto alla ricostruzione della Task Force Iraq. Parliamo di una unità operativa della Direzione Generale Medio Oriente e del Mediterraneo ed ha il compito di coordinare tutti gli aiuti, tutti i progetti di qualsiasi fonte essi siano: americana, italiana, australiana, sudafricana, e quindi è necessario ad un certo punto avere una visione sinottica di tutti questi progetti e degli effetti che producono.”
L’utilizzo del satellite permetterà di avviare anche un altro importante servizio, quello di telemedicina, messo a disposizione dall’Unità di Crisi che vede l’utilizzo di due valigette satellitari portatili grazie alle quali sarà possibile effettuare diagnosi mediche a distanza in collegamento con ospedali in Italia specializzati in telemedicina  e operativi 24 ore su 24.
Massimiliano D’Antono, dell’Unità di Crisi della Segreteria Generale del Ministero, ci spiega come funzionerà questo servizio.
“Ci sarà un medico in valigia, un sistema di telemedicina utilizzato dal nostro ufficio,  l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri, che ci consente di poter effettuare delle diagnosi immediatamente in posti remoti del mondo dove non possibile avere una struttura sanitaria in loco. Sostanzialmente si tratta di una valigetta accompagnata da un tecnico che non ha bisogno di particolari conoscenze mediche ma che può connettersi via satellite con una struttura ospedaliera italiana, in questo caso il San Raffaele, e trasmettere dei dati relativi alla condizione clinica del paziente. Si possono effettuare degli elettrocardiogrammi, delle pirografie, la glicemia o misurazione della pressione, questo ci consente di avere il quadro clinico di un connazionale che si è trovato coinvolto in un incidente o in un atto  terroristico e poter così approntare tempestivamente le misure idonee per intervenire,  siano esse di carattere di pronto soccorso o di evacuazione e quindi predisporre  un mezzo aereo in questo caso adatto al trasporto di questo tipo di paziente”.


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