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Governo Italiano

Intervista all’Amb. Cangelosi, Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea

 

Intervista all’Amb. Cangelosi, Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea

Giornalista: Ambasciatore Rocco Cangelosi grazie per aver accettato il nostro invito.

Amb. Cangelosi: grazie a lei, buongiorno

Giornalista: buongiorno. Dopo la bocciatura franco-olandese della Costituzione europea del 2005 è arrivato il no dell’Irlanda al Trattato di Lisbona, versione alleggerita della precedente bozza; molti elettori irlandesi già prima della consultazione hanno dichiarato il voto contrario perché non ne capivano il contenuto. L’errore non sembra essere dunque nel Trattato ma nel modo di comunicarlo e di sottoporlo al referendum. Sono tematiche da proporre ai cittadini?

Amb Cangelosi: certamente il Trattato ha degli elementi diciamo tecnici al suo interno però, come lei sa, il Trattato è diviso in due parti: la prima parte è il Trattato sull’Unione e con una Costituzione voglio dire  piuttosto chiara, piuttosto limpida, quindi se uno si trattiene su quella parte, su quella prima parte del Trattato chiaramente vi trae delle conclusioni abbastanza chiare e abbastanza comprensibili. No io credo che il problema sia diverso, il problema è che dall’Europa si aspetta molto, ci sono molte aspettative, siamo in un periodo della cosiddetta globalizzazione dove l’identità è percepita come minacciata e, quindi, da parte di tutti i cittadini, a volte si reagisce in maniera non molto razionale. Lei pensi che arriveranno adesso per il Consiglio Europeo 400mila persone per protestare, ma non verranno a protestare perché il Trattato non è stato ratificato da parte dell’Irlanda, verranno a protestare perché i prezzi del petrolio salgono, perché i redditi  diminuiscono, perché l’inflazione aumenta, perché gli investimenti  non crescono, perché l’occupazione diminuisce. Questi sono i temi ai quali l’Europa deve dare una risposta  e noi abbiamo lavorato per dare all’Europa gli strumenti istituzionali per dare questo tipo di risposte. Io credo che questo argomento di una migliore comunicazione con i cittadini sia essenziale,  il problema è che effettivamente c’è una casta di leadership. E’ molto strano che tutte le volte che noi ci rivolgiamo ai cittadini non si riesca a far passare il messaggio dell’importanza dell’Europa in questo contesto della globalizzazione perché l’Europa è una risposta alla globalizzazione e su questa base bisogna effettivamente che il messaggio passi ai cittadini; è un problema di leadership, un problema di comunicazione che è stato affrontato, non ha dato i suoi risultati su questo ci dovremo soffermare. Ciò detto non credo che bisogna drammatizzare eccessivamente il risultato negativo né bisogna naturalmente ignorarlo,  bisognerà analizzarlo e vedere quali  risposte dare al riguardo.
 
Giornalista:  ecco, il Ministro degli Esteri  Frattini  ha sottolineato che il no irlandese è stato una doccia fredda ma che l’Europa deve andare avanti. Ritiene necessario continuare con le ratifiche o elaborare un altro disegno con inevitabili ripercussioni anche a livello di tempi.

Amb. Cangelosi: no, io credo che il Ministro Frattini si sia espresso in maniera molto chiara, io condivido completamente il suo pensiero, bisogna proseguire con le ratifiche e bisogna, nello stesso tempo, dare spazio e tempo agli irlandesi per poter farci conoscere quali sono i problemi che sono stati alla base della bocciatura del Trattato. Come lei sa, molti argomenti sono stati introdotti nella campagna elettorale: il problema della neutralità irlandese, il problema del sistema fiscale irlandese, il sistema della legge familiare con particolare riguardo all’aborto, ecco, fare una campagna sul no è molto facile, diventa molto più difficile contraddire delle affermazioni non veritiere che vengono fatte durante una campagna elettorale. Adesso credo che nel momento in cui, diciamo, le passioni elettorali si calmano, sarà più facile  proprio anche per gli irlandesi stessi, per la classe dirigente, spiegare meglio ai cittadini la situazione, poi questo compete alla sovranità irlandese prendere le decisioni più appropriate per quanto riguarda questo Trattato.


Giornalista: alcuni osservatori hanno anche ipotizzato una soluzione limite: l’entrata del Trattato senza l’Irlanda. E’ una soluzione tecnicamente percorribile?

Amb.Cangelosi: guardi non lo è tecnicamente perché giuridicamente, come lei sa, si procede all’unanimità, tanto meno lo è politicamente perché creerebbe un grave vulnus all’interno dell’Unione e quindi darebbe vita a un altro dibattito che si prolungherebbe nel tempo riaprendo, diciamo, un periodo di riflessione, deve esserci la riflessione, ma deve essere parallela, per il momento noi abbiamo bisogno di istituzioni stabili e forti per rispondere proprio a quei problemi di cui parlavo prima.

Giornalista: negli ultimi tre anni l’Europa ha allargato i propri confini a 12 nuovi Stati membri. Quali sono state le conseguenze dell’allargamento a paesi con reddito pro-capite inferiore alla media europea ha reso l’Europa più povera?

Amb. Cangelosi: guardi, l’allargamento è stato percepito negativamente, però, in realtà l’allargamento è una success story perché i risultati sono stati straordinari anche dal punto di vista economico. Il tasso di crescita medio dell’Unione Europea è stato mantenuto elevato grazie all’altissimo tasso di crescita che hanno conosciuto questi paesi dopo l’adesione. Abbiamo conosciuto tassi di crescita che si aggirano sul 7-8%, l’occupazione in quei paesi è aumentata, il mercato per i prodotti dei vecchi stati membri si è allargato, l’Unione Europea è diventata una potenza economica ancora più grande, quindi credo che non si possa parlare effettivamente di un impoverimento dell’Unione Europea, anzi io  credo che l’allargamento abbia contribuito ad una arricchimento dell’Unione Europea, poi effettivamente, in un contesto di globalizzazione, in un contesto come dicevamo prima di effetto a cascata di episodi che avvengono in parti lontane dall’Europa e che si ripercuotono all’interno del nostro mercato, non deve essere visto come un elemento provocato dall’allargamento, l’allargamento è invece, come dicevo prima, una risposta a questa globalizzazione, il modo di governare più paesi che hanno gli stessi obiettivi e che vogliono insieme percorrere la strada dello sviluppo e la strada della competizione e nello stesso tempo la strada dei diritti fondamentali. Non dimentichiamoci il grande dividendo politico che è derivato all’Unione Europea nel suo complesso dalla stabilità che deriva dall’ allargamento, la cosiddetta transformational diplomaci che ha consentito all’Unione Europea di plasmare la Costituzione dei nuovi Stati membri rendendola conforme ai principi fondamentali del diritto e della democrazia. Sono dei successi straordinari. Il fatto che l’Unione esporti democrazia e stabilità è un fatto straordinario, che non si deve ignorare e sul quale bisogna soffermarsi tutte le volte che si prendono delle decisioni che  riguardino l’Unione Europea.

Giornalista: al di là delle grandi questioni su cui l’Europa deve continuare ad interrogarsi, quali sono i principali temi concreti che saranno affrontati nel corso del prossimo Vertice europeo e quali risultati ci si attende?

Amb. Cangelosi: mentre il discorso per la ratifica del Trattato dovrà continuare, nel frattempo l’Unione Europea deve dare delle risposte concrete ai problemi che urgentemente vengono avvertiti dai cittadini e, soprattutto, i temi sono quelli dell’aumento del prezzo del petrolio, dell’aumento delle derrate alimentari, della sicurezza, della prospettiva anche di allargamento della collaborazione europea ai paesi del Mediterraneo e dei Balcani. I temi principali appunto riguardano soprattutto il prezzo del petrolio e quindi gli interventi da svolgere per contenere le spinte inflazionistiche e nello stesso tempo salvaguardare i redditi delle popolazioni più deboli. Nello stesso tempo bisognerà trovare il giusto equilibrio per la produzione di energie alternative, anche la produzione derivante dalle bio-masse e dai bio-carburanti, tenuto conto dell’esigenza di non provocare un aumento dei prezzi sui mercati. L’Europa deve dare queste risposte sui temi principali del Consiglio europeo credo che i Capi di Stato e di governo proprio anche alla luce di quello che è stato il risultato del referendum irlandese, faranno del loro meglio per dare delle risposte convincenti e per avviare delle politiche che diano risposte efficaci a queste forti esigenze che sono state manifestate da più parti in tutti i paesi europei.

Giornalista:  Ambasciatore, grazie per la sua disponibilità e per aver accettato il nostro invito.


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