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ESTERI NEWS, EDIZIONE SPECIALE DEL 20 GIUGNO 2008 L’Unità di Crisi della Farnesina

 

ESTERI NEWS, EDIZIONE SPECIALE DEL 20 GIUGNO 2008 L’Unità di Crisi della Farnesina

Mariangela Pira. Spesso sentiamo parlare di Unità di Crisi della Farnesina. In varie occasioni: dallo tsunami, agli incidenti aerei, agli attentati. Ma che cos’è l’Unità di Crisi della Farnesina? Sostanzialmente il Ministero degli Affari Esteri ha come impegno primario l’assistenza dei cittadini italiani all’estero in situazioni di emergenza. Cerchiamo dunque di capire il motivo della creazione di questa Unità di Crisi, con la responsabile dell’Unità di Crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni, qui al mio fianco. Grazie per essere con noi.

Elisabetta Belloni. Buongiorno.

Mariangela Pira. Per che cosa è stata creata l’Unità di Crisi e di che cosa si tratta.

Elisabetta Belloni. Il Ministero degli Esteri ha voluto dotarsi di uno strumento estremamente flessibile e agile per rispondere alle esigenze che i cittadini italiani all’estero  hanno in situazioni di emergenza. Questo strumento si è sviluppato nel corso degli anni a fronte di crisi che si verificano all’estero e che hanno assunto sempre più una valenza globale. E’ infatti vero che, se nel passato le crisi si identificavano con delle situazioni socio-politiche instabili, oggi le emergenze possono insorgere a causa di fenomeni completamente diversi a carattere globale. Delle calamità naturali, Lei ha menzionato lo tsunami, fino agli attentati terroristici, per non parlare poi di incidenti aerei, di epidemie, quindi anche fattori sanitari che fino a poco tempo fa erano del tutto sconosciuti in termini di esigenze degli italiani all’estero. Ebbene l’Unità di Crisi presso il Ministero degli Esteri, è quella struttura  che ha proprio il compito di analizzare in profondità questi fattori di rischio e di prepararsi a prevenire e intervenire in caso di necessità.

Mariangela Pira. Ecco gli Uffici dell’Unità di Crisi della Farnesina. Siamo all’interno del Ministero degli Affari Esteri. La tecnologia è la parola chiave per capire il meccanismo di questa Unità, dove si registrano circa 4 milioni di connazionali stabilmente residenti all’estero e ogni anno si contano circa 50 milioni di viaggi di connazionali da e per l’Italia. Fra questi oltre 6 milioni di viaggi organizzati. Un’operazione di prevenzione, dunque, continua il Ministro Belloni, è necessaria.
Nel corso degli ultimi anni la globalizzazione ha trasformato le caratteristiche della presenza italiana nel mondo. E anche l’Unità di Crisi della Farnesina si è adattata a questa trasformazione.

Elisabetta Belloni. E’ importante la prevenzione. Quindi vorrei, innanzitutto, consigliare ai cittadini che si recano all’estero di consultare i nostri siti. Noi forniamo un servizio estremamente utile al cittadino per fare in modo che tutti quelli che si recano all’estero sappiano quali sono le criticità dei paesi che intendono visitare. Il sito ww.viaggiaresicuri.it, permette una consultazione molto semplice, attraverso internet, che permette di acquisire le informazioni anche sulle situazioni di sicurezza. Vi sono anche dei numeri telefonici, che possono essere contattati per acquisire a voce queste informazioni.

Mariangela Pira. Sebbene il livello di guardia non si abbassi mai, a periodi di relativa serenità si alternano giornate di lavoro particolarmente intense, dovute alla presenza di connazionali in paesi dove si intensifica l’instabilità politica, o dove si verificano eventi terroristici, incidenti, calamità naturali. Il Vice-Capo dell’Unità di Crisi ci illustra quanto accadde in Congo un anno fa.

Maurizio Canfora. Circa un anno fa, in Congo, in occasione delle elezioni presidenziali, abbiamo avuto dei problemi. Ci sono stati degli scontri nel paese, concentrati in particolare nella capitale Kinshasa, e un nostro connazionale, proprietario di un’azienda, proprio a Kinshasa, è rimasto ferito da una pallottola vagante. Abbiamo quindi dovuto organizzare un intervento di rimpatrio. E’ stato parecchio difficile perché in quei giorni l’aeroporto di Kinshasa era praticamente chiuso. Era impossibile per voli di linea normale atterrare, e tanto meno per voli di assicurazioni internazionali e aerei ambulanza, quindi abbiamo contattato l’aeronautica militare, che con grande professionalità ci è venuta incontro, abbiamo potuto mandare un Falcon per portare la persona, che era gravemente ferita, in pericolo di vita, in Italia, dove è stata ricoverata e fortunatamente è rimasta fuori pericolo.

Mariangela Pira. Ecco abbiamo visto anche con il grafico che Lei toccava nello schermo tutte queste fasi che hanno seguito il Congo. E questo schermo è molto importante per altre questioni; per esempio la presenza di carabinieri, piuttosto che la partnership con Eni, ce la vuole illustrare…

Maurizio Canfora. Esatto, una delle attività dell’Unità di Crisi è quella di prevenzione. Per dare un senso concreto alla prevenzione, l’esempio che si può fare è quello della collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che invia personale del reggimento dei paracadutisti nelle sedi all’estero per fornire servizi di scorta e protezione alle nostre Ambasciate. Per quanto riguarda la partnership con Eni, invece, possiamo dire che è uno degli esempi degli accordi che l’Unità di Crisi ha svolto con Eni e ha concluso con aziende italiane. In particolare l’Eni è presente in varie aree del mondo, anche zone dove le nostre Ambasciate sono in qualche modo piccole, o non hanno grossi strumenti. E grazie, invece, agli strumenti che Eni ha a disposizione, è possibile in caso di emergenza, ottenere una loro collaborazione per la realizzazione di interventi operativi.

Mariangela Pira. In situazioni di emergenza dunque, c’è pronta una prassi che va sempre seguita.

Massimiliano D’Antuono. Predisponiamo dei piani di emergenza che ci consentono nel caso di crisi di poter intervenire a tutela dei nostri connazionali e poter predisporre quelle misure che possono essere da una semplice localizzazione dei nostri connazionali nelle aree più calde, ad arrivare addirittura all’evacuazione dei connazionali, cioè trasportarli al di fuori del paese in cui si è determinata la crisi. Per la predisposizione di questi piani di emergenza, l’Unità di Crisi effettua periodicamente delle missioni congiunte con altre istituzioni dello Stato, con il Ministero della Difesa e altri Organi di intelligence, in modo da poter aggiornare continuamente sia la consistenza dei nostri connazionali sia la loro dislocazione nel paese, sia le eventuali vie di fuga e i punti di raccolta dove in caso di emergenza i nostri connazionali saranno chiamati ad essere raccolti.

Mariangela Pira. Cosa deve fare dunque un connazionale all’estero in situazione di emergenza?

Elisabetta Belloni. www.dovesiamonelmondo.it che permette ai singoli viaggiatori, che non viaggiano con tour operator, o con aziende o quant’altro, di scrivere i dati relativi al viaggio che intendono effettuare direttamente sul nostro sito, nella nostra banca dati, nel pieno rispetto della privacy, quindi con un accordo con il Garante. Abbiamo anche tutelato questo aspetto importante della vita dei singoli cittadini. Ebbene, questo strumento, oggi, grazie alle nostre strumentazioni tecnologiche, è disponibile, anche, attraverso un servizio di sms, e attraverso un call center. Quindi, ormai, il cittadino non ha più scuse, se vuole viaggiare può farcelo sapere al fine di consentire all’Unità di Crisi di meglio pianificare eventuali interventi di emergenza. E anche al fine di prevenire l’emergenza. Perché, laddove noi dovessimo venire a conoscenza di criticità serie, saremo in grado attraverso questo strumento di informare in chiave preventiva il connazionale.

Mariangela Pira. Come avete sentito, è essenziale registrarsi nel sito www.dovesiamonelmondo.it, prima di partire. In questo modo si segnala all’Unità di Crisi, la vostra presenza nel paese, nell’eventualità si verifichino situazioni di grave emergenza. In questo modo si potranno pianificare con maggiore precisione e rapidità interventi di soccorso. Sentiamo due testimonial d’eccezione: Siusy Bladi e Patrizio Roversi.

Musica…
Siusy Bladi. Ohè sbrigati, sbrigati! Svegliati! Sbrigati! Sbrigati! Esci! E’ un’emergenza!
Musica…
Patrizio Roversi. Cosa fai con maschera e pinne?
Siusy Bladi. Sta per arrivare un’onda anomala! Me lo hanno detto quelli del sito! Loro non sbagliano mai!
Patrizio Roversi. Un’onda? Qui?

Patrizio Roversi. Come è possibile?
Siusy Bladi. Te lo dicevo io! Loro non sbagliano mai!
Patrizio Roversi. Ma loro chi!?
Siusy Bladi. Quelli del sito: www.dovesiamonelmondo.it. Basta iscriversi e loro ti avvertono del pericolo!
Patrizio Roversi. Bello sapere che esistono, click e viaggi sicuro!


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