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Governo Italiano

Dettaglio intervista

 

Dettaglio intervista
Per la terza volta nella storia delle Olimpiadi i giochi tornano in Asia. Dopo Tokyo nel 1964  e Seoul nel 1988 la XXIX edizione dei Giochi si terrà in Cina, a Pechino. L’evento sportivo internazionale che per la Cina rappresenta un palcoscenico di grandissimo rilievo. Il governo italiano sarà rappresentato dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini che parteciperà  alla cerimonia di apertura dei Giochi prevista per l’8 agosto. Ma ascoltiamo al riguardo lo stesso Ministro Frattini che abbiamo intervistato.
Giornalista: Ministro, lei ha detto che in Cina non intendeva andare innanzitutto per difendere i “suoi diritti umani”
Ministro Frattini: adesso ci andrò ovviamente perché molti leader europei saranno presenti a cominciare dal Presidente Sarkozy e quindi è evidente che il governo italiano deve essere rappresentato oltre che dal Ministro dello Sport, in questo caso il nostro Sottosegretario, dal Ministro degli Esteri visto che il Presidente del Consiglio in questi ultimi giorni prima della chiusura è impegnato a Roma. È evidente che sarà un impegno gravoso, in termini anche personali perché per un giorno e mezzo di soggiorno impiegherò quasi due giorni di volo; ma detto questo, credo che la testimonianza di un evento olimpico è importante per me che sono uomo di sport, mi ritengo tale e quindi porterò il saluto del Governo italiano al CIO, cioè al Comitato Olimpico che è l’organizzatore ed il responsabile dei Giochi Olimpici.
Giornalista: battute a parte, molti osservatori hanno agitato il tema dei diritti umani proprio alla vigilia di queste olimpiadi. Qual è il suo giudizio?
Ministro Frattini: è chiaro che il tema dei diritti umani resta nello scenario dei Giochi Olimpici, resta sullo sfondo ma non è il tema dei Giochi Olimpici. I Giochi Olimpici sono la festa dello sport e lo sport non può essere politicizzato. È chiaro che le sofferenze di coloro che sono vittime di violazione di diritti umani in ogni parte del mondo, non si possono celebrare solamente nelle tre settimane dei Giochi Olimpici. Questa è la garbata critica che mi permetto di fare a chi dice addirittura non andiamo, boicottiamo. I nostri atleti vanno per vincere medaglie. Per parlare dei diritti umani ci siamo noi e noi lo facciamo. Io ho incontrato da poche settimane il Ministro degli esteri cinese e con lui ovviamente ho parlato del sacrosanto diritto ad esempio dei tibetani ad avere un dialogo con la Cina che non può portare ovviamente all’indipendenza del Tibet ma deve portare all’autonomia. Allora è chiaro che questo è un tema.
Giornalista: se ipotizzassimo invece che questo boicottaggio avesse preso forma, secondo lei le conseguenze che si sarebbero create, quali sarebbero state?
Ministro Frattini: io credo che sarebbe stato un attentato a quella grande libertà dello sport che deve essere anzitutto una competizione sportiva e non uno scontro politico. Io non credo che le nostre bandiere azzurre debbano essere in qualche modo mescolate con una questione dei diritti umani che c’è, ci sarà e resterà nella nostra agenda. Il governo italiano avrà molte altre occasioni di ribadire che noi ad esempio siamo per la moratoria della pena di morte, siamo contro l’esecuzione delle condanne a morte, questo lo diciamo alla Cina come a tutti gli altri Paesi che praticano la pena di morte. Certamente noi vogliamo che questo non si confonda con l’evento sportivo. L’idea dei boicottaggio delle Olimpiadi che qualcuno ha sollevato era stata esclusa nella prima dichiarazione del Dalai Lama su questo oggetto. La prima volta che il Dalai Lama ha parlato ha detto “non parliamo di boicottaggio delle Olimpiadi”. La saggezza del Dalai Lama credo nessuno la metta in discussione e ovviamente io concordo in pieno.
Giornalista: senta, Ministro, da un lato la Cina rappresenta un gigante economico che impaurisce un po’ l’occidente e dall’altro lato la Cina è impaurita dai cambiamenti che deriverebbero da una maggiore apertura della sua economia. Secondo lei, i giochi possono rappresentare un’occasione per una migliore conoscenza reciproca, quindi per superare reciproci timori e diffidenze?
Ministro Frattini: io credo che per tre settimane la Cina sarà davvero sotto gli occhi di tutto il mondo; lo sarà con gli strumenti delle moderne tecnologie che ci faranno vedere le gare, ma lo sarà anche perché, come detto, le autorità cinesi hanno saggiamente deciso di eliminare controlli e censure su internet e quindi noi potremo accedere in tempo reale alla Cina. Quindi questo gigante cinese sarà conosciuto meglio da tutti noi e io credo che potremo spiegarci forse anche meglio. Quando noi parliamo ad esempio di devastazioni ambientali, di protezione dell’ambiente, dobbiamo far capire ai nostri interlocutori cinesi che è interesse anche loro salvare l’ambiente perché l’ambiente è davvero di tutti. Quando parliamo di sfruttamento del lavoro minorile noi dobbiamo con grande sincerità dire che non solo noi non accettiamo il lavoro dei bambini ma vogliamo che anche in Cina non si facciano lavorare e che non vengano sfruttati i bambini che devono invece andare a scuola. Ma questo si può fare senza puntare il dito e confidando forse sul fatto che aprendosi sempre di più al mondo, all’Occidente, al mondo dei diritti anche la Cina farà  questi passi avanti che saranno graduali. Un paese con un miliardo e 300milioni di abitanti non può cambiare dalla mattina alla sera; quando si è detto che in Cina veniva riconosciuta la proprietà privata si disse che era stata una rivoluzione epocale. Quanti decenni ci sono voluti per passare dal comunismo di Mao Tse Tung alla proprietà privata riconosciuta. Molti decenni, però ci siamo arrivati.
Giornalista: l’attentato di ieri non getta un’ombra sinistra sulla sicurezza dei giochi che potrebbe rappresentare una vetrina ideale per azioni dimostrative da parte delle varie organizzazioni terroristiche?
Ministro Frattini: guardi io mi sento sicuro, credo che le autorità cinesi abbiano fatto di tutto per ridurre la vulnerabilità dei giochi. Dico ridurre perché dinanzi al terrorismo internazionale la vulnerabilità non si può eliminare mai del tutto. Io sono convinto che è per questa ragione che il terrorismo resta la prima minaccia a qualsiasi forma di convivenza democratica in giro per il mondo ed è per questo che la collaborazione internazionale nella lotta al terrorismo deve essere più intensa. Tanto per fare un esempio concreto la Presidenza italiana del G8 porrà la lotta al terrorismo come una delle sue grandi priorità. Evidentemente questo vuol dire che gli 8 Grandi dovranno cercare di coinvolgere paesi ad esempio come la Cina che si sentivano un po’ immuni visto questo enorme territorio e oggi stanno scoprendo che il terrorismo fondamentalista purtroppo sta pure in casa loro.
Giornalista: tornando all’elemento sportivo le Olimpiadi rappresentano un’occasione per dare lustro all’immagine di un paese. Ecco, sotto questo punto di vista, sportivamente parlando l’Italia secondo lei, secondo i suoi pronostici,  cosa farà?
Ministro Frattini: l’Italia, è un augurio ovviamente da italiano ma è una ragionevole prospettiva prenderà molte medaglie, l’Italia farà bene, abbiamo delle discipline in cui i nostri atleti si faranno valere; discipline dell’acqua come nell’atletica leggera, le discipline come la scherma, le varie specialità , noi abbiamo tante opportunità per vincere medaglie. Io sono convinto che questo darà ancora una volta a noi italiani grandi soddisfazione e direi a tutti gli altri paesi del mondo la conferma che l’Italia è grande pure nello sport non è grande soltanto in alcuni risultati che noi oggettivamente conseguiamo in altri campi.
Giornalista: mi permetta  una domanda personale. Quali sono le discipline sportive che lei ama di più?
Ministro Frattini: io amo tutti gli sport invernali ma purtroppo viste le temperature lì in Cina non se ne può parlare. Amo gli sport invernali e li pratico, ma diciamo per le discipline delle Olimpiadi estive mi piace molto la scherma, tutte le discipline e le specialità della scherma. Credo che gli sport dell’acqua siano affascinanti per tutti. A me piace moltissimo il canottaggio, tra l’altro è uno sport in cui l’Italia ci ha dato sempre soddisfazioni. Gli sport sono tutti belli, queste forse sono le mie preferenze.
Giornalista: ecco, in conclusione, metaforicamente parlando, lei preferisce giocare di fioretto o qualche volta di spada nelle relazioni diplomatiche.
Ministro Frattini: il fioretto è una bellissima arma per lo sport, certe volte mi piace molto la sciabola, devo dire che ci sono degli incontri di sciabola che sono veramente entusiasmanti; ma lasciamola sportiva ovviamente.

Luogo:

Roma

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