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Governo Italiano

ESTERI NEWS - IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA – 22 ottobre 2009

 

ESTERI NEWS - IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA – 22 ottobre 2009

GCC Days Paesi Arabi del Golfo
In Farnesina l’apertura delle Giornate del Consiglio di Cooperazione dei Paesi Arabi del Golfo, seguita dalla visita di Stato dei Reali giordani. L’obiettivo: sviluppare il dialogo nelle varie aree di collaborazione con i Paesi della Penisola arabica.

Generali sempre più forte in Cina
Generali prevede una crescita sempre più forte in Cina. Ha 2 cifre per i prossimi vent’anni il contributo della rete delle Ambasciate e le aziende che si espandono all’estero.

Italia in Giappone 2009
Il progetto Italia in Giappone 2009 è in corso, ne abbiamo approfittato per una riflessione con l’Ambasciatore italiano a Tokyo, Vincenzo Petrone.

A colloquio con il Consigliere di Obama
Il Consigliere per la politica estera di Barack Obama, Parag  Khanna , dall’Europa all’Italia, all’Afghanistan. Colloquio a tutto campo in esclusiva su Esteri News.


STORIE DI COPERTINA
GCC Days Paesi Arabi del Golfo

Janina Landau. Alla Farnesina si sono aperte ufficialmente le giornate del Consiglio di Cooperazione dei Paesi Arabi del Golfo, che per la prima volta si sono svolti nel nostro Paese. Un evento importante giunto oramai alla sua VI edizione. Nel suo intervento il Ministro Frattini ha sottolineato l’interesse vivo che l’Italia da sempre ha per i Paesi dell’area del Golfo, ma oggi, secondo Frattini, c’è bisogno di un nuovo impulso, non solo sul piano economico, ma anche su quello politico.
Il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione, invece, ha riportato l’attenzione sulla drammatica situazione in cui vertono insediamenti palestinesi e la necessità di trovare quanto prima una soluzione di pace.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Io credo che sia il momento di parlare di un’azione protesa nel Mediterraneo, e l’Italia questo ruolo lo può certamente svolgere opportunamente, guardando alla sponda sud, guardando al Medio Oriente, ma guardando, ovviamente, anche all’area del Golfo. Io direi che questa è veramente la terza sponda di un Mare Mediterraneo allargato e che si tratta di una sponda, quella del Golfo, fondamentale per i rapporti economici, ma anche fondamentale per le azioni politiche.

Janina Landau. Alla conferenza stampa era presente anche il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che ha sottolineato i progetti avviati dalla Regione con alcuni Paesi Arabi, non solo nel campo degli audiovisivi ma anche in quello delle energie rinnovabili.

Piero Marrazzo - Presidente Regione Lazio. Noi, penso a Cinecittà Luce, possiamo formare e portare un pezzo di italianità e nello stesso tempo anche aiutare al dialogo, perché più ci si conosce, più ci si capisce e nella capacità di presentare rassegne e nelle co-produzioni.
Questi sono settori che noi, forse, non avevamo valutato a fondo quanto l’Italia possa ritornare protagonista nel Mediterraneo, nel Golfo, cioè nei Paesi del Medio Oriente, attraverso un settore che vale, e gli Stati Uniti lo sanno, i francesi lo sanno, vale quanto il settore energetico in termini di penetrazione e anche dei sistemi di difesa, quelli della cosiddetta industria delle armi.

Le notizie di oggi

Economia: Generali si rafforza in Cina

Mariangela Pira. L’Amministratore Delegato di Generali, Sergio Balbinot, è stato il primo imprenditore italiano a parlare di fronte alla Scuola centrale del Partito comunista cinese. Ne abbiamo approfittato per chiedergli come si riesce ad affermarsi in  un mercato difficile come la Cina, e che tipo di supporto fornisce la rete delle ambasciate al processo di internazionalizzazione di un gruppo come Generali.

Sergio Balbinot – A.D. Generali Assicurazioni. I cinesi hanno la propensione al risparmio più elevata al mondo 50% e sono in molti a dire che basterebbe che una parte di questa propensione al risparmio venisse trasformata in consumi che questo darebbe una spinta molto forte all’economia globale e al commercio internazionale. Però per il risparmiatore cinese l’idea di spostare una parte della sua propensione dipende molto dal grado di certezza che può avere. Oggi è molto incerto, incerto sul futuro, sulle pensioni, sulla salute; ecco che io credo che il ruolo dell’assicurazione, un forte ruolo dell’assicurazione che da certezze alla popolazione cinese aiuterebbe moltissimo proprio a trasformare una parte del risparmio in consumi e quindi spingere tutta l’economia mondiale.
Il supporto che abbiamo ricevuto dalle ambasciate, anche dalle varie istituzioni governative, è sempre stato un supporto molto molto forte. Anzi, posso solo ringraziare le istituzioni italiane che hanno sempre supportato in maniera veramente molto forte lo sviluppo delle Generali anche in altri Paesi.

Il rapporto Cotec

Mariangela Pira. L’imprenditoria italiana all’estero è da sempre  nota per l’innovazione ed il design. E’ stato presentato alla Farnesina il Rapporto Annuale sull’Innovazione 2009, a cura della Fondazione per l’Innovazione Tecnologica, Cotec. Seguita da una tavola rotonda dal titolo “L’innovazione italiana nel mondo”, le cui conclusioni sono state curate dal Ministro Frattini. Il rapporto precede la riunione annuale dei tre presidenti Cotec Europa che avrà luogo a Madrid il prossimo 28 ottobre.

Italia in Giappone 2009

“Italia in Giappone 2009” è un progetto di promozione integrato che si svolge dal 1 settembre al 31 dicembre 2009 per le imprese italiane presenti nel paese del Sol Levante. Giunto alla terza edizione, si propone di dimostrare come il Giappone sia un paese attraente per le imprese e per i visitatori italiani. Ne abbiamo parlato con l’Ambasciatore Italiano a Tokyo Vincenzo Petrone.

Vincenzo Petrone - Amb. Italiana a Tokyo. L’Arte italiana, il patrimonio culturale italiano in realtà è il nostro grande asset, la nostra grande dote qui in Giappone, per far passare non soltanto una grande immagine del nostro paese ma anche i nostri prodotti. Lei pensi che durante la tournée della Scala abbiamo organizzato dei grandi festival di prodotti italiani della gastronomia italiana nella distribuzione organizzata giapponese e in quei giorni l’effetto  di traino della Scala di Milano, sulla vendita di questi prodotti, è stata straordinaria. In molti supermercati i volumi di vendita italiana si sono raddoppiati quando abbiamo avuto l’Aida al Bunka Kaikan, con la presenza del Presidente della Repubblica e con quella dell’Imperatore e dell’Imperatrice. E’ il complesso del Sistema Italia che da questi eventi riceve una straordinaria spinta verso mete e traguardi sempre più ambiziosi.

Cultura italiana: focus su scienza e tecnologia

Mariangela Pira. Si è aperta la IX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, promossa dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale della Farnesina. Il tema: "L'italiano tra arte, scienza e tecnologia" . Abbiamo seguito la presentazione.

Francesco Maria Greco – D.G. Prom. e Coop. Culturale Mae. La Settimana della Lingua Italiana funge sostanzialmente da moltiplicatore di eventi. In sostanza c’è un tema, un filo conduttore che ogni anno viene scelto e ogni anno cambia, quest’anno è appunto l’Italiano fra scienza, arte e tecnologia, e sulla base di questo filo conduttore si sviluppano all’estero, ma anche in Italia, un numero sempre crescente di eventi. Siamo partiti da qualche centinaia e adesso siamo a oltre un migliaio di eventi in una novantina di paesi.

Alfredo Mantica – Sottosegretario Mae. Sono 20 milioni e passa di Italiani, quasi 25, che lasciano l’Italia e parlano questa lingua. Sono i primi portatori di questa lingua nel mondo, ancora oggi l’Italiano è la diciannovesima lingua parlata nel mondo, ma è la quinta studiata. Quindi c’è una forza rappresentata da questa comunità.

Lucia Votano – Dir. Lab. Naz.li del Gran Sasso. Il laboratorio del Gran Sasso può ed è un testimonial della lingua e della cultura italiana proprio perché, come noi diciamo, il Laboratorio è un esempio di inversione di tendenza in quello che è la fuga dei cervelli all’estero perché nel nostro laboratorio ci sono ogni anno circa 700 scienziati di cui la metà stranieri che vengono a fare gli esperimenti da noi in Italia. 
 
Cooperazione: la scuola di Gerico

Mariangela Pira. La Cooperazione italiana è da sempre attiva nei Territori palestinesi. Con la posa della prima pietra a Gerico, si è dato il via al progetto di cui vi parliamo, che riguarda l’ampliamento della Scuola di Terra Santa. 454.000 dollari è il costo del progetto, finanziato dalla nostra Cooperazione e realizzato dall’Undp nell’ambito del “Papp”, il Programma di assistenza alla popolazione palestinese. Comprende la costruzione di una nuova sala per attività ludiche rivolte ai ragazzi e la ristrutturazione di un asilo per bambini. “I bambini rappresentano il futuro, investire nell’infanzia qui è cruciale”, ha detto il Console italiano a Gerusalemme. Saranno costruite aule, fornite le attrezzature scolastiche e servizi per i bambini palestinesi di Gerico.


Canale Diplomatico

Colloquio con Parag  Khanna, Consigliere di  Barack  Obama.

Mariangela Pira. Lei parla di un nuovo equilibrio per poter instaurare un altro tipo di collaborazione tra i Paesi. E’ stato raggiunto questo equilibrio?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Aspiriamo a raggiungerlo, in molti pensano che gli Stati Uniti agiscano per conto proprio, noi concordiamo. Accade  perché l’Europa e gli altri non fanno abbastanza, c’è poi chi non si fida della Cina e delle sue ambizioni. Eppure ci sono problemi condivisi di cui si dovrebbe discutere alla pari: i cambiamenti climatici, la povertà nel mondo.

Mariangela Pira. Com’è cambiata la politica estera di Barack Obama?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Lavoriamo con l’Onu su questioni di diplomazia multilaterale, sulle  sanzioni a Paesi come il Sudan e Iran. C’è disaccordo su alcuni temi con Europa, Cina, Russia, ma esiste anche un forte coordinamento. La caratteristica dell’Amministrazione Obama è non solo il contenimento di paesi come l’Iran, ma anche il dialogo, l’apertura nei loro confronti.

Mariangela Pira. Anche il nostro Governo ha più volte sottolineato la necessità di rafforzare le relazioni euro-atlantiche, lei cosa ne pensa?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Penso che i Paesi europei abbiano bisogno dell’Unione Europea più di quanto vogliono ammettere, francamente. So che è difficile per il singolo Paese accettarlo ma potrebbero fare molto di più se agissero insieme, se l’Unione agisse da istituzione. Manca invece un coordinamento strutturale serio, l’influenza francese in Africa senza l’appoggio dell’Europa non conta nulla, così la Gran Bretagna in l’Afghanistan e  Pakistan dove l’influenza britannica è stata molto forte e ora non lo è più.

Mariangela Pira. Secondo lei fa bene la  Germania a chiedere un Seggio a livello di Unione Europea nel Consiglio di Sicurezza?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. E’ una proposta onesta. Nel 2003 avevo scritto un articolo sul New York Times proponendo che l’Europa avesse un Seggio nel Consiglio di Sicurezza. Subito dopo avevo ricevuto otto lettere dalla Germania che ai tempi voleva un Seggio tutto per se. Solo alcuni Stati europei lentamente stanno realizzando che singolarmente saranno meno influenti nel Consiglio e che solo nel cappello “Unione Europea” la loro voce sarà più forte.

Mariangela Pira. Qual’è il rapporto tra l’Amministrazione Obama e il Governo italiano?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. So che Berlusconi e Bush avevano un ottimo rapporto. Ora la situazione è un po’ diversa. Obama vuole muoversi su un contesto multilaterale, l’Unione Europea nel suo insieme e non i singoli Paesi.

Mariangela Pira. Ecco, Consigliere, che ruolo può giocare l’Italia nello scacchiere internazionale.

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Il problema demografico nel vostro paese è molto grave, insieme a quello relativo al deficit. Devo dire che la leadership italiana si è vista nelle relazioni con la Libia e i Paesi nordafricani, Eni ha fatto tanto in ambito energetico.

Mariangela Pira. In Afghanistan l’Amministrazione Bush ha commesso molti errori. Non si rischia di proseguire su quella strada?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Nel 2007, nel 2008 si è capito che il modo in cui Karzai ha operato non era appropriato per il Paese. Obama è stato critico con Karzai, ma era troppo tardi. La nostra politica è stata: “Karzai è ciò che abbiamo, almeno per altri cinque anni sappiamo chi sarà il Presidente”. Mandare più truppe potrebbe, ripeto, potrebbe essere parte della riposta per un po’ di tempo ma si tratta anche del modo in cui queste truppe vengono utilizzate. E’ come se iniziassimo tutto da capo dopo otto anni. Ma è estremamente preoccupante perché rispetto a otto anni fa non abbiamo alcuna certezza su quelli che potrebbero essere i risultati.

Mariangela Pira. In questo momento, che cosa la preoccupa di più?

Parag Khanna - Direttore di Global Governance Initiative e consigliere del Presidente Obama. Iran e Pakistan. Ci si è concentrati troppo sull’Afghanistan e poco sul Pakistan che è strategico, più popolato. Il più grande Paese musulmano del mondo, una potenza nucleare. l’Iran, nel contempo, è troppo concentrato sulla questione nucleare piuttosto che su questioni fondamentali come instaurare buone relazioni con i Paesi limitrofi o concentrarsi su i diritti umani in politica interna.

Press Review - Il meglio della stampa estera

Rassegna Stampa 15-21 ottobre

Gianni Marotta. Benvenuti alla Rassegna stampa dei quotidiani internazionali periodo 15-21 ottobre 2009. La questione afghana sempre in primo piano e ci concentriamo sul The Times il quotidiano britannico The Times del 15 ottobre: i dieci soldati francesi uccisi nel  2008 in un’imboscata vicino a Kabul avevano mal valutato il rischio della missione    perché gli italiani non li avevano avvertiti che pagavano i talebani per mantenere la pace nella regione. Questo è quanto ha scritto il quotidiano britannico. Il governo italiano ha qualificato come totalmente infondate le informazioni del Times ; dello stesso tenore le dichiarazioni dello Stato Maggiore delle Forze Armate francesi.
Ripreso dai quotidiani francesi Le Monde e Le Figaro. Se questa è una pratica in uso, lo è più da parte del  governo afghano che dalle forze internazionali, hanno scritto i due quotidiani francesi.

Pierluigi Magnaschi – editorialista. Il finanziamento ai talebani, cosa significa, costruire delle scuole e dei ponti per cercare di trovare accanto alla soluzione del confronto bellico anche una soluzione politica. Questa mi pare che sia una via giusta che gli italiani sanno praticare. Ad esempio, noi siamo uno dei pochi paesi che ha nelle Forze Armate i Carabinieri che sono, durante il periodo bellico, dei soldati veri e propri e in periodo di pace sono poliziotti. Quindi hanno una duplice veste che diventa ad esempio anche per gli interventi della Nato, gli stessi riconoscimenti americani vanno in questa direzione.   

Gianni Marotta. Sempre questione afghana in primo piano ma questa volta appunto ci concentriamo sulle votazioni e quindi sul ballottaggio, l’articolo è ripreso da una altro quotidiano britannico The Guardian : “Afghanistan, anatomia di un disastro elettorale” non ci sono dubbi che ai sostenitori del Presidente Hamid Karzai abbiano voluto condizionare il risultato delle consultazioni di agosto scorso ricorrendo a metodi goffi e grossolani, scrive il quotidiano, ma sarebbe sbagliato biasimare solamente Karzai per questo fiasco. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno una grande responsabilità nel fallimento delle elezioni.
E dall’Afghanistan ci spostiamo all’Iran, articolo del New York Times del 19 ottobre scorso: almeno cinque altissimi Ufficiali del Corpo paramilitare dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, i cosiddetti pasdaran, sono morti nei due attentati terroristici avvenuti nella tumultuosa regione del sud-est iraniano al confine con il Pakistan, i due attacchi coordinati sono apparsi come un ulteriore segnale delle ostilità fra la leadership iraniana e le minoranze etnico-religiose.
E dall’Iran ci spostiamo al Pakistan, un altro articolo sempre del New York Times del 19 ottobre: “Il Pakistan guida un’offensiva contro i talebani, l’esercito pakistano ha attaccato a partire da sabato le roccaforti talebane nella violenta zona del  Waziristan  meridionale, al confine con l’Afghanistan. I talebani del Pakistan, nell’ultimo periodo, hanno messo a segno numerosi attentati contro le forze dell’ordine pakistane” così  riporta il quotidiano The New York Times.
E con la Rassegna Stampa è tutto

Mariangela Pira. Io vi ringrazio per averci seguito e vi do appuntamento alla prossima edizione di Esteri News. Arrivederci.


 


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