Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana - Edizione del 12 novembre 2009

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana - Edizione del 12 novembre 2009

Dopo il G8: conferenza sulle rimesse
Dimezzare i costi per il trasferimento delle rimesse nei Paesi in Via di Sviluppo per aumentare il reddito disponibile degli emigranti e delle loro famiglie. Questo l’obiettivo per dar seguito ad uno degli impegni presi dal G8 dell’Aquila.

L’ITALIA E LE MISSIONI CIVILI UE
La partecipazione dell’Italia alla missioni civili nell’ambito della Politica Europea di sicurezza e di difesa. Un ruolo cruciale, riconosciuto ed apprezzato dalla Comunità internazionale.

INSIEME PER L’ACQUA
Cambiamento climatico, governance ambientale ed acqua al centro della Terza Conferenza ad Alto Livello Europa-Asia Centrale per rafforzare la cooperazione tra l’Unione Europea e i Paesi dell’Asia centrale

LA CADUTA DEL MURO
Vent’anni fa cadeva il muro di Berlino. Una data che ha segnato la fine della contrapposizione tra Est ed Ovest del mondo. Abbiamo raccolto le testimonianze di diversi protagonisti di ieri e di oggi

STORIA DI COPERTINA

Il G8 per l’Africa

Janina Landau. Il tema delle rimesse è stato al centro della Conferenza internazionale che si è svolta alla Farnesina il 9 novembre.
L’obiettivo principale è quello del 5x5, cioè il dimezzamento dal 10% al 5% del costo di invio delle rimesse nell’arco di 5 anni.
Nel suo intervento il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribadito che per conseguire questo ambizioso risultato c’è bisogno del contributo di tutti i Paesi coinvolti e non solo di quelli membri del G8.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. E’ un modo per dare agli immigrati la possibilità di scegliere, spendere meglio e mandare più denaro ai Paesi di origine, recuperare miliardi di dollari, che sono sottratti allo sviluppo dei Paesi poveri, il costo delle rimesse è denaro sottratto allo sviluppo dei Paesi poveri. Questo è l’impegno del G8, e lo vogliamo realizzare.

Janina Landau. Stime della Banca Mondiale riportano che nel 2008 le rimesse di circa 190 milioni di migranti hanno girato un volume pari a 444 miliardi di dollari, di cui 338 diretti a Paesi in Via di Sviluppo, sostenendo il debito di 700milioni di persone. Quanta è l’Italia in base alle stime del 2007, 10 Paesi in Via di Sviluppo hanno ricevuto il 75% delle rimesse dei lavoratori migranti nel nostro Paese.
Nel 2008, secondo la Banca Mondiale, il totale delle rimesse originate dall’Italia è stato pari a 12,7 miliardi di dollari.

Janamitra Devan – Vicepres. Banca Mondiale. Il ruolo della Banca Mondiale in questo contesto è iniziato nel corso dell’incontro del G8, quando si è incominciato a discutere questo importante problema.
Noi ci lavoriamo da molti anni, e c’è ancora tanto da fare, anche per il prossimo futuro. Sulla base delle conoscenze che abbiamo, è venuto il momento per noi e per il sistema bancario in generale, di recitare un ruolo importante nel facilitare la costituzione di gruppi di lavoro che consentano di tracciare modalità nuove, per facilitare in maniera ancora più fluida, le rimesse degli emigranti rispetto a quanto fatto in passato. Certo tutto ciò si è verificato durante la crisi finanziaria e questo ha contribuito a rendere questo problema ancora più importante e urgente allo scopo di avviare l’intero processo.
Siamo contenti di essere coinvolti in questa importante fase perché è un problema che riguarda lo sviluppo dei Paesi africani.

Giorgio Gomel – Banca d’Italia. L’apporto della Banca d’Italia è su 2 dimensioni: una che ha che fare con un nostro interesse più conoscitivo, sulle questioni delle rimesse degli immigrati, del rapporto fra rimesse degli immigrati e sviluppo economico dei Paesi di origine delle rimesse, ed anche guardare nel contingente a cosa è successo ora, dopo la crisi finanziaria globale, quali sono gli effetti avversi sulle rimesse, come si possa diciamo recuperare ora con la fuoriuscita dalla recessione.
E poi c’è una dimensione ovviamente più operativa, concreta, che ha che fare con i sistemi di pagamento di cui la Banca d’Italia per mandato istituzionale, è uno dei suoi compiti, diciamo, la sorveglianza sui sistemi di pagamento. Siccome le rimesse transitano per i sistemi di pagamento italiani, allora si tratta di guardare a questa questione cercando di dare più efficienza, ridurre i costi sia delle transazioni, ridurre il costo del trasferimento delle rimesse, in modo da facilitare il processo di sviluppo nei Paesi che sono destinatari di queste rimesse.

Le notizie di Oggi

L’Italia nelle missioni civili dell’UE

Mariangela Pira. Alla Farnesina si è tenuto un Seminario dedicato alla partecipazione italiana alle missioni civili della politica europea di sicurezza e di difesa. Per l’occasione è stato presentato un video realizzato dall’Unità Multimediale della Farnesina che descrive proprio il ruolo dell’Italia nelle missioni Pesd. Lo potete vedere sul sito degli Esteri www.esteri.it ; il presidente dello IAI spiega come l’Italia sia al secondo posto in Europa nei finanziamenti a questo tipo di missioni dopo la Francia e precedendo nell’ordine la Germania, Romania e la Polonia.

Stefano Silvestri – Pres. IAI. L’Italia ha notevoli capacità di presenza, anche volontà di presenza nelle missioni civili. Questo anche grazie all’esistenza di numerose Forze di Polizia, con capacità di proiezioni all’estero, Forze di Polizia con strutture militari che però partecipano in questo caso a missioni civili, non militari, e che sono estremamente apprezzate.

La presidenza svedese e l’Unione Europea

Mariangela Pira. Si è tenuto al Circolo della Farnesina un convegno del Centro italiano di Studi per la conciliazione internazionale.
L’Ambasciatore di Svezia in Italia Anders Bjurner spiega come una delle priorità della Presidenza svedese sia proprio la risoluzione della crisi economica.

Anders Bjurner – Amb. Svezia in Italia – Noi siamo convinti che potremo garantire il nostro benessere in Europa soltanto se l’occupazione rimane a lungo alta e le finanze pubbliche sostenibile.

Raffaele Trombetta – D.G. Integr. Europea MAE. Fin dall’inizio abbiamo riscontrato una direi quasi totale, perfetta sintonia tra i nostri due Paesi nel definire e perseguire quelle che sono le principali vie di azione dell’Unione Europea in questo Semestre di Presidenza.

UE e Asia Centrale insieme per l’acqua

Mariangela Pira. Alla Farnesina si è tenuta una Conferenza dal titolo “Piattaforma per la Cooperazione sull’Ambiente e sulle Acque”. All’evento hanno partecipato rappresentanti dei Paesi dell’Unione Europea e dell’Asia Centrale, la Commissione Europea insieme a Organizzazioni internazionali. La Conferenza è stata aperta dal Sottosegretario agli Esteri Mantica. I temi discussi: cambiamento climatico, governance ambientale ed acqua. I lavori hanno sottolineato proprio la necessità di rafforzare la cooperazione tra Unione Europea, i paesi dell’Asia centrale nel quadro delle iniziative dell’Unione europea per l’Acqua.

L’Africa dall’Africa

Mariangela Pira. Favorire le relazioni tra Africa e Italia, incentivare i punti di forza del continente e promuovere una maggiore consapevolezza dei cambiamenti in corso. Questo il focus del workshop “Africa dall’Africa. Innovazione tecnologica, cultura e impresa”. Il seminario si è tenuto in Farnesina alla presenza del Ministro Frattini, dell’A.D. di ENI Scaroni e del Corpo Diplomatico africano accreditato in Italia.
Durante l’incontro è stato presentato “Agi-Afro”, il primo notiziario quotidiano on-line dell’Agenzia Giornalistica Italiana, dedicato all’Africa e prodotto dall’Africa, tramite una fitta rete di corrispondenti locali cui viene affidato il compito di raccontare un continente ricco, sorprendente e frammentato.

Le giornate della Cooperazione a Stoccolma

Mariangela Pira. Oltre 5000 partecipanti di 125 Paesi  si sono riuniti a Stoccolma per la IV edizione delle Giornate Europee dello Sviluppo, organizzate dalla Commissione europea e dalla Presidenza di turno. Rappresentano un’importante piattaforma per il dibattito e lo scambio di opinione sulle sfide globali quali la governance, il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e i diritti umani. Presenti ospiti di rilievo degli Stati Membri e dei Paesi in via di sviluppo. L’Italia ha partecipato con uno stand della Cooperazione. Il rapporto tra sviluppo e cambiamento climatico, a poche settimane da Copenaghen, è stato al centro dei dibattiti.

Canale Diplomatico

Vent’anni dopo il Muro

Il mondo ricorda il crollo del Muro

Mariangela Pira. Si è celebrato il 9 novembre 2009 il Ventennale dalla caduta del Muro di Berlino. La Germania si è davvero preparata la festa più grande che abbia mai celebrato dal momento della sua unità. Il cuore delle celebrazioni è avvenuto alla Porta di Brandeburgo dove il Muro è caduto di nuovo. Alle celebrazioni dell’Anniversario, ospiti della Cancelliera  Angela Merkel, le principali cariche politiche europee, le vedete nelle immagini, tra cui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Presenti anche il Presidente russo Dmitrij Medvedev e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton. Berlusconi ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che l’Anniversario del Muro di Berlino segna non solo la fine del comunismo sovietico ma soprattutto la vittoria della libertà come bisogno insopprimibile dell’animo umano. Sentiamo adesso il commento di Michael Steiner, Ambasciatore tedesco in Italia

Michael Steiner - Ambasciatore Germania in Italia. Tutto è cambiato ed è cambiato anche il fatto che l’Europa è divenuta più importante che prima e possiamo essere molto contenti che siamo riusciti anche a riunire il nostro Continente

Mariangela Pira. Abbiamo raccolto per voi alcuni commenti, sentiamo

Giuliano Amato – Univ. Sapienza Roma. Il Muro cade quando si stanno spappolando i regimi comunisti, si spappola tutto. La Repubblica Democratica tedesca non aveva più alcuna vitalità in effetti, tant’è vero che i racconti sull’episodio bastano da soli a testimoniarne la natura. Il responsabile della sicurezza  sul Muro decide di aprire lui direttamente perché capisce che ormai è finita, era finito il comunismo.

Boris Biancheri – Pres. Ispi. Senza l’unificazione tedesca noi non avremmo avuto un segnale che è stato fondamentale anche nella costruzione dell’Europa. E’ stata una cosa non facile perché le quattro potenze garanti della bipartizione della Germania hanno dovuto superare delle difficoltà, in primis gli Stati Uniti d’America perché, non dimentichiamo, nel 1989 il ricordo di che cosa era stato pagato, il prezzo che era stato pagato e che aveva determinato la divisione della Germania di cui tutti sono stati contenti per un certo periodo di tempo, era difficile farlo dimenticare.

Vittorio Borelli – Dir. East. In quella fase nessuno aveva delle idee molto chiare. Le idee chiare probabilmente le avevano invece  i tedeschi, in particolare i tedeschi dell’ovest, Helmut Kohl con il Piano, che è venuto però successivamente, di integrazione delle due Germanie che ha preso, devo dire, abbastanza di sorpresa molti osservatori che non si aspettavano una cosa così forte, così altrettanto spettacolare quanto la caduta del Muro.

Press Review

Il meglio della Stampa Estera

Rassegna Stampa dal 5 all’11 novembre

Gianni Marotta. Benvenuti alla Rubrica della Rassegna Stampa, lo spazio dedicato agli articoli più significativi apparsi sulla stampa internazionale nel periodo che va da giovedì 5 a mercoledì 11 novembre. I temi che tratteremo oggi: la caduta del Muro di Berlino vent’anni dopo, e poi la sentenza della Corte di Giustizia europea sul Crocefisso nelle scuole, la vicenda dell’imam Abu Omar e poi il G2 Stati Uniti-Cina.
Iniziamo subito con la caduta del Muro di Berlino con un articolo del quotidiano britannico The Guardian e in particolare il commento dello scrittore ungherese Victor Sebestyen, autore della Rivoluzione del 1989: la Caduta dell’Impero sovietico. Il 9 novembre del 1989 verrà ricordato dagli storici futuri come una delle date che hanno cambiato il mondo. Più dell’11 settembre del 2001, scrive lo scrittore ungherese. Non si può negare tuttavia che sia stata proprio la fine della Guerra Fredda a permettere l’ascesa delle ideologie di Osama Bin Laden,  sottolinea Sebestyen nell’articolo.
E un altro quotidiano inglese, The Times, riprende lo stesso tema e scrive che l’unificazione ha avuto il suo prezzo: sono occorsi due decenni per tentare di riparare a quarant’anni di governo comunista. Ancora oggi la Germania orientale è notevolmente più povera, ma libera. Chi avrebbe immaginato che il Cancelliere che avrebbe festeggiato una democrazia occidentale sarebbe stata la figlia di un Pastore della Germania dell’Est, conclude il quotidiano britannico.
E ci occupiamo adesso della vicenda dell’imam Abu Omar con un articolo tratto dal periodico The Economist.
Nessuno sa quante persone siano state vittime della CIA, di trasferimenti di sospetti terroristi in Paesi terzi per interrogatori che spesso comprendevano anche torture. Ciò che è certo è che solo un caso ha portato ad un processo che si è concluso a Milano con la condanna di 22 agenti segreti e un colonnello dell’aeronautica militare statunitensi, e 2 agenti italiani per il sequestro dell’imam Abu Omar. E’ stata una vittoria simbolica, scrive il periodico britannico, per la prima volta si stabilisce che nella lotta al terrorismo la legge non può essere violata impunemente, ma non sono mancate critiche da parte di chi vede nel risarcimento di 1 milione di euro, l’ex imam, un finanziamento al terrorismo internazionale, conclude The Economist.
E ci occupiamo adesso della sentenza sul crocifisso, da parte della Corte di Giustizia europea, lo facciamo con 2 quotidiani francesi, Le Figaro e Le Monde. I 2 quotidiani riprendono la decisione della Corte di Giustizia europea di vietare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. La decisione in Italia non ha smesso di suscitare l’indignazione dei principali partiti politici e del Vaticano. Da destra a sinistra la critica alla sentenza è unanime, la Croce è un elemento dell’identità nazionale, legata alle sue radici cristiane.
E ci occupiamo adesso di G2: Stati Uniti, Cina. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ribadito in vista del suo viaggio in Cina che, appunto, la Repubblica Popolare cinese è un partner strategico per gli Stati Uniti d’America. Tale dichiarazione è considerata un segnale della volontà del Presidente americano di promuovere ulteriormente le relazioni tra i due Paesi. E proprio questo aspetto viene sottolineato dal quotidiano cinese South China Daily, uscito proprio oggi.
A proposito di G2, relazioni Stati Uniti e Cina, abbiamo sentito Thomas Rosenthal, responsabile delle relazioni esterne della Fondazione Italia-Cina.

Thomas  Rosenthal – Fond. Italia-Cina. Gli Stati Uniti vanno in Cina per chiedere in questo momento, più di quanto possono dare al sistema globale e alla Cina stessa. Oggi la Cina mostra nei fatti di essere una grande potenza  e lo fa sia dal punto di vista economico, acquisendo asset all’estero,  sia dal punto di vista culturale e ha tutti gli elementi per, appunto,  raggiungere lo status di grande potenza.


Gianni Marotta. Sempre su questo tema vediamo un articolo invece del Financial Times: “Un anno fa le due principali preoccupazioni per la Cina erano l’economia ed il Vertice sul clima di Copenaghen. Dopo un anno entrambe sono venute meno. L’economia cinese si sta sviluppando sempre di più, sull’ambiente ha firmato  un accordo con l’India cosicché i due Paesi avranno a Copenaghen un’unica posizione. Pechino  ha persuaso il resto del mondo di essersi impegnata seriamente sull’argomento”.
Il Times invece scrive dei progetti economici ed ambiziosi in Africa da parte della Cina che vanno al di là del petrolio e dei minerali. Pechino sta agendo in modo che gli africani possano in un futuro diventare consumatori di prodotti cinesi. Questo grande potenziale mercato ha lo stesso livello di crescita dell’India sia per il passato che per il futuro. Ed è tutto per la rassegna stampa

esterinews@esteri.it

Mariangela Pira. Grazie per averci seguito, l’appuntamento con Esteri News alla prossima settimana. Arrivederci


870
 Valuta questo sito