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Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 3 dicembre 2009

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 3 dicembre 2009

Il VERTICE ITALO-RUSSO

Le opportunità di rafforzamento della partnership Italia-Russia. Un partenariato strategico dal punto di vista economico e politico.

ITALIA AMERICA LATINA E CARAIBI

Promuovere una cooperazione più forte a tutto campo tra l’Italia, l’America Latina e d i Carabi. Le opportunità per il sistema Italia nella regione, come coordinare sfruttando meglio l’intensa rete di relazioni.

LA COLLEZIONE FARNESINA DESIGN

Promuovere nel mondo il design italiano. Questo il focus della Collezione Farnesina Design, che si può visitare alla Farnesina. Installazioni che evidenziano la creatività della nostra industria.

LE LINEE DI POLITICA ESTERA ITALIANA

Dove va la politica estera italiana? Quali le priorità nell’immediato futuro? Il Ministro Frattini ha risposto a questi interrogativi in un incontro con la stampa estera alla vigilia di un 2010 ricco di sfide.

STORIA DI COPERTINA

Le Relazioni tra Italia e Russia

Janina Landau.

Afghanistan, Iran, Processo di pace in Medio Oriente, i rapporti della Russia con la Nato e con l’Unione Europea, sono solo alcuni dei temi toccati nel Vertice bilaterale Italia-Russia che si è svolto a Roma e che fa seguito al Vertice di Mosca, svoltosi nel novembre 2008. Oltre le questioni politiche, tante le tematiche di natura economica affrontate durante gli incontri.

Dati Istat sull’interscambio Italia-Russia relativi ai primi otto mesi del 2009 hanno registrato per la prima volta negli ultimi anni una flessione del volume complessivo del 31,5% rispetto allo stesso periodo del 2008. L’interscambio commerciale è passato da 18 a 12,3 miliardi di euro. Il flusso di merci italiane diretto in Russia ha indubbiamente risentito anche delle misure protezionistiche adottate dalle autorità russe negli ultimi mesi.

Oltre alle problematiche legate alle questioni doganali, incidono negativamente sull’andamento commerciale le questioni legate al regime dei visti e dei permessi di lavoro e soggiorno.

L’Italia, che ha sempre sostenuto che non vi sono alternative ad un rapporto di cooperazione con la Russia e di sua inclusione può quindi capitalizzare il supporto costantemente assicurato a Mosca nei principali Fori di dialogo e approfondire su tali basi i rapporti bilaterali.

Luisa Todini – Co-presidente Foro Italo-Russo.

Il Made in Italy è il nostro vero brand,il nostro potenziale perché ci ha fatto superare questa crisi, e ce la farà superare ancor meglio. In particolar modo in Russia, un mercato che da sempre apprezza moltissimo il Made in Italy, apprezza molto quello che è il nostro tessuto di distretti industriali di piccole e medie imprese. Il Foro di dialogo si occupa a 360 gradi di quelli che sono i nostri rapporti politici e culturali, in particolare farà un Focus su quelle che sono le attività commerciali.

LE NOTIZIE DI OGGI

Italia, America Latina e Caraibi Gianni Marotta. I rapporti dell’Italia con l’America Latina e i Caraibi. Le opportunità per il Sistema Italia nella regione, come sfruttare coordinare meglio l’intensa rete di relazioni intessute dalle Regioni e dagli Enti locali a cominciare dalle istituzioni lombarde, dalla società civile e dalle Università. Se n’è discusso nel corso della IV Conferenza “Italia, America Latina e Carabi”, tenutasi a Milano. I paesi dell’area, tra cui spiccano in particolare Brasile, Cile, Argentina e Messico, rappresentano una buona occasione per le nostre imprese, che finora non hanno utilizzato appieno le opportunità derivanti dallo stabilire in loco attività economiche. Ovviamente le aziende di grandi dimensioni, come Fiat, Pirelli, Telecom, Eni, Enel ed Impregilo si stanno rafforzando ma sono importanti le azioni di sostegno per le piccole medie imprese, la cui dimensione spesso ostacola il processo di internazionalizzazione.

Sentiamo alcune interviste.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Siamo come Italia il partner commerciale numero 1 in molti paesi dell’America Latina e vogliamo fare di più. Credo che si debba fare di più anche per un’integrazione tra i paesi dell’America Latina, e l’Italia vuole incoraggiare questo percorso.

G. B. Verderame – D.G. per le Americhe Mae. Primo obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza dell’importanza del nostro rapporto reciproco, Italia paeesi dell’America Latina. All’interno di questo obiettivo, noi abbiamo individuato come tema di fondo della Conferenza di quest’anno il tema dell’integrazione. Integrazione nel settore delle infrastrutture, integrazione nel settore delle economie, integrazione nel settore culturale, integrazione come rapporto all’interno di una stessa area fra gli Stati che compongono quell’area.

Fulvio Conti – Amm. Del. ENEL. L’America è un continente che soffre meno la crisi economica mondiale. Ha mantenuto tassi di crescita anche in questo anno 2009, particolarmente rilevanti, ha un mercato potenziale enorme, 600milioni di persone con un fabbisogno crescente di energia per il loro sviluppo economico e sociale.

Fare affari in Turkmenistan

Gianni Marotta. Il Turkmenistan come area in cui investire, e di interesse per le nostre aziende.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica del Turkmenistan Berdimukhamedov, ed insieme hanno assistito alla firma di alcuni importanti accordi bilaterali.

La visita è stata infatti l’occasione per la stipula di tre accordi istituzionali, l’accordo per la promozione degli investimenti, un memorandum di cooperazione tra la Camera turkmena di Commercio e l’Associazione delle Camere italiane di Commercio, e un memorandum tra il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero della Cultura turkmeno.

Stipulato anche un accordo di commerciale fra ENI e la Repubblica del Turkmenistan.

La Cooperazione a Beirut

Grazie a un programma della Cooperazione italiana si sono chiusi i lavori di riabilitazione della vecchia scalinata situata nell'antico quartiere di Kobbeh, nel centro storico di Tripoli. Il progetto fa parte dell’iniziativa "Le Scale del Cambiamento-Stairs of Change”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri nell'ambito del Programma di Emergenza ROSS, realizzato dalla Cooperazione Italiana e dall’Ambasciata d’Italia a Beirut. L’iniziativa mira a rafforzare le opportunità lavorative dei giovani, appartenenti ad una delle aree più svantaggiate di Tripoli, sviluppando un maggiore senso di appartenenza e cura verso il quartiere. Questa scalinata, pensate, è quotidianamente attraversata da circa 4 mila persone, appartenenti a diverse confessioni religiose, che si recano in università oppure al lavoro.

Farnesina Design

La Collezione Farnesina Design è un progetto che mira a promuovere nel mondo il design italiano. La collezione presenta il design made in Italy in tutte le sue sfumature. Il progetto, voluto dal ministro Frattini e sostenuto dai Ministri dello Sviluppo Economico Scajola e dei Beni Culturali Bondi, sottolinea il punto d’incontro fra saperi industriali e creativi. Il percorso all’interno della Farnesina si snoda secondo una linea chiamata ‘Colore/calore’ e dopo questa prima tappa effettuerà una tournee che la porterà nelle capitali mondiali grazie alla rete degli Istituti di Cultura e delle Ambasciate. Tra le installazioni i brand più prestigiosi del made in Italy: Ducati, Bernini, Ad Hoc, Elica. Le installazioni sono infatti il frutto della collaborazione tra le singole aziende e i designer, pensate appositamente per la mostra al Ministero.

CANALE DIPLOMATICO

Le linee di politica estera

Janina Landau. L’incontro con la stampa estera è stato, per il ministro Frattini, l’occasione per fare il punto sulla politica internazionale del nostro Paese in un anno, il 2009, caratterizzato dalla Presidenza italiana del G8. Il Ministro ha sottolineato come il 2010 vedrà ancora l’Italia chiamata a rispondere a sfide cruciali: dalla non proliferazione all’impegno nei teatri di crisi, dalla promozione dei diritti umani alle nuove frontiere dell’economia globale. L’Europa, secondo il titolare della Farnesina, deve fare un salto di qualità poiché il rischio è che venga marginalizzata dall’asse del pacifico Usa-Cina. Anche per questo ha annunciato di voler proporre un conclave dei Ministro degli esteri Ue nel 2010 che dedichi un giorno allo studio del futuro dell’Europa come attore globale. Ma sentiamo proprio dalle parole del Ministro Frattini quale sono state le cinque direttrici della politica estera italiana nel 2009.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. La politica estera italiana ha lavorato su cinque direttrici: la prima è l’Europa, la seconda come fronteggiare le sfide globali. Ci siamo occupati di clima, di energia, di non proliferazione. La terza è il test Afghanistan, il test Afghanistan perché in Afghanistan è in gioco la credibilità del sistema delle Nazioni Unite, della Nato, dell’Europa stessa. Il quarto è il grande tema per l’Italia del partenariato strategico con la Federazione Russa e infine il 2009 ha caratterizzato, direi, il ritorno dell’Italia in Africa e nel Golfo. Due grandi aree del mondo dalle quali l’Italia era stata in passato piuttosto lontana negli ultimi anni e la decisione è stata quest’anno di riaffermare una presenza italiana.

PRESS REVIEW

IL MEGLIO DELLA STAMPA ESTERA

Rassegna stampa 26 novembre -2 dicembre

Gianni Marotta. Benvenuti alla Rassegna Stampa, la rubrica settimanale degli articoli più significativi comparsi sulla stampa internazionale da giovedì 26 novembre a mercoledì 2 dicembre.

Iniziamo subito con il quotidiano francese Le Monde: Verso Copenaghen Nouveau Climat è il titolo dell’editoriale. Per la prima volta Obama si è impegnato in un obiettivo caratterizzato da cifre ben precise e assisterà ai lavori del Vertice di Copenaghen il 9 dicembre prossimo. Una diminuzione delle emissioni del 17% da qui al 2020, in rapporto al livello del 2005, non rappresenta che una diminuzione complessiva del 4% in rapporto al 1990. Si è lontani dall’obiettivo del 20%, sempre in riferimento al 1990, sul quale l’Unione europea è pronta ad impegnarsi. Più in linea con le aspettative di molti e più serie sono le cifre di Obama sul lungo periodo. L’iniziativa statunitense ha però avuto l’effetto di sbloccare la posizione della Cina che ha annunciato numeri altrettanto definiti: ridurre l’utilizzo di carbone nella sua economia del 45% entro il 2020. Ora vi è materia per negoziare, è un progresso vero anche se non garantisce un successo immediato. Così scrive il quotidiano francese Le Monde.

Ci spostiamo adesso sul settimanale The Economist del 27 novembre che riporta un articolo sull’italiana ENI: Another Roman empire, un altro impero romano è il titolo dell’articolo che il prestigioso settimanale ha dedicato alla multinazionale guidata da Paolo Scaroni. Il gigante italiano dell’energia, scrive il giornalista dell’Economist, cresce mentre qualcuno mira a ridurla. Il riferimento ai fondi di investimento che ne criticano la gestione rilevando situazioni di tensione finanziaria soprattutto dopo le ultime acquisizioni in Venezuela, Uganda e Iran. E proprio su questo tema abbiamo sentito l’Amministratore Delegato del Gruppo energetico Paolo Scaroni.

Paolo Scaroni – Amm.Del. ENI. Noi siamo sicuramente l’unica azienda industriale italiana doppia A e abbiamo molte banche che hanno un rating inferiore a noi. Quindi siamo considerati meglio di una banca tanto è vero che quando emettiamo un bond va a ruba, come voi ben sapete, quindi non ve lo devo nemmeno dire. Quindi la struttura finanziaria …certo bisogna stare attenti a non fare un passo più lungo della gamba e non mettersi in una posizione di stretch finanziario ed è questa la nostra prima preoccupazione, non la seconda, la prima.

Gianni Marotta. Truppe in Afghanistan: la stampa internazionale ha dato molto spazio all’annuncio della strategia in Afghanistan del Presidente Obama. Cominciamo dal Wall Street Journal del 2 dicembre che nel suo editoriale dice che il cuore della strategia della Casa Bianca per l’Afghanistan è l’aumento delle truppe: 30mila uomini in aggiunta ai 21mila già impegnati nel Pese asiatico. Come in Irak l’obiettivo è tanto politico quanto militare sconfiggere i talebani e proteggere la popolazione guadagnando la sua collaborazione e la fedeltà al governo. Il Presidente degli Stati Uniti Obama dovrà soprattutto riuscire a convincere l’opinione pubblica nazionale che la campagna afgana merita di essere portata avanti. L’analisi, invece, del New York Times è questa: con la spedizione di nuove truppe in Afghanistan sorgono alcuni interrogativi. La decisione che il Presidente statunitense Barack Obama ha annunciato ieri lascia irrisolto un quesito: gli afgani miglioreranno? Inviando 30mila nuovi soldati il Presidente ha chiarito che pretenderà un maggiore sforzo da parte del suo omologo afgano, Hamid Karzai per stroncare la corruzione nel suo governo e nelle forze dell’ordine nazionale al fine di intraprendere una lotta più efficace contro i talebani? Soltanto un mese fa Karzai è stato dichiarato vincitore di elezioni molto chiacchierate a causa di forti sospetti di brogli e insieme a suo fratello Ahmed Wali Karzai è ritenuto uno dei protagonisti nel paese del commercio illegale.

Ci spostiamo al Financial Times, che aveva riportato che l’Italia è pronta ad inviare altre truppe in Afghanistan, dopo la telefonata con la quale il Presidente americano aveva spiegato al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, la nuova strategia per il paese asiatico. Il governo italiano ha risposto positivamente alla richiesta di un rafforzamento dell’impegno internazionale nelle operazioni afgane.

Entrata in vigore del Trattato di Lisbona, vediamo il quotidiano spagnolo, El Pais. Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1° dicembre, lo ricordiamo, l’Europa si avvia verso una nuova era, nonostante le sue deficienze il progetto europeo è diventato un modello di riferimento per la comunità internazionale. Lo stesso Presidente statunitense Barack Obama si è ispirato all’Europa per la riforma sanitaria, negli Stati Uniti.

Mentre in Asia, Africa e America Latina il modello di integrazione europea è sempre più seguito. L’obiettivo di Lisbona è ora di rendere l’Unione europea più efficace, coerente e democratica. Questo quanto scrive il quotidiano spagnolo El Pais.

Sullo stesso tema c’è anche il quotidiano francese, Le Figaro: “Traité de Lisbonne: un jour dans l’histoire européenne”, il trattato di Lisbona un giorno nella storia europea. Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, e ratificato dai 27 membri dell’Unione europea, entra in vigore, appunto, il 1° dicembre con lo scopo di migliorare il funzionamento dell’Europa.

L’ex Presidente della Repubblica francese Valéry Giscard d’Estaing, grande artefice della costruzione europea, ricorda la genesi del Trattato di Lisbona e si interroga sulla capacità dei 27 a fare evolvere le loro istituzioni.

Ed è tutto per questa puntata di Esteri News. Grazie per averci seguito e un arrivederci alla prossima settimana.


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