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Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 10 dicembre  2009

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 10 dicembre  2009

IL MINISTRO FRATTINI IN ISRAELE E NEI TERRITORI

Abbiamo seguito la visita del Ministro Frattini in Israele e nei Territori Palestinesi. Un viaggio che si svolge in un momento cruciale per le prospettive del Processo di Pace.

IL VERTICE DI COPENHAGEN

Copenhagen, iniziato il Vertice sul clima. 192 i Paesi a confronto. L'obiettivo è arrivare a un accordo che permetta di sostituire il Protocollo di Kyoto che scade nel 2012.

IN MALI UNA MISSIONE TUTTA ITALIANA

In Mali lavora una missione umanitaria italiana, che vede protagonista anche la Cooperazione Italiana "Ridare la luce 2009" si svolge per curare la popolazione dalle malattie della vista.

AUTUNNO ITALIANO IN GIAPPONE

La manifestazione Italia in Giappone 2009 si è rivelata un grande successo. Quasi un milione e mezzo di giapponesi hanno partecipato agli eventi e alle mostre organizzate. Prossimo appuntamento nel 2011.

Storia di Copertina

Visita di Frattini in Israele e nei Territori

Mariangela Pira. Visita del Ministro degli Esteri Franco Frattini in Israele e nei Territori. Ha potuto incontrare il Primo Ministro palestinese Fayyad, il Primo Ministro israeliano Netanyahu e il suo omologo Lieberman.

Durante l’incontro con il Primo Ministro palestinese Fayyad è stata espressa l??importanza del consolidamento dell’idea che ci sarà uno Stato palestinese in futuro, del costruire il Processo di pace sulla base di quanto è stato deciso nell’ultima riunione con i Ministri dell’Unione Europea.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. L’atteggiamento verso Israele deve essere equilibrato. Quello che ieri l’Europa ha fatto è stato un documento politico equilibrato. C’è un fatto nuovo oltre alla Presidenza spagnola, c’è un altro Rappresentante permanente per 5 anni che comincerà e sta già cominciando, a mio avviso, a rappresentare molto bene questo equilibrio europeo.

Mariangela Pira. La missione ha consentito al titolare della Farnesina di acquisire informazioni di prima mano sulle prospettive del Processo di pace. Frattini ha inteso sottolineare la necessità di un effettivo rilancio dei negoziati con auspicata concretezza di intenti da ambo le parti nel perseguire la soluzione dei due Stati. Durante l’incontro con il Primo Ministro israeliano Netanyahu, Frattini ha potuto sottolineare il contributo dell’Unione europea al progresso dei negoziati, alla stabilizzazione della regione, sottolineando che l’Italia è determinata a svolgere un ruolo di leadership nell’ambito dell’Unione europea.

Allo scopo di ispirare posizioni equilibrate, non ideologiche che contribuiscano all’obiettivo di una conclusione giusta e duratura del conflitto.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Credo che entrambi siano convinti dell’importanza di riprendere il negoziato di pace, di farlo su una base ampia e senza precondizioni. Il Primo Ministro israeliano deve tener duro nella sua decisione di congelare le colonie illegali, anche se qui ci sono manifestanti nelle piazze che protestano per questo. I Palestinesi devono rapidamente decidere se si andrà ad elezioni presidenziali in gennaio o se, come è pure possibile, Abou Mazen resterà Presidente e potrà essere lui a riprendere il negoziato, cosa che francamente mi sembra urgente.

Mariangela Pira. Nel corso della visita sono state approfondite anche le prospettive riguardo al Libano, sia per quanto concerne la stabilizzazione politica interna, sia per quanto concerne invece il complesso versante dei rapporti con Israele. Inoltre è stato anche approfondito il dossier sull’Iran.

LE NOTIZIE DI OGGI

Conferenza delle Parti della Carta dell’Energia

Angela Pira. Potenziamento della cooperazione energetica tra i Paesi membri della Carta dell’Energia, apertura dei mercati, armonizzazione delle normative e promozione degli investimenti. Di questo si è discusso in Farnesina con l’annuale Conferenza delle Parti della Carta dell’Energia. La Carta raggruppa oltre 50 Paesi consumatori e produttori, principalmente europei e dell’ex Unione Sovietica. All’evento ha partecipato il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola e rappresentanti a livello ministeriale dei Paesi membri.

Vincenzo Scotti – Sottosegretario MAE. E’ l’attiva partecipazione italiana, e soprattutto le iniziative che sono state assunte danno il senso di quanto l’Italia ponga attenzione al tema della sicurezza energetica, alla cooperazione tra Paesi produttori e Paesi consumatori. A Paesi da cui partono i rifornimenti, Paesi che sono attraversati, in genere, dalle grandi condotte che portano gas dalle zone di produzione fino a zone di consumo.

G. Magliano – D.G. Cooperazione Economica MAE. L’Italia ha accettato la proposta e la richiesta della Carta dell’Energia di ospitare a Roma l’assemblea annuale, perché si è voluto far promotore di un importante processo che nasce proprio qui a Roma di aggiornamento della Carta dell’Energia. Il mondo è cambiato, la realtà dell’energia è cambiata, la sicurezza energetica deve essere sempre più condivisa da tutti i Paesi produttori, consumatori di transito.

Missione in Mali

Mariangela Pira. Siamo stati in Mali, nell’Africa sub-sahariana dove lavora una missione tutta italiana. Vediamo il servizio.

Missione Umanitaria in Mali

Mariangela Pira. Siamo in Mali, Repubblica parlamentare dell’Africa occidentale, con 11milioni e mezzo di abitanti, situato all’interno, il suo territorio è costituito al nord dal deserto e al sud dalla savana.

Fino al 14 dicembre si sta svolgendo una missione umanitaria italiana per curare la popolazione dalle malattie della vista. Siamo giunti in Mali con un C-27J della Alenia Aeronautica, società che mette a disposizione il velivolo per portare, grazie alla sua capienza, quanto necessario alla missione.

Anima di questo progetto è l’Ong “Associazione Fatebenefratelli per i malati lontani” (AFMAL), in collaborazione con l’Aeronautica Alenia, l’Esercito italiano, l’Istituto Superiore di Sanità e altri volontari.

Il progetto mira ad un obiettivo ben preciso: quello di liberare i bambini che fin da piccoli vengono usati come guida per i ciechi, ci spiega in queste immagini, Frà Gerardo d’Auria, Vice Presidente nazionale dell’AFMAL.

Il Ministro Belloni, Direttore della DGCS, ha comunicato che la Cooperazione e l’Istituto Superiore di Sanità, collaboreranno qui per la cura e lo studio delle patologie oftalmiche.

Dall’anno prossimo, infatti, la Cooperazione sarà attiva in questa missione, per cercare di rendere la presenza del personale medico stabile e per formare il personale locale.

Nelle immagini vedete Luca Avellis, dell’Istituto Superiore di Sanità che curerà il progetto dal prossimo gennaio e che ne spiega, appunto, le linee guida.

Luca Avellis - ISS . Il Ministero degli Affari Esteri, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, ha deciso di finanziare un intervento per la costruzione di un nuovo polo oftalmologico presso l’Ospedale regionale di Gao. Ha affidato all’Istituto Superiore di Sanità, di cui io faccio parte, nella fattispecie nel Dipartimento di malattie infettive, parassitarie e immuno-immediate, l’esecuzione di questo programma.

Autunno italiano in Giappone

Mariangela Pira. La manifestazione Italia in Giappone 2009 si è rivelata un vero successo con oltre 180 eventi organizzati dal primo settembre.

Dall’Hokkaido fino al Kyushu la rassegna inaugurata a settembre dal Presidente Napolitano, ha offerto un’immagine moderna dell’Italia e il pubblico giapponese ha apprezzato partecipando numeroso, quasi un milione e mezzo di persone, agli eventi organizzati, tra cui le mostre «I Macchiaioli» e «L’Antico Egitto a Torino».

Il Sistema Italia è stato ulteriormente rappresentato da un evento in chiusura che ha unito stile ed eleganza: la presentazione delle collezioni maschile/femminile Primavera/Estate 2010 di Salvatore Ferragamo. L’Ambasciatore italiano Petrone ha annunciato che nel 2011 si avrà una nuova edizione dell’ «Italia in Giappone».

Siria-Italia: Forum Economico - Tecnologico

Mariangela Pira. Un Centro Tecnologico italiano in Siria. Questo uno dei risultati più importanti del Forum economico tra i due Paesi che si è tenuto nei giorni scorsi a Damasco. Organizzato dall’ICE, vi hanno aderito 27 aziende italiane e più di 400 aziende locali.

Il Centro, dove saranno installati macchinari italiani per la lavorazione di legno, plastica e cuoio, ha l’obiettivo di far conoscere l’offerta tecnologica italiana. Non solo, anche quello di formare tecnici e operatori locali in grado di usufruirne.

Da sottolineare i 400 incontri bilaterali che si sono svolti dopo il Forum, e hanno messo in contatto diretto imprenditori italiani e imprenditori locali.

CANALE DIPLOMATICO

La Conferenza sul clima a Copenhagen

Mariangela Pira. L’approfondimento di oggi è dedicato a Copenhagen e al Vertice sul clima che si sta svolgendo nella capitale danese. 192 i Paesi a confronto in 12 giorni per poter salvare il pianeta. L’obiettivo del summit infatti è cercare un accordo che permetta di sostituire il Protocollo di Kyoto che scade nel 2012.

Nei primi giorni del summit, dobbiamo dirlo, emerge un certo ottimismo. Il Segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha detto l’accordo sarà firmato da tutti i Paesi. Anche il nostro Ministro degli Esteri Frattini ha affermato l’intesa sia vincolante per tutti.

Il premier danese invece ha parlato di Hopenhagen, la città della speranza; c’è stato anche l’appello del Papa: occorre pensare alle prossime generazioni. Da questo punto di vista i lavori sono proprio iniziati con quel video shock in cui i bambini chiedono ai grandi di poter fare qualcosa per salvare il pianeta.

E sentiamo alcuni punti di vista prestigiosi. Iniziamo con Roberto Menia, Sottosegretario all’Ambiente che ci parla della posizione italiana a Copenhagen.

Roberto Menia – Sottosegr. Min. Ambiente. Quello che noi auspichiamo è di chiudere poi un’intesa che però coinvolga i grandi paesi, tanto quelli sviluppati, quanto quelli in via di sviluppo e una grande intesa sul dopo Kyoto. Come è noto fino ad oggi noi siamo impegnati, o meglio il club dei paesi sottoscrittori del Protocollo di Kyoto ha preso un impegno verso il 2012. Questo impegno lo abbiamo perseguito e in sede europea anzi possiamo dire di avere fatto molto meglio di altri. La stessa Unione Europea di fatto nell’ultimo Consiglio ha raggiunto una sorta di intesa, anche per dare qualche cosa di più. Ci impegneremo addirittura oltre il famoso 20-20-20 per pensare un 30, purché, come evidente, ci sia connessa una presa di coscienza di impegno da parte del resto del mondo.

Mariangela Pira. Sentiamo anche le parole di Carlo Corazza, Rappresentante della Commissione europea a Milano, proprio sulla posizione dell’Ue a Copenhagen.

Carlo Corazza – Rappr. Comm. Eu Milano. Rischia di essere un summit comunque molto utile ma non decisivo. E’ da qualche mese che noi ci stiamo rendendo conto che i tempi sono molto stretti e che soprattutto gli Stati Uniti hanno difficoltà a stringere un accordo veramente ambizioso. Preferiamo tutto sommato lasciare più tempo agli Stati Uniti, agli altri grandi player che hanno delle difficoltà a portare degli impegni vincolanti a casa loro per poi però ottenere qualcosa di veramente utile per il clima.

Mariangela Pira. Luigi De Paoli, invece, Direttore dello IEFE dell’Università Bocconi ci parla della green economy.

Luigi De Paoli – Dir. IEFE Univ. Bocconi. L’Europa si è impegnata nella riduzione della Co2 simultaneamente per esempio si è impegnata a sviluppare le fonti rinnovabili, il famoso 20-20-20, cioè 20% di riduzione di Co2, 20% di sviluppo di rinnovabili, 20% di miglioramento dell’efficienza energetica; quindi le cose sono strettamente collegate tra di loro.

Mariangela Pira. Ma che tipo di Vertice vedono invece le imprese italiane. Lo abbiamo chiesto ad Antonio Costato di Confindustria.

Antonio Costato - Confindustria. Quello che si chiede allo Stato è un disegno più di insieme, più bilanciato che vada a massimizzare l’utilizzo di queste risorse, perché di risorse se ne stanno impiegando tante, ne sono destinate tante; non credo che siano impiegate assolutamente nel miglior quadro di bilanciamento.

PRESS REVIEW: IL MEGLIO DELLA STAMPA ESTERA

Rassegna stampa dal 3 al 9 dicembre

Gianni Marotta. Benvenuti alla rassegna stampa, lo spazio settimanale è dedicato agli articoli più significativi comparsi sulla stampa internazionale da mercoledì 3 a giovedì 9 dicembre.

Iniziamo con Copenhagen, il Summit di Copenhagen. Il Financial Times del 7 dicembre riprende ancora il tema con un’analisi che spiega come l’annuncio dato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, circa la sua partecipazione alle fasi finali del Vertice di Copenhagen, abbia fatto tirare un sospiro di sollievo ai delegati diretti verso la capitale danese. La sua presenza alla fine dei lavori è infatti definita fondamentale.

La Frankfurter Allgemeine Zeirung titola: Verso Copenhagen falso allarme, lo scandalo suscitato dalla scoperta di alcune mail che rivelano la politicizzazione degli studi sul clima non sembra destinato a far fallire la Conferenza di Copenhagen, eppure i riflessi sui Paesi poveri, dovuti al cambiamento climatico, ci saranno eccome, lo spiega proprio Antonio Tajani, Vice Presidente della Commissione dell’Unione Europea. Sentiamolo.

Antonio Tajani – Vice Presidente della Commissione UE. Penso all’Africa, si è detto alcuni giorni fa, anche al Vertice della Fao, che si è svolto a Roma, quanto è importante l’azione contro il cambiamento climatico, anche per difendere il diritto di tante persone di potersi nutrire, senza veder distrutte, nei prossimi anni, nei prossimi decenni, dal cambiamento climatico, quei territori che sono la loro sopravvivenza.

Gianni Marotta. «Great expectation», è il titolo invece del Financial Times, che ha dedicato al Vertice di Copenhagen del 3 dicembre un altro editoriale, «non si concluderà con un trattato», scrive il quotidiano britannico, «ma questo non diminuirà l’importanza dei colloqui e, soprattutto, l’esito degli incontri».

Cambiamo argomento, ci occupiamo di Afghanistan con il Wall Street Journal, e anche il Financial Times del 4 dicembre che scrivono «come più di 20 Paesi della Nato si siano impegnati a inviare truppe supplementari in Afghanistan, per un totale di 5mila militari in aggiunta ai 30mila in più annunciati dagli Stati Uniti». L’Italia metterà a disposizione altri mille soldati che raggiungeranno quelli già dislocati in territorio afgano, e in particolar modo ad Herat.

Il New York Times del 7 dicembre aggiunge che «su questo tema di fatto non esiste un piano definitivo per il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan».

Caso Amanda Knox, omicidio di Perugina, come riportato dal Washington Post, l’Italia smentisce le tensioni diplomatiche con gli Usa per il verdetto su Amanda Knox, lo ricordiamo condannata a 26 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher. La Farnesina ha dichiarato che la condanna della studentessa americana non ha danneggiato le relazioni diplomatiche fra Stati Uniti e Italia, nonostante le supposizioni di alcuni sull’influenza che l’antiamericanismo potrebbe aver avuto sul verdetto.

E cambiamo argomento: referendum sui minareti, continua il dibattito aperto dal referendum svizzero e il quotidiano francese Le Monde, del 9 dicembre pubblica un articolo del Presidente francese, Nicolas Sarkozy. Il Capo dell’Eliseo si esprime per la prima volta pubblicamente dopo il referendum svizzero sui minareti, cercando di interpretarne l’esito. Il Presidente ricorda i valori di tolleranza e di apertura della Franciaed invita al rispetto reciproco fra chi arriva e chi accoglie, qualunque sia il suo credo, scrive Sarkozy, rammentando ai musulmani diritti e doveri, ciascuno deve guardarsi da ogni forma di ostentazione e provocazione.

Mariangela Pira. Ed è tutto per questa puntata di Esteri News, grazie per averci seguito e ci vediamo la prossima settimana. Arrivederci.


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