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Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 17 dicembre 2009

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 17 dicembre 2009

LA I^ COMMISSIONE MISTA ITALIA-IRAQ
Abbiamo seguito i lavori della I^ Commissione Mista Italia-Iraq, primo passo concreto dopo la firma del trattato di Amicizia tra i due Paesi. Vedremo le iniziative volte alla ricostruzione dell’Iraq.

IRAN: IL PASSATO PER CAPIRE IL FUTURO
Con la contestazione dei risultati elettorali iraniani le vicende storiche, in particolare la figura di Mossadeq, costituiscono una premessa essenziale per comprendere le dinamiche interne alla politica dell’Iran.

LA COOPERAZIONE IN MALINDI
Le attività della Cooperazione in Malindi, contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. All’interno della campagna è stato organizzato anche un Malindi Music Festival for Children

ARGO A TBILISI
Argo è il progetto che sta per lanciare l’Ambasciata italiana a Tbilisi: un database di curricula dedicato ad oltre 1.000 giovani rifugiati ospitati da famiglie siciliane durante gli anni ’90.

STORIA DI COPERTINA

Le relazione Italia – Iraq

Mariangela Pira. Alla Farnesina si è svolta la sessione plenaria della I^ Commissione Mista Italia - Iraq. Rappresenta il primo passo concreto, operativo dopo il Trattato di Amicizia, cooperazione, partenariato che venne firmato nel 2007.

Un dialogo tra Roma e Baghdad per consolidare la cooperazione ed il partenariato. Un’importante occasione per ridurre il forte divario esistente tra i due Paesi, tra import ed export. Gli incontri con il mondo dell’imprenditoria hanno fatto parte di questa prima importante Commissione Mista.

Il Ministro Franco Frattini ed il suo collega iracheno, Hoshyar Zebari l’hanno presieduta con il principale obiettivo di consolidare ulteriormente le già eccellenti relazioni bilaterali tra Roma e Baghdad, arricchitesi recentemente dall’entrata in vigore, lo scorso luglio, del Trattato di Amicizia firmato nel 2007.

Parlando invece di rapporti economici bilaterali, pensate, l’Italia è tra i primissimi partner economici dell’Iraq, addirittura il primo nell’Unione europea. Non soltanto perché è il secondo importatore di greggio, dopo gli Stati Uniti, ma anche perché si assiste ad una forte ripresa delle esportazioni che sono più che quintuplicate dal 2007 al 2009.

Proprio al fine di riequilibrare il forte divario tra import ed export, la Commissione sta lavorando anche su questo, rappresenta una importante occasione per favorire e dare ulteriore slancio alle relazioni economiche tra i due Paesi; agevolando i contatti della business community italiana con le opportunità di investimento che il mercato iracheno offre.

Ma qual è il contributo italiano alla ricostruzione del Paese. Di questo ha parlato anche il Ministro Hoshyar Zebari, nel corso del suo intervento, ha ricordato il contributo italiano alla formazione della polizia irachena.

Da parte sua, il Ministro Frattini ha detto per la Cooperazione italiana l’Iraq è la priorità numero uno.

Insieme al Ministro Hoshyar Zebari ha incontrato 14 diplomatici iracheni, che stanno per concludere, qui a Roma, un corso di formazione finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.

Mariangela Pira. Lei vede una reale, una sostanziale collaborazione tra Italia e Iraq?

Salma Qadoori Jabir – Diplomatico Iraq. Certo, naturalmente. Così come ha detto il nostro Ministro degli Esteri durante la conferenza stampa, la collaborazione si sviluppa in moltissimi campi, quali la formazione della polizia e la formazione in generale; senza dimenticare la cooperazione nel campo culturale. Uno degli obiettivi è ricostruire il Teatro Nazionale.

Voglio anche cogliere l’opportunità per ringraziare il Ministero dei Beni Culturali, per averci aiutato a recuperare e restaurare diversi monumenti iracheni.

Hoshyar Zebari – Ministro degli Esteri Iraq. Questo periodo di formazione arriva in un momento importante per rafforzare la nostra diplomazia, perché la qualifica ancora di più, consentendole di acquisire ulteriori competenze, lingue straniere, attività di formazione, conoscenza del diritto occidentale. Perché l’Iraq ha bisogno di queste figure professionali per il suo futuro.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Tutti i giovani diplomatici iracheni hanno dimostrato la loro determinazione la loro piena motivazione a continuare ad avere una importante funzione nel servire il loro Stato. Uno Stato democratico che sta attraversando un periodo difficile, alla vigilia delle elezioni politiche, ma che merita un aiuto internazionale, un supporto a livello internazionale.

Le notizie della settimana

Business Forum Italia-Vietnam

Mariangela Pira. Quali le prospettive di cooperazione tra Italia e Vietnam. A Roma le comunità business dei due paesi si sono potute incontrare in un Forum ad hoc. In Confindustria, alla presenza del leader Marcegaglia, del Ministro dello Sviluppo economico Scajola e del Presidente dell’Abi Faissola, l’industria italiana e vietnamita ha potuto confrontarsi. Sono state ascoltate le testimonianze di case history di successo, quali Piaggio e Saigon Invest. Le imprese vietnamite erano al seguito del Presidente della Repubblica Nguyen Minh Triet, in visita ufficiale in Italia: una tappa storica senza precedenti in 36 anni di rapporti diplomatici tra i due Paesi non solo sul piano politico ma anche su quello delle relazioni economiche con circa 100 imprese vietnamite, al seguito della delegazione istituzionale.

Aeroporti di Roma, il futuro è cominciato

Mariangela Pira. Aeroporti di Roma ha presentato il bando internazionale di gara per l’elaborazione del masterplan relativo allo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino nell’area nord, entro il 2044. Questo progetto contribuirà, fa sapere Adr, al miglioramento della competitività del nostro paese, arricchendo il Mediterraneo di un nuovo hub di riferimento da 100 milioni di passeggeri e garantendo all’Europa un nuovo e più solido polo di scambio con i continenti.

La Cooperazione a Malindi

Mariangela Pira. Uno dei problemi più gravi in località turistiche come Malindi, in Kenya, è lo sfruttamento sessuale a danno dei bambini. Da questo nasce una campagna mirata, finanziata dal Mae, con l’intento di sensibilizzare la comunità locale e promuovere la collaborazione con il settore turistico a difesa dei bambini, in un distretto tra i più poveri del paese. Pensate, sarebbero 13-18 mila i ragazzi e le ragazze coinvolti. Gli italiani purtroppo sono in questo fenomeno. All’interno della campagna il Malindi Music Festival for Children. Evento dedicato alla musica e alla solidarietà in difesa dei diritti dei minori. Con le canzoni composte per il Festival è stato inciso l’album “Malindi For Children” che sarà distribuito alle radio locali a partire da dicembre. Il ricavato del cd sarà destinato a migliorare il livello di istruzione dei bambini.

Chiusura dell’anno Italo-Egiziano della Scienza

Mariangela Pira. Si è svolta a Villa Madama la Cerimonia di Chiusura dell’Anno Italo Egiziano della Scienza e della Tecnologia. E’ intervenuto anche il Ministro egiziano dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica Hani Helal. Il Ministro Frattini ha affermato che i rapporti tra Italia e Egitto sono un modello per una più stretta cooperazione euro-mediterranea.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Vi sono iniziative importanti come l’Università Italo-Egiziana, come gli scambi di studenti, la proposta del Governo egiziano di equipe miste per lavorare insieme sulla ricerca, quindi vi sono iniziative che dimostrano quanto sia grande l’amicizia tra Egitto e Italia.

Progetto Argo a Tbilisi

Mariangela Pira. Argo, questo è il nome del progetto che sta per lanciare l’Ambasciata italiana a Tbilisi: un database di curriculum vitae cui il Mae ha destinato 20.000 euro, dedicato agli oltre 1000 giovani rifugiati provenienti dall’Abkhazia e dal Sud Ossezia ospitati da famiglie siciliane durante gli anni ’90. Grazie al gemellaggio tra Tbilisi e Palermo e all’Associazione Georgia Italia hanno avuto l’opportunità di trascorrere le vacanze estive in Sicilia o di frequentare scuole italiane per oltre 15 anni. Molti di loro stanno cercando lavoro. Per realizzare il progetto del database l’Ambasciata italiana affiderà ai realizzatori del progetto uno spazio all’interno di European House, un edificio restaurato dalla Presidenza della Repubblica Georgiana con l’obiettivo di trasformarla in uno dei principali centri di vita culturale.

CANALE DIPLOMATICO

Iran: leggere l’attualità con Mossadeq

Mariangela Pira. Ci troviamo qui,in Farnesina, per parlare di Iran. Con la contestazione dei risultati elettorali iraniani del 2009, la vicenda storica di Mossadeq, torna ad assumere un carattere di estrema attualità.

Capire Mossadeq, dunque, costituisce una premessa essenziale per comprendere le dinamiche interne alla rivoluzione islamica del ’79, ma nel ripercorrere i controversi passaggi elettorali di quegli anni, il pensiero corre subito al presente.

L’Unità di analisi e programmazione, l’Istituto diplomatico del Mae, il Centro italiano di studi per la conciliazione internazionale, hanno organizzato una conferenza per presentare il libro di Stefano Beltrame, «Mossadeq l’Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della rivoluzione islamica», alla quale hanno partecipato esperti del mondo iraniano.

Cerchiamo di capire in che modo si possono legare i due eventi: quindi la figura di Mossadeq con la situazione attuale in Iran.

Pasquale Ferrara – Capo Unità Analisi Mae. Uno dei grandi meriti di questa ricostruzione fatta da Stefano Beltrame che non si limita semplicemente a rintracciare, diciamo, gli antecedenti della situazione contemporanea, ma va alle radici e ci sono alcuni termini, già dal titolo del libro di Beltrame, che sono: petrolio, Stati Uniti, rivoluzione islamica; che proiettano fino ai nostri giorni, diciamo, i loro effetti. Credo che una delle linee di sviluppo più importanti sia di stare più attenti ai segnali, ai simboli, più che solamente ai fattori economici e militari perché questi nuovi fattori sono effettivamente quelli che hanno una influenza nella articolazione delle relazioni internazionali oggi.

Mariangela Pira. Uno degli aspetti più interessanti emersi è il ruolo del clero all’interno della storia iraniana e, in particolare, riformatori più avveduti, e senza dubbio Mossadaq è stato uno di loro, hanno cercato di tenere conto della necessità di non dimenticare questo radicamento nelle tradizioni che costituisce un limite, ma anche una necessaria modalità della modernizzazione iraniana.

Uno degli aspetti che mi ha più colpito è che comunque, spesso, le decisioni prese in Iran sono frutto della collettività, non imposte dall’estero. Ma spesso proprio dovute alla decisione collettiva iraniana. Lei che ne pensa di questo.

Bijan Zarmandili – Giornalista. Si è vero, si questo è in parte vero perché la storia iraniana, soprattutto la sua storia recente il ‘900, in qualche modo ha anticipato alcuni temi essenziali molto importanti per quella regione del mondo. L’Iran nel 1906 produce una rivoluzione di tipo costituzionalista per cambiare la monarchia. L’Iran nel ’53, con Mossadeq, nazionalizza le industrie petrolifere. L’Iran nel ’79 fa una rivoluzione tipo islamica, in qualche modo, anche ora, oggi, siamo di fronte a un grande movimento che di nuovo potrebbe avere del seguito anche nel resto del mondo islamico.

Da questo punto di vista, è vero, la dialettica interna dell’Iran, in qualche modo, è in parte anticipato o, comunque, è stata una dialettica determinante per la sorte del Paese.

PRESS REVIEW

IL MEGLIO DELLA STAMPA ESTERA

Rassegna stampa 10-16 dicembre 2009

Gianni Marotta. Benvenuti alla Rassegna Stampa, lo spazio settimanale dedicato agli articoli più significativi comparsi sulla stampa internazionale da giovedì 10 a mercoledì 16 dicembre. Iniziamo subito con l’aggressione al Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi avvenuta domenica scorsa a Milano.

Aggressione a Berlusconi

Tutta la stampa internazionale ha riservato ampio spazio, per diversi giorni, al tema dell’aggressione di domenica scorsa al Presidente Berlusconi.

Vi segnaliamo il quotidiano spagnolo El Pais, secondo cui “l'aggressione.. richiede una condanna energica e senza riserve. Il grave discredito delle istituzioni rischia di provocare un deterioramento profondo del sistema democratico”.

Il Financial Times del 15 dicembre, in un commento di James Blitz, evidenzia come l'episodio sembra circoscritto, essendo l'aggressore un uomo con disturbi mentali senza legami con organizzazioni associazionistiche. In Italia, tuttavia, il caso sta avendo una grande risonanza, considerato il passato del paese, che ha conosciuto una lunga stagione di omicidi politici.

La questione Iran

E adesso ci occupiamo della questione Iran. Lo facciamo con il quotidiano arabo Al Safir

In questi giorni si è molto parlato del duro monito che l’ayatollah Khamenei, guida suprema della Rivoluzione iraniana, ha rivolto all'opposizione moderata, minacciando di “eliminarla”. Un monito che - come sottolinea il quotidiano Al Safir - sembra preludere ad un ulteriore inasprimento dello scontro tra regime e opposizione a sei mesi dalla contestata rielezione di Ahmadinejad.

L’Iran continua poi a destare l’interesse della stampa internazionale in relazione alle sue ambizioni nucleari e su come la comunità internazionale dovrebbe farvi fronte. Secondo il Times del 15 dicembre occorre agire nuovamente e in fretta imponendo nuove sanzioni. Ci sono due ragioni per cui le nuove sanzioni potrebbero funzionare laddove quelle già adottate hanno fallito: 1° se tali sanzioni avranno l’appoggio di Russia e Cina, sarà un segnale che l’Iran non ha più il supporto dei suoi sostenitori più importanti; 2° il regime è molto più vulnerabile adesso di quando sono state applicate le ultime sanzioni e l’economia è più fragile. Un fronte compatto costituito da Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Cina può quindi colpire Teheran, purché agisca velocemente, sottolinea il quotidiano britannico.

Grecia

E adesso ci occupiamo d in un altro tema di questi giorni: la crisi del debito pubblico della Grecia. Il Financial Times in due articoli del 14 e del 15 dicembre evidenzia come l’annuncio del Primo Ministro Papandreou di una svolta nella lotta alla corruzione e nel controllo della spesa abbia deluso gli osservatori dei mercati che si aspettavano misure decisive per la riduzione del deficit di bilancio, come il congelamento degli stipendi del pubblico impiego e l’aumento delle tasse, misure ritenute cruciali per abbassare il differenziale dei titoli di stato greci e restituire fiducia nell'economia. E proprio su questo tema abbiamo sentito Marco Annunziata, Capo economista di Unicredit.

Marco Annunziata - Capo economista Unicredit. Secondo me l’Unione Europea deve da un lato indicare chiaramente che c’è solidarietà all’interno dell’Unione e che quindi è implausibile che un singolo paese membro venga lasciato nei guai in caso che i guai diventino veramente seri. Perché questo andrebbe a detrimento di tutta l’Unione Europea. La BCE al tempo stesso deve continuare a fornire liquidità come comunque ha già indicato che farà nel primo trimestre dell’anno prossimo per aiutare e favorire la ripresa del settore finanziario e dell’economia. Al tempo stesso è importante che l’economia e l’eurozona rendano le regole del gioco a livello di deficit pubblico più dure, più stringenti. Finora il patto di stabilità è stato pressoché ignorato.

Voto catalano

Infine, vi segnalo i commenti sul recente voto a favore dell’indipendenza della Catalogna: in particolare il quotidiano spagnolo El Pais ha evidenziato che la votazione, priva di validità legale, doveva essere un ultimo avviso alla Corte costituzionale perché bocci il ricorso di incostituzionalità presentato dai Popolari contro il nuovo statuto catalano. Il Financial Times del 14 dicembre riconduce le ragioni del voto alla frustrazione di decine di migliaia di catalani “per quel che essi considerano tre secoli di dominazione e sfruttamento economico da parte della Spagna”.

Ed è tutto per la Rassegna Stampa.

www.viaggiaresicuri.it

Mariangela Pira. E’ tempo di vacanze natalizie. Prima di partire vi ricordo dovete sempre consultare il sito www.viaggiaresicuri.it e registrarvi su www.dovesiamonelmondo.it .

E’ sempre importante per chi parte viaggiare sicuro. Ecco uno spot realizzato dal Servizio stampa del MAE

Spot Viaggiare Sicuri

D. Stai partendo?

R. Sì

D. Ha preso lo spazzolino? R. SìD. Passaporto?R. Sì

D. Dentifricio? Macchina fotografica? Camicia di rcambio?

R. Sì

D. Ti sei iscritta al sito dovesiamonelmondo.it?

R. No

D. E perché no?

Viaggiare Sicuri - Dove siamo nel mondo

Franco Frattini - Ministro degli Esteri. Prima di partire, iscrivetevi a www.dovesiamonelmondo.it così l’Unità di Crisi vi aiuterà, ovviamente solo se necessario…

Mariangela Pira. E’ tutto per questa puntata. Esteri News torna il 14 gennaio. Vi ringrazio per averci seguito. Buone vacanze.


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