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Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 4 febbraio 2010

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione del 4 febbraio 2010

IL VERTICE ITALO-ISRAELIANO
Si è tenuto a Gerusalemme dal primo al tre febbraio il Vertice italo–israeliano. Confermati i rapporti eccellenti tra i due Paesi. Nessun cedimento all’Iran.

GLI ESITI DELLA LONDON CONFERENCE SULL’AFGHANISTAN
Parleremo degli esiti della London Conference sull’Afghanistan. Con il commento dell’inviato speciale del Ministro Frattini in Afghanistan e Pakistan e quello del Rappresentante dell’Unione Europea nel Paese.

LA COOPERAZIONE IN ALBANIA
L’impegno della Cooperazione italiana in Albania per aiutare le comunità delle regioni a nord del Paese colpite all’inizio di gennaio da una violenta alluvione. 

A TRIESTE UNO SPAZIO DELLA MOBILITA’
Il Ministro Frattini partecipa a Trieste all’incontro “Lo spazio Mediterraneo della mobilità”. L’obiettivo: rilanciare il ruolo dell’Italia riguardo  allo sviluppo dei sistemi infrastrutturali dei trasporti e della logistica.


STORIA DI COPERTINA

Il Vertice Italia - Israele

Mariangela Pira. Apriamo oggi con il Vertice italo-israeliano che si è tenuto dall’1 al 3 febbraio a Gerusalemme.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi, è alla guida della delegazione di cui faceva parte anche il Ministro degli Esteri Frattini, insieme ai colleghi della Difesa, La Russa, degli Interni, Maroni, della Salute, Fazio, dei Trasporti, Matteoli e dell’Ambiente, Prestigiacomo.
In questo servizio vediamo proprio il resoconto di questa importantissima tre giorni.


Gianni Marotta. E’ stato il primo Vertice intergovernativo fra Italia e Israele, ha costituito il coronamento dello stato delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
Piena concordanza di vedute sui principali temi di politica estera, di interesse comune, oltre a rapporti culturali e tecno-scientifici di primissimo livello.
Anche le relazioni economiche conoscono un positivo andamento e mantengono ancora significative potenzialità di crescita.
Berlusconi ha insistito sul sogno di Israele all’interno dell’Unione Europea, un percorso “importante e lungo” ha sottolineato il Ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando l’auspicio espresso dal Presidente del Consiglio. “Israele è uno Stato completamente democratico” ha aggiunto “più lo attiriamo vicino all’Europa, più l’Europa può essere protagonista del processo di pace in Medio Oriente”.

Silvio Berlusconi – Presidente del Consiglio. Io credo, che il mio compito sia proprio quello di far sì che i miei colleghi, i protagonisti delle Nazioni d’Europa e del mondo, non cadano nell’errore dell’indifferenza, che è stato già l’errore di tutte le nazioni prima della grande tragedia sotto la Germania nazista.

Gianni Marotta. In Libano, Berlusconi ha assicurato che porterà le preoccupazioni di Israele su razzi e missili pericolosissimi, che dal confine siriano arrivano ad Hezbollah.
Nei colloqui tra Italia e Israele, ha assunto un peso rilevante anche la questione del dossier nucleare iraniano. Il Premier Berlusconi non solo ha chiesto sanzioni forti contro l’Iran, che prepara l’atomica, ma ha anche promesso di coinvolgere la Russia, di fermare gli investimenti italiani a Teheran, come aveva già detto anche lo stesso Frattini.

Silvio Berlusconi – Presidente del Consiglio. L’intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire, con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l’armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello Stato ebraico.

Gianni Marotta. Berlusconi ha concluso la sua visita in Israele con un discorso alla Knesset, il Parlamento israeliano. Un discorso su cui ha lavorato da giorni.
“Israele” ha detto “è la più grande democrazia in Medio Oriente”. Qui ha incontrato il Presidente Shimon Peres.
L’intervento alla Knesset è indubbiamente il segno della grande attenzione che Israele ha dedicato a questo Vertice bilaterale.

Mariangela Pira. In parallelo al Vertice si è svolta una Tavola rotonda con i vertici delle principali agenzie di ricerca e sviluppo italiane: Cnr ed Enea, in testa.
Questo Forum ha di fatto aperto le porte al lancio del biennio scientifico e tecnologico italo-israeliano, inaugurando ufficialmente tre laboratori congiunti, resi possibili dall’incremento dello stanziamento a favore dell’accordo scientifico tra Italia e Israele, voluto fortemente dal Ministro Frattini.
Tra Enea e Università di Bersceva, sulle energie alternative e rinnovabili, tra Cnr e Università di Tel Aviv, sulle neuro-scienze, e tra l’Ens di Firenze e l’Istituto Weizmann sugli atomi freddi.


LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA

La Missione del Sottosegretario Mantica nei Balcani

Mariangela Pira. Apriamo la sezione delle notizie con la visita del Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica nei Balcani. Il Sottosegretario ci ha raggiunto al telefono, lo salutiamo e gli chiediamo subito quali sono gli obiettivi di questa sua missione.

Sen. Alfredo Mantica – Sottosegretario Esteri. La missione è prettamente politica. Riguarda il ruolo dell’Italia nei Balcani occidentali, che come è noto è un’area di priorità uno per quanto concerne la nostra politica estera, veniamo in due Paesi che sono il Kossovo e la Bosnia Erzegovina, che sono le due aree più delicate, dove la crisi è latente e dove noi, con una certa ripetitività, veniamo per fare le verifiche necessarie sia con i governi della Bosnia che del Kossovo, sia con le strutture della comunità internazionale, in cui peraltro ci sono molti italiani e che operano congiuntamente con questi due Paesi per avviare a stabilità sia il Kossovo che la Bosnia Erzegovina. In Kossovo vi è un processo avviato che ha dato una serie di risultati di carattere positivo, i tempi sono ancora molto lunghi, forse i più lunghi di quanto si potesse prevedere, perché si opera per acquisire il consenso delle minoranze anche serbe che sono presenti in Kossovo. Per quanto riguarda la Bosnia non c’è un processo avviato di stabilizzazione e quindi c’è una preoccupazione perché non si rimuovono gli ostacoli che si sono sempre frapposti alla costituzione di uno stato federale.

Lo spazio Mediterraneo della mobilità

Mariangela Pira. Il ministro degli Esteri Franco Frattini partecipa a Trieste all’incontro ‘Lo spazio Mediterraneo della mobilità” con l’obiettivo di definire la posizione del nostro Paese e rilanciarne il ruolo riguardo  allo sviluppo dei sistemi infrastrutturali dei trasporti e della logistica in Italia e nei Paesi del Mediterraneo.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. L’Italia certamente rappresenta uno snodo fondamentale, un grande ponte verso il Mediterraneo, verso i Paesi del Medio Oriente, verso l’Africa e certamente non dobbiamo dimenticare quella grande proiezione verso l’est europeo che abbiamo insieme contribuito a costruire.

Thetis vince una gara indetta dalla World Bank

Mariangela Pira. Un consorzio di imprese, università e centri di ricerca guidati da Thetis, società di ingegneria e di servizi ambientali con sede a Venezia, ha vinto la gara internazionale indetta dalla Banca Mondiale relativa ad uno dei due studi supplementari previsti dallo studio della condotta  Mar Rosso-Mar Morto, quello riguardante la scelta dell’ubicazione nel Golfo di Aqaba della condotta che capterà acqua marina.
Il progetto - avviato all' inizio degli anni '90 dalla Cooperazione italiana  - comporta sfide tecnologiche, finanziarie e politiche: si tratta di un’opera concepita per rispondere ai problemi del graduale essiccamento del Mar Morto – e della grave carenza di acqua dolce attraverso la costruzione e la gestione  di una infrastruttura comune che presuppone una collaborazione tra Giordania, Israele e Autorità Palestinese.
Thetis è stata prescelta tra altri 17 concorrenti tra i quali organismi americani e inglesi molto noti nelle tematiche ambientali e di gestione delle acque.

Cooperazione Interuniversitaria sulla  crisi in Medio Oriente

Mariangela Pira. Un contributo per il processo di pace in Medio Oriente. La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa  lavora a un progetto di cooperazione interuniversitaria volto all'approfondimento delle tematiche relative alla risoluzione delle situazioni di crisi e ai diritti umani in  Medio Oriente. Il progetto, realizzato con la Al- Quds University di Gerusalemme Est e con il contributo economico della Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale del Mae prevede una fase didattica e una pratica, durante la quale gli studenti avranno la possibilità di entrare in contatto con gli enti e le organizzazioni che si occupano della cooperazione allo sviluppo in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi. Queste iniziative sono in linea con i recenti sviluppi della politica estera italiana, che si impegna non solo nella ricerca della stabilità e della sicurezza, ma anche dello sviluppo sostenibile economico, sociale e culturale dei Paesi del Mediterraneo.

Gli aiuti umanitari per l’alluvione in Albania

Mariangela Pira. E la Cooperazione Italiana è stata protagonista di un’altra importante iniziativa in Albania, aiutando le popolazioni alluvionate del Paese. Purtroppo non c’è solo la tragedia di Haiti da fronteggiare: l’ufficio emergenze della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo si è anche adoperato a seguito dell’alluvione che ha colpito le regioni dell’ Albania settentrionale, predisponendo  un trasporto umanitario d’emergenza per l’ invio di beni di prima necessità per un valore di circa 250.000 euro.
40 tonnellate tra coperte, tende familiari, set da cucina, gommoni, biscotti energetici destinati a fornire assistenza ad oltre 3500 evacuati. Partiti da Brindisi, i beni sono giunti nella città di Lezha, uno dei centri più colpiti dall’alluvione, sono stai consegnati alla Protezione Civile albanese che ha provveduto alla distribuzione nelle aree colpite.

CANALE DIPLOMATICO

Afghanistan: esiti della Conferenza di Londra

Mariangela Pira. Il dossier di questa settimana vuole approfondire gli esiti della London Conference sull’Afghanistan. Una Conferenza importante e di questo discutiamo subito, in collegamento telefonico, con Ettore Sequi, Ambasciatore e Rappresentante dell’Unione europea in Afghanistan.
Ambasciatore, grazie per essere qui e le chiedo subito un commento sugli esiti di questa Conferenza.

Amb. Ettore Sequi – Rappr. Ue in Afghanistan. E’ stato deciso sostanzialmente che ci sarà una progressiva transizione della responsabilità sia della sicurezza che della gestione dello Stato alle Autorità afgane. Per fare questo la Comunità internazionale continuerà a sostenere economicamente, finanziariamente e politicamente l’Afghanistan.

Mariangela Pira. Ecco quali saranno le maggiori sfide future per l’Afghanistan?

Amb. Ettore Sequi – Rappr. Ue in Afghanistan. Certamente la prima sfida è quella della sicurezza. E’ necessario cioè cercare di rendere, ampie parti del Paese che ora sono completamente insicure, sotto il controllo delle Forze di sicurezza afgane.
La seconda sfida è quello dello sviluppo economico. Bisogna vincere i cuori e le menti, ma anche la pancia della gente, degli afgani, per far capire che la lotta ai talebani è positiva.
La terza sfida è la lotta alla corruzione, purtroppo è dilagante. La maggior parte degli afgani è più preoccupata della corruzione che della sicurezza.

Mariangela Pira. Quanto vede lontana la data di passaggio o di consegne alle forze di sicurezza afgane, proprio perché si responsabilizzino?

Amb. Ettore Sequi – Rappr. Ue in Afghanistan. Questo dipenderà anche da noi. Più i Paesi della Nato, i Paesi europei saranno in grado di mobilitare trainers e di impegnarsi nell’addestramento delle forze di sicurezza, prima si farà.

Bene, grazie ad Ettore Sequi, Rappresentante europeo in Afghanistan, per essere stato con noi. Intanto in questo contributo vediamo anche il commento di Attilio Massimo Iannucci, inviato speciale del Ministro Frattini per l’Afghanistan e il Pakistan.

Amb. Attilio Iannucci – Inviato spec. per Afghanistan e Pakistan. La Conferenza è anzitutto una fase preparatoria di quella che noi speriamo possa essere a breve termini la conferenza di Kabul.
E’ stato un momento di riflessione e di condivisione, degli obiettivi. Il risultato più visibile è stato quello di dare una maggiore attenzione al processo di reintegrazione, come quello più complesso della riconciliazione politica, e alla creazione di un trust fund proprio destinato a queste attività.

Janina Landau. L’Italia è già molto impegnata, fortemente impegnata in Afghanistan, quali saranno i nostri impegni futuri?

Amb. Attilio Iannucci – Inviato spec. per Afghanistan e Pakistan. Continueremo nei settori che abbiamo già seguito negli anni passati. I settori in cui dedicheremo un nuovo sforzo, un nuovo impegno, sono quelli della lotta alla corruzione e della formazione della Pubblica amministrazione.
Noi dobbiamo assistere le istituzione afgane e dobbiamo consolidarle. Questo è il nostro compito fondamentale. Dobbiamo allo stesso tempo assistere la popolazione, aiutarla nella crescita economica. Questo è un altro sforzo che stiamo facendo perché l’obiettivo è quello di consolidare l’assistenza, avviare un processo commerciale, là dove è possibile, in vista di poter un giorno cominciare anche a parlare di investimenti italiani in Afghanistan.

PRESS REVIEW

IL MEGLIO DELLA STAMPA ESTERA

Rassegna stampa 28 gennaio – 4 febbraio 2010

Gianni Marotta. Benvenuti alla rassegna stampa, lo spazio dedicato agli articoli più significativi comparsi sulla stampa internazionale da giovedì 28 gennaio a giovedì 4 febbraio. E iniziamo subito con il discorso del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama sullo  stato dell’Unione.
Financial Times e Wall Street Journal del 28 gennaio, il Presidente degli Stati Uniti Obama, cercando di rinnovare la promessa di cambiamento che ha portato la Casa Bianca, ha incentrato il suo discorso sullo stato dell’Unione sull’impegno per la crescita economica e per l’occupazione, esortando il Congresso ad approvare rapidamente le ambiziose proposte di legge presentate e a procedere alla riforma delle regole finanziarie.
Il New York Times del 28 gennaio sottolinea il poco spazio dato dal Presidente Obama al tema della sicurezza nazionale evidenziando il monito lanciato all’Iran, qualora dovesse ignorare la richiesta della comunità internazionale di ridimensionare le sue ambizioni nucleari.

Conferenza sull’Afghanistan: il quotidiano palestinese Al Quds del 29 gennaio riporta che alla Conferenza di Londra sull’Afghanistan l’Arabia Saudita ha chiesto ai Talebani di scaricare Osama Bin Laden come condizione per mediare fra loro e il governo del Presidente  afgano Hamid Karzai. Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha proposto di fornire protezione ed incentivi a coloro che intendano rinunciare alle armi. Di qui la decisione di istituire un fondo di 500 milioni di dollari per compensare i disertori talebani.
Anche il quotidiano arabo Safir, quotidiano di Beirut, torna sul tema: denaro per comprare i Talebani, questo il titolo, Karzai fa appello all’Arabia Saudita per curare i suoi interessi.

Debito pubblico della Grecia: il Financial Times e Wall Street Journal del 3 febbraio tornano sul tema del debito pubblico greco, la Grecia che ha ottenuto il sostegno dell’Unione europea al suo piano di risanamento delle finanze pubbliche. Un maggior prelievo fiscale, tagli alla spesa con l’obiettivo di riportare a livelli accettabili il deficit di bilancio. Il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha però avvertito Atene: la proposta di intervento è fattibile ma non è priva di rischi. 
Sempre sul Wall Street Journal  del 2 febbraio c’è invece un articolo dedicato all’Italia: le finanze pubbliche italiane non sono a rischio, il Paese ha affrontato la crisi economica con relativa forza. Lo riprende il Wall Street Journal  che richiama le dichiarazione del direttore per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale, Arrigo Sadun, sottolineando che piuttosto il problema italiano da molto tempo sono il deficit di bilancio e il debito pubblico.
E a tal proposito sentiamo le dichiarazioni di Arrigo Sadun.

Arrigo Sadun – Direttore esecutivo Fmi Italia. Nel gruppo dei Paesi avanzati che hanno affrontato la crisi, l’Italia l’ha affrontata in una posizione di relativa forza e l’ha gestita, devo dire, molto bene. Quindi sarebbe una forzatura mettere l’Italia insieme a quest’altri novero di Paesi che adesso stanno affrontando delle difficoltà.

Questione Libano-Israele: il quotidiano degli Emirati Arabi Al Bayan del 29 gennaio riferisce che la Lega Araba ha annunciato totale solidarietà al Libano per le recenti minacce di Israele, affermando che saranno effettuate le necessarie consultazioni con le parti in causa a livello internazionale perché non sia mantenuto il silenzio sulle pericolose e provocatorie dichiarazioni israeliane contro il Libano.
E sempre a proposito di Libano, ricordiamo infine che il quotidiano spagnolo El Pais  del 29 gennaio che titola sull’avvicendamento spagnolo-italiano alla guida della missione Unifil: la riorganizzazione e la riduzione delle Forze Unifil in Libano saranno le priorità del Generale Alberto Asarta; ciò nonostante il Generale italiano Claudio Graziano ha avvertito che in assenza di un cessate il fuoco permanente sarà difficile consolidare i progressi sul campo fatti dall’Unifil in tal senso.

Ovviamente grande rilievo è stato dato al vertice italo-israeliano, citiamo alcuni giornali arabi: Al Quds, Al Arabi, da Ramallah 3 febbraio: Italia e Israele, da Tel Aviv lodi a Berlusconi. Il Ministro degli Esteri israeliano Lieberman definisce l’Italia fedele amico di Israele e chiede a Berlusconi di utilizzare il suo ascendente sulla Russia per indurre i suoi leader ad inasprire le sanzioni internazionali contro l’Iran.
Anche il quotidiano israeliano Yediot ahronot di Tel Aviv del 3 febbraio parla del Vertice. Cita un Berlusconi preoccupato per il programma nucleare iraniano. Riferendosi al problema del contrabbando delle armi verso Hezbollah libanese riporta anche il passaggio del Presidente del Consiglio italiano Berlusconi che ha promesso il suo impegno per parlarne al Primo Ministro libanese affinché intervenga al riguardo. Ed è tutto per la rassegna stampa.

Mariangela Pira. Ed è tutto per questa puntata di Esteri News. Vi ricordo il nostro indirizzo internet esterinews@esteri.it
E’ tutto davvero, arrivederci alla prossima puntata.


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