Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione dell’11 febbraio 2010

 

Esteri News - Il TG della Diplomazia Italiana – Edizione dell’11 febbraio 2010

LA VITTORIA DI YANUKOVICH

L’Ucraina dopo la vittoria di Yanukovich. Come cambierà il Paese? Ne parleremo con un esperto e con l’Ambasciatore italiano a Kiev.

LA CRISI ECONOMICA IN EUROPA: IL CASO GRECIA

Gli ultimi accadimenti in Grecia fanno riflettere sulla ripresa dell’economia in Europa. La crisi è davvero finita? La parola agli esperti e all’Ambasciatore italiano ad Atene.

TALASSEMIA: L’ITALIA A ISLAMABAD

Abbiamo seguito un progetto in cui partecipa anche il nostro Paese in Pakistan. 23 bimbi sono stati salvati dal programma per la cura della talassemia del Dottor Faulkner.

LA COLLEZIONE FARNESINA A VANCOUVER

Countdown per i XXI Giochi Olimpici invernali. Per l’occasione l’esposizione itinerante Collezione Farnesina Design rimarrà in mostra a Vancouver fino al 28 febbraio.

STORIA DI COPERTINA

Ucraina: Vince Yanucovich

Mariangela Pira. Bentornati ad Esteri News, la storia di copertina di questa settimana è dedicata alle elezioni presidenziali in Ucraina che si sono tenute domenica. Come avete visto ha vinto Yanukovich, il leader filo-russo. Ma la Timoshenko ha accusato brogli. Sentiamo il servizio su cosa è successo in Ucraina.

L’Ucraina dopo la vittoria di Yanucovich

Gianni Marotta. Vittoria del leader russo Victor Yanukovich nel ballottaggio di domenica delle elezioni presidenziali in Ucraina.

Victor Yanukovich - Sono sicuro che il popolo ucraino meriti un modo migliore di vivere. Per questo ho spinto per cambiamenti che creino un’Ucraina stabile e forte.

Gianni Marotta. La premier filo-occidentale Julia Timoshenko ha dato mandato ai suoi avvocati di impugnare in tribunale i risultati del ballottaggio presidenziale suggerendo l’ipotesi di un terzo turno come accadde nel 2004, quando le proteste di piazza della rivoluzione arancione portarono all’annullamento per brogli della vittoria del leader filo-russo Victor Yanukovich, vincitore dell’attuale ballottaggio e al successo del Presidente uscente Victor Yushenko.

Il dopo-elezioni in Ucraina

Mariangela Pira. Professore mi diceva che questa vittoria delle elezioni in Ucraina è stata un po’ una sorpresa

Prof. Aldo Ferrari - Ispi e Università Ca’ Foscari. Direi di sì perché tutto sommato la vittoria di un candidato già sconfitto nelle elezioni precedenti che non ha una forte attrattiva né fisica né culturale di fronte a una candidata ben nota, che aveva poi avuto una svolta filo-russa, e quindi potenzialmente attrattiva nei confronti degli elettori di Yanukovich, ha abbastanza sorpreso. Ci si aspettava comunque una vittoria sul filo di lana e così è stato.

Mariangela Pira. Con Yanukovich secondo lei dal punto di vista delle relazioni geopolitiche che cosa cambia.

Prof. Aldo Ferrari - Ispi e Università Ca’ Foscari. E’ chiaro che il cambiamento ci sarà, non tanto perché Yanukovich ha prevalso sulla Timoshenko, ma ci sarà uno stacco netto rispetto all’ormai passato Presidente Yushenko che aveva effettivamente esasperato i toni anti-russi, filo-occidentali e filo-Nato nel corso soprattutto dell’ultimo periodo della sua Presidenza.

Mariangela Pira. Un’ultima domanda inerente il possibile ingresso nella Nato dell’Ucraina ma anche della Georgia. Pensa che la vittoria di queste elezioni in Ucraina possa in qualche modo rallentare questo processo?

Prof. Aldo Ferrari - Ispi e Università Ca’ Foscari. Questo esito politico se non escluderà per sempre in futuro l’ingresso dell’Ucraina nella Nato sicuramente lo rallenterà e soprattutto lo farà discutere maggiormente. Si tenga presente che la maggioranza della popolazione ucraina è contraria all’ingresso del Paese nella Nato.

Ucraina: Vince Yanukovich

Mariangela Pira. E ci colleghiamo subito con l’Ucraina dove per noi c’è l’Ambasciatore d’Italia nel Paese, Pietro Giovanni Donnici, che ringraziamo ovviamente per essere con noi. Chiediamo subito all’Ambasciatore come il Paese sta vivendo i risultati delle ultime elezioni.

Pietro Giovanni Donnici – Ambasciatore d’Italia in Ucraina. Direi molto tranquillamente. E’ stato molto tranquillo anche il periodo della campagna elettorale e anche i risultati, sia del primo che del secondo turno di ballottaggio, sono stati vissuti molto tranquillamente, quasi era impercettibile la concomitanza degli eventi elettorali nelle strade del Paese; la gente era intenta alle solite occupazioni lavorative o anche i fine settimana così al passeggio, alla vita familiare. Le manifestazioni che ci sono state, sono state di magnitudine veramente piccola, specie rispetto agli standard euro-occidentali. Quindi la situazione è assolutamente tranquilla e la vita continua con una normalità esemplare.

Mariangela Pira. Ecco, ovviamente si apre una nuova fase anche per le aziende italiane che vogliano investire in questo Paese, che cosa si attendono secondo lei le aziende italiane?

Pietro Giovanni Donnici – Ambasciatore d’Italia in Ucraina. L’Italia e le aziende italiane si sono attese e si attendono dall’Ucraina dalla futura leadership quello che si sarebbero attesi da qualsiasi leadership. Sotto il profilo in generale politico l’aderenza agli standard democratici e di tutela dei diritti delle persone, che sono proprie dell’Unione europea e della società internazionale. Sotto il profilo invece dell’ambiente economico le nostre aziende si attendono di nuovo standard di comportamento, di legalità amministrativi che siano conformi a quelli europei per poter operare in un regime di certezza di diritto, di certezza dell’azione amministrativa affinché l’Ucraina per rimettersi sul cammino della crescita, iniziato in questo decennio, ha bisogno soprattutto di riforme e di pratiche istituzionali e di affari che diano un clima di prevedibilità e certezza di cui le aziende hanno bisogno.

LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA

LA PROTEZIONE DEI DIRITTI DEI BAMBINI

Mariangela Pira. Il Ministro Frattini ha partecipato a una tavola rotonda sul ruolo dell’Unione Europea e dell’Italia in merito alla protezione dei diritti dei bambini, nel corso della quale è stato presentato anche un libro scritto dal Ministro e dalla docente di Diritto Internazionale Ersiliagrazia Spatafora. Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Noi pensiamo che l’Europa possa fare molto, ma tutti gli Stati, in particolare l’Italia, debbono farlo. Anzitutto delle regole in qualche modo analoghe, che non ci siano differenziazioni nelle regole che proteggono i bambini. Ovviamente il traffico di bambini, i crimini più orrendi, la pericolosissima proliferazione di adescamenti di bambini sulla rete internet, ma anche le regole che più genericamente riguardano le adozioni, il diritto di famiglia, bambini che vengono sottratti da un genitore all’altro ecco, in questo, le regole europee fanno la differenza. Ansaldo per la centrale elettrica di Deir Ali

Mariangela Pira. Si è tenuta la cerimonia di posa della prima pietra per la centrale elettrica di Deir Ali, costruita dal consorzio italo greco Ansaldo Energia – Metka. Si tratta di una centrale elettrica a ciclo combinato da 750 MW, dal valore complessivo di circa 700 milioni di euro. Iniziativa che si inserisce nel piano di rafforzamento del governo siriano delle capacità di Power Generation del paese, per far fronte all’aumentata domanda interna. Più in generale, il saldo commerciale 2009 dell’interscambio tra Italia e Siria, sebbene in flessione rispetto al 2008, è rimasto in attivo, sui 168 milioni di euro. Tante le iniziative per qualificare la presenza italiana in Siria: la recente visita dei ministri Scajola e Frattini, il prossimo evento del Forum Mediterraneo a Roma, la costituzione già nel 2002 del Business Council italo – siriano, un think tank propositivo proprio per gli investimenti.

Talassemia: il programma italiano a Islamabad

Mariangela Pira. E oggi vogliamo parlarvi di ventitrè bambini che un medico ha salvato da morte sicura. Si tratta di un programma nato due anni fa in Pakistan e che si chiama Cure2Children, per sostenere la cura di malattie gravi dell’infanzia, in particolare quelle onco-ematologiche, promuovendo autonomia e sostenibilità locale. Il livello del programma della squadra del Dottor Faulkner, per la cura della talassemia, non è stato inferiore a quello possibile in un altro paese avanzato ma ad un costo dieci volte minore. L’equipe medica ha potuto giovarsi di un eccellente personale medico pakistano a cui poter trasferire le necessarie competenze per le operazioni di trapianto di midollo spinale. Il programma prelude ad uno sviluppo ancora più significativo della collaborazione tra Italia e Pakistan alla creazione cioè nel Paese di un centro di eccellenza mondiale per la cura della talassemia che può essere gestito da personale pakistano con la supervisione – come in questi due anni è stato possibile via internet - di personale italiano.

Collezione Farnesina Design a Vancouver

Mariangela Pira. “Casa Italia” ha aperto i battenti lunedì scorso a Vancouver, arredata e abbellita dalle opere della “Collezione Farnesina Design” che rimarranno in mostra fino al 28 febbraio, in occasione dei XXI Giochi Olimpici invernali.L’esposizione, voluta dal Ministro Frattini, è al suo primo appuntamento internazionale e mira a promuovere nel mondo il design e l’eccellenza dell’Italia in questo settore. Frattini, nel lancio dell’iniziativa, aveva sottolineato l’importanza del legame tra cultura, impresa e politica estera, fare sistema, insomma. A “Casa Italia” Vancouver è stato predisposto un percorso base, in cui ogni azienda presenta il singolo prodotto, scelto come il più rappresentativo della linea e dello stile della singola azienda e sono 12 le aziende partecipanti.

CANALE DIPLOMATICO

Il caso Grecia: la minaccia di una nuova crisi

Mariangela Pira. Il dossier di questa settimana è dedicato alla crisi economica globale. Torna in auge evidentemente la possibilità di una ricaduta nella crisi, dopo le vicende che hanno visto protagonista Grecia, ma si teme come sapete anche per Spagna e Portogallo dal punto di vista del debito pubblico.

Sentiremo nel corso di questo approfondimento alcuni commenti. Partiamo subito dal commento dedicato proprio alla crisi che sta vivendo la Grecia.

Angelo Baglioni – Univ. Cattolica di Milano. Ovviamente altri sistemi bancari degli altri Paesi sono creditori nei confronti del sistema bancario geco, e questo potrebbe creare un effetto a catena di crisi liquidità. Siamo appena usciti dalla famosa crisi di liquidità che è cominciata nel 2007, poi si è aggravata nel 2008. L’insolvenza della Grecia creerebbe sicuramente un’altra crisi di liquidità, quindi si creerebbero grossi problemi di contagio. Da questo punto di vista, io credo che, quindi, un intervento di assistenza nelle forme che si possono studiare, ma comunque, della comunità dei Paesi europei sia in ogni caso auspicabile.

I costi del non intervento e del fallimento della Grecia ed eventualmente, cosa che non è meccanicamente diciamo implicita, però eventualmente dell’uscita della Grecia dall’euro, sarebbero molto alti.

Mariangela Pira. La situazione in Grecia, evidentemente, fa temere anche gli altri Stati facenti parte dell’Unione europea, anche se sembra, il nostro Paese sia uscito meno danneggiato degli altri da questa crisi.

Emilio Barrucci – Politecnico di Milano. Abbiamo due elementi di vantaggio congiunturale: 1 che il problema non è tanto il debito, ma il deficit, e questi Paesi hanno avuto un deficit, appunto vediamo lì, 11,2% noi 5,3%. Siamo cresciuti poco meno del 100% rispetto a quello che avevamo prima.

Il 2° aspetto positivo, che è sempre stato sottolineato come un elemento negativo del nostro mercato finanziario, ma che in questo caso è positivo, è che il nostro debito è in larga misura detenuto da italiani.

Giorgio Barra Navaretti – Università Statale di Milano. L’Italia ha un debito colossale e regolarmente deve uscire sul mercato con l’emissione di titoli che devono essere finanziati, quindi se si inizia a diffondere una psicologia piuttosto traballante, anche l’Italia è in mezzo.

Mariangela Pira. Noi comunque approfondiamo la questione del debito pubblico in Grecia collegandoci con l’Ambasciatore italiano in Grecia, Gian Paolo Scarante, in collegamento telefonico, lo ringraziamo per essere qui con noi, ecco ambasciatore come sta vivendo la Grecia questa delicata fase?

Gian Paolo Scarante – Ambasciatore d’Italia in Grecia. La situazione è abbastanza particolare perché il clima che si vive in Atene, in Grecia, a livello di opinione pubblica, a livello di vita quotidiana nelle città, anche in fondo a livello di contatti con le autorità, è un clima molto diverso da quello che dovrebbe essere stando alla lettera dei giornali, o per lo meno di come viene riportata l’immagine della Grecia.

Questo non significa che la crisi non ci sia, o che non sia grave come viene descritta, significa che probabilmente la percezione di questa crisi non è ancora penetrata in maniera convinta, a livello di opinione pubblica, e probabilmente anche a livello di autorità e di establishment come dovrebbe.

Mariangela Pira. Come il Governo greco sta reagendo a questa crisi?

Gian Paolo Scarante – Ambasciatore d’Italia in Grecia. Il Governo greco oggi si trova a dover fare 2 operazioni: prima rientrare nei termini e nella situazione ordinaria, da una situazione assolutamente eccezionale. Dico solo che l’indebitamento di questo Paese che era al 95%, non molti mesi fa, oggi è al 120%. Il rapporto deficit pil che si pensava fosse al 3,7 si è scoperto che è al 12,4%. Quindi cifre che spaventano. Questo Governo deve quindi rientrare in questa situazione in tempi rapidi, come chiede l’Europa, come chiedono tutti i partner, e nel contempo deve far sì che la situazione sociale si mantenga entro i livelli accettabili.

PRESS REVIEW

IL MEGLIO DELLA STAMPA ESTERA

Rassegna stampa 4-11 febbraio

Gianni Marotta. Benvenuti alla rassegna stampa, lo spazio dedicato agli articoli più significativi comparsi sulla stampa internazionale da mercoledì 4 a giovedì 11 febbraio.

Cina, Stati Uniti. Iniziamo subito con il Financial Times del 9 febbraio. Le relazioni tra Cina e Stati Uniti hanno infatti riempito le pagine dei quotidiani internazionali. Scegliamo proprio il Financial Times che ricorda come la Cina sia il secondo partner commerciale dell’Iran. L’aumento degli scambi economici tra Pechino e Teheran giustifica la riluttanza della Cina ad appoggiare qualsiasi sanzioni economica ulteriore nei confronti del Paese.

Il Sunday Times del 9 febbraio titola “Falchi cinesi chiedono guerra fredda agli Stati Uniti”,

riportando i risultati di un sondaggio secondo cui quasi la metà dei cinesi e degli americani intervistati pensano che Pechino e Washington stiano arrivando a condizioni da “guerra fredda”. Tali risultati giungono dopo le battaglie su Taiwan, Tibet, commercio, cambiamenti climatici, internet e diritti umani.

Ancora la questione del debito pubblico della Grecia e degli Stati sovrani, riprendiamo il quotidiano francese Le Monde, del 3 febbraio “Tous Grècs?”, il Ministro dell’economia francese ha presentato a Bruxelles un piano per riportare il deficit al 3% nel 2013. Anche gli Stati Uniti hanno un progetto di diminuirlo. Si annunciano tempi difficili politicamente e socialmente, si teme un incremento del populismo come i greci, accetteranno o no il rigore, verrà osservato in molte capitali che forse saranno costrette a praticare la stessa via.

Per quanto riguarda la situazione italiana, invece, El Pais riporta che dopo la crisi greca, l’Italia secondo quanto riportato dall’Ocse, guida la ripresa economica e cede all’Irlanda il suo posto nel club dei Pigs, acronimo per indicare gli stati economicamente più deboli d’Europa.

A tal proposito abbiamo sentito Pier Carlo Padoan, Capo economista dell’Ocse e Vice Segretario della stessa organizzazione

Pier Carlo Padoan - Vice Segretario Gen. Ocse. Come abbiamo visto negli ultimi mesi, è che Paesi con debito più basso di quello italiano, ma la cui variazione è stata molto più rapida, anche a seguito di strumenti di stimolo fiscale, sono stati penalizzati e giudicati male, diciamo così, dai mercati di quanto non sia successo per l’Italia. Quindi, in qualche misura, il fatto che l’Italia si sia mantenuta tranquilla, diciamo così, oggi è una cosa di cui dobbiamo essere, dobbiamo rallegrarci.

Gianni Marotta. Questione Medio Oriente: “Toward a secure Middle East”, un articolo riportato sull’International Tribune del 3 febbraio.

Un’intervista al Segretario Generale della Lega araba Amr Moussa.

Per risollevare il mondo arabo dalla frustrazione in cui si trova, è necessario porre in essere i seguenti obiettivi. Un mondo arabo sviluppato: investire i capitali all’interno fra gli stati dell’area.

Secondo, una struttura di sicurezza interaraba per disporre di una forza di pace al fine di dirimere i conflitti nella zona.

Terzo, un sistema regionale sviluppato, che abbia come modello l’Unione europea, con l’auspicio della creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, con capitale Gerusalemme Est.

L’opinione di Moussa, in particolare del suo ruolo di paciere tra israeliani e iraniani, viene ripresa anche dal quotidiano Asharq al-Awsat, quotidiano dell’Arabia Saudita di Riad del 5 febbraio.

Vicenda Siria-Israele: lampi di guerra "verbale", così titola il quotidiano libanese Al Quds al-Arabi del 5 febbraio. Il governo israeliano ha accentuato le minacce contro il regime siriano. Stavolta è toccato al Ministro degli Esteri israeliano Liberman gettare il sasso nella piccionaia ha avvertito il presidente Assad dicendogli: che nel caso di una guerra contro Israele: lei è destinato a soccombere.

Al Arabiya del 5 febbraio invece riporta sempre sul tema del Medio Oriente le minacce del Primo Ministro siriano di una forte risposta in caso di attacco israeliano. Dopo le dichiarazioni di Liberman, Mohammad Naji al Otari, Ministro degli Esteri siriano, ha replicato dicendo che chi cerca di provocare la Siria rimarrà deluso.

Assai numerosi invece gli articoli che riferiscono della manifestazione ostile a Teheran contro l’Ambasciata italiana.

Riportiamo il quotidiano francese Liberation del 10 febbraio, così come Der Spiegel del 10 febbraio che la ricollegano alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi durante la sua recente visita a Tel Aviv di sostegno incondizionato ad Israele e all’invito ad adottare sanzioni efficaci contro l’Iran sospettato di volersi dotare dell’arma nucleare. Dal New York Times al Washington Post, che riportano l’accaduto con le parole del Ministro degli Esteri Franco Frattini, il quale spiega che un centinaio di persone hanno gettato sassi contro la sede diplomatica al grido di “Morte all’Italia” e “Morte a Berlusconi”.

Il quotidiano spagnolo El Pais del 10 febbraio riporta che il Ministro degli Esteri iraniano Mottaki ha convocato l'ambasciatore italiano a Teheran,Alberto Bradanini, per manifestare la sua protesta formale contro le parole pronunciate dal Premier Silvio Berlusconi alla Knesset durante la sua recente visita in Israele. Secondo quanto affermato in Senato dal Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, Roma ha dato istruzioni al suo Ambasciatore perché non assista alle celebrazioni ufficiali dell’anniversario della Rivoluzione islamica iraniana. Frattini ha annunciato che altri ambasciatori europei intendono disertare i festeggiamenti per protestare contro il regime.

Ed è tutto per la Rassegna stampa.

Mariangela Pira. E’ tutto per questa puntata di Esteri News, vi ricordo anche il nostro indirizzo mail: esterinews@esteri.it. Io vi ringrazio per averci seguito e vi do appuntamento alla prossima settimana. Arrivederci.


901
 Valuta questo sito