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Governo Italiano

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - 15 aprile 2010

 

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - 15 aprile 2010

IL SUMMIT SUL NUCLEARE A WASHINGTON

Rafforzare la cooperazione internazionale contro la minaccia del terrorismo nucleare. E’ stato l’obiettivo del Summit sulla sicurezza nucleare tenutosi a Washington il 12 e 13 aprile.

LA VISITA DI FRATTINI IN ALBANIA E BOSNIA

La visita del ministro Frattini in Albania e in Bosnia per rafforzare la cooperazione bilaterale e la prospettiva europea dei due paesi balcanici.

LE ELEZIONI IN SUDAN

Un approfondimento con le voci degli esperti sulle elezioni in Sudan per il rinnovo della presidenza, del Parlamento e dei governi locali.

TUTTO PRONTO PER SHANGHAI 2010

Tra pochi giorni al via l’Expo di Shanghai 2010. Presente anche il nostro Paese, con un padiglione di oltre 7000 mq e un ricco programma di eventi, che si svolgeranno dal primo maggio al 31 ottobre.

STORIA DI COPERTINA

IL VERTICE SULLA SICUREZZA NUCLEARE

Mariangela Pira. Benvenuti a questa puntata di esteri news. Un vertice per rafforzare la cooperazione internazionale contro la minaccia del terrorismo nucleare. Ovvero sventare il rischio che le armi nucleari possano andare nelle mani di gruppi estremisti o terroristi internazionali.

E’ stato raggiunto un accordo da parte delle 47 nazioni che si sono riunite per il Summit tenutosi a Washington il 12 e 13 aprile sulla sicurezza nucleare.

I principali punti dell’accordo riguardano una maggiore cooperazione per arginare la proliferazione, più sicurezza rispettando le sovranità nazionali e la messa al sicuro entro 4 anni delle materie nucleari poco protette. Viene inoltre ribadito l’appoggio all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Barack Obama ha lanciato l’allarme Al Qaeda sul nucleare.

“E’ facile”, afferma il Presidente americano “avere le tecnologie”. Sentiamo.

Barack Obama – Presidente USA. Sarebbe una catastrofe per tutti se al Qaeda entrasse in possesso di armi nucleari. Due decenni dopo la fine della Guerra Fredda, siamo di fronte a una crudele ironia della storia. Il rischio di un confronto nucleare tra nazioni è diminuito. Ma il rischio di un attacco nucleare è aumentato. Occorre agire, oltre che parlare. Oggi non è solo l’occasione di fare promesse, ma anche di realizzare progressi veri per la sicurezza dei nostri popoli.

Mariangela Pira. Il Presidente Usa ha reso noto che la Cina partecipa agli sforzi internazionali, in vista alle sanzioni all’Iran, ma non ha precisato se il Presidente cinese Hu Jintao è favorevole a sanzioni contro Teheran per l’atomica, aggiungendo di aver detto a Jintao che ci saranno conseguenze se Teheran non modificherà la propria posizione.

Sentiamo su questo anche il Ministro degli esteri britannico, David Milliband.

David Milliband – Ministro degli Esteri UK. Dobbiamo assicurarci che la Corea del Nord e l’Iran si confrontino con la comunità internazionale, in modo chiaro e diplomatico. Di modo che siano responsabili delle loro azioni.

Mariangela Pira. il Presidente Berlusconi nel suo intervento ha ribadito che l’Italia sposa la linea della denuclearizzazione delineata dal Presidente americano Obama.

Quanto al nucleare italiano,m nel suo intervento a Washington, Berlusconi ha annunciato la nascita di un’Agenzia italiana per la sicurezza nucleare, e una Scuola nazionale per la sicurezza nucleare.

Il presidente Nicolas Sarkozy ha affermato che la Francia non rinuncerà mai alle armi nucleari e che le sanzioni contro l’Iran dovranno essere prese entro aprile/maggio.

Certo, l’obiettivo di un mondo senza armi atomiche appare remoto, ma questi appuntamenti sono di importanza cruciale per il disarmo nucleare.

Il summit segue la firma, avvenuta a Praga, la scorsa settimana, dello Start II, tra il Presidente americano, Obama e quello russo, Medvedev, ovvero il nuovo trattato bilaterale per la riduzione delle armi nucleari strategiche.

E su questo sentiamo l’Ambasciatore americano in Italia e l’Ambasciatore russo in Italia, che hanno partecipato recentemente a un briefing tenutosi in Farnesina.

David Thorne – Ambasciatore Usa in Italia. Questo è un primo passo importantissimo per la riduzione delle armi nucleari. Si conserva però il diritto di avere un sistema di difesa che riteniamo appropriato. Stati Uniti e Russia sono separati, ma sono insieme nel senso di una positiva relazione tra i due Paesi.

Alexei Meshkov – Ambasciatore Russia in Italia. L’Iran deve dare quelle risposte all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, quelle risposte che non ha ancora dato fino adesso, come voi sapete, noi insieme ai nostri colleghi americani e anche di altri Paesi stiamo lavorando su questa questione.

Mariangela Pira. Questo insieme di iniziative sono state lanciate anche in vista della conferenza sul riesame del Trattato di non proliferazione che si svolgerà a maggio e da cui si spera possa emergere rafforzato il regime di non proliferazione.

LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA

Frattini in Albania e Bosnia

Mariangela Pira. Il Ministro Frattini in Albania e Bosnia per rafforzare la cooperazione e soprattutto la prospettiva europea dei due paesi balcanici. In Albania ha incontrato il suo omologo Meta e il premier Berisha: sul fronte bilaterale è stato firmato il nuovo protocollo di cooperazione allo sviluppo dal 2010 al 2012 ed inaugurato anche il programma di eventi celebrativi delle attività della nostra Cooperazione in Albania dal 1990 al 2010. Per lo sviluppo del paese è stato stanziato un finanziamento di 51 milioni di euro per le Piccole-medie imprese, agricoltura e politiche sociali. Frattini auspica che in autunno i cittadini albanesi possano effettuare i primi viaggi senza visti e che Tirana possa ottenere entro la fine dell’anno lo status di candidato all’ingresso nell’Unione Europea.

In Bosnia Frattini ha incontrato il suo omologo e diverse autorità politiche del governo e ha anche tenuto un discorso all’Università di Sarajevo. Anche qui il messaggio è stato chiaro: sostegno pieno al futuro europeo e atlantico della Bosnia Erzegovina e alla liberalizzazione dei visti. "Ne va soprattutto della pace e della stabilità delle generazioni future", hanno scritto in una lettera al quotidiano La Repubblica Frattini e il collega francese Bernard Kouchner. E’ stato firmato un Protocollo di cooperazione tra i ministri degli esteri italiano e bosniaco per rafforzare la partnership in ambito commerciale e contrastare l’immigrazione clandestina.

Il convegno di Confindustria a Parma

Mariangela Pira. Più di 5000 imprenditori, una presenza record nella due giorni di Confindustria a Parma, a sottolineare l’importanza di questo incontro con richieste precise fatte al Governo su tempistiche per le riforme strutturali di cui l’Italia necessita. Abbiamo sentito alcuni interventi, vediamo i contributi.

Giulio Tremonti – Ministro dell’Economia. Una competizione radicalmente cambiata nella sua geografia. Il mercato europeo, il mercato unico europeo non è più l’unico mercato e noi dobbiamo pensare ad un sistema fiscale che, pur compatibilmente con l’Europa, tiene conto delle logiche di una economia che importa ed esporta.

Jean Claude Trichet – Presidente BCE. Dopo la crisi profonda l’Italia sta gradualmente tornando all’innovazione, all’eccellenza economica. Io sono sicuro che Confindustria prenderà parte a questo processo

Joaquin Almunia – Commissario UE. Dobbiamo avere il coraggio di fare a meno delle misure a sostegno dell’economia europea. L’unico modo per essere competitivi a livello globale, è puntare sull’idea, sulla creatività, sull’efficienza e sull’innovazione attraverso una rigorosa implementazione a livello europeo delle regole per la concorrenza possiamo aiutare la nostra economia a raggiungere obiettivi di lungo termine.

A Shanghai tutto pronto per l’Expo

Mariangela Pira. Tra pochi giorni prenderà il via Shanghai 2010 definita l’Expo dei record per portata dell’evento, numero dei partecipanti e visitatori previsti. L’Italia si prepara a questo grande appuntamento con un fitto programma di eventi, presentato a Palazzo Chigi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dal Ministro degli Affari Esteri, Frattini e dal Commissario Generale del Governo per l’Expo Shanghai 2010, Beniamino Quintieri. La visita del padiglione italiano che si estenderà su una superficie di oltre 7000mila metri quadri permetterà di attraversare l’Italia intera e consentirà di vedere le ultime evoluzioni artistiche, di provare le innovazioni tecnologiche e di conoscere l’immenso patrimonio culturale del nostro Paese. “La città dell’uomo” è il messaggio che farà da sfondo a tutte le iniziative, per un viaggio alla scoperta dell’Italia con una mostra permanente apposita al piano terra del padiglione. Al primo piano invece verranno allestite mostre temporanee dedicate all’arte e alle nuove tecnologie, alle Regioni che presenteranno le proprie expertise territoriali e alla promozione delle filiere industriali d’eccellenza. L’obiettivo è presentare al pubblico cinese e internazionale l’Italian Way of Life attraverso un percorso suggestivo e coinvolgente che prevede l’esibizione di artisti di prestigio affermati a livello internazionale. Tra questi: Ennio Morricone, Riccardo Cocciante, Roberto Bolle, Uto Ughi, Giovanni Allevi, l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, il Teatro Regio di Torino e tanti talenti delle nuove generazioni come il giovanissimo sassofonista Francesco Cafisio.

La Cooperazione in Libano

Mariangela Pira. Vi parliamo ora di un’iniziativa per la preservazione del Patrimonio Artistico Libanese. Il restauro degli affreschi romani conservati presso il Museo Nazionale di Beirut. Il progetto è finanziato dalla Cooperazione italiana per 194.000 euro destinati al restauro e alla conservazione degli affreschi provenienti dalla cosiddetta ‘Tomba di Tiro’ e all’adeguamento della sala che si trova vicino alla camera funeraria. Per l’esecuzione ci si avvale di un esperto italiano assistito da una restauratrice. Anche altri esperti libanesi saranno coinvolti nell’operazione di restauro.

Questa tomba affrescata di epoca Romana Imperiale risalente al II secolo d.C. venne rinvenuta nel 1938 nei pressi di Tiro. Per evitare il degrado degli affreschi e della camera funeraria - cosa che potete immaginare purtroppo è occorsa nel corso degli anni - la Direzione Generale dell’Antichità del Ministero della Cultura nel 2009 ha chiesto al nostro paese, in virtù dell’esperienza che l’Italia vanta nel settore della conservazione dei beni culturali, di intervenire con un progetto mirato al restauro.

CANALE DIPLOMATICO

Le elezioni in Sudan

Gianni Marotta. Dopo 6 anni di tregua, sanciti da un accordo di pace in Sudan, si è tornato a votare. Una elezione attesa dalla comunità internazionale, ma che secondo molti addetti ai lavori, cambierà ben poco nella geografia politica del Paese.

Abbiamo raccolto le testimonianze, non solo di esperti, ma anche di volontari, come i Padri missionari comboniani che in Sudan operano da diversi anni.

Daniele Moschetti – Padre missionario comboniano. Il Sudan sono 2 milioni e mezzo di Km2, con 18.500 seggi da controllare, impossibile, ma nemmeno uno per ogni seggio non riuscirà a farlo. Quindi così come già in questi giorni ci sono già l’elenco di grandi irregolarità in vari centri, in vari seggi. Ma esattamente per questo i candidati dell’opposizione si sono ritirati, molti, prima ancora di arrivare al giorno delle elezioni.

Gianni Marotta. Ma da questo voto cosa potrà aspettarsi la comunità internazionale specialmente nei confronti delle élite dominanti?

Giampaolo Calchi Novati – Università di Pavia. Dal punto di vista internazionale Bashir personalmente è soggetto ad un processo di incriminazione alla Corte internazionale, non credo che di per sé le elezioni possono cambiare l’approccio della comunità internazionale. Credo che alla fine il problema del Sudan non derivi tanto dalle pressioni esterne, ma deriva proprio dalla ricerca di una strada per risolvere problemi che sono reali, determinati da una complessità storica, geo-politica che non è stata risolta né nel periodo coloniale, né nel periodo dell’indipendenza e neppure in questo periodo.

Gianni Marotta. Un esito elettorale che non cambierà nulla, sostanzialmente, nella geografia politica del Paese. Ma il rischio concreto verso il quale il Sudan sta andando è quello di una secessione.

Giampaolo Calchi Novati – Università di Pavia. L’unica alternativa alla secessione potrebbe essere la costituzione di un gruppo dirigente, di una classe media, di un ceto burocratico-borghese, che creda nella globalizzazione, creda nell’inserimento del Sudan nell’economia internazionale. Considerando che la secessione possa svantaggiare un ceto medio emergente.

La guerra ha ulteriormente aggravato il discorso democratico. Perché la guerra è in un certo modo la negazione della politica.

Daniele Moschetti – Padre missionario comboniano. Ci deve essere un grande lavoro di riconciliazione con le altre etnie. Soprattutto condivisione del potere, ma anche l’opinione pubblica e la comunità internazionale lavorare perché questo avvenga, per non arrivare a un guerra civile. Perché se diventasse guerra civile di nuovo ci sarebbe quello che ci è sempre stato: una ingerenza sempre dal nord che divide per poter imperare ancora.

Gianni Marotta. Negli ultimi anni, in Sudan, la Cina ha assunto un ruolo sempre più preponderante, legato anche agli interessi specialmente economici relativi alle materie prime. Una presenza che è destinata a influenzare pesantemente le scelte economiche del nuovo Governo e con quali effetti soprattutto sulla politica estera?

Giampaolo Calchi Novati – Università di Pavia. La Cina pone a premessa della sua politica internazionale la non interferenza negli affari interni. Recentemente la Cina ha mostrato l’intenzione di rinegoziare, eventualmente, gli accordi ove ci fosse una separazione fra nord e sud. I giacimenti di petrolio sono sul confine, l’accordo che è stato firmato nel 2005 prevede che comunque finisca il referendum le risorse minerarie e petrolifere dovrebbero essere gestite congiuntamente. Questo potrebbe essere, in fondo, una specie di compromesso: il governo del nord non ostacola la secessione, ma nello stesso tempo ribadisce la validità di questa clausola.

Gianni Marotta. Il rischio maggiore è quello di una imminente guerra civile.

Daniele Moschetti – Padre missionario comboniano. Il problema grosso è che a sud sono anche molto stanchi delle promesse del nord di Bashir, che non mantiene. Quindi può anche darsi che tutto questo passaggio per arrivare esattamente agli ultimi 6 mesi possa essere stravolto. Se questo panorama non avvenisse, cioè vuol dire stravolgere, quindi cancellare il referendum, quindi vuol dire una guerra con il nord.

PRESS REVIEW

Il meglio della Stampa Estera 8 -15 aprile 2010

Gianni Marotta.Eccoci giunti all’appuntamento settimanale con la rassegna stampa internazionale.

Apriamo subito con la tragedia in Polonia: Frankfurter Allgemeine Zeitung del 12 aprile titola: “Polonia: il Cristo d'Europa”. Trovare un senso alle sventure rientra tra le abitudini più comuni della Polonia anche di fronte ad un incidente tanto fatale quanto evitabile come quello occorso alla delegazione del governo. L’arcivescovo di Gnesen è riuscito a parlare di "profondo significato storico" dell'evento.

Sempre la Frankfurter Allgemeine Zeitung del 12 Aprile sostiene che la tragedia non priva soltanto la Polonia di una fetta consistente dell'attuale gruppo di governo ma solleva anche pesanti dubbi riguardo al futuro degli schieramenti politici. Nell'incidente ha infatti perso la vita anche il candidato alla presidenza dell’opposizione

Vertice sulla sicurezza nucleare: Washington Post del 14 aprile: Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha fatto bene a concentrare gli obiettivi del vertice sulla sicurezza nucleare, sulla sfida rappresentata dalla tutela dei materiali necessari alla costruzione di ordigni atomici. E’ quanto scrive il quotidiano statunitense. Le migliaia di tonnellate di uranio e di plutonio sparse in decine di paesi di tutto il mondo sono una minaccia reale più di quanto non lo siano le armi strategiche della Russia

Sempre sullo stesso tema Financial Times e il Wall Street Journal riportano l’opinione critica di quanti ritengono che dal Vertice non siano stati quantificati gli obiettivi di dismissione di materiale atomico. Inoltre non sembrano convincenti le dichiarazioni di Russia e Cina. Washington Post del 14 aprile sottolinea come il Vertice abbia segnato una svolta con Obama impegnato a tentare di trasformare la sua popolarità internazionale in uno strumento per strappare consensi concreti alla sua politica estera e, in primo luogo, all’inasprimento delle sanzioni contro l’Iran. Anche il New York Times evidenzia come Obama stia portando avanti aggressivamente la sua visione in politica estera.

Europa: New York Times del 13 aprile. Francia e Germania sono tradizionalmente considerate i motori dell’Unione Europea, ma la crisi finanziaria della Grecia sta mettendo a repentaglio i rapporti tra i due Paesi: Angela Merkel, il Cancelliere tedesco, ha adottato una linea meno aperta alle richieste europee e più concentrata sul suo Paese, questo è quanto scrive il quotidiano statunitense.

D’altra parte, come evidenzia anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung del 13 aprile, la Germania è di gran lunga il paese europeo cui spetta il compito più oneroso nel progetto per la salvezza dell'economia greca (8 dei 30 miliardi di euro del piano dell’Unione Europea).

Sempre sullo stesso tema, il quotidiano francese Figaro del 9 aprile propone un’intervista al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini secondo il Ministro degli Esteri la lezione che si può trarre dalla crisi greca è che bisogna rafforzare la governance economica europea per evitare la speculazione.

Ci occupiamo adesso di un’altra crisi internazionale, quella in Kirghizistan: El Pais del 12 aprile ricorda la rivolta in atto nell’ex repubblica sovietica dell’Asia Centrale. E sottolinea come questo sia un terreno che vede contrapposti gli interessi strategici della Russia e dei paesi dell’Unione Europea.

Il Washington Post afferma più esplicitamente che il Cremlino nel corso dell’ultimo mese ha giocato un ruolo fondamentale nel fomentare il malcontento contro il governo del presidente Bakiyev.

Sull’ Afghanistan Washington Post del 12 aprile: Fareed Zakaria critica il presidente statunitense sull’Afghanistan. La sua amministrazione – scrive - sta mettendo a rischio le possibilità di successo indebolendo il suo unico alleato credibile nel paese, ovvero il presidente afgano, Hamid Karzai.

Sui rapporti Stati Uniti-Afghanistan sentiamo Ettore Sequi, ex Ambasciatore a Kabul.

Ettore Sequi – Ex Rappr. Ue Afghanistan. Io credo che uno dei problemi in realtà sia oggi quello di ricreare tra la Comunità internazionale e il governo afgano, una situazione di fiducia. Oggi quello che io ho notato lasciando il Paese è una sospettosità reciproca in cui poi alla fine le cose che vengono richieste al Governo, vengono fatte ma si perde solo tempo per il semplice motivo che non ci si fida gli uni degli altri. Ho visto negli ultimi giorni un’inversione di tendenza in questo senso. Hillary Clinton e il Segretario alla Difesa, Gates hanno parlato del fatto che il Governo quindi Karzai il Presidente è un alleato strategico e credo che su questo bisogna costruire, bisogna costruire sulla reciproca fiducia, è quello l’Unione Europea ha cercato di fare, perché l’Unione Europea è considerata in Afghanistan un attore credibile, un attore che non ha agende nascoste ed un attore, dunque, che quando serve si deve ascoltare.

Gianni Marotta. La stampa straniera dà ampio risalto anche all’arresto in Afghanistan dei tre operatori di Emergency, l’Organnizzazione non governativa italiana, riportando sia le accuse del governatore della provincia afgana di Helmand Gulab questo il quotidiano tedesco Der Spiegel sia le dichiarazioni di Gino Strada, l’animatore di Emercency questo il Daily Telegraph secondo cui vi sarebbe un chiaro piano politico dietro l’arresto dei collaboratori per far sì che proprio la Ong italiana lasci il Paese.

Sul New York Times del 12 aprile si riportano le dichiarazioni del portavoce del Ministro Franco Frattini, Maurizio Massari, che ha ribadito che l’Italia si oppone ad ogni forma – diretta o indiretta – di supporto al terrorismo.

Ed è tutto per la Rassegna Stampa

Mariangela Pira. Ed è tutto per questa puntata di Esteri News, vi ringrazio per averci seguito, vi ricordo l’indirizzo mail: esterinews@esteri.it. Grazie ancora e arrivederci alla prossima settimana.


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