Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - 22 aprile 2010

 

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - 22 aprile 2010

LE SFIDE DEL XXI SECOLO E LA NATO

La Nato si rinnova per far fronte alle sfide globali. Ne discutono a Tallin, in Estonia, i Ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica.

LA COOPERAZIONE ITALIANA IN PALESTINA

Oggi parleremo del ruolo della Cooperazione italiana nella Striscia di Gaza. Ascolteremo Aed Yaghi, direttore dei programmi della Palestinian Medical Relief Society a Gaza, e Gianandrea Sandri, capo dell’Unità Tecnica Locale della Cooperazione italiana. LE MINI MARATONE IN LIBANO Un evento sportivo per dare ai giovani palestinesi in Libano l’opportunità di praticare attività ricreative promuovendo il dialogo e la pace attraverso lo sport. Sono le minimaratone, organizzate dalla cooperazione italiana.

PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO

Un dossier sulla mobilità-pubblico privato, ovvero la collaborazione tra un’istituzione pubblica, il Mae, e aziende come Eni, Enel, Unicredit: il contributo che ciascuna delle parti porta all’altra.

STORIA DI COPERTINA

Dove va la Nato nel XXI secolo?

Gianni Marotta. La Nato si rinnova per meglio rispondere alle sfide globali.

Ventotto membri (nove in più rispetto al 1999), una forza militare in grado di incidere profondamente nelle aree di maggiore tensione internazionale e in quelle di guerra. La Nato adesso è chiamata a confrontarsi su diverse questioni: la sicurezza euro-atlantica e globale, la stabilizzazione dei Balcani Occidentali, la non proliferazione nucleare, anche alla luce del riesame della Conferenza per il Trattato di Non Proliferazione, poi i rapporti fra Nato e Russia e l’Afghanistan.

Il gruppo di saggi che riformerà l’associazione è guidato dall’ex segretario di Stato, Madeleine Albright. A maggio dovrà presentare un rapporto sul concetto strategico della Nato per il XXI secolo al Segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen.

Carlo Jean – Pres. centro studi di Geopolitica. Se si esclude la Nato globale, il braccio armato della lega delle democrazie, che dovrebbero comprendere anche, non so, del tipo Giappone, Australia, insomma, India, cioè praticamente tutte le democrazie del mondo. Questo qui è da escludere, praticamente no, è da escludere anche una specie di riduzione della Nato sul compito della difesa territoriale, anche del territorio dei Paesi membri, in quanto il territorio dei Paesi membri, non è che siano direttamente minacciati, come ai tempi della Guerra fredda. Di conseguenza ci sarà una Nato molto simile all’attuale, in cui i compiti di difesa e i compiti di sicurezza saranno bilanciati tra di loro. Compiti ex art. 5, del Trattato del Nord Atlantico, ex art. 4, quindi cooperazione, gestione delle crisi, partenariato con altri Paesi e così via.

Gianni Marotta. Per la terza volta dopo la fine della Guerra fredda, come sottolinea l’ambasciatore Giancarlo Aragona, membro italiano del gruppo di Saggi dell’Alleanza Atlantica, la Nato pianifica le sue strategie alla luce dell’evoluzione degli scenari internazionali.

Amb. Giancarlo Aragona- Comitato saggi Nato. L’obiettivo del nuovo concetto strategico e quindi del rapporto che noi stiamo preparando, che farà da base per questo, per il negoziato poi fra i governi che si aprirà nel mese di maggio, è quella di combinare, di conciliare la salvaguardia dei valori permanenti della Nato. Quindi i valori che sono: la difesa, la protezione della sicurezza dei Paesi membri, con una realtà strategica mondiale che è tanto cambiata e che è destinata ancora a cambiare Le minacce, i rischi per l’alleanza stanno da anni ormai, sono cambiati, e cambieranno, sia per la provenienza geografica, non è un caso che la Nato sia oggi in Afghanistan, quindi in un territorio molto lontano dal territorio atlantico. Che rischi possono nascere per esempio dal settore informatico, dalla sicurezza delle vie di navigazione, dal terrorismo, dalla proliferazione nucleare, c’è tutta una serie di eventi che, allorché la Nato fu creata non erano evidentemente ancora stati presi in considerazione. Quindi il concetto strategico è volto a dare una sistemazione razionale a tutto un nuovo contesto e ad attrezzare la Nato a far fronte a quello che è il suo compito storico che è quello di proteggere i Paesi membri da minacce, da rischi sempre nuovi.

Gianni Marotta. Le nuove strategie che la Nato sceglierà per contribuire alla soluzione delle crisi in tutto il mondo la vedranno co-protagonista insieme ad altri partner.

Amb. Giancarlo Aragona- Comitato saggi Nato. L’approccio globale alla soluzione delle crisi. Cioè l’utilizzo di strumenti, non solo militari, ma anche di natura civile, sociale, quindi politica, in raccordo con altre istituzioni e con altri Paesi, quindi lo sviluppo dei partenariati. Partenariati, e nei partenariati, basti pensare alla Russia, che è un partner, non solo un partner di grande importanza, come dimostra l’accordo e la decisione del Vertice di Roma del 2002, di costituire il Consiglio Nato-Russia, ma oltre che essere un partner di grande importanza, o quei rapporti vanno sviluppati perché indubbiamente non si son colte forse da una parte e dall’altra tutte le opportunità. Quindi questi rapporti vanno sviluppati. Ma la Russia rappresenta anche un fattore al di là dell’elemento di partenariato, rappresenta un fattore cruciale della sicurezza europea e della sicurezza globale, quindi è un fattore di cui la Nato deve tener conto. Sia come partner, sia però anche come elemento che condiziona la sicurezza mondiale soprattutto la sicurezza dell’area euro-atlantica. Quindi è un rapporto estremamente complesso

Gianni Marotta. Del nuovo ruolo della Nato ne parleranno i Ministri degli esteri riuniti a Tallin, in Estonia, oggi e domani.

Le notizie della settimana

Italia, partner alla Fiera di Hannover

Mariangela Pira. Anche l’Italia alla Fiera di Hannover, la rassegna dedicata alle nuove tecnologie e allo sviluppo dei nuovi materiali. Lunedì, il ministro dello Sviluppo economico, Scajola ha accolto il Cancelliere tedesco Angela Merkel per inaugurare il Padiglione Italia, uno spazio di 1500 metri quadrati concepito come “una grande finestra aperta sul futuro” e che annovera tra gli oggetti esposti, il Piano della Mobilità del Comune di Roma. Il padiglione, progettato dall’Ice rappresenta le eccellenze tecnologiche dell'Italia nei settori della produzione e distribuzione dell'energia, della mobilità sostenibile, nei modelli e nelle tecnologie d'avanguardia.

Accordo tra Italia e Spagna

Italia e Spagna hanno firmato a Madrid un Memorandum d’intesa per la promozione della conoscenza delle lingue e culture italiana e spagnola in Spagna ed in Italia. L’intesa prevede l’individuazione di alcuni istituti di istruzione secondaria in Italia dove sarà assicurato l’insegnamento dello spagnolo. Lo scambio di assistenti di lingua tra i due Paesi e una serie di attività e progetti congiunti tra istituzioni scolastiche italiane e spagnole. Il memorandum fa seguito al Protocollo di collaborazione culturale e scientifica tra i due Paesi che è stato firmato a La Maddalena nel settembre 2009.

La Cooperazione nei Territori Palestinesi

Come si vive a Gaza? Di questo oggi vogliamo parlarvi in un approfondimento per inquadrare il lavoro della Cooperazione italiana nella Striscia. Sentiamo anzitutto la testimonianza di Aed Yaghi, direttore dei programmi della Palestinian Medical Relief Society a Gaza, che con difficoltà è riuscito ad avere il permesso per venire in Italia per parlarci della grave crisi umanitaria in cui versa la popolazione civile della Striscia. Sentiamo

Aed Yaghi - Palestinian Medical Relief Soc. Sfortunatamente dopo mille giorni di assedio e cento giorni di guerra a Gaza, la situazione continua a peggiorare nella Striscia di Gaza. Più dell’80% della popolazione di Gaza in questo momento conta sugli aiuti umanitari internazionali, il 50% degli abitanti della Striscia vive sotto il livello di povertà e questo assedio ha avuto un impatto molto forte su alcuni aspetti della vita di Gaza in particolare l’aspetto sanitario per esempio a causa della malnutrizione, della difficoltà di accesso alla nutrizione, i bambini sotto i 5 anni colpiti da anemia per mancanza di ferro raggiunge più del 40%.

Mariangela Pira. Abbiamo intervistato anche il Direttore dell’Utl a Gerusalemme Gianandrea Sandri sulle attività della Cooperazione italiana nell’area. Un lavoro che include attività ordinarie ma anche quotidiane emergenze

In collegamento da Gaza: Gianandrea Sandri. La situazione di Gaza è difficile ed è molto importante per la Cooperazione italiana riuscire ad incontrare i bisogni della popolazione locale, pertanto il Ministero Affari Esteri ha previsto nell’ultimo anno un contributo di più o meno circa 5milioni di euro rivolto alle fasce più vulnerabili della popolazione di Gaza nei settori prioritari per i bisogni quali sono: quello sanitario, quello sociale, quello agricolo, quello dell’educazione e il sostegno ad alcune attività economiche generatrici di reddito: vivai, produzioni biologiche, vendita di formaggi e cose di questo genere, partendo dal presupposto che la situazione delle famiglie è molto complicata dalla chiusura, dal blocco, dall’impossibilità di movimento e che quindi gli interventi di carattere umanitario costituiscano l’elemento fondamentale per la soddisfazione dei bisogni primari della popolazione della Striscia di Gaza.

Le mini maratone in Libano

Mariangela Pira. E vi parliamo adesso di un bell’evento sportivo che si è tenuto a Beirut. La Cooperazione allo sviluppo e l’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi) hanno lanciato le “mini maratone Vivicittà, corsa per il dialogo” in cinque campi profughi. Scopo dell’iniziativa è dare ai giovani palestinesi l’opportunità di praticare diverse attività ricreative, promuovendo allo stesso tempo il dialogo e la pace attraverso lo sport. Le mini maratone coinvolgeranno tremila bambini, l’iniziativa è parte di un più ampio progetto di attività socio-ricreative noto in Libano con il nome di Palestiniadi. A testimoniare le buone relazioni tra Italia e Libano anche il colloquio cordiale tra il Premier del paese dei cedri Hariri che dopo aver parlato con il Presidente Napolitano, con il Primo Ministro Berlusconi e con il Ministro Frattini ha ringraziato l’Italia “per lo storico ruolo cruciale svolto nei confronti del Libano”.

PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO

Mariangela Pira. La mobilità pubblico-privato, ovvero gli accordi tra le istituzioni pubbliche e alcune realtà private importantissime nel nostro Paese.

Attualmente alcuni diplomatici prestano servizio in alcune aziende di punta come Enel, Eni, Unicredit portando a queste aziende non soltanto un know how personale acquisito grazie al servizio al Mae, ma anche tutta la capacità strategica e operativa del Ministero degli Affari Esteri nelle sedi all’estero. Nello stesso tempo i dipendenti delle società italiane esportano il loro expertise all’interno del Ministero.

Vincenzo Schioppa – Mae. L’iniziativa di uno scambio di funzionari con il privato è nata proprio da un’idea originaria del Ministro Frattini, quando era Ministro della Funzione Pubblica, che aveva notato evidentemente la scarsissima capacità del nostro sistema amministrativo di osmosi tra pubblico e privato; e quindi grazie a una norma che fu introdotta, credo nel gennaio del 2002 su sua iniziativa, è stata data la possibilità alle grandi amministrazioni – come la nostra – di arrivare a degli accordi con delle realtà private per uno scambio di saperi, di saper fare.

Il vantaggio che ne riceviamo, evidentemente, è anzitutto direi una cross fertilization tra i nostri saperi e i saperi tipici del privato, una conoscenza più diretta e più precisa non soltanto delle necessità di queste aziende ma anche dei loro linguaggi, perché è anche una questione proprio di linguaggi in comune. Direi che entrambe queste strutture, il ministero e queste aziende, evolvono in meglio.

Mariangela Pira. Di che cosa si occupa un dipendente di Unicredit al Mae e un funzionario del Mae in Unicredit?

Giuseppe Scognamiglio – Cons. Mae in Unicredit. Si occupa di sovraintendere le attività internazionali di queste società private, quindi provare a rendere noti a tutto lo staff dirigenziale, il top management di un’azienda, gli scenari internazionali, i mercati internazionali e i paesi dove l’azienda intende espandere le proprie attività.

Costantino Moretti – Dipendente Unicredit al Mae. All’inizio ho supportato la Direzione Generale per la Cooperazione Economica e Finanziaria multilaterale, dove opero, con studi e analisi relativi a questa crisi finanziaria. Poi successivamente ho lavorato più strettamente a contatto con l’ufficio II, l’ufficio che all’interno di questa Direzione generale segue le tematiche finanziarie, studiando anche alcuni aspetti propri dell’ufficio quali, ad esempio, le rimesse dei migranti e la gestione del debito sovrano.

Mariangela Pira. Secondo lei cosa si potrebbe fare per migliorare ancora di più la partnership pubblico-privato.

Vincenzo De Luca – Consigliere Mae all’Eni. Il Mae ha fatto passi da gigante nel promuovere un approccio sistema-paese verso l’estero. L’Italia ha un problema di realizzare la massa critica sufficiente per poter penetrare ancora di più i mercati e questo si può fare con una sinergia tra pubblico e privato, con un’azione più forte del governo, della rete diplomatica e consolare che sicuramente rappresenta un valore aggiunto per il sistema Italia.

Giuseppe Ceccarini – Relazioni Internaz. Eni. La collaborazione è già ad un ottimo livello, pensando al futuro, farei una riflessione sulla possibilità di ampliare questa collaborazione a scenari energetici regionali. Penso al Caspio, al Mediterraneo, al Medio Oriente, oltre ovviamente a mantenere la collaborazione già in essere con la Direzione Generale Cooperazione Economica che continuerà con la nuova Direzione Generale a seguito della prossima riorganizzazione della Farnesina.

Mariangela Pira. Quali differenze ha riscontrato tra il lavorare in un ente pubblico e in un’azienda privata.

Mauro Battocchi – Cons. Mae all’Enel. Sicuramente vedere le cose aziendali da un punto di vista diplomatico è un valore aggiunto, sia per me personalmente e forse, me lo auguro, credo che – ne abbiamo anche testimonianza – forse per l’azienda stessa.

Oggi ci si muove in una realtà di professionalità diverse e che convergono in un unico obiettivo. L’importante è avere un’ottica di sistema, far passare le informazioni dal pubblico al privato e viceversa, e portare avanti un approccio di sistema.

Okko Ziegler – Relazioni Internazionali Enel. Ci sono due aspetti: uno di contenuto e quindi diciamo di esperto in materia e quindi di conoscenze, di know-how su tanti dossier, su interessi del mondo industriale italiano che sta cercando di crescere all’estero. E poi c’è l’aspetto ovviamente di creare delle interfacce più intense, più durature nel tempo tra esperti nelle aziende e ambasciatori e personale diplomatico che, sempre di più, viene coinvolto anche sul fronte, diciamo, economico.

Mariangela Pira. Qual è il contributo che un dirigente pubblico può portare ad una azienda e viceversa?

Gerardo Carante – Promozione all’estero, Ance. Mettiamo le imprese immediatamente in grado di poter andare sui mercati esteri e di poter conoscere gli attori su quei mercati che possono aiutarle in questa loro volontà di internazionalizzazione.

Mariangela Pira. Io vi ricordo il nostro indirizzo e-mail: esterinews@esteri.it

Vi ringrazio per essere stati con noi e vi do l’arrivederci alla prossima settimana.


947
 Valuta questo sito