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Governo Italiano

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA – 1 luglio  2010

 

ESTERI NEWS – IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA – 1 luglio  2010

G20, DOPO TORONTO

Quali le prospettive post G20? A Toronto i grandi raggiungono un accordo sulle questioni nucleari e la sicurezza. L’impegno per ridurre i debiti pubblici entro il 2013.

CONFLITTI E NUOVE VIE DI PACE

L’esperienza della Comunità di Sant’Egidio negli scenari internazionali per testimoniare la pace e mettere fine ai conflitti. Se ne è parlato all’Ispi nel corso di un convegno.

PROGETTO HALAL ITALIA

Si chiama progetto Halal e punta a certificare i prodotti alimentari, cosmetici e farmaceutici del made in Italy secondo le leggi del Corano. Alla Farnesina la firma della convenzione interministeriale.

CONTRO LO SFRUTTAMENTO E GLI ABUSI

Vi parleremo del progetto di prevenzione, assistenza e tutela dei minori dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale in Salvador. L’impegno della Cooperazione italiana per rafforzare la protezione legale.

STORIA DI COPERTINA

G20: le prospettive dopo Toronto

Mariangela Pira. Bentornati a Esteri News. La Storia di Copertina di oggi è dedicata al G20 o meglio, alle prospettive dopo il G20 che si è tenuto la scorsa settimana in Canada. E dunque cerchiamo di capire insieme da che cosa si parte, quali sono le conclusioni cui sono giunti i Grandi della Terra ad Huntsville.

Continua il dibattito sulla strada da seguire per rilanciare la ripresa e a Toronto i paesi del G20 si sono impegnati a dimezzare il deficit entro il 2013: "Le economie avanzate - si legge nella bozza finale - si sono impegnate a favore di piani fiscali che dimezzeranno i disavanzi e stabilizzeranno o ridurranno, entro il 2016, il rapporto debito pubblico-prodotto interno lordo".

Accordo tra i Grandi invece sulle dispute nucleari con Iran e Corea del Nord cui è stata dedicata la seconda giornata del G8 ad Huntsville. "Corea del Nord e Iran costituiscono una minaccia reale per la nostra sicurezza" ha dichiarato Dimitri Soudas, portavoce del Primo Ministro canadese Stephen Harper, il padrone di casa di questa riunione.

Il risultato più concreto, tuttavia, riguarda ancora l'economia, sui tempi e i modi per arrivare all'accordo di Basilea 3 sui nuovi indici di capitale: "Siamo a favore della conclusione di un accordo sul nuovo quadro in materia di capitali in occasione del Vertice di Seul". Sarebbero, quindi, recepite appieno le indicazioni fornite dal Financial Stability Board, diretto da Mario Draghi, riguardo l'esigenza di privilegiare il rafforzamento patrimoniale delle banche per costruire un sistema finanziario più stabile in futuro. "Tutti i membri adotteranno i nuovi standard "- continua la bozza – “questi ultimi saranno introdotti gradualmente secondo un calendario coerente e in grado di arginare le perturbazioni di mercato". Nulla di fatto, invece, sull'ipotesi di nuove tasse sul sistema bancario.

Barack Obama – Presidente Usa. Quello che dobbiamo riconoscere è che la ripresa è ancora fragile, e che dobbiamo ancora lavorare molto per renderla durevole. Ma dobbiamo anche riconoscere che, se i mercati sono volubili e non hanno fiducia nel fatto che possiamo affrontare gravi problemi dei nostri deficit e del debito di medio e lungo termine, anche questo rischia di minare la nostra ripresa.

Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio. La crisi è riconosciuta da tutti come una crisi alle spalle, i Paesi in via di sviluppo hanno le percentuali di crescita elevata che vanno dal 6% in su, per quanto ci riguarda, anche noi abbiamo ripreso con una velocità ridotta, ma comunque positivamente la produzione, i consumi, le esportazioni, voi sapete che in Europa l’Italia è nei primi tre mesi allo 0,5%.

Mariangela Pira. Alcune Ong hanno giudicato insufficienti le decisioni dei Grandi del Mondo: "Il G20 ha perso un'occasione d'oro per affrontare la povertà globale - fanno sapere da Oxfam - "Dopo che il G8 ha lasciato cadere nel vuoto il suo impegno di aiutare i paesi più poveri, il G20 ha perso l'occasione di ridurre la povertà attraverso l'adozione di una tassa sulle banche".

Il confronto tra G8 e G20 si chiude quindi con una nota negativa anche per il Cardinale Tarcisio Bertone: "Non hanno dato i frutti sperati", il commento del Segretario di Stato Vaticano.

Stephen Harper – Primo Ministro Canada. Ho fiducia nel fatto che i Paesi che hanno preso questi impegni li rispetteranno ed abbiamo bisogno che siano rispettati, altrimenti ci sarà la pressione dei mercati, non una pura pressione, ma un pressione volta al rispetto degli impegni stessi.

Mariangela Pira. Il prossimo incontro sarà a Seul, in Corea del Sud, l'11 e il 12 novembre. E sentiamo a questo punto un commento sulle prospettive. Lo abbiamo chiesto innanzitutto a un docente dell’Ispi, Antonio Villafranca, il quale ci parla soprattutto delle prospettive dal punto di vista della Governance globale. E poi sentirete, visto che - come avete notato – la finanza l’ha fatta da padrone a quest’ultimo G20, l’opinione di Lorenzo Astolfi, Responsabile per l’Italia della Casa d’Affari Sal Hoppenheim. Sentiamo.

Antonio Villafranca – ISPI. E’ necessaria proprio una revisione di quello che è il modello di Governance su tre temi principali. Per quanto riguarda ad esempio il coordinamento macroeconomico è evidente che la cabina di regia può essere appunto il G20 perché il G20 comunque rappresenta i 2/3 della popolazione mondiale, l’85% del Pil mondiale e quindi ha una rappresentatività tale da poter effettivamente operare in questo senso.

Poi per quanto riguarda anche la regolamentazione della vigilanza finanziaria, ancora una volta il G20 che appunto definisce quali sono i legami tra le “guide lines” le linee guida, però anche qui esistono diversi organi perfino sul commercio internazionale e lì la questione, la situazione è più chiara con un Wto che svolge bene i propri compiti ma in cui, ricordiamo, tutto è bloccato per quanto riguarda il Doha round, anche all’interno del G8 gli Stati non sono stati in grado di dire entro quando appunto dovrebbe chiudersi il progetto. Ricordiamoci che gli Stati all’Aquila avevano indicato il 2010 per la chiusura di questo Doha round, mentre questa volta non sono stati neanche in grado di dire entro quando appunto si chiuderà.

Lorenzo Astolfi - Sal Hoppenheim. Mi è sembrato un meeting molto interlocutorio, visto che siamo in tema di mondiali, per rimanere ad una analogia calcistica mi sembrano certe partite così importanti, per cui il primo tempo non gioca nessuno – paralizzati un po’ tutti dal tatticismo e dal fatto che se uno segna poi recuperare è molto difficile - e poi la partita in realtà invece di giocarla su 90 minuti si gioca su 45. I temi sul tavolo sono veramente molto importanti, e sono temi che segneranno le economie dei singoli Paesi e il mondo della finanza e gli istituti di credito nei prossimi 10 anni.

LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA

Conferenza sull’America Latina

Mariangela Pira. La crisi economica internazionale che dal 2008 ha colpito Stati Uniti, Europa e gran parte del mondo, non ha risparmiato nemmeno l’America Latina. Oggi sono molte le sfide che il continente si trova ad affrontare: dalla lotta alla povertà, alle disparità di reddito al rafforzamento delle istituzioni democratiche. Lo sviluppo di una società moderna rimane comunque l’obiettivo da perseguire. Se ne è parlato

durante una conferenza, organizzata dalla Foundation for European Progressive Studies, sulle “Relazioni tra Unione europea e America Latina: priorità, sfide e opportunità” alla quale hanno partecipato il Sottosegretario agli Esteri Scotti e molte personalità del mondo politico e accademico italiano, un’opportunità di riflessione e di ripensamento delle relazioni internazionali e della governance globale. Sentiamo dunque l’opinione di Scotti.

On. Vincenzo Scotti – Sottosegr. Esteri. Il mondo sta cambiando, nuovi grandi attori sono entrati in gioco, e l’America Latina è di fronte anch’essa a una scelta tra l’Atlantico e il Pacifico ed ha bisogno che l’Europa la riconosca come grande player, non solo sul piano economico, ma anche sul piano politico mondiale.

Il sostegno al progetto Halal Italia

Mariangela Pira. In Farnesina il 30 giugno è stata firmata la Convenzione interministeriale di sostegno al progetto Halal Italia. All’evento hanno preso parte il Ministro degli Esteri Frattini, il Ministro della Salute Fazio e quello delle Politiche Agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan. Il progetto, innovativo e ambizioso, punta a creare un marchio italiano di qualità cosiddetta “Halal” che certificherà la conformità alle leggi coraniche dei prodotti made in Italy dei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico. La Comunità Religiosa Islamica Italiana ha istituito al proprio interno un apposito organo, con marchio registrato, che rilascerà su scala nazionale ai prodotti italiani certificazioni Halal garantite da un elevato livello di serietà e trasparenza, in totale conformità con la normativa italiana ed europea in materia sanitaria. Con la Convenzione interministeriale il Governo intende garantire un adeguato sostegno istituzionale all’iniziativa, sapendo dell’interesse delle aziende italiane rispetto agli investimenti nei Paesi islamici.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Noi vogliamo presentare a quelle Autorità prodotti di eccellenza italiana, come sempre, la qualità italiana, ma anche conformi e rispettosi delle loro regole; quindi è un messaggio ai consumatori, ma anche ai governi per una internazionalizzazione di questo sistema in un settore come quello, ad esempio, dell’agricoltura dove già l’Italia eccelle nel mondo.

Giordania, Forum Economico

Mariangela Pira. E vi parliamo adesso del Forum Economico in Giordania. Grande attenzione riposta dal governo giordano alla promozione ed attrazione degli investimenti, con una legge apposita che offre incentivi ai potenziali investitori.

Organizzato da Ice, Unioncamere e Promos, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e dello Sviluppo economico, il Forum è stato una tappa importante della missione che ha coinvolto circa 100 imprese e 172 operatori.

La presenza commerciale italiana in Giordania negli ultimi anni si è ben radicata e copre tutti i settori. Si tratta di mercati di discreta grandezza in termini di volumi, ma che rappresentano una strategica piattaforma di lancio del made in Italy verso l’area mediorientale ed un hub nel settore dei servizi e della logistica in una regione che vede una ripresa dei consumi interni.

Ottime le prospettive di collaborazione economica anche con il Regno hascemita di Giordania. I rapporti commerciali con l’Italia sembrano consolidarsi con un aumento del volume complessivo delle merci scambiate nel primo bimestre del 2010, pari al 23% che conferma il “belpaese” come il secondo fornitore all’interno dei Paesi dell’Unione europea e il settimo esportatore assoluto.

Progetto Tacro – El Salvador

Mariangela Pira. Vi parliamo oggi di prevenzione, assistenza e tutela dei minori dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale, ed in particolare dell’iniziativa realizzata dalla Cooperazione italiana con l’Unicef: TACRO (The Americas and Caribbean Regional Office) in tutta la regione centroamericana. L’intervento si fonda su una duplice componente nazionale focalizzata in 4 Paesi - El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua – ed un’altra, regionale, comprendente tutti i 24 Paesi inclusi negli Uffici Regionali dell’UNICEF per l’America Latina e i Carabi.

Il contributo DGCS , diretto a mobilitare Governi per l’identificazione dei problemi e la diffusione dei risultati; a rafforzare la protezione legale a livello nazionale e internazionale, a promuovere la formazione per gli operatori sociali ed a realizzare la mappatura dei flussi di traffico. Il progetto gode di un finanziamento di 5, 5 milioni di euro in 5 anni. Ricordiamo che il fenomeno dello sfruttamento sessuale attraverso il turismo appare ancora più grave perché coinvolge spesso anche turisti provenienti da Paesi a cosiddetta democrazia “avanzata”. Per questo la cooperazione italiana promuove il “Codice di Condotta per Proteggere i Minori dallo Sfruttamento Sessuale nei Viaggi e nel Turismo” in collaborazione con ECPAT, Organizzazione non governativa che si occupa dei diritti del fanciullo. I tour operator, gli agenti di viaggio, gli hotel, le linee aeree che sottoscrivono il Codice si impegnano a mettere in atto una serie di misure importanti tese a contrastare il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori.

“La pagina saltata della storia”

Mariangela Pira. “La pagina saltata della storia” è questo il titolo del libro che Antonio Badini e Gennaro Acquaviva hanno dedicato alla politica estera dell’ex Segretario del Psi e Presidente del Consiglio Bettino Craxi. Badini e Acquaviva furono due tra i collaboratori più vicini a Craxi negli anni della sua guida di Palazzo Chigi. Badini il Consigliere diplomatico, Acquaviva il Capo della Segreteria politica. Il libro è stato presentato all’Istituto diplomatico del Ministero degli Esteri, alla presenza del Ministro Franco Frattini.

Premio Feltrinelli 2010

Mariangela Pira. TWAS ha vinto il premio Antonio Feltrinelli, edizione 2010. L’annuncio è stato dato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. La vittoria è da attribuire al significativo contributo fornito per la promozione ed il sostegno del progresso scientifico e tecnologico, premessa importante per lo sviluppo sostenibile, a favore soprattutto dei paesi in via di sviluppo. La Twas opera sotto l’egida dell’Unesco ed è sostenuta finanziariamente dal Ministero degli Esteri.

CANALE DIPLOMATICO

Conflitti internazionali e nuove vie di pace

Gianni Marotta. Conflitti internazionali e nuove vie di pace. L’esperienza della Comunità di Sant’Egidio di Roma, nelle iniziative di pace in tutto il globo sono state al centro di una analisi che si è svolta all’Istituto di Studi di Politica Internazionale. Esperienza quella della Comunità che si fonda sul dialogo interreligioso, e che ha dato buoni risultati dal Guatemala al Mozambico, dalla Liberia al Kosovo, all’Albania.

Marco Impagliazzo – Pres. Com. S. Egidio. Il modus operandi è la presenza di tante comunità di Sant’Egidio in molte parti del mondo, che conoscono a fondo i loro paesi, le tante situazioni di dolore. I nostri primi amici sono i poveri, sono coloro che soffrono. Attraverso la sofferenza di tante persone veniamo a contatto con i reali problemi dei paesi. Quindi per noi, innanzitutto, il grande metodo è quello di ascoltare, ascoltare chi ha bisogno e cercare le vie di uscita insieme, seguendo il metodo di Giovanni XXIII che diceva: “mettiamo da parte ciò che divide e mettiamoci d’accordo su ciò che unisce”.

Gianni Marotta. La fitta rete di legami, relazioni e amicizie, nate grazie all’impegno per il dialogo interreligioso tra ebraismo, cristianesimo e islam, hanno permesso alla comunità di essere un attore internazionale sempre più rilevante nei processi di pace e di fine dei conflitti.

La Comunità è riuscita a intraprendere un percorso che viene ampiamente riconosciuto dalla diplomazia italiana, come testimonia Giuseppe Morabito, Direttore Generale dei Paesi dell’Africa sub-sahariana, del Ministero degli Esteri.

Giuseppe Morabito – Dir. Gen. Africa Subsahariana MAE. Riscoprire il significato autentico della diplomazia nella prevenzione dei conflitti e nel mantenimento della pace, rimettendo al centro della politica estera: l’uomo. Che poi è quello che ha fatto la Comunità di Sant’Egidio. In particolare nei confronti dell’Africa, contano ancora molto i rapporti personali, i legami che si costruiscono nel tempo.

Ecco, io penso che il metodo di Sant’Egidio, sia proprio questo: contatti con gli attori chiave, indipendentemente, dal loro ruolo istituzionale, parlare a tutto campo, evitare inutili formalismi e mettere al centro il proprio interlocutore. Ecco far sentire il proprio interlocutore importante, è la chiave di volta del successo di questa diplomazia. E’ quello che secondo me serve in Africa.

Sergio Romano – Editorialista Rcs. La Comunità di Sant’Egidio è abbastanza eccezionale. I soggetti che cercano di entrare in gioco sono molti. La Comunità è quella che ha avuto maggiori successi, non è detto che gli altri siano altrettanto bravi. Le intenzioni buone ci sono, ma non hanno, qualche volta, i mezzi per agire. La Comunità ha certamente agito con grande successo in alcune circostanze, però non può sostituire le mediazioni classiche, quelle che vengono fatte dagli Stati, dalle maggiori potenze.

La Comunità ha fortuna e successo quando riesce in qualche modo ad arrivare al momento giusto. Quando arriva nel momento giusto e per di più offre delle soluzioni – vede la Comunità di Sant’Egidio ha una differenza rispetto alle altre: è una Comunità colta, vale a dire di persone che sanno benissimo quali sono i problemi e possono quindi anche offrire le soluzioni giuste. E’ accaduto in Mozambico, è accaduto in Guatemala.

Gianni Marotta. Il messaggio è chiaro: la pace è sempre possibile, sia dal punto di vista, appunto, diplomatico, ma anche da quello dell’integrazione, da quello della realizzazione del volontariato, dall’aiuto che viene soprattutto ai paesi poveri.

Marco Impagliazzo – Pres. Com. S. Egidio. Oltre alla guerra ci sono tanti conflitti: etnici, tribali, di altro genere, quindi bisogna lavorare molto nella società civile, soprattutto a partire dai giovani ed educarli alla pace.

La pace non è soltanto un lavoro per i diplomatici, è per la società civile, per gli uomini e le donne di buona volontà, secondo noi, così come tutti purtroppo possono fare la guerra, pensiamo al terrorismo, anche tutti possono fare la pace se si impegnano alla radice delle società.

www.viaggiaresicuri.it

Mariangela Pira. Prima di salutarvi, siamo in tempo di vacanze, ovviamente, vi ricordo di consultare e sempre prima di partire il sito www.viaggiaresicuri.it, per reperire tutte le informazioni sul paese che andrete a visitare.

Vi ricordo, come sempre, di registrarvi invece sul sito www.dovesiamonelmondo.it, questo permetterà all’Unità di Crisi di capire subito e individuare la vostra presenza nel paese qualora si dovessero verificare situazioni di emergenza.

La nostra e-mail e esteri news@esteri.it, io vi ringrazio per averci seguito in questa puntata e vi do l’appuntamento per la prossima settimana. Arrivederci.


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