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Governo Italiano

ESTERI NEWS - IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - VII Conferenza degli Ambasciatori

 

ESTERI NEWS - IL TG DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA - VII Conferenza degli Ambasciatori

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Ecco allora che la diplomazia lungi dal rappresentare un costo è un investimento necessario per il Paese.

Mariangela Pira. Rappresentare il ruolo del Ministero degli Affari Esteri al servizio del Sistema-Paese e parlare della necessità di investire, in questo momento, nella Farnesina. Questi gli obiettivi della VII Conferenza degli Ambasciatori 2010 mira, da un lato, a suscitare un dialogo sul processo di riforma con qualificati commentatori ed analisti; dall’altro, a promuovere la conoscenza da parte dell’opinione pubblica dell’impegno di rinnovamento intrapreso dalla Farnesina per far fronte alle nuove sfide globali.

Giorgio Napolitano – Pres. della Repubblica. La necessità di salvaguardare, rinnovare, ma non mortificare, funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale. Tra queste certamente quelle della politica estera e della diplomazia che ne è strumento insostituibile.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. E’ interesse nazionale dell’Italia poter destinare alla sua proiezione estera e alla sua funzione diplomatica, in particolare, risorse adeguate.

Vittorio Surdo – Decano del ruolo degli Amb. Ritengo di interpretare il sentimento della carriera diplomatica, per altro rappresentato a più riprese dal Sndmae, e condiviso da tutte le categorie di personale, nell’esprimere profonda preoccupazione per le conseguenze sul Ministero degli Affari Esteri, di alcuni tra i provvedimenti previsti dalla manovra finanziaria all’esame del Parlamento.

Mariangela Pira. La Conferenza si svolge in un momento di particolare tensione: lo sciopero dei diplomatici contro i tagli indiscriminati della manovra finanziaria.
I motivi dello sciopero sono molto semplici: ogni euro affidato al Ministero degli Affari Esteri ha un grande ritorno in termini di Pil, di posti di lavoro e di sicurezza. Nell’epoca della globalizzazione ogni prospettiva di benessere economico, di occupazione, di sicurezza, di sviluppo sociale, dipende dai rapporti con l’estero e dalla presenza italiana nel mondo.
Indebolire in questo momento il Ministero degli Affari Esteri, che tutto questo assicura, vorrà dire far regredire l’Italia in termini economici-occupazionali, laddove altri Paesi avanzano e riempiono spazi che invece potrebbe riempire il nostro Paese.

Giampiero Massolo – Segr. Gen. Mae. Franco Frattini ha appena affermato che non vi è per l’Italia futuro sicuro e competitivo senza una politica estera efficace e sostenibile nel tempo.
Come Amministrazione al servizio di questo obiettivo, siamo convinti, e ci confortano le espressioni di stima, che spesso riceviamo dalla nostra utenza, dalle istituzioni, dai cittadini, dalle imprese, di rappresentare uno strumento nel quale all’Italia, al pubblico come al privato di questo Paese, conviene investire.

Mariangela Pira. Se il Ministero degli Affari Esteri fosse una banca o una società quotata in borsa, sarebbe considerata molto efficiente, perché pensate assorbe solo lo 0,26% del bilancio dello Stato.
Pur avendo risorse inferiori, infatti, si confronta con Paesi che destinano alla politica estera l’1,01%, come la Francia, per esempio, il Regno Unito lo 0,40%, la Germania lo 0,93%, i Paesi Bassi lo 0,94%, la Spagna lo 0,37%.
In  programma all’interno della Conferenza degli Ambasciatori 3 sessioni plenarie. La prima è stata dedicata ad uno dei concetti attorno ai quali ruota la riorganizzazione del Ministero: parliamo della dimensione esterna europea dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
Il servizio diplomatico europeo si sovrappone alle diplomazie nazionali?

Felipe Gonzales – Gruppo Riflessione Futuro Europa. Il servizio diplomatico europeo sarà integrato con gli altri, sarà in funzione delle diplomazie nazionali e mi sembra un’idea fantastica sempre che gli Stati siano diretti dalla Rappresentante della Politica Estera europea e ci si coordini al massimo a seconda dello sforzo diplomatico richiesto.

Catherine Ashton – Ministro degli Esteri Ue. In questo momento c’è la spinta giusta per andare avanti con il servizio di Relazioni Esterne europee, un servizio che può far convergere i valori, le idee, il lavoro che noi facciamo come europei in modo più efficace e più coerente.

Mariangela Pira. La seconda sessione plenaria è stata dedicata al tema della sicurezza globale nelle sue multiformi dimensioni con l’obiettivo di fornire agli Ambasciatori una visione integrata e omnicomprensiva del concetto di sicurezza.

Mariangela Pira. E’ emerso nel corso della Conferenza l’importante ruolo svolto dalla Farnesina a supporto del Sistema Paese. Le aziende italiane sono di qualità ma non possono sempre essere più brave rispetto ai competitors o meno costose rispetto soprattutto alle aziende cinesi  o a quelle indiane. E’ ovvio che un ruolo importante è svolto dalla rete diplomatica all’estero del nostro Paese.

Alessandro Profumo – AD Unicredit. La qualità del supporto che vediamo è più legata alla modalità interpretazione delle persone, nel senso che in moltissimi casi c’è una visione un po’ eccessivamente negativa,si dice: il sistema non supporta adeguatamente le imprese. Nel nostro caso non è stato così, abbiamo avuto sempre, ma torno a dire molto legato poi alla modalità interpretazione dei singoli Ambasciatori dei supporti estremamente rilevanti.

Emma Marcegaglia – Pres. Confindustria. Noi pensiamo che ci siano due strade fondamentali per far uscire l’Italia dalla crisi, per aumentare il suo livello di competitività. La prima è l’investimento in ricerca e innovazione, la seconda è proprio l’investimento in promozione ed in internazionalizzazione. Quindi se è vero e questo è condiviso, non è possibile tagliare i soldi alla promozione, al supporto delle imprese all’estero e quindi su questo crediamo che sia importante modificare alcune cose.


Letizia Moratti – Sindaco di Milano. Credo che il progetto Expo sia uno strumento per poter consolidare le relazioni bilaterali tra l’Italia e i 157 Paesi che sono parte del Bureau International Des Expositions che hanno votato. Relazioni che possono essere: scientifiche, culturali, economiche. Quindi Expo può essere uno strumento per promuovere il made in Italy, per promuovere il turismo nel nostro Paese, per promuovere gli investimenti diretti nel nostro Paese.


Pio Baldi – Pres. Fondazione MAXXI.  L’arte è sempre un’ottima ambasciatrice del “brand” di ogni Paese. Quindi l’arte e la cultura possono aiutare molto alla promozione, alla rappresentazione di un Paese all’estero.

Mariangela Pira. In paesi come la Germania o come gli Stati Uniti d’America, Paesi che hanno adottato il federalismo, il ruolo del Ministero degli Affari Esteri e della Difesa è sempre stato molto importante, nell’ottica del dibattito sul federalismo in atto nel nostro Paese abbiamo chiesto del ruolo di coordinamento che dovrebbe svolgere il Ministero degli Esteri.

Vasco Errani – Pres. Conferenza delle Regioni. Ed è fondamentale che all’interno di questa funzione di competenza esclusiva poi in relazione, in un rapporto di coordinamento forte tra regione, governo e Ministero degli Esteri, le regioni si possano affiancare alla politica estera predefinita dal Governo e dal Parlamento.

Giorgio Napolitano – Pres. della Repubblica. Anche in Stati di antica e consolidata tradizione federale, funzioni come quella della politica estera non sono giudicate trasferibili dal centro alle istituzioni regionali e locali perché non frammentabili.

Foreign Policy Forum

Mariangela Pira. In concomitanza con la Conferenza degli Ambasciatori si è tenuto, sempre presso la Farnesina, il Foreign Policy Forum che Janina Landau ha seguito per noi.

Janina Landau. Sì Mariangela, mi trovo fuori dalla sala Aldo Moro, il luogo dove si svolgono i 6 Panel che fanno parte del Forum. E’ la prima volta che al Ministero degli Esteri viene organizzato un incontro non istituzionale aperto al pubblico al quale partecipano studenti, giornalisti, ambasciatori per parlare di politica estera.
Tanti i tempi che vengono toccati durante le tavole rotonde a cominciare dalla politica estera di Obama, la crisi in Europa, ma anche l’Afghanistan, il nuovo Medio Oriente, la Cina e soprattutto il rapporto che c’è tra politica estera e opinione pubblica.
Ma sentiamo le voci dei diretti interessati.

Maurizio Massari – Capo Servizio Stampa Mae. In che misura la politica estera interessa l’opinione pubblica italiana, perché l’impressione che abbiamo è che malgrado si parli tanto di globalizzazione, di interdipendenza, poi in fin dei conti le notizie sono abbastanza concentrate sul versante interno abbastanza localistiche e quindi dovremmo cercare di capire le ragioni per cui la politica estera ancora non suscita quell’interesse nell’opinione pubblica che vorremmo invece suscitasse.

Riccardo Sessa – Amb. Italiano in Cina.  L’Italia è in Cina uno dei partners più affidabili in una concezione, in un rapporto che ci vede anche protagonisti a livello politico attraverso un dialogo strategico a tutto campo, attraverso un ruolo che i cinesi ci riconoscono anche di facilitatore nei confronti del rapporto con l’Unione europea, che è un rapporto ancora non facile perché la Cina rimane un grande sconosciuto.

David Thorne – Ambasciatore Usa in Italia. Sì abbiamo dei problemi, abbiamo un mondo che è  complicato, ma fra l’Italia e l’America c’è un’amicizia e relazioni fortissime.

Edward Chaplin – Ambasciatore G.B. in Italia. Come rendere il peso politico dell’Europa nel mondo, allo stesso livello del suo peso economico.
Il suo peso economico è grande, è il più grande mercato nel mondo, però qualche volta il peso politico non si vede a questo livello.

Mariangela Pira. La conferenza è stata chiusa dal Premier Silvio Berlusconi che ha sottolineato l’importanza dello strumento della politica estera per la crescita del Paese.


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