Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

 ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 14 ottobre 2010

 

 ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 14 ottobre 2010

FOCUS CINA

Mariangela Pira. Bentornati a questa puntata di Esteri News Dossier. Parleremo quest’oggi di Cina, dei primi due anni alla Presidenza di Barack Obama e infine dell’Africa e delle sue contraddizioni.

Iniziamo subito dalla Cina, un dossier che parte dalla recente visita del Premier Wen Jiabao in Italia.

FOCUS CINA– Crescita boom nonostante la crisi

Mariangela Pira. Il Quarantennale dei rapporti diplomatici tra Italia e Cina è stata l'occasione di una visita a Roma del Premier Wen Jiabao che ha avuto colloqui ufficiale con il Presidente della Repubblica Napolitano e con il Premier Berlusconi. Colloquio questo in cui è stato fissato l’obiettivo dell’interscambio tra i due paesi di 80-100 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. La Cina non è solo un partner economico - ha sostenuto Berlusconi - ma un importante attore politico e finanziario sulla scena internazionale. Lo sanno bene gli Stati Uniti. Il Congresso ha approvato un progetto di legge che prevede l'imposizione di sanzioni commerciali nei confronti della Cina, poiché quest'ultima non si decide a rivalutare lo yuan.

Arrigo Sadun – FMI. Prima di arrivare a diventare una moneta di riserva internazionale o ancora prima di arrivare a essere una moneta convertibile passerà diverso tempo.

Alberto Forchielli – Presidente Osservatorio Asia. Fino a novembre, invece, la tensione viene tenuta alta perché all’elettorato è stato spiegato che la Cina è l’origine di tutti i mali, mentre non è così. Il problema americano è l’eccesso di consumi e la mancanza di risparmio.

Mariangela Pira. La Cina ha dimostrato di essere stata in grado di reagire meglio alla crisi internazionale. Seppure il pil dello scorso anno rappresenti un rallentamento, si tratta di un risultato sorprendente, rispetto alle attese dello stesso governo cinese.

Olin Liu – China International Capital. Le esportazioni stanno crescendo, ma anche l’import. In altre parole la Cina si sta muovendo verso un modello maggiormente basato sul consumo, ma questo cambiamento richiederà del tempo.

Mariangela Pira. Altro volano di crescita quest'anno è stato l'Expo di Shanghai che ha permesso anche all'Italia, uno dei padiglioni quello del nostro paese più visitato, di farsi conoscere.

Stefano Chiarlone – Ufficio Studi Unicredit. Un’occasione importante, dove essere presenti per promuovere il proprio sistema paese, per l’Italia le proprie eccellenze nel campo della moda, dell’alimentare e anche delle tecnologie che noi produciamo.

Mariangela Pira. L'Italia è il 23° partner commerciale della Cina, terzo nella Unione europea dopo Germania e Francia. L'export italiano negli ultimi anni è cresciuto a ritmi elevati anche se nel 2009, ultimo dato disponibile, è diminuito del 7% rispetto all'anno precedente. Se è vero che le importazioni italiane dalla Cina sono maggiori rispetto all'export, è anche vero che la Cina risulta uno dei più importanti partner commerciali per l'Italia.Uno dei fattori che spesso gli imprenditori lamentano è il fatto che l'Italia non faccia sistema e risulti poco efficace.

Uno degli esempi più classici è quello del vino, nonostante l’Italia sia il primo paese produttore ed esportatore al mondo, soffre a causa della frammentazione strutturale dell’industria italiana e della relativamente piccola dimensione degli operatori che non dispongono della scala necessaria per affrontare un mercato così vasto, ma ancora molto parcellizzato.

Davide Cucino – Chamber of Comm in China. In questo periodo si sono perse delle posizioni e soprattutto dobbiamo cercare di lavorare molto per promuovere l’alta tecnologia che è un settore estremamente importante per il nostro Paese, ma per il quale i cinesi ci conoscono ancora poco.

Paolo Zegna – Confindustria. Le difficoltà che noi riteniamo debbano essere oggetto di continue pressioni perché vengano risolte, perché stanno di fondo frenando ulteriormente lo sviluppo dei commerci, essendo oramai invece per noi fondamentale un libero scambio nei confronti della Cina, noi vogliamo che vengano risolti al più presto.

Giampiero Massolo – Segretario Generale MAE. Vi è ancora molto lavoro per la diplomazia. Vi sono, all’ordinato svolgersi dei rapporti commerciali, vari tipi di ostacoli di barriere, tariffari, non-tariffari, di contesto generale, di ambiente e d’impresa.

Mariangela Pira. Nel corso degli ultimi anni, la struttura economica cinese si è diversificata, fino a comprendere, oltre al tradizionale settore agricolo, tutti i principali settori produttivi.

Stefano Chiarlone – Ufficio Studi Unicredit. C’è un grosso investimento da parte del governo cinese nelle utilities e anche nello spingere verso le energie rinnovabili. Quindi chiunque operi in quei settori ha grosse opportunità.

Mariangela Pira. Il continente cinese rappresenta un mercato di forte interesse anche per il settore legale il cui sistema si è evoluto nel corso degli ultimi anni ma difetta di indipendenza da parte delle corti ed è fortemente burocratizzato.

Vittorio Noseda - NCTM. Il mercato fatto sia di opportunità, di assistenza di grandi imprese italiane che continuano a investire in Cina, sia un mercato aperto agli investitori cinesi che per la prima volta, in modo concreto si affacciano al mercato europeo.

Hermes Pazzaglini - NCTM China. Lavoriamo, come ha detto il mio collega, all’interno di uno studio cinese che ha più di 400 professionisti e 5 uffici in Cina e con cui la collaborazione si è dimostrata finora ottima.

Mariangela Pira. La presenza italiana è soprattutto di tipo economico in Cina, ma il nostro Paese è comunque presente così come in altre nazioni asiatiche con la Cooperazione italiana. Questa ha mantenuto le politiche di sostegno economico volte al miglioramento delle condizioni generali di vita delle popolazioni locali, con interventi a favore delle aree e delle fasce sociali più bisognose, e altri mirati allo sviluppo dell’imprenditoria privata. Il 2010 è una data importante anche per le relazioni culturali tra Italia e Cina: è il quattrocentesimo anniversario dalla morte di Matteo Ricci, il religioso che fece scoprire alla Cina l’Occidente e all’Occidente la cultura cinese. Non fu solo il pioniere della Cristianità nel Celeste Impero ma anche il fondatore della moderna sinologia, oltre che raffinato studioso di discipline scientifiche e letterarie. Italia e Cina sul fronte culturale hanno avviato una buona collaborazione nel settore del restauro del patrimonio culturale per esempio, sul quale l’Italia è in grado di trasferire innovazione, tecnologie e particolari competenze. Ancora oggi per cementare le relazioni, la formazione rappresenta una variabile fondamentale. Per essere sempre più presenti in Cina e accorciare il divario con paesi come la Germania e la Francia che da sempre si sono rivelati pronti alla sfida, è importantissimo lo studio della lingua e della cultura cinese.

Francesco Boggio Ferraris - Scuola Fondazione Italia-Cina. Conoscere la lingua cinese significa avvicinare un mondo con il quale dobbiamo assolutamente avere a che fare, capirlo non è ovviamente semplice.

Francesco Cancellato – Studente della lingua cinese. Hai la sensazione di essere in un altrove, non capisci se è semplicemente l’altra parte del mondo o se è il futuro, poi ti rendi conto che magari è il presente che tu fino a poco tempo prima ci hai vissuto ai margini.

Mariangela Pira. Chi è interessato alla Cina si trova nel periodo giusto. Questo mese si apre l'anno della cultura cinese in Italia, una rassegna tesa promuovere la conoscenza della cultura cinese nel nostro paese.

Cesare Romiti - Presidente Fondazione Itali Cina. Prenda la pittura, la pittura è scoppiata in Cina, se lei va a Pechino oggi trova delle gallerie di esposizione di pittura moderna, come è logico; alcuni pittori hanno raggiunto quotazioni sul mercato molto elevate. Ma non c’è solo la pittura, c’è tutto il resto della Cina.

Mariangela Pira. La rassegna vedrà nel corso del 2010-2011 decine di eventi di carattere culturale, ma anche economico-commerciale, educativo, scientifico - tecnologico, ambientale e turistico che si svolgeranno nelle principali città italiane. Tra questi, il seminario sull'innovazione tecnologica a novembre, la tappa romana della mostra i due imperi, l'esibizione China New Design, che verrà realizzata alla Triennale di Milano. La settimana del Turismo cinese e la mostra dell'Architettura moderna della Cina. Giunti nel tempo in Italia principalmente da una regione, lo Zhe Jiang, oberati di debiti (un viaggio costa all'incirca 20.000 euro) con l’unico pensiero di trovare un lavoro che permetta prima di ripagare i debiti e poi di inseguire i propri sogni.

Secondo il dipartimento di statistica del Consolato cinese in Italia, i cinesi nel nostro paese sono meno di 180.000. Un’impresa straniera su sette però è di proprietà di un cinese. Una percentuale molto alta se si considera che sono solo il 5% dei residenti stranieri. Venezia, Brescia, Prato sono le mete preferite. Secondo un rapporto della Camera di Commercio della Brianza, in Lombardia sono 10.000 gli imprenditori cinesi. Si concentrano prevalentemente nei settori del commercio, alloggio e ristorazione, e attività manifatturiere.

Siamo andati a Milano nel quartiere di Chinatown, in via Paolo Sarpi, a pochi passi dal centro, pullula di negozi all'ingrosso. La presenza cinese in Italia non presenta solo opportunità di globalizzazione, ma anche una serie di contraddizioni.

E noi ci troviamo proprio in via Paolo Sarpi per approfondire il tema dei cinesi di seconda generazione: quelli che sono nati e vissuti a Milano e ne parliamo proprio con Andrea. Seguitemi.

Andrea – imprenditore cinese. Sto bene Milano è bella è piena di industrie, commercio

Mariangela Pira. Ecco, tu hai un ristorante proprio al centro di Milano, tra l’altro sei amatissimo in questa zona di Milano, secondo te in che cosa sei più italiano.

Andrea – imprenditore cinese. Essendo ormai tanti anni che sono qua, ho tanti amici qua sento proprio come se fossi di padre italiano.

Mariangela Pira. Emerge dunque una Cina con ritmi di crescita economica e demografica elevati. Nonostante sia diventata una potenza globale, lo stato dei diritti dei lavoratori cinesi, in Cina in particolare, rappresenta tuttora il punto di massima contraddizione di questo sviluppo. Come sottolineato dall’Organizzazione internazionale del lavoro, siamo lontani dagli standard occidentali ed ai lavoratori cinesi si negano ancora diritti fondamentali.


999
 Valuta questo sito