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Governo Italiano

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 14 ottobre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 14 ottobre 2010

L’AFRICA, L’EUROPA E L’ITALIA

Lo sviluppo dell’Africa e le sue contraddizioni, il rapporto con l’Europa e il ruolo dell’Italia

Lo scenario geopolitico ed il futuro dell’Africa

Gianni Marotta. Quello tra Europa e Africa è il nuovo scenario di confine di un mondo sempre più polarizzato nella sua governance economica e politica. Stati Uniti e Brasile ad Occidente, India e Cina ad Oriente.
In gioco, non c’è soltanto la crescita economica, ma anche un’influenza politica che si basa sulla sicurezza globale e la lotta al terrorismo, su una distribuzione più equa delle risorse, su un pianete meno conflittuale e più attento all’ambiente, all’uso delle risorse energetiche e alimentari.
L’Africa costituisce uno scenario variegato, complesso nei suoi aspetti politici ed economici, diviso tra islamismo fondamentalista e islamismo moderato, focolai di terrorismo e processi di stabilizzazione, conflitti etnici e guerre e voglia di pace, fenomeni di nuova “colonizzazione” e fasi di espansione economica internazionale e in quanto tale presenta sfide ma anche opportunità.
L’interesse per le materie prime da parte di Cina e India negli Stati centroafricani, l’espansione economica del Sudafrica e quella finanziaria della Libia, lo sfruttamento delle risorse energetiche dimostrano come l’Africa stia diventando un continente di grande rilevanza strategica, non solo dal punto di vista economico.

Andrea Boltho – Oxford University. La popolazione cresce ancora del 2 % all’anno, non più il 3-4% all’anno di qualche decennio orsono, ma il 2% all’anno sono tanti. E questo crea una popolazione giovanile, straordinaria, assolutamente enorme.
Si stima che il 60% della popolazione africana sia al di sotto dei 25 anni. Quindi moltissimi giovani che cercano occupazione, che cercheranno occupazione e se non c’è crescita economica questa occupazione non ci sarà.

José María Aznar - Ex Premier Spagnolo. L'Africa ha bisogno di fare un'incorporazione all'economia globale, di fare un'incorporazione all'economia libera di mercato, e noi dobbiamo prendere decisioni importanti, noi europei. Se noi non vogliamo accettare l'esportazione dei prodotti africani, noi avremo un problema grandissimo con l'immigrazione.

Gianni Marotta. Ma il continente africano è ormai diventato un partner indispensabile, anche per far fronte alle sfide globali dalla sicurezza alla lotta al terrorismo.

Basti pensare a fenomeni come l’immigrazione illegale, il traffico di armi e droga, il terrorismo, la criminalità organizzata e la pirateria per comprendere quanto, ad esempio, sicurezza africana e sicurezza europea siano strettamente correlate.

Mohamed Adow – Al Jazeera. L’Africa può fare moltissimo per cambiare la propria identità, perché è essa stessa vittima del terrorismo. Ci sono moltissime organizzazioni che hanno collegamenti con reti associazioni di natura terroristica. L’Africa può giocare un ruolo enorme, credo che possa sperimentare un proprio antidoto per combattere il terrorismo, in modo attento ed efficace. L’Africa, lo ripeto, può fare moltissimo in questo senso.

Gianni Marotta. Il dialogo fra Europa ed Africa non è ancora sufficientemente intenso.
Nel quadro del processo di Barcellona, l’Unione per il Mediterraneo ha sostituito il partenariato euro mediterraneo con una decisione che è stata presa dal Vertice dei Capi di Stato e di Governo che si è tenuto a Parigi il 13 luglio del 2008.
L’Europa, e con essa l’Italia, potrebbe giocare un ruolo nell’aiutare l’Africa a ridurre crisi e conflitti aperti o a bassa intensità; dalla crisi dei Grandi laghi fino alla crisi in Somalia.

Patrick Smith – Africa Confidential. Laddove vi sono movimenti insurrezionali, che sono caratterizzati dall’integralismo islamico, e questi sono sostenuti da alcuni stati africani, ci sono delle condizioni di vita terribili per le popolazioni di questi paesi. Credo che ciò che di meglio si possa fare nei confronti di questi paesi è quello di accelerare i processi economici e sociali, i processi di istruzione e quelli relativi ai servizi sanitari. Perché ci sono paesi dove la mancanza di assistenza sanitaria e di istruzione costituisce terreno fertile per questi movimenti e alimenta i conflitti.

Gianni Marotta. Anche se l’Africa ha ancora bisogno di sostegno allo sviluppo, la comunità internazionale cambia registro su strategia e metodi sulla concessione degli aiuti

Elisabetta Belloni – Dir Gen. Cooperazione MAE. Il Vertice di New York ha posto l’accento su un punto fondamentale, a mio avviso, e cioè la necessità di puntare sempre di più sulla partnership fra il paese donatore e il paese beneficiario. In questo senso io credo che la Cooperazione italiana debba sempre più incentrarsi su quelle attività di capacity building, di formazione. Formazione anche delle classi dirigenti dei paesi africani affinché sempre più questa partnership possa essere fruttuosa.

Gianni Marotta. Nel lento dialogo fra Europa e Africa, l’Italia si è ritagliata un ruolo sempre più rilevante, specialmente nell’ambito della cooperazione. Ecco la posizione italiana per bocca del Ministro degli esteri Franco Frattini.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Abbiamo, come Governo, posto i problemi del continente africano e della lotta alla povertà al vertice della nostra agenda, nella convinzione che tutte le risorse, pubbliche e private vadano mobilitate nell'ottica di un approccio integrato che è l'unico che potrà, nel lungo termine, risultare vincente. L'Africa infatti non è più solo un problema, ma costituisce ormai anche una opportunità. Lo dimostra, tra l'altro, la sua risposta alla crisi economica mondiale, che si è dimostrata di gran lunga migliore rispetto a quella di altri continenti. In tal senso l'Italia sta promuovendo un vero e proprio approccio innovativo allo sviluppo che non sia esclusivamente focalizzato sul volume degli aiuti, ma valorizzi tutti i fattori in grado di innescare processi di crescita sostenibile.

Stefania Craxi – Sottosegretario MAE. L’Europa se non si porrà il problema del suo sud, quindi di creare tra Europa e Africa una grande regione di sviluppo economico di stabilità non potrà avere nessun ruolo nello scenario internazionale. In questo senso l’Italia può giocare un ruolo importante, può fungere da stimolo anche a quei paesi europei che non ne sono convinti.

Elisabetta Belloni – Dir Gen. Cooperazione MAE. Fare cooperazione vuol dire coinvolgere l’insieme degli attori che possono contribuire allo sviluppo in Africa. E’ quindi nostro intendimento rivolgerci sempre di più al mondo privato, al mondo dell’imprenditoria, al commercio, alle organizzazioni non governative, al sistema accademico italiano, in maniera coordinata e sinergica proprio per rendere sempre più efficace l’aiuto che intendiamo portare a questi paesi affinché possano autonomamente svilupparsi e diventare sempre di più gli artefici del loro destino.

Gianni Marotta. I rapporti tra Italia e stati africani hanno un’articolazione diversa da quelli privilegiati con alcuni paesi del nord Africa sul campo economico e finanziario ae quelli di cooperazione con quelli dell’Africa sub-sahariana.

Adolfo Urso – Vice Ministro Sviluppo Economico. Il nostro progetto è quello di raddoppiare nei prossimi 3 anni l’interscambio commerciale con l’Africa Sub-sahariana e di raddoppiare gli investimenti diretti.

Mariangela Pira. Ed è tutto. Grazie per averci seguito. Vi do appuntamento alla prossima puntata di Esteri News Dossier. Arrivederci.


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