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ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 28 ottobre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 28 ottobre 2010

DOSSIER MEDIO ORIENTE – SPERANZA DI PACE

Mariangela Pira. Il Dossier che vi proponiamo invece adesso riguarda il processo di pace in Medio Oriente. Parleremo ovviamente di Israele e Palestina. A seguire, invece, potrete vedere un dossier relativo alla Somalia e alla situazione difficile che il paese sta vivendo in questo momento.

Giornalista. Ancora pochi giorni per salvare la speranza di una pace duratura in Medio Oriente. I negoziati diretti fra israeliani e Palestinesi, avviati il 2 settembre a Washington, sono entrati in una fase di stallo il 26 settembre, quando è scaduta la moratoria israeliana sulla costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il governo israeliano ha autorizzato la costruzione di 240 nuove unità abitative a Gerusalemme est. Il congelamento della politica degli insediamenti è considerata da parte palestinese condizione necessaria per portare avanti i negoziati di pace. Il 7 ottobre la Lega Araba ha concesso agli USA 30 giorni di tempo per convincere il Premier israeliano ad estendere la moratoria sugli insediamenti, pena la rottura delle trattative. Di qui l'intensa attività diplomatica avviata dagli USA con l'obiettivo immediato di salvaguardare il negoziato, ponendo però in prospettiva le premesse per un suo sviluppo strategico, ovvero individuare un nucleo di consenso sui possibili confini del futuro Stato palestinese.

Luciano Pezzotti – Console Generale Gerusalemme. Finché non verrà questo fatto nuovo da parte palestinese, si è detto chiaramente che non si può tornare, per esigenze sia di opinione pubblica interna che di pubblica araba al tavolo dei negoziati con israeliani, quindi si guarda con grande scetticismo via via che passa il tempo; con la speranza che il negoziato è comunque l’unico metodo che si intende utilizzare.

Stefano Silvestri – Presidente IAI. Io ritengo che, almeno il governo americano abbia fatto una scelta interessante, cioè di non dimenticare il conflitto arabo-palestinese in un momento in cui ci sono tanti altri problemi in Medio Oriente; e di puntare a fare in modo che se non altro questo conflitto non peggiori la situazione.

Giornalista - Se il ruolo dei Paesi arabi in questo conflitto è mutato, oggi in campo sono scesi nuovi, importanti attori, come la Turchia e l’Iran che ambiscono ad esercitare un ruolo forte nella regione.

Guido Lenzi – ex Ambasciatore. Ognuno dei paesi arabi si preoccupa maggiormente delle proprie condizioni di sussistenza, di sopravvivenza, persino come stati.
I loro rapporti sono diventati meno solidali, ci sono meno comuni denominatori; se vogliamo ci sono più comuni denominatori, che però sono comuni denominatori interni e non internazionali.
Una diminuzione dell’esposizione araba comporta, evidentemente e conseguentemente, una maggiore esposizione agli altri paesi della regione che arabi non sono, e che hanno invece interessi a riproporsi diplomaticamente e politicamente, economicamente nella regione, come Turchia e Iran.

Giornalista - L’Italia, da sempre sensibile al multilateralismo e al coinvolgimento delle organizzazioni internazionali nelle risoluzioni dei conflitti, in questo contesto può esercitare il suo ruolo di mediatore.

Guido Lenzi – ex Ambasciatore. Più si multilateralizzano i rapporti nella regione, più il ruolo italiano è di intermediario. Il ruolo naturale dell’Italia in diplomazia, di intermediario può trovare gli spazi per moltiplicare i collegamenti.

Giornalista - La diplomazia da sola non basta, la pace va costruita anche dal basso, a livello locale.
Oggi più che mai è importante riallacciare i rapporti e spezzare l'incomunicabilità creando nuovi canali di possibile cooperazione tra le municipalità. Le difficoltà che si registrano al riavvio dei negoziati diretti tra Israeliani e Palestinesi, nonostante il forte impulso dato dal Presidente Obama e dall'Unione Europea, dimostrano la profondità del fossato apertosi tra le due società.
Un esempio di come il dialogo sia possibile è stato il Convegno “Israeliani e Palestinesi, Sindaci della Pace”, tenutosi a Milano il 13 ottobre, al quale hanno partecipato quattordici tra sindaci israeliani e palestinesi.

Dov Zur - Sindaco di Rishion Le Zion. E’ il Medio Oriente, non sai mai cosa accadrà domani. Preferiamo vivere con la speranza che con la disperazione. Forse a questo livello, quello dei sindaci, possiamo accelerare un processo che a livello politico è più lento.

Hani Al-Hayek - Sindaco di Sahour. Sono preoccupato per i ragazzini, le ragazzine, non hanno alcuna prospettiva. Viviamo in blocchi chiusi. Non c'è acqua, e molto spesso manca l'elettricità. Non puoi fare programmi a lungo termine, ma neanche a breve. Perché magari esci, vieni fermato ad un posto di blocco e rimani lì per ore. Perdendo a volte il posto di lavoro.

Giornalista - Ripartire dal basso, per integrare l’opera dell’alta diplomazie e avviare il dialogo tra le parti, rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione della pace.

Janiki Cingoli – CIPMO. Il ruolo delle comunità locali, delle popolazioni, dell’opinione pubblica, è stato essenziale. Per costruire la pace non solo dall’alto ma anche dal basso.
Ma noi continuiamo a costruirli pazientemente. Adesso a fine novembre faremo un seminario tra giovani imprenditori a Torino, Israeliani e Palestinesi.

Giornalista. Costruzione della pace e dialogo. Un ruolo attivo in questo campo lo sta svolgendo da tempo la Cooperazione italiana con l’UTL, l’Unità tecnica locale, con sede a Gerusalemme come spiega il direttore Gianandrea Sandri.

Gianandrea Sandri – Direttore UTL Gerusalemme. Il consolidamento delle istituzioni palestinesi, e lo sviluppo economico sostenibile, sono tra i principali obiettivi della Cooperazione italiana a Gerusalemme nel corso dell’ultimo biennio, in linea con l’impegno tradizionale assunto nei Territori palestinesi volto a sostenere il processo di pace e rispondere alle peculiari necessità della popolazione.
In questo ambito ci sono 4 settori di prioritaria importanza per la cooperazione italiana: il primo riguarda le iniziative di buon governo, il secondo riguarda il rafforzamento del tessuto economico-sociale locale, al terzo punto collochiamo il sostegno alla società civile palestinese tramite, in particolare, attività promosse dalle nostre ONG e il quarto ricalca lo spirito tradizionale di solidarietà che sempre caratterizza il popolo italiano nelle situazioni di emergenza e di crisi umanitarie.

Giornalista. Nel frattempo c'è una comunità, che al di là delle differenze di religione, vive la quotidianità, con i suoi bisogni e con i suoi problemi.

Paolo Ricci – Enti Locali Italiani. E’ un problema interessante che vede per la prima volta il Ministero degli Esteri - che è il dominus, il grande attore di questo programma stesso - collaborare con il sistema degli enti locali e regionali italiani in un programma di cooperazione e di gestione di un programma di cooperazione in Palestina. Il Palestinian Municipalities Support Program infatti ha come valore aggiunto questa attenzione e questo intervento del sistema degli enti locali italiani che accompagnano un programma di cooperazione del Ministero degli Affari Esteri.

Giornalista. L’Autorità Nazionale Palestinese ha presentato, nel corso della Conferenza di Parigi del dicembre 2007 il Piano di Riforma e sviluppo nazionale fatto proprio dalla comunità internazionale e considerato anche dall’Italia come la strategia più adeguata per garantire la stabilizzazione dell’Autorità Nazionale Palestinese in direzione della costituzione di effettivi meccanismi statuali.
In occasione del World Food Day la cooperazione allo sviluppo del Consolato Generale di Italia a Gerusalemme ha organizzato, in collaborazione con l'Autorità Palestinese, con la FAO ed il World Food Programme, un evento di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici palestinesi.
Protagoniste dell’evento le ONG italiane e controparti palestinesi che, tramite i finanziamenti della cooperazione, hanno sviluppato progetti agricoli e di food security volti a migliorare - mediante il know-how italiano - la qualità e genuinità dei prodotti agro-alimentari del territorio.


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