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ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 28 ottobre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 28 ottobre 2010

Dossier Somalia

Una terra senza pace

Gianni Marotta. Tra tutti i Paesi dell’Africa centrale, la Somalia è tra quelli più instabili dal punto di vista politico. Da sempre al centro della ricerca di equilibri tra fazioni in lotta, la crisi somala dal punto di vista militare e politico è una crisi che condensa diverse minacce: la presenza di gruppi terroristici legati ad Al Qaeda, la fragilità delle istituzioni federali transitorie. La lotta tra milizie filogovernative e ribelli, la diffusione di traffici illeciti, dalle armi alla droga alla tratta di essere umani. L’incremento del fenomeno della pirateria, l’esodo degli sfollati verso lo Yemen e il Kenya.
La Somalia insomma è il ventre molle nello scenario della sicurezza regionale ed internazionale, del corno d’Africa e dell’area del Mar Rosso.

Giampaolo Calchi Novati – Università Pavia. La Somalia è stata percepita come una specie di altro Afghanistan, di Afghanistan africana. Perché ha una situazione ecologica, istituzionale, la dispersione territoriale, la natura clanica – che sappiamo c’è anche in Afghanistan, ecc. – per cui è stata continuamente oggetto di quelle che i tecnici chiamano guerre a bassa intensità.

Gianni Marotta. Il Governo Federale Transitorio non è riuscito finora ad affermarsi né sul territorio né nel tessuto sociale somalo a causa delle divisioni interne, dell’inefficacia dell’apparato di sicurezza e difesa, delle deficienze di “governance” e della presenza di realtà politico-istituzionali o di clan esterni al Governo stesso.

Giampaolo Calchi Novati – Università Pavia. La Somalia non si è mai ripresa dalla crisi seguita alla caduta del regime militare perché il movimento che ha destituito il Governo si è immediatamente scisso in tanti clan su base regionale e oggi questa situazione non è certo superata.

Gianni Marotta. Il fenomeno della pirateria in particolare, ha fatto diventare la Somalia, una casella rossa, off limits.

Natalino Ronzitti – Università Luiss. Le Nazioni Unite stanno studiando se è possibile istituire dei tribunali ad hoc, vengono chiamati tribunali ibridi – cioè dei tribunali di cui fanno parte gli Stati e anche dei giudici internazionali.

Gianni Marotta All’interno del Paese è vera e propria emergenza umanitaria. Il numero di rifugiati calcolati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, specialmente quelli che affollano il corridoio di Afgooye è di 410 mila persona.

Laura Boldrini – Portavoce UNHCR. La Somalia è decisamente un’emergenza umanitaria e una delle più importanti gravi emergenze umanitarie del pianeta, anche perché questo Paese da troppi anni è lasciato al suo destino. Ci sono intere generazioni di somali che sono cresciuti con la guerra, sono i figli della guerra e non conoscono altro che questa realtà.

Gianni Marotta. Le condizioni di vita nel corridoio di Afgooye sono estremamente dure. La gente combatte quotidianamente per il cibo e altre necessità primarie, dato che la precaria situazione della sicurezza impedisce alle agenzie umanitarie di accedere alle persone in difficoltà. Qualche aiuto riesce ad arrivare grazie ai partner locali, ma è troppo poco rispetto alle necessità esistenti.
Molte persone fanno avanti e indietro da Mogadiscio a proprio rischio in cerca di qualcosa di cui vivere. I servizi di base, come la sanità e l’istruzione, sono scarsi e rudimentali.

Andrea Senatori – Cooperazione italiana. Uno dei più gravi problemi legato alla presenza di così tante persone all’interno dei campi profughi e lo smaltimento dei rifiuti per cui, per esempio, il programma interviene anche nel cercare di creare dei sistemi auto sostenibili di smaltimento dei rifiuti nei campi profughi.

Laura Boldrini – Portavoce UNHCR. In questo contesto, dove regna una totale insicurezza, è assolutamente difficile, se non impossibile, riuscire a lavorare per ogni organismo umanitario. L’alto Commissariato Nazioni Unite per i Rifugiati non ha più, come tutte le altre Agenzie dell’Onu, staff internazionali in Somalia. Si opera con operatori locali ma con moltissimi rischi e quindi è veramente diventato pericolosissimo riuscire ad aiutare queste persone.

Gianni Marotta. Ma sul fenomeno migratorio l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha sviluppato un progetto, il Mida, per contribuire ad arrestare l’emigrazione.

Tana Anglana – OIM Italia. L’obiettivo fondamentale è quello di riuscire a includere la comunità somala in attività di cooperazione allo sviluppo per il territorio somalo stesso. Molti sono gli obiettivi finali, innanzitutto quello di tentare di rafforzare la comunità somala nel sistema delle associazioni per cui dare loro anche la possibilità di essere aggregati all’interno di un forum di coordinamento di associazioni somale. Parliamo soprattutto di un target al femminile in ogni caso ci rivolgiamo soprattutto alle donne somale. Quindi un primo lavoro di empowerment dopo di ché la possibilità di fornire loro anche corsi di formazione per imparare come si costituiscono delle associazioni, come si mettono in rete, come si può lavorare in coordinamento per creare delle azioni sul territorio, infine cercare di supportare le loro attività transnazionali attraverso dei progetti di sviluppo per il territorio del Somaliland, principalmente per le popolazioni sfollate dal South Central che si rifugiano soprattutto ad Hargeisa e nei campi di IDPs in Somaliland.

Gianni Marotta. All’interno di una diaspora perenne l’emigrazione potrebbe costituire un elemento fondante per ricostruire la Somalia e raggiungere alcuni degli obiettivi dello sviluppo del Millennio

Tana Anglana – OIM Italia. Programmi di migrazione e sviluppo tentano di rafforzare e valorizzare le risorse che i migranti possono mettere a disposizione per programmi transnazionali di cooperazione allo sviluppo. Quando parliamo di risorse ci riferiamo a risorse professionali, intellettuali, finanziarie attraverso investimenti, trasferimento di competenze e progetti che possano fornire assistenza alle popolazioni che hanno bisogno nei paesi di origine.

Gianni Marotta. Dopo le dimissioni, il 21 settembre scorso, del Primo Ministro Omar Abdirashid Ali Sharmarke, indotte dal Presidente Sheikh Sharif Sheikh Ahmed, sono in corso consultazioni mirate all’individuazione di un nuovo Capo dell’Esecutivo, allo scopo di costituire un Governo più snello ed efficace.
Per la Comunità Internazionale, il sostegno al governo rimane l’unica opzione percorribile per evitare la presa del potere delle forze legate al terrorismo

Stefano Dejak –Ambasciatore d’Italia presso il Governo Transitorio Somalo. L’attentato di Kampala, il primo attentato che gli Shabaab hanno effettuato fuori dai confini della Somalia, è una prima testimonianza della loro crescente capacità operativa di colpire al di fuori dell’area.

Gianni Marotta. Dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna e la Francia, dall’Egitto, all’Etiopia, dall’Eritrea al Kenya, fino a tutte le maggiori organizzazioni africane, gli attori internazionali riconoscono all’Italia un ruolo rilevante nel processo di stabilizzazione della Somalia.
Un ruolo di advocacy che impegna l’Italia sul piano finanziario e politico. Dal 2009 ad oggi sono stati concessi finanziamenti per quasi 22 milioni di euro a beneficio di Cooperazione e Governo somalo. Sul fronte politico, il dossier Somalia sarà uno dei temi al centro dell’agenda dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea con l’obiettivo di nominare un rappresentante speciale europeo per la Somalia che avrà il compito di coordinare gli sforzi dei Paesi Partners e dell’Unione europea a favore del Governo Federale Transitorio.

Stefano Dejak –Ambasciatore d’Italia presso il Governo Transitorio Somalo. L’Italia sta già giocando un ruolo assolutamente rilevante e ritengo che i somali si attendano che questo ruolo sia giocato effettivamente dall’Italia.

Gianni Marotta. Il ruolo della Cooperazione Italiana è tra quelli più importanti nella fascia dei Paesi centroafricani.

Andrea Senatori – Cooperazione italiana. L’azione italiana si rivolge proprio nel cercare, prima di tutto, per esempio nel settore della sicurezza alimentare, di fornire alimenti di base ma anche di fornire quegli strumenti che servono per l’avvio di attività generatrici di reddito in maniera tale che poi queste popolazioni possano in qualche modo riprendere una vita normale.

Mariangela Pira. Ed è tutto per questa puntata di Esteri News Dossier, io da Lisbona vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata.


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