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ESTERI NEWS DOSSIER - puntata dell' 11 novembre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata dell' 11 novembre 2010

DOSSIER TURCHIA

IL PAESE IN UNA FASE CRUCIALE

Mariangela Pira. Dove va la Turchia? Questo paese di 72 milioni di abitanti è destinato ad entrare in Europa? E che tipo di Islam sarà quello turco, continuerà ad essere moderato e dialogante come lo è oggi? Questi interrogativi si rincorrono e si accavallano da mesi nelle diplomazie occidentali e nel mondo dei mass media.

Carlo Altomonte - Università Bocconi. Il problema turco è che però i mercati di sbocco saranno sempre di più verso la vecchia area turca, quindi quelle delle ex Repubbliche sovietiche, dove loro sono i principali contractor già adesso per il settore ricostruzioni, e anche verso l’India e la Cina. Quindi in realtà la Turchia sta crescendo tanto ha l’Europa come principale partner economico, però progressivamente sta sempre guardando più lontano dall’Europa, nel senso che la sua crescita non è dipendente solo dall’Europa

Mariangela Pira. La Turchia sta vivendo una fase cruciale di trasformazione politica interna, che appare una resa dei conti tra le due anime del paese: quella secolare e laica, del 'kemalismo', che si ispira cioè al padre fondatore della moderna Turchia, Kemal Ataturk, e quella dell'Islam politico che si riconosce nell'AKP, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di cui Erdogan è il leader.
E’ indubbio che Ankara svolge negli ultimi anni un ruolo più marcato in diversi scacchieri, specie nelle relazioni con il mondo arabo-musulmano e la Russia, non necessariamente in alternativa rispetto alle alleanze classiche con Stati Uniti ed Europa che, nonostante i momenti di difficoltà, restano centrali.
Nei tavoli di discussione in merito all'ingresso in Europa, la cui adesione costituisce da decenni un obiettivo prioritario del governo, spesso la Turchia sottolinea la questione energetica. E non a torto. Poiché sta diventando, se non lo è già, un crocevia importantissimo per il transito dell'energia. Il 70% delle risorse energetiche mondiali si trova infattiad est dei confini della Turchia.

Matteo Ferrazzi – Unicredit. Si, la Turchia sta assumendo un ruolo molto importante proprio come hub energetico e per questo motivo sta anche attuando una politica estera in questo senso. L’altro elemento importante è che i due paesi che in parte sono un po’ esclusi dal processo di convergenza europeo: Russia e Turchia, stanno stringendo rapporti molto forti di amicizia e collaborazione e ovviamente questi rapporti sono anche in ambito energetico.

Carlo Altomonte - Università Bocconi. L’Europa ha bisogno della Turchia da un punto di vista energetico, da un punto di vista del posizionamento geo-politico dell’Europa nel Medio oriente.
C’è da chiedersi fino a che punto la Turchia abbia bisogno dell’Europa. Nel senso che le pressioni anche islamiche che ci sono nel paese potrebbero essere in qualche modo, temperate dal confronto con le democrazie europee.
Però perché questo accada bisogna che il sentimento europeista in Turchia non venga evidentemente represso.

Mariangela Pira. Sul fronte della politica estera il Ministro degli Affari Esteri turco ha fatto sapere: siamo vicini a problemi zero. Con questa frase intende parlare delle buone relazioni con i vicini. Certo rimangono i problemi con Israele e Armenia, con Israele tradizionale alleato della Turchia, le incomprensioni sono cominciate a seguito dell’operazione “piombo fuso”. Lanciata all’insaputa di Ankara, in un momento in cui il governo turco era impegnato nella mediazione tra Damasco e Tel Aviv, per la restituzione del Golan. L’operazione militare a largo delle coste di Gaza, contro la nave Mavi Marmara, ha poi segnato il punto più basso delle relazioni turco-israeliane,

Carlo Frappi – ISPI. E’ proprio il tentativo della Turchia di fondare lo spettro delle proprie relazioni regionali sul soft power anziché sul potenziale militare, oggi in qualche modo diminuisce quello che era lo storico valore di Israele per la Turchia.
Oggi Israele è molto meno rilevante per la Turchia di quanto non lo fosse negli anni ’90. quando l’alleanza era anzitutto militare-strategica. Sicuramente molto meno importante di quanto la Turchia invece non sia per Israele, al contrario, oggi.
Una Turchia, che proprio paradossalmente, avendo preso le distanze dall’operato di Israele, oggi è un interlocutore e potenzialmente un mediatore credibile in Medio oriente.

Mariangela Pira. Il riavvicinamento turco-armeno, avviato nel settembre del 2009, registra ormai da mesi, una fase di stallo.
Le relazioni tra Italia e Turchia sono eccellenti. Dopo un incontro con il Ministro degli Esteri, Frattini il suo omologo turco, Davutoglu, ha auspicato che ci siano sempre più marche italiane nella loro vita.
L’Italia è tra i principali sponsor della piena adesione turca all’Ue. Il ministro Frattini ha sottolineato come sia sorprendente che l’Unione europea non abbia saputo aprire il capitolo negoziale sull’energia.
Frattini ha anche parlato della necessità di avviare al più presto il negoziato per la liberalizzazione dei visti.
Ci si chiede spesso dove finiscano le risorse che non vanno più in Borsa. Secondo gli esperti sono quattro i paesi dove si dirige il flusso di denaro: Cina, India, Brasile e Turchia. La Turchia solo 15 anni fa aveva un'inflazione a tra cifre, poi a due e con l'arrivo di Erdogan la situazione è decisamente migliorata. Un caffè non costa più 7 euro ma all'incirca come in Francia e in Italia.

Matteo Ferrazzi – Unicredit. Tutto questo è cambiato dopo la crisi del 2001. Quindi da quel momento in poi la Turchia ha iniziato un grosso processo di stabilizzazione. Negli ultimi anni il problema inflazione è molto, molto meno rilevante del passato. Quindi i tassi di inflazione sono intorno al 6/10%, ma non appunto a livelli preoccupanti.

Mariangela Pira. Lo sviluppo economico del paese è stato raggiunto grazie all'attuazione di importanti riforme strutturali, con interventi a contrasto della crisi finanziaria globale, ovvero pacchetti di incentivi volti a rivitalizzare l'economia nazionale, favorendo la ripresa della crescita e dell'occupazione.

Matteo Ferrazzi – Unicredit. In verità la Turchia è uno dei paesi che è dovuto intervenire meno in questo senso, pensate che è l’unico paese d’Europa che non ha speso un euro per sostenere il proprio sistema bancario.

Mariangela Pira. Gli investimenti diretti esteri in Turchia nei primi cinque mesi del 2010 sono ammontati a 2.6 miliardi di dollari, -33.6% rispetto al corrispondente periodo del 2009. Solo gli investimenti immobiliari sono risultati in controtendenza, in crescita del 54.7%

Gianni Scotti - A.D. Saint Gobain Italia. La necessità del paese che ha una popolazione di 80 milioni di persone, con una età media molto giovane sono 28 anni, di arrivare a fornire una nuova abitazione a una crescita demografica importante.

Mariangela Pira. L'Italia si è collocata nel 2009 al quinto posto tra i principali paesi investitori con 291 milioni di dollari. Il forte aumento degli investimenti diretti italiani bilancia almeno in parte il calo dell'interscambio italo-turco e rende palese il ruolo strategico che il mercato turco riveste per le imprese nazionali.

Gianpaolo Scarante – Ambasciatore d’Italia. Pochi giorni fa il Primo ministro Erdogan, ha aperto i cantieri di un lavoro di straordinaria importanza: l’autostrada Izmir-Istanbul, che si è aggiudicata un consorzio di cui fa parte il nostro gruppo Astaldi. Rappresenta il più grande contratto infrastrutturale fatto in Europa negli ultimi anni. Comprende opere di straordinaria importanza come il ponte su Izmit che sarà il 2° ponte sospeso al mondo, lungo 3,5 km.

Mariangela Pira. La presenza italiana trova la sua principale espressione nella partecipazione al 50% di Unicredit nella Koc Financial Services.
Importante la presenza anche nel settore energetico, dove Eni è stata anche responsabile, con Saipem, della costruzione del gasdotto Blue Stream per il trasporto di gas dalla Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero. Edison è attivamente coinvolta nel progetto ITGI, interconnettore Italia-Turchia-Grecia.

Elio Ruggeri - Edison. Per Edison rappresenta la possibilità di affrancarsi ulteriormente nelle importazioni di gas dall’operatore dominante e aprire il primo corridoio di approvvigionamento per l’Europa dal Mar Caspio e dal Medio oriente.

Mariangela Pira. La Turchia è un settore strategico anche sul fronte della difesa. L'Italia, con Finmeccanica punta a giocare un ruolo importante nel programma di consolidamento del settore.

Giorgio Zappa – D.G. FINMECCANICA. Abbiamo consuntivato recentemente negli ultimi anni dei successi importanti, e quindi anche in una prospettiva di presenza maggiore strategica nel paese abbiamo deciso di aprire l’ufficio.

Mariangela Pira. Ecco infine un altro punto importante, di cui si parla poco. Tra poco in Anatolia centrale ci saranno alcune manovre aeree congiunte e che vedranno protagoniste le forze armate turche i russi e i cinesi.

Antonio Ferrari, Corriere Della Sera. La Turchia è tra i paesi base della Nato, e quindi legata alle forze Nato, che non c’entrano né con la Russia, né con la Cina.
E’ chiaro che oggi le cose sono cambiate, anche lì, dopo la caduta del muro, la Turchia ha perso questo ruolo diciamo di frontiera verso l’Unione sovietica e la Turchia ha cominciato a fare la sua politica, oggi ha una politica portata verso l’Europa. Però la Turchia se dovesse essere tenuta ai margini da questo progetto europeo guarderebbe ad altri.


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