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Governo Italiano

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 25 novembre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 25 novembre 2010

Mariangela Pira. Bentornati ad Esteri News Dossier, parleremo nel corso di questa puntata del negoziato per il rinnovo degli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio, parleremo anche di disarmo e della diffusione della cultura italiana nel mondo.
Nel 2011 dovrebbe partire il negoziato per il rinnovo degli accordi per l’Organizzazione mondiale del commercio, le trattative però sembrano molto difficili, sentiamo.

DOSSIER WTO

UN NEGOZIATO DIFFICILE

Gianni Marotta. Stati Uniti contro Cina. Paesi emergenti contro Stati Uniti, l’Europa alla ricerca di una mediazione. I negoziati per i nuovi accordi sugli scambi commerciali in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, il cosiddetto Doha Round, rimangono bloccati e dopo il summit dei capi di Stato e di governo di Seul, il G20, non si intravvedono prospettive favorevoli.

La debolezza economica degli Stati Uniti e la forza crescente di Cina e india, la tensione valutaria tra dollaro e yuan, non sembrano favorire nuove aperture e anzi hanno finito per inasprire i rapporti tra le potenze. Troppo grandi le divergenze e troppo ampi gli interessi in gioco.

Carlo Filippini – Università Bocconi. La ripresa debole che ancora penalizza l’occupazione impedirà che vengano fatte grandi concessioni. Quindi potranno essere raggiunti, probabilmente, accordi su punti specifici o nessun accordo di nessun genere.

Gianni Marotta. C’è che vuole mantenere le posizioni del pacchetto del luglio 2008, chi invece vuole contributi addizionali, e altri invece che vorrebbero rivedere il pacchetto delle misure adottate due anni addietro.

Giandomenico Magliano – DG. Coop. Economica MAE. L’Unione europea sta lavorando per una mediazione fra i Paesi emergenti che vorrebbero chiudere, senza dare grandi concessioni, Stati Uniti che vorrebbero chiedere qualcosa di più ai Paesi emergenti.
La Commissione europea ha stimato che una conclusione do around produrrebbe 135 miliardi di reddito in più a livello mondiale e 300 miliardi di euro in più a livello di scambi commerciali.

Gianni Marotta. Lo stallo multilaterale impone di cambiare passo nella politica commerciale di aprire nuovi corridoi a dazio zero per l’import e per l’export delle merci. Ma quanto è praticabile questa strada?

Franco Frattini - Ministro degli Esteri. Ora stiamo vedendo, come dire, soluzioni che tirano da due parti diverse. Dobbiamo far si che, ad esempio, grazie all’Europa, ci sia un contributo ad una riconciliazione, a trovare una soluzione comune. Finora non c’è stato. Il problema è che l’Europa deve avere anche una capacità di giocare, direi, un ruolo più forte sulla scena internazionale, questa è la nostra ambizione.

Cesare Romiti – Pres. Fond. Italia-Cina. La Cina naturalmente, data la dimensione a cui è arrivata, all’importanza, vuole anche avere delle soddisfazioni di carattere formale. Ma la Cina arriverà, gradualmente. Recentemente è stato detto, i cinesi hanno detto: noi sì, vogliamo andare avanti gradualmente, ma la nostra gradualità non è la gradualità europea è una gradualità veloce.

Gianni Marotta. Una situazione che rischia di minare la credibilità dell’Organizzazione mondiale del commercio e aprire la strada del bilateralismo.

Carlo Filippini – Università Bocconi. Il problema che ha fatto fallire, appunto, i negoziati, i tentativi di negoziati fino al 2008, fino alle elezioni presidenziali americane e in parte anche se posso aggiungere l’incontro a Copenaghen nel dicembre 2009 sul clima. E’ proprio questo come devono essere ripartiti i costi, perché qualcuno deve rinunciare a qualcosa.

Franco Frattini – Ministro degli Esteri. Io credo si debba rimanere sulla logica degli accordi multilaterali, io credo che il G20 debba continuare ad essere un punto di riferimento. E’ ovvio che occorre anche, a cominciare dall’Europa, un maggiore coordinamento. Spesso l’Europa arriva un po’ in ordine sparso. Ci sono grandi attori globali, come la Cina, come l’India, come gli Stati Uniti d’America. Io credo che l’unica strada per un problema globale e una soluzione multilaterale altrimenti non andiamo da nessuna parte.

Gianni Marotta. Le questioni di interesse prioritario italiano rimangono quelle note: protezione delle indicazioni geografiche, dei servizi, della tutela della proprietà intellettuale, della rimozione degli ostacoli non tariffari.

Raffaele Trombetta – Vice DG Integr. Europea MAE. Sul piano della regolamentazione, ovviamente vogliamo che ci siano delle regole, che siano da tutti condivise e applicate per un commercio, appunto equo ed inclusivo. Questo a partire dai paesi, principali partners strategici dell’Europa, parlo degli Stati Uniti, parlo della Cina, parlo del Giappone. Nei confronti dei quali abbiamo a volte dei problemi di barriere, non necessariamente tariffarie, al commercio.

Cristiana Muscardini – Europarlamentare. Le regole per essere rispettate devono essere condivise. Se noi continuiamo con i veti incrociati, noi continueremo a trascinare Doha, come lo stiamo trascinando e a non risolvere ciò che sta emergendo di minuto in minuto.

Gianni Marotta. Il G20 invita i paesi a non cedere alle pressioni protezionistiche e all’adozione di misure restrittive o distorsive dei commerci o degli investimenti. Ad evitare discriminazioni tra operatori nazionali e stranieri.

Giandomenico Magliano – DG. Coop. Economica MAE. Il G20 si è impegnato a non peggiorare le misure protezionistiche a motivo della crisi. Ci sono stati quattro rapporti, il commercio ha tenuto quest’anno. Il commercio mondiale ritornerà ai livelli ante crisi.

Gianni Marotta. A livello europeo il Parlamento ha approvato, a Strasburgo, il regolamento sull’etichettatura di origine, obbligatoria made in, dei prodotti importati dai paesi extra Unione europea, a tutela del diritto dei cittadini europei a conoscere la provenienza di ciò che acquistano.

Cristiana Muscardini – Europarlamentare. Per sapere quello che si compra si ha diritto di conoscere l’origine di quel prodotto. Sapere se un prodotto è un prodotto cinese, tout court, se è un prodotto di tecnologia italiano, fabbricato in Cina, se è un prodotto magari, invece, questo sarà quasi impossibile purtroppo saperlo, ne abbiamo discusso molto in Europa, ma con poche risultati fino ad ora, se è addirittura un prodotto fatto da persone in campi di concentramento.

Antonio Tajani – Vice Pres. Comm. UE. La Commissione europea ed il Parlamento europeo sono assolutamente favorevoli sia al made in interno, sia al made in per i prodotti che vengono importati in Europa. Non tutti i 27 Paesi membri che fanno parte del Consiglio sono d’accordo. Quindi c’è un dibattito in corso. Mi auguro che alla fine prevalga la posizione favorevole al marchio Made in Europe, magari in aggiunta: in Italy, in France, in Uk. Perché questa marchiatura, non soltanto garantirebbe le nostre imprese, non soltanto garantirebbe la qualità del prodotto, ma garantirebbe anche i cittadini europei perché ogni qualvolta acquisteranno un prodotto con il marchio Made in Europe sapranno che anche i prodotti chimici che vengono utilizzati per la realizzare quel prodotto sono prodotti chimici non dannosi per la salute.

Gianni Marotta. Cosa vuol dire in concreto una maggiore tutela con il marchio Made in, per l’Europa?

Raffaele Trombetta – Vice DG Integr. Europea MAE. Siamo impegnati direi sotto un triplice profilo: in primo luogo proprio sul piano interno ad assicurare delle regole, soprattutto per la tutela delle produzioni più di alto livello, insomma, quindi indicazioni geografiche, quindi marchi di qualità. Secondo profilo sul piano internazionale, siamo impegnati perché nei grandi negoziati internazionali la tutela appunto dei prodotti di qualità delle indicazioni geografiche, sia una delle priorità dell’azione europea. Terzo ed ultimo grosso settore in cui noi siamo impegnati è nei grandi accordi commerciali, dell’Unione europea, fare in modo che anche questo sia una priorità della posizione negoziale europea.

Gianni Marotta. Cosa può fare l’Italia nel quadro del rinnovo dei negoziati per l’organizzazione mondiale per il commercio?

Cristiana Muscardini – Europarlamentare. L’Italia avrà un ruolo forte se metterà in sinergia tutti coloro che in Europa lavorano. Da quelli che sono i nostri funzionari, delle Direzioni generali, a quelli che sono i nostri parlamentari europei o le nostre Rappresentanze diplomatiche, che insieme al Governo devono studiare su questi problemi e devono trovare il modo di essere più incisivi rispetto, a quello che purtroppo dobbiamo dire, l’Italia è stata negli ultimi anni.

Giandomenico Magliano – DG. Coop. Economica MAE. L’Unione europea vuole mediare tra Paesi emergenti che chiedono concessioni senza dare accesso al loro mercato e Stati Uniti che chiedono una riapertura. Crediamo che ci sia spazio per qualcosa di più sui servizi, sulle indicazioni geografiche e su alcune misure a favore strettamente dei Paesi in via di sviluppo. Lavoreremo in tal senso e l’Unione europea con l’impegno dell’Italia, potrà dare un forte impulso.


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