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Governo Italiano

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 9 dicembre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 9 dicembre 2010

Mariangela Pira. Benvenuti a questa puntata di Esteri News Dossier.
Parleremo quest’oggi di Italiani ed Europei, Cambiamenti climatici e dell’India che con i suoi tassi di crescita continua a stupire.

I GIOVANI E L’U.E. – Un legame da consolidare

Mariangela Pira. Italiani ed europei. A che punto è la conoscenza delle istituzioni europee? Da un recente sondaggio emerge che non si è così preparati. Ce lo spiegano Janina Landau e Marta Meli in questo servizio.

D. Quanti sono i Paesi membri dell’Unione Europea?
R. 12

D. Qual è l’attuale presidente della Commissione Europea?
R. Non ne ho la più pallida idea
R. Non lo so
R. Napolitano
R. Non è italiano

D. I paesi membri?
R. I paesi della Comunità europea, tutti quanti

Mariangela Pira. Italiani ed Unione Europea, un legame tutto da consolidare.
In un sondaggio realizzato lo scorso anno dall’Associazione Universitaria di studi europei è emersa una fotografia piuttosto allarmante del livello di conoscenza che i giovani hanno dell’Unione europea in generale e delle sue istituzioni in particolare. Su un campione di 24.000 intervistati il 53% di loro non è stato in grado di dire l’anno di nascita dell’Unione europea; il 65% non ha saputo indicare i Paesi che hanno respinto, con referendum, la Costituzione Europea, mentre solo un risicato 56% ha risposto correttamente su chi fosse l'attuale Presidente della Commissione Europea.

Ferdinando Nelli Feroci – Rappr. Permanente d’Italia presso UE. Sono situazioni che si sono create su una serie di circostanze nel corso degli anni. Il maggior numero di stati membri, la complessità delle sfide, lo stesso – se posso dire – cambiamento della natura del progetto di integrazione. Tutto questo rende effettivamente più complessa, più difficile la percezione del fenomeno Unione Europea.

Mariangela Pira. In questo quadro generale ci si potrebbe chiedere: “sono i media italiani a parlare poco delle questioni europee, consapevoli che agli italiani sono argomenti che interessano poco. Oppure sono gli italiani che sono poco informati perché i media non ne parlano?”

Stefano Polli – ANSA. Ci sono due ordini di problemi. Da un lato ci sono i leader europei, le istituzioni europee che non sono in grado di comunicare esattamente che cosa fa l’Unione europea ai cittadini, dall’altra ci sono i cittadini che hanno forse pochi strumenti, poche possibilità di informarsi, di sapere esattamente che cos’è l’Unione europea.

Mariangela Pira. Nel 1987 fu creato il progetto Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, basato su uno scambio interculturale tra studenti che hanno l’opportunità di studiare all’estero per una anno. Le finalità? Educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza a quella che sarà poi chiamata Unione Europea. Un’iniziativa importante, in continua espansione, ma che può essere un punto di partenza, non certo d’arrivo….

Luciano Battistotti – Comm. Europea in Italia. Ma puoi anche far conoscere ai giovani quali sono le opportunità di lavoro, di scambio, di viaggio, i miglioramenti che si continuano a conseguire quotidianamente e che spesso non sono conosciuti.

Mariangela Pira. Proprio per migliorare la comunicazione e avvicinare i giovani all’Unione europea, la Rappresentanza in Italia della Ue, sta avviando una serie di progetti mirati a raggiungere i giovani, a comunicare con loro, permettergli di entrare a stretto contatto con le istituzione e con le sue iniziative, a sfruttarne le grandi opportunità che offrono.

Luciano Battistotti – Comm. Europea in Italia. Noi vorremmo essere molto presenti nei festival, che vedono una grande partecipazione di giovani. Vorremmo collaborare e collaboreremo con la stampa gratuita, la free press che spesso è l’unico veicolo di comunicazione su carta, che i giovani leggono, e miglioreremo sicuramente il nostro sito internet che ha un buon numero di visitatori mensili ma, a mio avviso, ancora limitato.

Mariangela Pira. Cittadini italiani si nasce, europei si diventa. Anche, e soprattutto, la scuola può contribuire a rafforzare questo sentimento.
Ad incidere sulla percezione che gli italiani hanno della Ue, non solo il difetto di comunicazione, ma anche la recente crisi economica che fa vivere l’integrazione come un problema piuttosto che come un opportunità. Ad essere interessati da questo fenomeno di disaffezione non solo gli italiani ma anche altri paesi storicamente euro-entusiasti come Spagna e Germania.

Luciano Battistotti – Comm. Europea in Italia. Probabilmente perché nelle crisi economiche la percezione dell’attore esterno l’Unione europea è facilmente visto come colui che impone dei limiti, dei vincoli.

Gian Maria Gros Pietro – Univ. LUISS Guido Carli. L’Italia è un paese che ha tratto grandi benefici dalla partecipazione non solo alla costruzione europea, ma in particolare alla moneta unica, che ha determinato per noi la riduzione del carico di interessi relativo al nostro alto debito pubblico.

Mariangela Pira. Manca un rapporto diretto tra cittadini e istituzioni europee, spesso percepite solo come portatrici di eccessi burocratici, norme che incidono negativamente sulla vita di tutti i giorni.

Gian Maria Gros Pietro – Univ. LUISS Guido Carli. Ma io credo che l’Italia sia uno dei paesi che hanno più fiducia nell’Unione europea, ci hanno molto creduto; qualche volta si lamentano dell’eccesso di burocrazia, e di penetrazioni che le norme europee hanno nella loro vita di tutti i giorni. Però in generale credo che in Italia si abbia fiducia che una costruzione europea possa contribuire alla stabilità, alla crescita di tutto il continente, compreso i nostro paese.

Mariangela Pira. Non solo i cittadini ma anche paesi alleati muovono accuse precise all’Unione Europea, su tutte quella di non essere percepita come referente unico in questioni di politica internazionale. Anche Washington in passato ha sottolineato come, in situazioni di emergenza, non ci sia un 'numero unico' da chiamare ma i referenti dei singoli paesi. Eppure, con il Trattato di Lisbona e la recente nomina di un Ministro degli Esteri europeo sembra che qualche passo concreto si sia fatto.

Il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1 dicembre del 2009 ha delineato i contorni di una Unione europea più moderna e strutturata. Tanti, forse troppi – e tutti insieme- i cambiamenti apportati. Il risultato? Una macchina ancora più complessa e di difficile comprensione per i cittadini.

Stefano Polli – ANSA. Quello che sta succedendo in questi giorni per quanto riguarda la crisi economica, la difficoltà dell’Europa a reagire dimostra che ancora non c’è coesione. Quindi al di là dei trattati – in effetti il Trattato di Lisbona è un trattato dimezzato – credo che l’Europa dovrebbe prima di tutto trovare la volontà politica e la convinzione di andare avanti tutti insieme.

Mariangela Pira. Forse, uno dei punti deboli dell'Unione Europea è proprio la comunicazione. Si fa molto, ma non si riesce a comunicarlo bene. Con una migliore comunicazione potrebbe essere percepita come interlocutore più autorevole.

Ferdinando Nelli Feroci – Rappr. Permanente d’Italia presso UE. L’importante è che i governi degli stati membri si convincano che nessuno, nemmeno il più grande dei paesi membri dell’Unione, da solo può contare su una scena internazionale in cui gli attori si sono moltiplicati in misura esponenziale. Gli attori principali, i protagonisti, soltanto se si riesce a parlare con una sola voce si riesce forse ad avere un impatto nei rapporti con i grandi partners strategici e più in generale sulla scena internazionale.


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