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ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 9 dicembre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 9 dicembre 2010

DOSSIER INDIA

UN’ ECONOMIA IN FORTE CRESCITA

Mariangela Pira. Lo slogan che spesso l'accompagna è Shining India, l'India che risplende. A differenza della Cina, considerata la fabbrica del mondo, l'India per tutti è l'ufficio del mondo, grazie alla produzione di software che ha caratterizzato gli anni del suo boom economico. Qualche dato in più. Gli ultimi 60 anni hanno portato al voto 700 milioni di persone, diversissime a partire dalla religione e dalla lingua. Un fatto che ha del prodigioso per una giovane democrazia.

Mobashar Akbar - India Today. E’ vero, per essere un paese moderno occorrono quattro fattori: la democrazia, l’India lo è, a differenza della Cina; la secolarizzazione della società, in particolare per quanto riguarda la libertà di culto, anche questo fattore manca alla Cina; inoltre l’uguaglianza di genere ed economica, è ovvio che non tutti stanno bene economicamente, ma esiste una giustizia sociale, un sistema in cui ai poveri è permesso sentirsi parte di questa crescita economica.

Mariangela Pira. Gigante in piena espansione economica, per consolidare una posizione internazionale faticosamente, non ancora completamente raggiunta, il governo indiano si muove in tre direzioni. Deve assicurarsi un ruolo di primo piano nella intricata crisi afgana. Deve capitalizzare il successo diplomatico della visita del presidente Obama. Infine, per aumentare il suo peso internazionale, deve proseguire con la politica di modernizzazione e potenziamento delle forze armate, per evitare possibili conseguenze negative sui piani di sviluppo economico e del suo status di potenza regionale.

Vasantha Raghavan - Delhi Policy Group. Oggi la nostra posizione è la seguente: abbiamo buone relazioni con i principali attori a livello globale. Una circostanza davvero straordinaria. La filosofia dell’India sul fronte geopolitico non è più l’autonomia strategica, ma relazioni strategiche. Entrare in contatto con i più importanti leader e questo è un fatto estremamente positivo.

Mariangela Pira. Le ambizioni internazionali dell'India potrebbero tuttavia trovare un ostacolo nella sostenibilità del suo sviluppo. Accanto ad alcuni cambiamenti positivi quali la stabilità del governo dovuta anche alla convivenza pacifica di vari gruppi etnici, il sistema infrastrutturale appare carente, il tessuto sociale caratterizzato da diseguaglianze sempre più profonde, l'accesso all'impiego per la crescente popolazione giovanile difficile e l'apparato burocratico in molti casi costituisce ancora un forte vincolo alla crescita. I tre quarti della popolazione ancora non beneficiano di un'economia in rapida espansione.

Meghnad Desai - London School of Economics. Gli aspetti positivi ci sono, ovvero la grande forza del settore privato e della società civile. La sua determinazione a migliorare la propria posizione economica. Gli aspetti più negativi riguardano la corruzione e il malfunzionamento del sistema politico.

Mariangela Pira. L'attivismo internazionale dell'India comunque ha portato il paese ad avere rapporti a 360 gradi con tutti i principali attori a livello globale.

Mobashar Akbar - India Today. E’ un vero attore politico. Un potere politico creato da quello economico, la vera India non è più rappresentata dal suo esercito, ma dal settore bancario e manifatturiero: dall’export. Tra tutte le economie emergenti solo l’India può diventare un paese moderno.

Meghnad Desai - London School of Economics. Penso che la recente visita di Obama l’abbia chiarito bene. L’India non è solo un paese emergente, ma è un paese già emerso. E’ parte del G20, ha una solida crescita economica, gli americani guardano ormai a un partner strategico per l’area del sud-est asiatico, che è poi l’essenza dell’accordo sul nucleare che Bush aveva siglato con Singh. Accordo che è stato ratificato dal Congresso nel 2008.

Mariangela Pira. L'India è stata spesso paragonata alla Cina, ma di fatto è molto diversa. La Cina può assicurare un'immensa base produttiva, l'India una valida piattaforma ingegneristica. Il successo dell'India non è dovuto all'impresa manifatturiera, ma all'industria dei servizi, in particolare nel tecnologico e dell'it. Uno dei problemi indiani è come aumentare la produttività e l'attività manifatturiera. Le tensioni politiche prevalgono, bloccano una maggiore integrazione economica tra i due paesi, che hanno comunque dei punti in comune. Hanno guidato il fronte dei paesi emergenti al vertice di Copenhagen dell’anno scorso, sostenendo il diritto allo sviluppo rispetto. Sono gli araldi di una ristrutturazione del mercato agricolo planetario che privilegi le esigenze dei paesi in via di sviluppo rispetto ai sussidi all'agricoltura dei paesi avanzati.

Meghnad Desai - London School of Economics. Non penso che India e Cina siano rivali, ma data l’attuale situazione geopolitica non possiamo escludere la possibilità a che si verifichi qualche problema. Per questo gli Stati Uniti vogliono l’India come paese amico, in caso so verificassero problemi nell’area asiatica.

Mariangela Pira. India e Cina hanno fortissimi tassi di crescita, che secondo gli esperti saranno difficilmente sostenibili nel tempo. Il corrispondente del Times da Hong Kong Michael Schuman ha scritto che l'azione del governo cinese garantisce politiche nuove con incredibile rapidità. Mentre il sistema politico indiano appare fratturato, lento e caotico. L'India sembra condizionata da una politica di contrasto al Pakistan che risulta poco lungimirante. Esemplare è il caso del gasdotto che dovrebbe attraversare l'Iran, il Pakistan e l'India, l'IPI, che Delhi trascura nonostante ne avrebbe assoluto bisogno per far fronte al continuo aumento del suo fabbisogno energetico. Progetto questo, che data la collaborazione con l'Iran, desta la preoccupazione di Washington. L'India – ci spiega invece Prem Jha, ex consigliere del primo ministro - ha dalla sua istituzioni democratiche che permettono al mercato di funzionare bene e un ruolo ormai riconosciuto da tutti nelle piazze finanziarie.

Prem Jha - The Financial World. L’India dovrebbe usare la sua forza economica e finanziaria in tutto il sub-continente. I nostri vicini hanno problemi economici e politici. Ma i problemi politici diminuiranno certamente se quelli economici saranno meno severi. Penso al Nepal, al Bangladesh, dovremo superare le divisioni artificiali delle nostre economie, integrarle maggiormente. Da qui ci si può espandere ed essere protagonisti a livello globale ma occorre iniziare dall’Asia meridionale.

Mariangela Pira. Per quanto riguarda i rapporti con l'Italia, il rafforzamento delle relazioni politiche è coinciso con quello negli altri settori, dall'economia alla cooperazione. Principalmente nella sanità e nella formazione ma anche con il sostegno alle piccole e medie imprese.

Giacomo Sanfelice di Monteforte - Amb. Italiano in India. In India c’è molta simpatia per l’Italia. Partiamo da questa base di interesse per costruire una cooperazione nuova basata tendenzialmente su trasferimenti di tecnologia e su investimenti che ci vedono essere il quinto partner dell’India per ammontare di investimenti che comportano trasferimenti di tecnologia.

Ak Sharma – CEO IAS. L’Italia è probabilmente molto diversa rispetto ad altri Paesi europei, è un’economia avanzata ma unica nel suo genere. Ha un forte spirito innovativo e creativo. Si possono trovare per esempio molte aziende familiari ed è così anche in India. Per questo gli imprenditori indiani riescono a relazionarsi più facilmente con gli italiani, capiscono bene cosa gli italiani vogliono proteggere, il loro senso di tradizione in questo mondo sempre più globalizzato.

Mariangela Pira. Nel primo trimestre del 2010 i volumi di scambio tra Italia ed India hanno segnato un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2009. Buona la dinamica dell’import e dell’export, ma il saldo è lievemente negativo per il nostro paese, pari a 360 milioni di euro. Da segnalare, sul fronte aziendale le joint ventures Fiat - Tata e Generali- Future, con il rilancio degli investimenti di Piaggio e Carraro e le operazioni indiane di Lavazza e Ferrero.

Harish Sheth - Chairmain Setco. Siamo la quarta economia al mondo. Cresciamo molto velocemente, abbiamo una industria diversificata: dal settore petrolifero al petrolchimico, al farmaceutico, dall’ingegneristico al tessile.

Debabrata Saha – Amb. indiano in Italia. La regione del Gujarat, per esempio, è ottima per gli investimenti con due grandi vantaggi: il governo è molto attivo sul fronte del business e inoltre la gente ha un forte spirito imprenditoriale. Anche nel mercato del lavoro si respira un clima positivo. Pensi che negli ultimi vent’anni non abbiamo perso neanche un operaio per problematiche legate al lavoro.

Giacomo Sanfelice di Monteforte - Amb. Italiano in India. Investimenti italiani già adesso stanno dimostrando una forte ripresa. Dati dei primi otto mesi del 2010 ci parlano di 142 milioni di dollari di investimenti. Di un volume quasi equivalente a quello dell’intero anno 2009.


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