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Governo Italiano

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 23 dicembre 2010

 

ESTERI NEWS DOSSIER - puntata del 23 dicembre 2010

Yemen, la cooperazione italiana

Mariangela Pira. La Cooperazione italiana in Yemen è molto attiva nel settore della sanità: sta riabilitando la banca del sangue di Hodeidah e costruendo quella di Taiz. Inoltre manda all'estero per un corso una formazione in Giordania e Egitto i quadri dirigenti delle banche del sangue dello Yemen. Supporta il NBTRC, National Blood Transfusion Centre, nell'individuazione delle modifiche legislative che dovranno essere proposte al Governo per strutturare più solidamente il sistema nazionale. Finanzierà anche una due giorni di consensus conference nazionale alla quale parteciperanno clinici del settore e opinion leader da tutto lo Yemen e dalla quale emergerà una proposta concreta al Ministro della salute yemenita.

NASER BA'OM - Vice Min. Salute, Yemen. Abbiamo bisogno di aprire otto, nove centri e dopo potremmo dire che tutti i cittadini yemeniti avranno accesso a questo tipo di servizio, perché non è possibile che l'accesso ai servizi non sia disseminato sul territorio viste le grandi distanze tra una provincia e l'altra. La situazione ha bisogno di un miglioramento e abbiamo cominciato a farlo grazie alla Cooperazione italiana. Ma mentre sviluppiamo queste iniziative non ci dimentichiamo di fare il nostro lavoro nelle cure di base per la popolazione. Posso dire per esempio che abbiamo risolto il problema della poliomelite in Yemen, e siamo a buon punto anche per quanto riguarda la malaria.

Mariangela Pira. L'Italia si occupa anche di formazione del personale.

Alberto Saracco - Cooperazione italiana. Abbiamo recentemente un po’ riorientato il tiro concentrandosi sulla formazione del personale, soprattutto il personale delle Banche del sangue periferiche, in quanto sono probabilmente il punto debole della catena

Mariangela Pira. Qui vedete, a Sana'a, la consegna dei diplomi da parte dell'ambasciatore ai tecnici delle banche del sangue di tutto lo Yemen. La Cooperazione ha anche attrezzato il centro. Il Centro di Trasfusione dell'ospedale di Sab'in è anche il centro di coordinamento delle banche del sangue di tutto lo Yemen.

FAWZI BA - RAHIM, DIR. NBTRC. Gli italiani sono qui dal 2006 per supportare il settore della sanità in Yemen. Certo, la nostra economia non è in uno stato di salute adatto a fornire aiuti. eppure il nostro governo fa del suo meglio e se guardiamo ai dati nei primi tre trimestri del 2010 ci sono stati garantiti 81.000 trasferimenti di sangue sano. Però neanche la metà degli ospedali yemeniti è in grado di fornire questo. Abbiamo bisogno che si aprano altri centri di trasfusione L'Ideale sarebbe averne uno per governatorato)

Yemen, la questione ambientale

Mariangela Pira. Il fiore all'occhiello della Cooperazione in Yemen è il progetto di conservazione e protezione di un ecosistema unico al mondo, quello dell'isola di Socotra.

Andrea Mao - Cooperazione italiana. Grazie ad un isolamento geologico di milioni di anni, l’isola di Socotra ha alcune specie animali e vegetali peculiari e endemiche. Endemiche significa che troviamo solamente nell’arcipelago di Socotra e quindi viste queste come premesse cercare il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale attraverso la valorizzazione e la tutela del patrimonio della biodiversità delle risorse naturali è uno degli obiettivi principali della nostra cooperazione qui.

Mariangela Pira. Educare la popolazione, formarla, perché in futuro sia capace di fare da sola. L'Italia a Socotra si muove in stretta collaborazione con l'Environment Protection Centre.

Abdul Jameel - EPA - Sono il responsabile delle operazione It dell'Epa per il progetto italiano. L'importanza di questo progetto riguarda la modalità con cui si svolge. Una donazione dura per un periodo limitato, o per poco dopo. Un corso di formazione risolve un problema per sempre, perché la conoscenza viene trasmessa e rimane nell'isola. Se formi la popolazione locale, la aiuti per sempre.

Mariangela Pira. L'area marina protetta di Dehamri, con le sue 80 specie di coralli e 150 specie di pesci, è uno dei primi risultati visibili della cooperazione italiana

Francesca Pella – Cooperazione italiana. Quando si va sul campo, ovviamente prima si deve parlare con le persone che vivono lì prima di essere attivi e iniziare appunto i monitoraggi. E questo implica anche curiosità da parte dei locali e anche un coinvolgimento per primo da parte loro perché comunque discutono, si confrontano e in secondo luogo molte volte abbiamo visto anche abbastanza l’entusiasmo dei locali nell’aiutarci a voltare le pietre, a cercare degli animali e così via.

Mariangela Pira. Qui vedete le immagini della presentazione dei ragazzi formati dal team della Cooperazione. Pensate... alcuni di loro non sapevano una parola di inglese. Eppure, grazie allo studio e al lavoro sul campo sono riusciti a presentare queste slide di fronte ai colleghi e concittadini e ai tutors della Cooperazione italiana ricevendo anche un attestato di stima da parte del Direttore generale dell'Epa.

Mohammed Ahmed - D.G. Epa, Socotra. Il governo italiano vuole proteggere la nostra isola, vuole trovare un bilanciamento tra lo sviluppo economico della popolazione locale e la conservazione della biodiversità di Socotra. Gli italiani hanno un'esperienza molto forte qui a Socotra, mirano proprio allo sviluppo socio economico dell'isola, un approccio sistemico partendo dalla conservazione della natura.

Mariangela Pira. L’accento sulla formazione è regalare conoscenza e non solo donazioni è posto anche dal direttore generale di uno dei due distretti di Socotra, quello di Hadiboh.

Sa'ad Ali Salineen- D.G. Distretto Hadiboh. I problemi che abbiamo riguardano la povertà, il problema idrico, molte infrastrutture sono assenti e necessarie per la vita di tutti i giorni. Nel corso degli anni abbiamo individuato migliaia di situazioni che possono ricevere un aiuto da un fondo sociale creato dal governo. E ovviamente ci rivolgiamo anche alla comunità internazionale. Uno dei problemi principali riguarda la sanità: abbiamo bisogno dei medici, non ci sono ospedali non ci sono professionisti. Occorre creare delle competenze, formare i locali anche in questi ambiti. L'opera di formazione è importante perché non significa donare fondi e andarsene ma creare capacità perché l'aiuto rimanga per sempre.

Mariangela Pira. Nell'ottica del lavoro di protezione dell'isola rientra anche il progetto Seed for Life, che si trova in una nursery botanica dell'isola. Coltivare la pianta sino a un grado di accrescimento tale da poter essere rinnestata nel suo ambiente naturale.

Adeeb Abdullah - Proprietario Nursery Botanica. Gli italiano ci hanno aiutato con la nursery, ma soprattutto hanno aiutato l'isola che è divenuta patrimonio mondiale grazie alla cooperazione e all'Undp. I turisti non mancano e questo è positivo per i locali. Grazie a loro si sono costituite aree protette e si è iniziato a preservare la natura, le piante, la biodiversità. Ricordo Edoardo Sandri, responsabile del primo progetto della Cooperazione italiana in collaborazione con l'Epa. Mi ha aiutato lui a portare avanti questo progetto. Colleziono piante dal 1996. La nursery in futuro rappresenterà una fonte di guadagno per me e la mia famiglia.

Ahmed Adeeb - Botanico Epa, Socotra. Molto di ciò che abbiamo in questa nursery è stato fornito dagli italiani, anche per il progetto Seed for Life. Abbiamo 800 tipi di piante e 307 sono piante endemiche che si trovano solo a Socotra. Le studiamo, le capiamo e le ripiantiamo qui a Socotra. Ho tantissime piante ma prima non ne conoscevo l'origine. Adesso so come piantare i semi, e quali piante sono importanti e quali no.


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