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Dossier  Iraq – verso un sistema democratico

 

Dossier  Iraq – verso un sistema democratico

L'IRAQ, L'ATTUALITA'

L’Iraq è un Paese complicato, difficile da capire. Un Paese provato da anni di guerre, e che ha voglia di ricominciare, ha voglia di democrazia.A Baghdad sono numerosissimi i check point, i posti di blocco, tutti interamente controllati da iracheni, uno dei più visibili risultati del passaggio di consegne che c’è stato recentemente dagli Stati Uniti al Governo iracheno. Sul fronte della sicurezza fanno un buon lavoro, a dirlo sono gli stessi inglesi, gli italiani. La Green Zone per esempio, è uno dei posti più sicuri della città.

Mariangela Pira. Si è da poco instaurato il nuovo Governo, è interessante anche capire questo nuovo Governo. Un Governo che sembra sempre più vicino a quelle che sono le richieste della comunità internazionale.
Alcuni politici, alcuni giornalisti non sono felici del nuovo Governo. Sottolineano che molte personalità politiche sono state scelte su basi etniche più che meritocratiche. Ne abbiamo parlato con Maysoun Al- Damlougi della lista Iraqiya, è stata Sottosegretario del Ministero della Cultura nel Governo di Iyad Allawi nel 2005. E’ considerata una donna aperta, che supporta l’arte e la letteratura. Spiega che sono le considerazioni politiche ad avere influenzato la formazione del nuovo Gabinetto.

Maysoun al-Damlougi - Parlamentare Iraqiya. Sono molto delusa dopo i primi nove mesi di un governo che non ha la presenza delle donne, e che è solo un governo politico. Le stesse facce si sono impadronite dei ministeri, nessuna novità che ci faccia sentire ottimisti. Nei prossimi giorni ci saranno comunque cambiamenti, un reshuffle all'interno del governo.

Ali Mehdi Jawad Al Dabbagh - Portavoce Governo. Nessun membro della regione nè gli Usa possono imporci una formula di democrazia, non vogliamo che si crei un modello per noi, vogliamo il nostro modello di democrazia.

Maysoun al-Damlougi - Parlamentare Iraqiya. Questa del trovare una nuova democrazia è solo una scusa per rinviare il processo delle riforme, la democrazia esiste già non la inventeranno loro.

Mariangela Pira. Il nuovo Governo ha una bella sfida davanti a sé: ovvero dimostrare una maggiore attitudine ad investire nella ricostruzione del Paese.

Gerardo Carante – Amb. d’Italia in Iraq. Cosa che non è avvenuta finora, lo dice lo stesso Primo Ministro proprio per problemi di natura politica e finanziaria e costituzionale, in quanto qualunque spesa deve essere finanziata e autorizzata dal Parlamento che è molto restio ad autorizzare grandi lavori, molto restio a prendere prestiti e autorizzare prestiti, per via di questa grande moltiplicazione di partiti politici che sono in Parlamento e che poi sono tutti rappresentanti in questo Governo, l’ultimo enorme governo di 48 membri i quali, ognuno rappresenta sé stesso e il partito politico di provenienza.

Ali Hachem - Console Iracheno in Italia. Abbiamo bisogno di andare più avanti nella corsa.

Mariangela Pira. Il nuovo governo ha le idee chiare anche sulla stabilità della Regione.

Ali Mehdi Jawad Al Dabbagh - Portavoce Governo. Vogliamo ci sia stabilità nella regione, l'Iran è un nostro vicino, abbiamo molti interessi in comune e vogliamo creare una relazione amichevole. Non vogliamo più nemici ma buone relazioni con gli Usa, con l'Arabia Saudita. L'Iraq non deve creare ombre, ma essere un ponte tra arabi e iraniani.

Mariangela Pira. Il problema principale del nuovo governo iracheno è legato alla sicurezza.

Renato Di Porcia - Consigliere Dell'ambasciata L’Iraq è un Paese che presenta ancora molti aspetti di rischio indubbiamente, una delle ragioni che limita la presenza internazionale qui, è proprio questa. Sicuramente c’è molto di vero, c’è anche molto di indotto.

Questo purtroppo è l’interesse di chi svolge attività terroristica. Non a caso le comunità cristiane, le più deboli, ma anche le più mediaticamente utili, vengono colpite.

Abdul Muhsin - Presidente Nina. Sì quello della sicurezza è un problema, ma credo che la questione politica e quella religiosa siano al momento il problema più grande.

Maysoun Al-Damlougi- Parlamentare. Iraqiya. Vorrei un paese dove i diritti delle donne e dei bambini fossero rispettati. Ho vissuto in Europa 23 anni. Mi piacerebbe vedere un paese sicuro, a livello nazionale. Più servizi per tutti. Dove gli individui possano essere trattati con dignità e tutto ciò vorrei fosse legge. Vorrei che gli Iracheni fossero orgogliosi di esserlo.

Mariangela Pira. All'Iraq l'occidente rimprovera ancora alcune questioni, come la condanna a morte di Tareq Aziz.

Ali Mehdi Jawad Al Dabbagh - Portavoce Governo. Non capisco perché l'occidente si schieri con Tareq Aziz e non l'abbia fatto con Saddam, sono criminali entrambi. Si può difendere una persona solo perché cristiana? Non penso l'Europa stia facendo una cosa giusta.

Mariangela Pira. Il prossimo summit della Lega araba si terrà a Baghdad. La posizione dell'Iraq sarà chiara: è parte delle nazioni arabe e si aspetta un passo da parte dei leader arabi nella sua direzione, tramite la presenza dei leader di queste nazioni al summit.

Ali Mehdi Jawad Al Dabbagh - Portavoce Governo. I leaders arabi spero si presentino con le cariche più rappresentative. Noi iracheni pensiamo che i leader arabi non ci lasceranno soli. Vogliamo essere parte attiva in Medio Oriente e riconosciuti come tali.


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