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Governo Italiano

L'iraq, la ricostruzione del paese

 

L'iraq, la ricostruzione del paese

Verso un sistema democratico.

Renato Di Porcia - Consigliere Ambasciata. Le attività di cooperazione si svolgono in alcune locazioni principali. Abbiamo il grosso progetto di Nassiriya, dove il Prt della rete dei Prt è guidato da un gruppo italiano di esperti già dal 2003, quindi un’attività che si è svolta per 5 anni ormai con progetti mirati alla collaborazione con le autorità locali.
Come attività principali abbiamo, in questo momento inoltre con il governo iracheno in corso una linea di credito di 400 milioni di euro - di cui 100 già allocati per il Ministero dell’Agricoltura e delle risorse idriche per la ricostruzione dei due settori vitali per l’economia del Paese.

Absul Muhsin - Presidente Nina. Noi abbiamo bisogno degli Italiani molto più che degli Americani o degli Inglesi... è difficile comunicare con questi ultimi, mentre con gli Italiani è più semplice, li sentiamo come amici.

L'IRAQ LA COOPERAZIONE CULTURALE

Renato Di Porcia - Consigliere Ambasciata. Ci sono inoltre le attività di cooperazione ovviamente con il settore culturale, quindi principalmente con il Museo di Baghdad dove un’intera sala è stata ricostruita dalla Cooperazione italiana e ci sono in questo momento in ripresa le attività di scavo archeologico in diverse parti del Paese, tra cui il sito di Ur, sempre nei pressi di Nassiriya.

TENTATIVI PRATICI DI COOPERAZIONE CULTURALE: IL MEDIA FORUM

Mariangela Pira. In questi giorni a Baghdad si è tenuto il Media Forum organizzato dall’AGI e dalla Cooperazione allo Sviluppo italiana. In questo Media Forum si sono messi a confronto le idee dei giornalisti italiani con quelle dei giornalisti iracheni in un vero e proprio dibattito costituito da scambi vivaci e interessanti.

STAND UP SUL WORKSHOP

Proprio i media svolgono un ruolo fondamentale, la comunicazione è uno strumento strategico tra l’Iraq e l’Italia. I media svolgono un ruolo chiave tra le difficoltà vissute tutti i giorni. Questo workshop è stato in tal senso un segno tangibile di cosa la Cooperazione può essere per questo paese. Una diretta interazione con l’opinione pubblica irachena.

Daniela Viglione, Presidente AGI. Per gli equilibri geopolitici, per gli equilibri economici ed energia, perché è un paese che sta crescendo sulla via della democrazia e se avrà successo cambierà dal punto di vista economico e dal punto di vista geo-politico tutto lo scenario dell’area e quindi de mondo.

Laura Brunetti - Responsabile Marketing AGI. Con la nostra apertura della sede a Baghdad abbiamo voluto stabilire una relazione stabile con questo Paese e l’obiettivo è quello di facilitare la diffusione dell’informazione dell’Iraq verso l’Europa e dell’europa verso l’Iraq.

Mariangela Pira. Cerchiamo di capire quali sono le sfide più difficili per un giornalista in Iraq.

Zuhair Al Jezairy - Aswat Al Iraq. La minaccia incombente per noi giornalisti è la violenza. Ho coperto molte guerre in Medio Oriente ma durante quelle guerre sapevo da dove veniva il pericolo. In Iraq viviamo una sorta di guerra ma chi sia il nemico non è chiaro. Essere giornalista in Iraq è uno dei lavoro più difficili. Dal 2003 ad oggi sono stati uccisi oltre 300 giornalisti iracheni e stranieri e alcuni sono scomparsi. Un numero comparabile con quelli uccisi nei 20 anni della guerra in Vietnam. E’ il peggior numero dalla seconda guerra mondiale.
Riesco comunque a percepire che l'attività di giornalista continua ad attrarre i giovani. Soprattutto le donne che studiano molto per diventarlo. Nella mia redazione siamo partiti in 10 e ora siamo 72.

Mariangela Pira. Quello che i giornalisti iracheni hanno più volte espresso è il fatto che spesso i media occidentali non riflettano la realtà irachena nel miglior modo possibile.

Ali Hachem - Console iracheno in Italia – Diciamo che lavoro in Italia e che leggo i giornali d’informazione italiani ed europei ma la maggior parte di queste informazioni sono sbagliate. Perciò il nostro obiettivo è trasportare l’informazione giusta che viene proprio dall’Iraq, dai personaggi iracheni.

Ali Mehdi Jawad Al Dabbagh - Portavoce Governo. La maggior parte guarda all'Iraq dalla tv, ma quando vengono qui si trovano davanti una regione completamente diversa. Questo è il vostro lavoro, la tv trasmette sempre le cose negative. L'Iraq invece è il futuro della regione. Ricco di materie prime e risorse umane.

Mariangela Pira. Cosa manca dunque perché venga percepito al meglio ciò che accade in questo paese?

Daniela Viglione, Presidente AGI. Più informazione. Noi abbiamo aperto la nostra sede in Iraq e siamo l’unico media italiano presente con una sede stabile in questo paese. Noi consideriamo l’informazione scambio di conoscenza e di approcci e condivisioni di punti di vista e di esperienza. E questo non può che far migliorare la cooperazione culturale, economica e diplomatica che già c’è ed è molto importante e che va raccontata da tutte e due le parti

Davide Sarsini - Responsabile Esteri AGI. Sicuramente resta la sicurezza la priorità numero uno, ma la ricostruzione deve riguardare soprattutto il settore giuridico perché c’è una mancanza ancora di regole che penalizza gli investimenti stranieri e che nel campo del giornalismo fa sì che il lavoro sia ancora molto difficile.

Mariangela Pira. All'interno del giornalismo iracheno cresce la componente femminile.

Zahraa Himeed - Giornalista Sumaria TV. A volte la situazione cambia ma in peggio. Negli anni '50 e '70 le donne potevano partecipare tranquillamente alla vita sociale. Ora è difficile essere attivi e partecipi nei vari settori. Questo workshop è importante perché facilita lo scambio di expertise. Quando ho iniziato a lavorare sono stata vittima di mobbing, ci si impadroniva dei miei lavori. Adesso lavoro in un ambiente e con colleghi rispettosi. Il mio lavoro è il mio. Ne sono responsabile e nessuno si appropria delle mie cose.

Mariangela Pira. Lavorare come giornalista è difficile perché a Bagdhad non è facile lavorare come donna. Dando uno sguardo anche alla politica, ci sono 80 donne adesso in Parlamento, un numero superiore a quello degli uomini ma sfortunatamente non sono state trattate da eguali nel processo politico di formazione del governo. Le donne secondo Maysoun sono state marginalizzate.

Maysoun al-Damlougi - Parlamentare Iraqiya. Le donne soffrono da tanto, dalla militarizzazione dell'Iraq, dalle sanzioni, dall'occupazione. Tutto si è riflesso sulla donna, che è stata colpita dalla violenza esplosa in Iraq. Sono state le uniche in tempi difficili a provvedere alle loro famiglie estese. Hanno perso tante libertà che avevano prima del 2003. Nella costituzione irachena non leggerete in merito alle differenze tra i sessi, ma è tutt'altro rispetto a quanto viene messo in pratica.

Mariangela Pira. Infine, Zuhair Al Jezairy ricorda l'importante ammonimento che dà sempre alla sua redazione.

Zuhair Al Jezairy - Aswat Al Iraq. Non c'è alcuna storia giornalistica per cui si debba rischiare la vita. Per favore - dico loro - occorre essere vivi per fare i giornalisti. Un giornalista ucciso non può più fare il suo mestiere. Non sacrificate la vostra vita per questo.


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