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RUSSIA:  L’ECONOMIA

 

RUSSIA:  L’ECONOMIA

Mariangela Pira. E siamo qui nel cuore di Mosca, nei Grandi Magazzini Gum, a pochi passi dalla Piazza Rossa: qui si vendono tutti i più grandi marchi internazionali.

Malgrado l’economia stenti a decollare, i miliardari in dollari nel mondo sono aumentati passando da 1.011 dello scorso anno a 1.210 del 2011. Mosca lo sa bene, ci sono 79 miliardari, contro i 58 di New York. 

Mickail Kusnirovich  - Proprietario Gum.  Sinceramente non guardo queste classifiche perché la vera ricchezza del Paese  non è la quantità di miliardari  ma il livello della vita per il popolo. Per me questo è molto più importante. Quindi 100, 200, 300 miliardari più o meno, non è un fatto significativo: nel paese tutto va bene; un fatto è c’è opportunità di esserci con un gran successo nel business, quello sì.

Mariangela Pira. I rapporti tra i due paesi si basano sullo scambio di prodotti finiti con risorse energetiche e materie prime.  Il volume dell’interscambio si attesta intorno ai 24 miliardi di dollari. Un mercato sempre più strategico e indispensabile, anche se ancora legato ad una eccessiva burocrazia.

Vittorio Torrembini – Presidente Gum. Noi abbiamo un 50% di macchinari, macchine utensili e l’altro 50% che è fatto di made in Italy , quindi materiali da costruzioni, interior, moda, e così via dicendo.
Abbiamo poi tutto il settore degli elettrodomestici, dove abbiamo delle aziende che sono leader a livello internazionale, e anche altri settori. Ovviamente nelle alte tecnologie.

Mariangela Pira. Certo le grandi aziende non mancano. Mentre per le Pmi è più difficile penetrare questo mercato.

Massimiliano Giuliani – Capo Italian Desk – Unicredit Bank
Ma sicuramente dobbiamo capire quali sono le esigenze delle Pmi. A parte la grande azienda, il nostro sforzo in tutti questi anni di presenza come desk e lavorando anche in stretta correlazione con Unicredit in Italia  abbiamo costruito una sorta di supporto informativo e di supporto consulenziale che ci permette di aiutare queste aziende a comprendere il paese, e probabilmente a venirci senza avere quel patema d’animo di tutti gli imprenditori quando fanno un investimento all’estero. Il fatto stesso di avere un interlocutore che parla italiano, che li possa guidare, supportare nelle loro scelte di investimento è già un vantaggio enorme in questo paese dove già la lingua è una barriera molto forte.

Mariangela Pira. Eni, Enel hanno in Russia una presenza più che consistente. Enel indirizzerà in Russia 1 miliardo di investimenti. E’ presente alla Borsa di Mosca con Ogk 5. Possiede 4 centrali termoelettriche e 1 società di trading d’energia. Oltre a una quota in grandi campi di gas, con Eni e Gazprom. Inoltre i piani russi di sviluppo nucleare si intrecciano con l’Italia. Nel 2010 sono stati firmati alcuni accordi come quello tra Enel e Inter Rao Ues per lo sviluppo di una nuova centrale a Kaliningrad di terza generazione. Più di una volta Mosca ha prospettato collaborazioni con l’Italia per costruire centrali in paesi terzi.
Nell’alta tecnologia si distingue la collaborazione tra Alenia – società di Finmeccanica – e Sukhoi nel progetto per l’aereo regionale Superjet 100.

Antonio Fortunato – Resp. Finmeccanica in Russia. Il mercato russo è un mercato estremamente difficile, è un mercato complicato perché si è affacciato da poco alle regole globali dell’economia, quindi è un paese dove con fatica si fa fronte ai rapporti con il Governo, ai rapporti con le altre grandi imprese. Ma è un paese dove Finmeccanica è ben consolidata – noi siamo presente dal 1967 – quindi i nostri rapporti sono ormai molti profondi con l’establishment russo.

Mariangela Pira.  Il comparto automobilistico vede in campo Iveco, Pirelli  e Fiat, che in queste settimane sta definendo la sua presenza in Russia dopo il naufragio della joint venture con la locale Sollers.
Nel settore bancario attive Unicredit e Intesa San Paolo e anche Assicurazioni Generali è entrata in questo mercato.

Massimiliano Giuliani – Capo Italian Desk – Unicredit Bank
Siamo una banca che abbiamo il nostro portafoglio prodotti e servizi che sono estremamente aggiornati, estremamente competitivi, e paragonabili già a quelli del mercato europeo.
Questo sicuramente è un atout per quanto riguarda la presenza e la percezione sul mercato russo.

Mariangela Pira.  C’è chi pensa di poter continuare a  vivere bene con l’esportazione di materie prime, e ovviamente aiuta anche l’aumento del prezzo del petrolio e chi ritiene sia invece fondamentale per la crescita della Russia l’industrializzazione, non solo quindi le materie prime.

Mickail Kusnirovich – Proprietario GUM. Non sono così ottimista per lungo termine. Perché oggi come oggi questi soldi in Russia vengono per il petrolio, per il prezzo alto del petrolio: da un lato ci sono i soldi, dall’altro lato dobbiamo comunque pensare a creare un’industria non solo di gas o di petrolio….

Mariangela Pira - …i servizi?

Mickail Kusnirovich – Proprietario GUM. Magari i servizi, i servizi vanno per conto loro, però industrie di alta tecnologia, è quello che serve, di produzioni, di sviluppo di diverse cose, diversificazioni, questo è quello che dobbiamo sfruttare molto di più

Mariangela Pira.  Il business in Russia infatti risiede solamente nella vendita, nel trading di beni e servizi. Sono pochi gli stabilimenti produttivi, se non quelli delle grandi aziende.

Ernesto Preatoni  - IMPRENDITORE
Ha un grande bisogno di imprenditori perché non ne ha prodotti in casa, lo si vede da tutte le parti. Se guardiamo il settore dei tour-operator per esempio, sono quasi tutti turchi. C’è un solo russo che tra l’altro è il peggio organizzato. Vuol dire che gli spazi sono enormi. A noi interessa soprattutto l’immobiliare e anche qui gli spazi sono grandi. Noi abbiamo magari qualche difficoltà perché non siamo stati sugli stessi banchi di scuola di coloro che hanno il potere tra le mani, però io credo che il know-how e l’esperienza, la classe, la cultura sono sicuramente più importanti dei contatti politici.


 


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