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Esteri News dossier

 

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TERRITORI PALESTINESI: il turismo

Mariangela Pira. Legato al tema della cultura è quello del turismo. I due settori sono legati a doppio filo. In milioni i visitatori ogni anno si recano nella cosiddetta Terra Santa. Come abbiamo visto, una delle principali risorse di questo paese sono i suoi beni culturali.
Nell’ultimo trimestre del 2009 il numero dei visitatori nelle strutture alberghiere palestinesi è aumentato del 21% rispetto all’ultimo trimestre dell’anno precedente secondo i dati comunicati dal CIPMO. L’Autorità Nazionale Palestinese ha annunciato una crescita del 50% dell’attività turistica a marzo 2010 rispetto all’anno scorso.
Med Cooperation è un programma che si propone in parte di supportare il turismo. Ha tre linee di finanziamento: una è dell’Ue, una della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e infine, per la componente di salvaguardia del patrimonio culturale, del PMSP. La regione Toscana è capofila del programma.

Mirko Tricoli – MED Cooperation. La regione Toscana si occupa i un progetto che si chiama MED Cooperation. Che si propone di aiutare e agevolare il dialogo tra 3 città israeliane e 3 città palestinesi attraverso la promozione del turismo nella regione.
Sono le guide delle 6 città. E’ un unico blocco, ma che poi è diviso in 6 piccole brochures dove vengono poi, diciamo, raccontate le vite e anche le bellezze di queste 6 città.

Mariangela Pira. MedCooperation prova a dare una risposta dialogando con le municipalità.
Per avere un’idea del contributo del turismo all’economia palestinese, dobbiamo considerare che il valore economico annuale prodotto dal settore è di circa 504 milioni di dollari per i territori palestinesi, ovvero il 12% del Pil con un’incidenza però del 2% sul totale degli impieghi. Una percentuale che sottolinea il significativo potenziale di crescita del settore.
I palestinesi necessitano anche di un’identità, spesso negata, che possa unire questo popolo. Conservare una identità palestinese e valorizzare i beni culturali è un concetto su cui lavorano molte ong, supportate dalla Cooperazione .

 

TERRITORI PALESTINESI
l’identita’ palestinese

Mariangela Pira. Alla luce di questo inquadriamo il progetto della scuola Dar El Tifel, nato da un’iniziativa PMSP in collaborazione con la Provincia di Pisa, che comprende anche il museo e l’orfanotrofio. E’ la scuola fondata dalla signora Hind Husseini, appartenente a una famiglia araba benestante, di cui parla il film Miral. Abbiamo incontrato la presidentessa dell’istituto.

Mahira Dajani – Pres. Dar Al-Tifel. Diamo alle nostre studentesse delle borse di studio, specialmente alle orfane, per dar loro la possibilità di studiare. Cerchiamo di aiutare chi ha bisogno.

Mariangela Pira. Quante sono le ragazze che studiano qui?

Mahira Dajani – Pres. Dar Al-Tifel. 1100.

Mariangela Pira. Solo studentesse?

Mahira Dajani – Pres. Dar Al-Tifel. Si’.

Mariangela Pira. Quante vivono qui?

Mahira Dajani – Pres. Dar Al-Tifel. 21…sa, quando sono stata eletta presidente, nel 1995, avevamo 300 ragazze nel dormitorio. Ma sfortunatamente, quando le autorità israeliane hanno chiuso la Striscia di Gaza, 150 ragazze si trovavano qui per trascorrere l’estate. Facemmo di tutto per farle tornare a casa, ma proprio perché ci furono moltissimi problemi, non riuscimmo a riportarle indietro. Così, il numero delle ragazze presenti nel dormitorio venne dimezzato. Poi hanno chiuso la West Bank. Non hanno rilasciato ai genitori i permessi per venire a trovare le loro figlie una volta al mese. Il numero è iniziato a scendere e ora sono solo 21 le studentesse che dormono qui.

Mariangela Pira. I ragazzi sono la risorsa più importante di questo paese. Da anni i palestinesi investono nella cultura e il livello di scolarizzazione è molto elevato. Il sogno comune a molti palestinesi è educare i propri figli. I palestinesi sono visti come povera gente, ma non sono poveri in quanto a scolarizzazione. E’ un popolo che fa dell’istruzione un vanto.
Scopo della scuola è migliorare l’identità degli studenti palestinesi e il loro senso di appartenenza alla Palestina.
Qui vediamo il registro delle primissime studentesse dell’istituto.
Anche il Museo è un’iniziativa importante poiché mira a conservare e preservare l’identità palestinese in un contesto non limitato alla sola Gerusalemme.

Raed Duzdar – Palestine Heritage Museum. Lo scopo di questo museo è preservare la cultura palestinese e collezionare tutti gli oggetti appartenenti ai palestinesi. Ampliare le collezioni e mostrarle non solo al resto del mondo ma alla stessa comunità palestinese perché abbia ben in mente le sue origini.

 

TERRITORI PALESTINESI
il progetto TAM

Mariangela Pira. Un altro strumento per riappropriarsi di un’identità culturale e nazionale soffocata da troppo tempo, è la comunicazione teatrale.
La Cooperazione in Palestina si occupa di cose pratiche. Scava pozzi, costruisce ponti, distribuisce cibo e medicine. Ma la scuola, la formazione dei ragazzi, la cooperazione ‘intangibile’ è altrettanto importante. Cosa ha a che fare il teatro con tutto questo?
Molto.
Il progetto TAM – strumenti di pace, finanziato dalla cooperazione italiana è stato realizzato grazie all’entusiasmo di nostri artisti di assoluto valore sensibilizzati alla causa palestinese.

Jamal Ghosheh – Dir. Teatro Nazionale Palestinese. Stavamo cercando da tempo di organizzare un training teatrale per i nostri ragazzi e grazie al rapporto con l’attuale responsabile del progetto in Cooperazione, Marianna Bianchetti, ci siamo riusciti. Da tempo volevamo attuare un progetto culturale con la Cooperazione italiana. Ed è nata l’idea di questo laboratorio dedicato alla gioventù, che può con questo potente strumento di comunicazione descrivere la lunga convivenza con la guerra. Ha una chance di studiare e cimentarsi nella recitazione. La Cooperazione italiana ha supportato in questo modo Gerusalemme est, laddove i fondi degli altri vanno spesso solo a Gaza e nella West Bank.

Mariangela Pira. L’obiettivo è sostenere la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico rappresentato dal Palestinian National Theatre attraverso una sua maggiore diffusione tra la popolazione giovanile palestinese. I palestinesi ricevono molti aiuti e pensano ormai che tali aiuti siano sempre interessati. Quello che cerca di fare il teatro è di renderli autonomi.
Due dei consulenti coinvolti sono stati Gabriele Vacis e Marco Paolini. Li hanno accompagnati per mano dalla prima timida comparsa sul palco per le audizioni al ruolo di protagonisti dello spettacolo “On the footsteps of Hamlet”.

Kamel El Basha – Dir. Artistico TAM. La gioventù in Palestina è la stessa delle altre parti del mondo. Il teatro, l’arte, la cultura sono importanti per sviluppare il proprio modo di essere e per trovare nuovo modi di esprimere se stessi. Anche per trovare una professione. Qui poi non ci sono molte persone che studiano l’arte e il teatro. Per loro è un’ottima opportunità per cimentarsi in campi di cui neanche conoscevano l’esistenza.

Mariangela Pira. Uno dei formatori, Saleh Bakri, alla domanda che testo faresti per uno spettacolo aveva risposto proprio Amleto. Perché – ha detto �� io qui sono pieno di dubbi, non so se devo andare via, non so chi ha ragione in tutto questo.
Con questi ragazzi non si trovano dei chiari bianco nero- destra sinistra ma tanti interrogativi.
Il dono è pari a un importo totale di euro 396 mila euro attraverso il canale bilaterale di gestione diretta.
I tre ragazzi che vedete in sovraimpressione in questo mese sono in Italia, a Polverigi, per uno stage per affinare alcune tecniche teatrali e pedagogiche.
Ti piace recitare?

Mariam Basha – Attrice. Lo amo

Mariangela Pira. Hai iniziato con il Tam?

Mariam Basha – Attrice. No, da quando ero bambina

Mariangela Pira. E qui ci troviamo con una star del luogo che abbiamo visto recitare nei giorni scorsi nella “Sposa di Gerusalemme”. Diciamo ai telespettatori italiani come ti chiami?

Baha Sous – Attore. Bahad Sous.

Mariangela Pira. Quando hai iniziato?

Baha Sous – Attore. Prima del Tam, avevamo uno show che abbiamo performato proprio qui

Mariangela Pira. Ti piace?

Baha Sous – Attore. Si’. E’ la mia vita

Mariangela Pira. Da dove vieni?

Ahmad Bekri – Attore. Da Hebron, mi chiamo Hana.

Mariangela Pira. Raccontaci la tua storia

Ahmad Bekri – Attore. Sono di Hebron e non potevo venire a Gerusalemme legalmente, poi finalmente sono riuscito a raggiungerla e grazie a un permesso sono qui da più di due anni

Firas Farrah- Attore. Recitare è importante per riflettere la situazione che abbiamo qui e quello che proviamo. Portiamo la nostra vita reale sul palco. L’arte ci aiuta a raccontare alla gente cosa viviamo qui e quello che proviamo, portiamo la nostra vita reale sul palco. L’arte ci aiuta a raccontare alla gente cosa viviamo qui.

Mariangela Pira. Che cosa ti piace di più nella recitazione?

Muna Basha – Attrice. Mi piacciono tante cose. Mi piace soprattutto stare sul palco, live, performare di fronte alla gente che mi guarda.

Ala’a Abu Gharbieh – Attore.La recitazione è un’attività completa, che riguarda molte parti di noi stessi. Per questo voglio diventi la mia professione. E questo però l’ho deciso solo dopo il Tam… il Tam mi ha reso consapevole. Prima la recitazione era solo un hobby.


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