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Governo Italiano

Esteri News Dossier

 

Esteri News Dossier

Mariangela Pira:
L’anno prossimo ci saranno le elezioni qui a Parigi. C’è chi dice che Sarkozy non avrà alcuna possibilità di essere rieletto. C’è invece chi sostiene che tutto si gioca sul fronte della crisi, quindi qualora la situazione dovesse rimanere stabile fino all’anno prossimo, Sarkozy avrebbe ulteriormente possibilità di essere rieletto.

Mar Semo (Libération):
E’ chiaro che Nicolas Sarkozy ha molto intelligentemente preso questa occasione della crisi per affermare una leadership e questa politica di star sempre accanto alla  Germania, questa politica dell’edera con la Germania, per il momento giova molto, per esempio, ha messo i socialisti in difficoltà visto che i socialisti erano contro mettere la” regola d’oro” cioè questo fatto che non ci sono più deficit autorizzati , dentro la costituzione.

Mariangela Pira:
Non tutto è positivo pero, spiega il giornalista. In molti non credono più alle promesse di Sarkozy.

Mar Semo (Libération):
Anche il fatto che lui è presente da 5 anni, che molte delle sue promesse non sono state realizzate, le sue parole svalutate cioè la gente non gli crede più e dunque sarà molto difficile per lui di vincere le elezioni. Però la partita è ancora aperta per il momento François Hollande candidato socialista, nei sondaggi è molto in avanti o però penso che alla fine si giocherà molto stretto fra i due.

Mariangela Pira
Gli esperti sottolineano anche una tendenza a livello europeo sul fronte elettorale.

Mario Menendez (Orient Finance):
La situazione in Italia, in Francia in termini elettorali io penso che è abbastanza simile agli altri paesi. Quello che voglio dire, indipendentemente dall’ideologia, di essere di destra o sinistra, penso che tutti i governi in Europa che hanno vissuto questo momento straordinariamente difficile di crisi e di paura sono a rischio, infatti,  ci cono molto primi ministri sono caduti in Spagna, Italia, Grecia Portogallo, Irlanda ecc.
Penso che nell’elezione l’anno prossimo  Hollande e Sarkozy saranno tutti e due saranno ad un livello  molto simile. Quello che a me personalmente fa paura e che ci possono essere movimenti populisti, in particolare il Front National (Fronte Nazionale) di estrema destra ma anche dei movimenti di estrema sinistra che potrebbero guadagnare delle percentuali molto importanti.

Mariangela Pira:
Le elezioni portano con se un altro problema: in campagna elettorale non è possibile varare misure severe per la salvaguardia e la crescita del paese, in quanto controproducenti per il risultato elettorale.

Frank Paul Weber ( La Tribune):
Stiamo arrivando probabilmente alla situazione in cui gli investitori dicono” L’Italia ha fatto qualcosa, la Spagna è molto dura… alla fine è la Francia che ha fatto? Ha fatto  un po’ ma non è abbastanza . Lo dice l’OCSE, lo dice la Commissione Europea che visto che la crescita sarà bassa l’anno prossimo, intorno agli 8 miliardi dovrebbero essere risparmiati in più, ma questo Sarkozy  vorrà farlo solo dall’estate, se rieletto. Prima per lui sarebbe suicida, visto che cui sono le elezioni. Dunque il rischio è abbastanza grande visto che la Francia viene penalizzata e sanzionata nei mercati, perche loro non si interessano delle elezioni.

Pier Carlo Padoan (Capo economista OCSE):
Naturalmente l’anno elettorale rende le cose più complicate come ogni anno elettorale ma è assolutamente indispensabile  che questo avvenga perche il deficit francese ripeto è di una dimensione non modesta e potrebbe andar  fuori controllo

Mariangela Pira:
Qual è lo stato attuale dell’economia francese? Ne abbiamo parlato con esperti, giornalisti, qui a Parigi per cercare di capire quali sono i punti di forza e di debolezza e di forza di questa economia:

Pier Carlo Padoan (Capo economista OCSE):
Ha dei problemi dal punto di vista del sistema bancario che è fortemente esposto nei confronti dei titoli sovrani  più deboli come quelli dei paese periferici . La Francia ha un problema di consolidamento fiscale che, va detto, è più serio di quello italiano.  La Francia deve mettere in piedi un programma di aggiustamento a medio termine pero detto questo la Francia ha un’economia solida che cresce, anche se deve affrontare il problema della disoccupazione che sta anch’essa crescendo. Quindi la Francia deve aggiustare sia sul punto di vista fiscale che da quello bancario

Pier Carlo Padoan (Capo economista OCSE):
Il punto debole della Francia è, diciamo, di non trovare il modo ridurre la disoccupazione, perche c’è la disoccupazione attesa in crescita i prossimi due tre anni e quando c’è tanta disoccupazione come adesso si consuma di meno ed il consumo è il motore della crescita in Francia. Quindi se non troviamo il modo di ricreare posti di lavoro sarà veramente difficile uscirne.

Mar Semo (Libération):
L’aspetto positivo è che continuiamo ad avere un PIL molto importante. Siamo, dopo la Germania, il più importante paese della zona Euro. Il nostro punto negativo è la crisi profonda dell’industria francese. Questa rete questo tessuto di piccola industria molto competitivo che anche la forza del modello tedesco noi non l’abbiamo più. E questo l’Italia anche se in crisi conserva una capacità industriale di reazione industriale con queste piccole aziende molto più forte della nostra.

Daniele Meini (Ecomouv):
La Francia comunque si impegna  in modo molto forte attraverso lo stato alla creazione del lavoro. Il costo di tutto l’apparato pubblico pesa il 54% del PIL in Francia rispetto al 46% in Italia. Quindi è chiaro che funziona bene, che ha molte capacità, che crea lavoro ma è anche un costo pesante che in qualche modo forse non è più in grado un paese di sopportare.

Mario Menendez (Orient Finance):
L’economia francese, come succede anche spesso con le persone come succede anche con l’economia di altri paesi, i difetti e i punti positivi e negativi sono sempre nello stesso luogo in realtà.
Nell’economia francese c’è una grande percentuale del PIL è raccolto con  tasse, dunque questo è negativo in assoluto per gli imprenditori, per le persone, e viene ridistribuito attraverso i servizi pubblici, l’educazione, gli ospedali, tutta la spesa pubblica.
Questo in se è stato uno dei freni alla crescita dell’economia francese nei buoni anni, invece in questo momento è vero che se andiamo in giro a Parigi non c’è assolutamente un senso di crisi. Io, spagnolo, che sono sempre in giro tra Inghilterra, Spagna, Italia e Francia, qui in Francia il senso di crisi non esiste ancora. Una grossa fetta della popolazione ha le sue pensioni, degli stipendi, sono dei funzionari, sono dei maestri, lavorano negli ospedali e tutta quella parte lì per il momento non ha avuto tagli di stipendio e soprattutto quello che è importante è che da un punto di vista psicologico non si sentono affatto minacciati per il momento. Probabilmente arriverà più tardi, e questo dà una base di consumi stabile, le persone vanno in vacanza… non c’è questo senso di crisi profonda che c’è in altri paesi.

Orlando Ferrario (Technogym):
C’è un altro punto che molto importante con altri paesi europei che è la natalità. La Francia corre, è abbastanza dinamica da questo punto di vista, e questo aiuta i consumi e il mercato in generale.

Mariangela Pira:
La crisi immobiliare per ora non si fa sentire in Francia e soprattutto nel commerciale le aziende continuano ad investire.

Thierry Chevrier (Immobilier de Marques)
Il nostro business ad essere sinceri non va male. Infatti, oggi la nostra società lavora per le aziende straniere come …….. che cercano nuove location a Parigi. Debbo dire che ad oggi ancora lo fanno. Vogliono entrare nel nostro mercato. Per noi, nonostante la crisi di cui si dibatte tanto in radio ed in tv, posso assicurarle che è un periodo normale senza variazioni particolari.

Mariangela Pira:
Camminando per le vie di Parigi non si ha l’impressione che i Francesi sentano la crisi economica

Mario Menendez (Orient Finance):
In strada non c’è questo senso di fine del mondo, che invece c’è in questo momento in Italia, in Spagna. Ovviamente c’è tutto un lungo elenco di settori dell’economia francese  in situazione difficile però per il momento in termini di disoccupazione riescono a tenere bene.

Orlando Ferrario (Technogym)
Lo si vive con una certa con una certa tranquillità, fiducia, nella capacità di questo paese di questa economia a superare questo momento di crisi. Forse questa la differenza con altre situazioni di altri paesi europei.

Mariangela Pira:
Eppure i commercianti o i giovani che incontriamo non la pensano così. Siamo qui con Lise Briant che è un’insegnate di inglese a Parigi.

Mariangela Pira intervista Lise Briant (insegnante):

D: Lise, siamo qui in un caffè classico parigino: come la gente vive la crisi?
R: io penso che  la gran parte di loro abbia difficoltà anche a pagarsi un drink, molta più difficoltà rispetto a prima.
D: Tu sei un’insegnante. Come vanno le cose per esempio nel settore dell’educazione?
R: Nel mio settore a volte capisci che c’è tensione tra la gente, soprattutto tra insegnanti.
D: Quindi non è un buon momento questo nel settore dell’educazione?
R: Molte riforme non sono apprezzate. Ci sono scioperi e sono in molti a lamentarsi proprio per le condizioni a cui si viene sottoposti.
D: Il governo, secondo te, dovrebbe fare di più?
R: Certo, ma non penso si rendano conto di quello che davvero accade nelle scuole pubbliche. Preferiscono non farlo, non nel modo appropriato.
D: Cos’è che accade precisamente?
R: Non ci sono soldi, né investimenti. Abbiamo molti bambini, troppi bambini nelle classi. Cambiano molte cose per tagliare i budget. Non ci sono materie come musica, teatro. A volte è proprio noioso per i bambini.
D: Il governo forse potrebbe cambiare con le prossime elezioni qualcosa in tale senso?
R: Esatto. Noi sentiamo che noi insegnanti, ma anche le persone, non sono rispettate.
E’ vero, non ci sono i soldi ma l’educazione è importantissima per il futuro: le condizioni non sono davvero buone, per cui sarà un problema per il futuro che toccherà molti altri settori.

Mariangela Pira:
Anche questo signore che vende fiori nel famoso mercato accanto a Notre Dame sottolinea la mancanza di consumatori e turisti

D: Le persone comprano come l’anno scorso o comprano meno?
R: Penso che in tutto il mondo le cose siano cambiate. Questo per noi è un anno calmo sia per i turisti francesi che per gli stranieri. Può essere che abbiano deciso di non venire qui in questo periodo dell’anno. Può essere che davvero ci sia una mancanza di turisti rispetto all’anno scorso e che la crisi si stia facendo sentire anche in questo settore.
D: E’ ottimista per i suoi affari adesso che si avvicina il 2012?
R: No…L’economia francese, italiana, quella tedesca… non sono ottimista. Per me la crisi è iniziata nel 2008/ 2009… si il 2009 per me è stato l’anno migliore. Posso solo sperare che si esca da questa situazione

Mariangela Pira intervista Cristophe (Insegnante di ballo)

D: Cosa fai a Parigi?
R: Sopravvivo, mi piace vivere qui. Ballo, cerco di trasmettere questa passione agli altri
D: Il tuo lavoro ti permette di vivere?
R: Si, ma non come prima. La crisi e dappertutto e la danza non è la prima cosa.
D: Parlando con le persone normali, come quelle a cui insegni danza, pensi che sperimentino la crisi?
R: Si, dappertutto. Specialmente a Parigi perché molte persone hanno difficoltà nel loro lavoro.
Ci si muove molto. Venire in classe permette loro di non pensare, sono in movimento permanente. E’ molto difficile mantenere un lavoro per lungo tempo.


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