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Governo Italiano

Intesa Governo-Regioni in materia di attività internazionali. Scheda illustrativa

 

Intesa Governo-Regioni in materia di attività internazionali. Scheda illustrativa

1. Con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, il “potere estero” delle Regioni è significativamente aumentato. Infatti, l’art. 117 da un lato riafferma che lo Stato ha potestà legislativa esclusiva in politica estera, e nei suoi rapporti internazionali e con l’Unione europea; dall’altro stabilisce che tra le materie di legislazione concorrente con le Regioni sono compresi il commercio internazionale ed i loro i rapporti internazionali e con l’Unione Europea. Sempre l’art. 117 prevede poi che “nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato” nei casi e con le forme disciplinati dalle leggi italiane.

2. La successiva legge detta “La Loggia” (n. 131 del 2003), se ha regolato il “treaty making power” delle Regioni, non ha però risolto tutte le criticità di applicazione della riforma costituzionale. La necessità di un accordo tra Stato e Regioni per evitare sovrapposizioni di competenze, dispersione di mezzi finanziari ed il rischio di conflitti tra Governo ed entità sub-statali nel campo estero si è resa ben presto evidente.

3. Così, una prima bozza di Protocollo d’Intesa fu posta all’ordine del giorno di una sessione della Conferenza Stato-Regioni nel maggio del 2004. Non fu però discussa, per varie difficoltà, tra cui i dubbi sulla costituzionalità della legge “la Loggia” sollevati da una Regione a statuto speciale, poi fugati dalla Corte Costituzionale. L’iniziativa ha conosciuto in seguito numerosi ostacoli, entrando in fase di stallo.

4. L’esercizio di elaborazione di un nuovo testo da proporre alle Autonomie territoriali e ad altri attori istituzionali ha riacquistato vigore soltanto in periodo recente. Una accelerazione decisiva e definitiva del complesso negoziato si è avuta nel giugno 2008, all’indomani della formazione del nuovo Governo, grazie all’impulso diretto del Ministro Frattini. Il responsabile degli Esteri, valutando le rilevanti potenzialità dello strumento pattizio come metodo efficace di governance multilivello, ha espresso, assieme ai suoi colleghi di Governo, la volontà politica di giungere rapidamente al completamento dell’istruttoria, accolta positivamente dai Presidenti di Regione. E’ così ripreso il lavoro di confronto tra le parti (Ministero degli Affari Esteri, Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio, Regioni). Tra settembre e novembre scorsi si sono affrontati gli ultimi nodi che ancora permanevano. L’accordo tecnico è stato raggiunto il 2 dicembre 2008. La Conferenza Stato-Regioni ha adottato il provvedimento il 18 dicembre successivo.

5. L’Intesa, informata dal principio di “leale collaborazione” e ispirata dalla volontà di pervenire a “posizioni unitarie ed a conseguire obiettivi comuni”, riveste grande importanza nell’evoluzione amministrativa italiana. Per la prima volta, dopo la riforma del Titolo V, Governo e Regioni adottano di comune accordo regole pattizie per strutturare il dialogo ed il raccordo operativo, in modo da accrescere l’incisività dell’azione internazionale del “Sistema-Paese”, riducendo allo stesso tempo i rischi di contenzioso.

6. Ecco le novità principali del documento:

  • impegno reciproco a scambiarsi informazioni tempestive e significative per sviluppare un’azione il più possibile concertata in campo internazionale, anche con l’istituzione di specifici tavoli di consultazione per materie o aree geografiche;
  • in particolare le Regioni si impegnano tra l’altro a comunicare “un quadro generale delle attività internazionali previste” e “tutti gli atti deliberativi a carattere programmatorio o comunque rilevanti concernenti le attività internazionali”;
  • dal canto loro il Ministero degli Esteri e quello dello Sviluppo Economico prendono, tra gli altri, l’impegno di comunicare regolarmente le priorità geografiche e tematiche delle relazioni internazionali, con particolare riguardo a quelle economiche, di aiuto allo sviluppo e di valorizzazione delle nostre collettività all’estero, nonché gli accordi bilaterali o multilaterali dello Stato di interesse regionale
  • è prevista la costituzione, presso il Ministero degli Esteri, di una Banca dati sulle attività internazionali delle Regioni;
  • il MAE afferma l’importanza della cooperazione allo sviluppo decentrata “attuata in coerenza con la politica estera”; ’avvio di nuove modalità di collaborazione tra il Ministero degli Esteri e le Regioni nel campo dell’aiuto allo sviluppo; comunicazione da parte del Ministro degli Esteri, in sede di Conferenza Stato-Regioni, delle “finalità ed indirizzi della politica di cooperazione allo sviluppo, definiti attivando anche forme di consultazione con le Regioni”
  • rafforzamento della collaborazione tra le Regioni e la rete italiana di uffici all’estero (Ambasciate, Consolati, Unità tecniche locali per la cooperazione allo sviluppo, Istituti di Cultura, Uffici dell’Istituto per il Commercio con l’estero)
  • impegno a collaborare nelle fasi di preparazione, svolgimento e seguiti delle iniziative all’estero delle Regioni e per quelle del Governo di  interesse comune.
  • Iniziative di formazione e scambi di esperienze per i funzionari dello Stato e quelli delle Regioni
  • istituzione, presso la Conferenza Stato-Regioni, di un Tavolo permanente sull’attività internazionale delle Regioni (previsione particolarmente significativa, che riprende una volontà affermata in passato ma mai stabilmente realizzatasi: il Tavolo servirà a monitorare l’andamento dell’intesa, e soprattutto a costituire un’occasione istituzionale periodica per facilitare l’applicazione del  principio di “leale collaborazione” che la informa, ed una migliore conoscenza reciproca).

7. L’accordo arriva in un momento in cui sono in pieno sviluppo anche numerose azioni di cooperazione rafforzata con alcune Regioni, coordinate dal Sottosegretario Scotti, e numerose altre iniziative congiunte che vedono convintamente coinvolte le nostre Autonomie territoriali. Azioni che partono dalla consapevolezza che occorre creare sul tessuto normativo a maglie larghe delle competenze statali e regionali una rete di rapporti e di collaborazioni strutturate che garantisca risultati efficaci. Vi sono già segni molto incoraggianti della nuova vitalità che l’Intesa ha dato alle relazioni tra Governo e Regioni nel campo dell’azione internazionale. Un primo, rilevante esempio è costituito dagli interventi di emergenza a favore degli abitanti della striscia di Gaza, coordinati dal Ministero degli Esteri, con la partecipazione di numerose Regioni e Enti locali.

8. L’Intesa, per quanto rilevante anche come atto in sé, vale soprattutto in quanto cornice di riferimento di un percorso nuovo. Essa individua obiettivi, istituisce meccanismi che ne consentono il raggiungimento, identifica un luogo di consultazione permanente. E’ uno strumento che può servire non solo per migliorare la coerenza e l’organicità dell’azione estera del Sistema Italia, ma anche per fare in modo che essa sia più incisiva e garantisca un’efficace interconnessione tra i diversi livelli di governo. Per dare benefici, la sua messa in opera dovrà essere sostenuta dalla costante volontà politica e da una forte capacità operativa da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte. Una collaborazione sistematica, un’organizzazione adatta, un’adeguata capacità di comunicare ed informare anche l’opinione pubblica dovranno costantemente accompagnarne la realizzazione.


Luogo:

Rome

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