Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

L’Intervento del Sottosegretario Scotti nella discussione generale

 

L’Intervento del Sottosegretario Scotti nella discussione generale

Signor Presidente, voglio ringraziare il Parlamento e i presentatori delle mozioni dei diversi gruppi, perché una sollecitazione e un indirizzo del Parlamento stesso, possibilmente unanime, costituisce un punto di ulteriore stimolo e forza per l'azione che il Governo sta sviluppando in Somalia. L'Italia è fortemente impegnata per la pace e la stabilità della Somalia.Una pacificazione duratura è condizione indispensabile per lo sviluppo di questo martoriato Paese del Corno d'Africa e rappresenta un importante obiettivo dell'intera comunità internazionale, considerata la minaccia che il terrorismo e la pirateria - che proprio nell'instabilità affondano le loro radici - rappresentano per la sicurezza globale.Il nostro Governo è stato tra i primi ad esprimere il proprio sostegno al nuovo Presidente somalo e al nuovo Governo federale transitorio di unità nazionale, importanti sviluppi istituzionali favoriti dall'Accordo intrasomalo di Gibuti. Va sottolineata la tenuta del Governo presieduto dal Primo ministro Ali Sharmarke (Esecutivo che include la componente moderata delle ex corti islamiche), nonostante il perdurare degli attacchi armati dei gruppi estremisti islamici degli shabaab.La popolazione comincia a percepire la differenza tra il modello di governance proposto dal Governo federale transitorio e l'alternativa prospettata dagli shabaab, che nelle aree sotto il loro controllo hanno instaurato il regime del terrore. Questo giudizio è stato espresso nel corso del recente dibattito al Consiglio di sicurezza - che, come sapete, si è svolto il 9 luglio - da parte del rappresentante delle Nazioni Unite.Sul piano internazionale, l'attenzione alla crisi somala e, più in generale, alla situazione del Corno d'Africa, si è, in questi mesi, fortemente ravvivata. Con specifico riguardo alla Somalia, ne sono testimonianza, in ordine di tempo: la «Conferenza dei donatori per la sicurezza» convocata dalle Nazioni Unite, d'intesa con l'Unione africana, ed ospitata a Bruxelles dalla Commissione europea il 22 e 23 aprile; il rapporto sulla Somalia del Segretario generale Ban Ki-moon al Consiglio di sicurezza del 16 aprile; la risoluzione del Consiglio di sicurezza n. 1872 del 26 maggio; le numerose riunioni del gruppo di contatto sulla pirateria e sui suoi sottogruppi di lavoro; il comunicato finale della riunione del gruppo internazionale di contatto sulla Somalia, che abbiamo ospitato a Roma il 9 e 10 giugno. Infine, le conclusioni sulla Somalia del Consiglio affari generali e relazioni estere dell'Unione europea del 18 maggio e quelle che saranno adottate dal prossimo Consiglio, sulla base di un documento di opzioni operative predisposto dal Segretariato generale del Consiglio e dalla Commissione europea.Vanno, infine, segnalate le conclusioni sulla Somalia dell'Unione africana e dell'IGAD, nonché le parti relative alla Somalia delle dichiarazioni approvate dal G8, sotto Presidenza italiana. Nel comunicato finale di Trieste si reitera il sostegno al Governo federale transitorio; si riconosce la necessità di assistenza umanitaria e di aiuti allo sviluppo; si incoraggiano le nazioni africane a fornire truppe alla forza di pace AMISOM; si invita l'intera comunità internazionale ad ulteriori sforzi per favorire la sicurezza e la ripresa della Somalia.Tutti i passaggi che ho citato sono la prova di un'intensa attività politico-diplomatica dispiegata dalla comunità internazionale a fronte degli sviluppi interni in Somalia, e a seguito delle preoccupanti dimensioni raggiunte dal fenomeno della pirateria al largo delle coste somale.L'Italia ha sempre partecipato attivamente, svolgendo un ruolo di impulso e di stimolo. È il caso, ad esempio, della citata riunione del gruppo internazionale di contatto, che si è svolta nel mese di giugno a Roma. Il gruppo di contatto, di cui il nostro Paese è tra i membri fondatori, rappresenta il foro di consultazione tra gli attori internazionali maggiormente impegnati a favore del processo di pace in Somalia.Nonostante gli incoraggianti progressi, la situazione in Somalia rimane, comunque, assai fluida e il Governo federale transitorio è chiamato ad un difficile compito. Ne sono prova gli scontri in corso negli ultimi giorni, che registrano su un piano meramente militare esiti alterni, ma una sostanziale tenuta delle forze governative e filogovernative.Se queste sono riuscite finora a reggere all'offensiva degli estremisti islamici è anche grazie al sostegno delle forze della missione di pace africana AMISOM.È da segnalare positivamente l'accordo del 21 giugno tra il Governo somalo e il movimento «Ahlu Sunna Wal Jama'a», sia perché ha consentito l'inclusione di ulteriori forze filo governative, sia perché tale movimento è l'unico che abbia già sconfitto gli shabaab nel dicembre scorso.Per quanto riguarda la presunta notizia della decapitazione di cristiani da parte di militanti islamici, quella che si è in realtà verificata è l'esecuzione di due ex ufficiali della polizia, arrestati due settimane fa dagli shabaab in quanto sospettati di intese con il Governo federale transitorio. L'esecuzione sommaria non avrebbe, quindi, matrice religiosa, ma conferma comunque la gravità della situazione nelle zone controllate dagli shabaab e l'urgenza di sostenere il Governo federale transitorio nel tentativo di riprendere il controllo del territorio e di ristabilire accettabili condizioni di sicurezza in tutto il Paese.L'intenzione del Governo somalo di riprendere l'iniziativa sul terreno rende in effetti - e come concordemente riconosciuto, da ultimo, anche nella citata riunione del Gruppo internazionale di contatto di Roma - ancora più indispensabile il supporto di una strategia internazionale efficace e onnicomprensiva.Il gravissimo fenomeno della pirateria, che ha contribuito a ricondurre la crisi somala alla ribalta internazionale, è dovuto, infatti, alla profonda crisi politico-istituzionale, all'insicurezza sul terreno, ma anche alle difficili condizioni socio-economiche della popolazione, di cui ormai ben il 40 per cento dipende dagli aiuti internazionali.È quindi necessario un forte contributo internazionale al settore della sicurezza, ma servono pure iniziative di sostegno alle amministrazioni locali per il controllo politico del territorio, aiuti umanitari, attività di early recovery e programmi di ricostruzione socio-economica. Quanto all'azione della «Somali Woman agenda», essa appare senz'altro meritevole di sostegno, soprattutto di fronte alle incognite relative al tipo di applicazione della sharia nel futuro ordinamento somalo. Il Governo italiano considera la prospettiva di genere quale parte integrante delle politiche di pace e di sicurezza.L'Italia continua ad operare attivamente, in tutti i competenti consessi multilaterali, a favore della pace in Somalia e di un approccio internazionale alla crisi somala. L'Italia non fa mancare il suo importante contributo sul piano politico e diplomatico e su quello del sostegno finanziario. Abbiamo comunicato la decisione di avviare subito le procedure per riaprire l'ambasciata italiana a Mogadiscio. Alla Conferenza dei donatori di Bruxelles, l'impegno italiano a favore della Pag. 31Somalia è stato di 4 milioni di euro; tali fondi sono stati effettivamente erogati. Inoltre, in occasione della riunione di Roma del Gruppo internazionale di contatto, vivo ed unanime apprezzamento ha riscosso il nostro annuncio di un ulteriore contributo di 3 milioni di euro a valere sull'Italian Africa Peace Facility, d'intesa con l'Unione africana, di cui uno per AMISOM e due a favore delle forze di sicurezza somale e per il cosiddetto capacity building.Sul versante degli aiuti umanitari, l'Italia ha erogato nel 2008 e nel 2009 oltre 7 milioni di euro per iniziative nei settori alimentare, sanitario, scolastico, abitativo, approvvigionamento idrico e forniture di generi di prima necessità. L'ultimo volo umanitario è dello scorso 15 maggio, per un valore di 393 mila euro. Sono state inviate 22 tonnellate di medicinali. L'Italia si appresta a finanziare un programma, per un ulteriore valore di 1,2 milioni di euro, elaborato d'intesa con UNOPS, nel campo delle strutture ospedaliere: nove ospedali e numerosi centri di assistenza, soprattutto focalizzati sulla salute materno-infantile.Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i contatti tra Italia e Somalia. All'inizio di aprile il Presidente Berlusconi, nel rispondere ad una lettera indirizzatagli dal Presidente somalo, ha ribadito la disponibilità dell'Italia ad offrire alla Somalia tutto l'appoggio necessario, anche con appropriati interventi sul fronte della ricostruzione. Il 6 aprile il Ministro Frattini ha incontrato a Roma il suo omologo somalo Omaar e il capo della diplomazia di Mogadiscio è stato poi seguito dal Primo Ministro. Ali Sharmarke è stato, infatti, nella capitale italiana dall'8 al 10 giugno ad ha avuto colloqui con il Presidente Berlusconi e con il Ministro Frattini.Il Governo di Mogadiscio guarda al nostro Paese con rinnovata attenzione e grandi aspettative: è in atto, in effetti, un vero e proprio rilancio della nostra politica verso la Somalia. L'Italia intende svolgere un ruolo sempre più trainante negli sforzi internazionali per la soluzione della crisi somala. L'Italia è favorevole a sostenere l'ipotesi, già all'esame dei competenti organismi dell'Unione europea, di nomina di un inviato speciale per il Corno d'Africa.


Luogo:

روما

9311
 Valuta questo sito