Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervento

 

Dettaglio intervento

Leggo l’intervento del Signor Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, impegnato in Consiglio dei Ministri.

Desidero innanzi tutto rivolgere a tutti voi un cordiale benvenuto alla riunione inaugurale del Comitato per le celebrazioni del 2012, Anno internazionale delle Cooperative, che culminerà con una cerimonia solenne all’inizio di luglio.

Desidero ringraziare in modo particolare per la loro partecipazione il Presidente di Legacoop Giuliano Poletti, il Vice Presidente dell’AGCI (Associazione Generale delle Cooperative Italiane) Carlo Scarzanella, il Vice presidente di Confcoooperative Carlo Mitra. Vorrei inoltre porgere un saluto ai rappresentanti dei Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Presidente di ABI Giuseppe Mùssari, agli esponenti delle organizzazioni del sistema produttivo italiano, delle organizzazioni sindacali, delle ONG, delle Regioni e degli Enti locali.

Signore e Signori,

La teoria economica classica spiegava con la relazione quantità-prezzi un mondo relativamente semplice, in cui il problema essenziale era la scarsità. La rivoluzione verde e lo sviluppo industriale dei Paesi emergenti hanno attirato l’attenzione su altri elementi: tempo, informazione, incertezza. Non basta produrre, bisogna far arrivare i beni sul mercato al momento giusto. I consumatori richiedono beni con informazioni certe sulla loro origine. L’investimento deve considerare il continuo progresso tecnologico.

Queste sfide esigono nuove risposte sia nell’elaborazione teorica che nella definizione delle politiche. Il fattore umano è essenziale. L’imperativo della crescita è inscindibile da un ambiente sano e da una distribuzione equa non solo delle risorse materiali, ma soprattutto della conoscenza. Questi principi ispiratori dell’azione del Governo trovano numerosi riscontri a livello internazionale. La Green Growth Strategy e la Skill Strategy figurano, ad esempio, tra le principali iniziative lanciate dall’OCSE.

Signore e Signori,

Non è una coincidenza se l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2012 “Anno internazionale delle cooperative”. Come sappiamo, le cooperative nascono assieme al moderno capitalismo e, soprattutto nei momenti più critici, hanno fornito risposte efficaci per il progresso economico e la stabilità sociale. Nell’Inghilterra della prima rivoluzione industriale, Robert Owen aveva dimostrato che, nel rispetto della libertà e della proprietà individuale, si poteva superare il conflitto tra i possessori dei fattori produttivi. Anche in Italia, a partire dalle crisi del secondo Ottocento, i nascenti movimenti operai e cattolici hanno trovato nelle cooperative di lavoro, di credito e di consumo soluzioni a problemi che oggi si ripropongono: la giusta remunerazione del lavoro, lo sbocco della produzione sui mercati, l’equo accesso ai finanziamenti. Come ha rilevato il Segretario Generale delle Nazioni Unite: “Le cooperative ricordano alla comunità internazionale che è possibile conciliare la produttività economica con la responsabilità sociale”.

In Italia, le cooperative creano lavoro, opportunità, ricchezza. Nel nostro Paese opera il maggior numero di cooperative a livello europeo, che occupano oltre il 5% dei lavoratori, pari a oltre 1.200.000 donne e uomini. Le cooperative italiane sono un modello di successo, riconosciuto a livello internazionale. Esse detengono il 13% del mercato creditizio. Assicurano oltre il 50% della produzione agroalimentare italiana, da sempre uno dei punti di forza del Made in Italy. Forniscono servizi di welfare a centinaia di migliaia di famiglie. Tutelano il nostro immenso patrimonio culturale e ambientale.

Alla creazione di ricchezza si accompagna anche una spiccata sensibilità sociale. Come evidenziato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, le cooperative occupano più giovani, donne e immigrati rispetto alla media dell’economia. Esse sono quindi un fattore essenziale di integrazione sociale e di sviluppo dell’imprenditorialità.

Questi dati illustrano l’enorme contributo delle cooperative al benessere della collettività, che non si identifica con la sola crescita del reddito, come evidenziano Martha Nussbaum e Amartya Sen. Valorizzando l’individualità del lavoratore, del piccolo produttore, del cittadino consumatore e investitore, le cooperative creano sostenibilità sociale e inclusività dei diritti.

Nei rapporti dell’Italia con il resto del mondo, questi valori sono cruciali. Il Financial Times in un articolo dello scorso mese di gennaio ha individuato - tra le maggiori sfide per il capitalismo contemporaneo - lo sviluppo sociale armonico e relazioni fiscali eque. Tali fattori interdipendenti sono presupposti necessari affinché il Paese abbia a livello internazionale l’autorevolezza necessaria a promuovere i suoi interessi e i suoi valori. Non mi riferisco solo alla credibilità dell’economia e delle istituzioni che consente una migliore collocazione del debito sovrano. Ma penso soprattutto al complesso di fattori economici, culturali e sociali che sostanziano il soft power riconosciuto al nostro Paese nel mondo.

Signore e Signori,

La Farnesina riconosce l’importanza delle cooperative e ad esse dedica un’attenzione particolare.

Molte cooperative hanno intensi rapporti con l’estero: realizzano infrastrutture, vendono prodotti e servizi di qualità, sostengono con il credito l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. L’Alleanza delle Cooperative (che riunisce le tre maggiori organizzazioni del settore) è parte della Cabina di Regia, che il Ministro Terzi copresiede assieme al Ministro dello Sviluppo Economico Passera. Il legame con il territorio proprio degli ideali cooperativi è un ingrediente essenziale del “bello e fatto bene” che da sempre identifica l’Italia nel mondo.

Le cooperative sono parte integrante del sistema dell’aiuto allo sviluppo italiano. Grazie alla loro attiva partecipazione al Tavolo Interistituzionale della cooperazione allo sviluppo, esse hanno contribuito alla nascita di quella “Visione condivisa” alla base del nuovo approccio fondato sul cosiddetto whole of country approach. Lo sforzo comune del pubblico e del privato trova un anello di collegamento nei settori dell’economia a più spiccata vocazione sociale.

La Cooperazione Italiana sostiene con convinzione le cooperative dei Paesi in via di sviluppo. D’intesa con i Governi dei Paesi in via di sviluppo e con la società civile, l’Italia promuove la crescita di cooperative con finanziamenti e programmi di capacity building, nei settori prioritari per il conseguimento degli Obiettivi del Millennio e, in prospettiva, degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, di cui auspichiamo l’adozione nell’imminente Conferenza Rio+20.

Signore e Signori,

Con la loro vitalità economica, le cooperative riaffermano quotidianamente i principi di inclusione sociale. Esse sono un esempio di quell’Italia forte e dinamica, che - con solide radici nella storia e nei valori - guarda con fiducia al proprio futuro nel mondo. L’Anno internazionale farà conoscere ancora meglio il lavoro prezioso delle cooperative.

Ringrazio tutti voi per l’attenzione.


Luogo:

13623
 Valuta questo sito