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Governo Italiano

Intervento

Data:

16/10/2007


Intervento

La conferenza che inauguriamo oggi rappresenta un momento di cruciale importanza nelle relazioni tra l’Italia, l’America Latina ed i Caraibi.

E’ dal 1966 – quando venne firmato a Roma, su impulso del Presidente Fanfani  il trattato istituto dell’Istituto Italo Latino Americano – che non si riuniva in Italia un così alto numero di autorità latino americane: dalla Presidente Bachelet, al Vice Presidente di Panama, dai Ministri e Vice Ministri degli Esteri ed altre Autorità di Governo dei paesi invitati.
Ad essi si aggiunge una significativa partecipazione europea con il Commissario Ferrero-Waldner, il Ministro degli esteri sloveno Rupel (prossima presidenza dell’Unione), i Vice Ministri di Spagna e Portogallo.

Completa il quadro una qualificata rappresentanza degli organismi internazionali regionali quali l’Organizzazione degli Stati Americani, la Corporacion Andina de Fomento, la Banca Interamericana di Sviluppo, il Caricom, il segretariato dei Vertici Ibero Americani.
 
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Nel mio discorso di insediamento davanti alle Camere indicavo l’America Latina tra le priorità della politica estera del mio Governo.

La vostra presenza qui oggi è il migliore riconoscimento di quanto fatto finora.

L’obiettivo che,  insieme al Ministro D’Alema, ci siamo prefissi è quello di ricollocare “al proprio posto” l’Italia in America Latina. Rilanciarne la presenza, l’attività e l’interazione con tutti i Governi della regione.
Non è un obiettivo di corto respiro, legato solo all’opera del mio Governo. E’ un obiettivo più ambizioso, che travalica Governo e Legislatura. Vogliamo che l’Italia torni ad essere attore importante, insieme agli amici spagnoli e portoghesi, in un area in cui abbiamo radici profonde.

Quella che stiamo realizzando è una politica di Stato. Una esigenza sentita dal nostro Paese corrispondente ad una richiesta che con forza ci viene fatta da molti Governi e Paesi latino americani.

Molti di voi ci hanno detto, nel corso di questi anni,  “Sarebbe importante che l’Italia si occupasse di più di America Latina”; “Sarebbe utile una presenza italiana più attiva e costante perché siete leader nel settore delle PMI e questa è per noi la sfida del futuro”; “Dovreste rilanciare la vostra presenza culturale; vogliamo sapere cosa è successo dopo il neorealismo”.

E’ giunto il momento di dare risposte a questi appelli!

In poco più di un anno di Governo, il Ministro degli Esteri è stato in Brasile, Cile e Perù. Il Sottosegretario Di Santo – cui devo dare atto di essere l’instancabile motore quotidiano della nostra politica verso la regione – ha avviato un lavoro di rilancio con tutti i paesi latino americani.

Io stesso ho visitato Brasile e Cile e mi recherò in Messico ed a Panama nei primi mesi del prossimo anno.

La Sua presenza qui, Presidente Bachelet, è il risultato più lusinghiero raggiunto in occasione della mia missione a Santiago. L’Italia La aspettava, signora Presidente, e sono orgoglioso che sia proprio Lei l’ospite d’onore di questa Conferenza. Lei racchiude in sé tutte le caratteristiche che avvicinano i nostri due paesi ed i nostri popoli. Guida un paese modello per stabilità, sviluppo economico ed democrazia. La visita di Stato che il nostro Presidente Napolitano Le restituirà tra pochi mesi è un altro riconoscimento di ciò.

In Brasile ho raggiunto con il Presidente Lula un’intesa di collaborazione strategica, al pari di quelle che l’Italia ha con paesi come la Cina, l’India, la Russia. Proprio per mettere tale intesa al riparo dagli umori dei Governi che si susseguono, abbiamo previsto un meccanismo di consultazioni politiche al più alto livello con cadenza periodica.
La mia visita a marzo è stata la prima di un capo di governo europeo dopo il varo del grande Programma di Accelerazione della Crescita messo in atto dal Governo Lula. E’ il segnale concreto del nostro interesse a collaborare al piano di modernizzazione delle reti materiali ed immateriali che il Brasile (ma posso dire gran parte dei paesi dell’area) sta progettando e si avvia a realizzare.

L’Italia, insieme all’Europa, è pronta a dare il proprio contributo. Quando diciamo - e non a caso è lo slogan di questa Conferenza - “Insieme verso il futuro”… intendiamo proprio questo!

Siamo convinti che l’integrazione regionale, a partire della messa in comune delle infrastrutture, sia elemento chiave per lo sviluppo e la stabilità della regione.

Ce lo insegna l’esperienza europea, che proprio dalla messa in comune del carbone e dell’acciaio (materie base per lo sviluppo dell’epoca) ha avviato quel processo virtuoso di integrazione regionale unico al mondo che si chiama Unione Europea.

Sono convinto che questa sia la strada giusta anche per l’America Latina.

E’ in quest’ottica che va letto l’impegno italiano a  formalizzare - proprio domani - la decisione di avviare i negoziati di adesione con la Corporaciòn Andina de Fomento, che insieme al BID (con cui abbiamo allo studio forme innovative di collaborazione) è strumento essenziale per la realizzazione di progetti congiunti del continente.

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“Insieme verso il futuro” dunque. Nella ricerca scientifica, nel settore delle energie alternative, rinnovabili e sostenibili per l’ambiente (i biocarburanti con il Brasile, la geotermia con il Cile e con i paesi centroamericani così ricchi di vulcani e tanti altri progetti lo dimostrano già); nella crescita culturale e nella formazione dei nostri giovani, base imprescindibile per dare stabilità alla democrazia ; nello sviluppo economico reciproco, che dovrà sempre più ispirarsi al partenariato ed all’interdipendenza (da qui la necessità di ridare slancio al negoziato di Doha; di avere tutti il coraggio di fare un passo indietro per sbloccarlo); nel rifiuto della violenza e nell’affermazione dei diritti umani (non è un caso che con l’America Latina troviamo grande sintonia nella battaglia che abbiamo avviato all’ONU per l’abolizione della pena di  morte).

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“Insieme verso  il futuro” anche nella ricerca di una maggiore coesione sociale quale premessa fondamentale per la lotta alla povertà, all’esclusione, all’ingiustizia. 

Proprio a questo tema - così attuale in America Latina, ove la crescita economica degli ultimi anni stenta ancora a raggiungere ampie fasce ancora esistenti di “esclusi” - è stato dedicato nei giorni scorsi un seminario internazionale a Santiago, aperto da un apprezzato discorso della Presidente Michelle Bachelet e dove il Governo italiano era presente.

Ma anche nei negoziati in corso per giungere ad accordi di associazione tra l’Europa e le regioni del sub continente americano, vogliamo che oltre al tema economico e commerciale, siano contemplati quelli sociali e di cooperazione e che il riconoscimento delle asimmetrie – che è stato così importante nella storia della costruzione europea – sia riconosciuto anche per gli altri Paesi.

L’Italia è pronta ad essere partner dell’America latina in questa grande avventura collettiva.  E vuole esserlo con l’Europa, di cui siamo paese fondatore.

Con questo spirito ci prepariamo all’appuntamento del Vertice di Lima tra Unione Europea ed i 33 paesi dell’America Latina e dei Caraibi. Abbiamo già offerto il nostro pieno contributo alla presidenza portoghese ed alla prossima presidenza slovena, durante la quale si svolgerà il vertice di Lima. E’ un momento importante che deve tradursi in atti concreti, visibili.

E’ lo stesso spirito con cui ci accingiamo ad assistere, per il secondo anno consecutivo, al Vertice Iberoamericano al quale siamo stati invitati dal Governo cileno. Di ciò ringrazio oltre al Cile, i Governi dei paesi membri, iniziando da quelli di Spagna e Portogallo ed il Segretario Generale del Vertice, l’amico Enrique Iglesias. Insieme all’Istituto Italo Latino americano, che ha raggiunto un accordo di cooperazione con la segreteria dei vertici iberoamericani, vogliamo anche qui dare un contributo concreto.

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Desidero, infine, chiudere con un riferimento all’elemento forse più significativo di questo rilancio dei rapporti tra l’Italia e la regione: l’elemento umano.

Mi riferisco a quei milioni di italiani e di discendenti di italiani che con i loro sacrifici, la loro determinazione,  i loro successi hanno mantenuto vivo, anche nei momenti più difficili, il legame indissolubile con la madre patria. L’Italia non li ha dimenticati ed i loro rappresentanti siedono oggi nel Parlamento nazionale, testimoni  attenti del patrimonio di relazioni e di contatti che rende così speciale il vincolo che lega il nostro Paese a quella - solo geograficamente - lontana regione.

Ma mi riferisco anche a quelle centinaia di migliaia di cittadini latino americani che risiedono in Italia e che, con la loro seria, puntuale e silenziosa opera quotidiana, costituiscono una risorsa per il Paese e danno serenità a molte famiglie italiane.

Voglio qui ricordare il gesto di Iris Palacios Cruz, la giovane honduregna che, un anno fa, perse la vita per salvare la bambina italiana che accudiva. E’ un simbolo che, con tutta la sua drammaticità, rappresenta quel legame indissolubile che ritengo esista tra l’Italia, l’America Latina ed i caraibi.

Ringrazio, infine, il Ministero degli Esteri ed il suo personale, diplomatico e non, l’Istituto Italo Latino americano ed il Centro Studi di Politica Internazionale per il grande lavoro svolto e la dedizione mostrata nell’organizzare questo importante  appuntamento.

Grazie. Buon lavoro.


Luogo:

Roma

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