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Governo Italiano

L’Italia nel Consiglio di Sicurezza (2007-2008)

Data:

23/10/2007


L’Italia nel Consiglio di Sicurezza (2007-2008)

Con l’elezione dell’Italia a membro non permanente del  Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008, il 16 ottobre 2006,  si è aperta una nuova fase dell’impegno internazionale del nostro  Paese. Il risultato di 186 voti favorevoli su 192 Stati membri ha premiato  in particolare il nostro convinto sostegno al sistema multilaterale  centrato sulle Nazioni Unite. Si tratta di un riconoscimento  significativo per l’azione dell’Italia, che fa del rilancio del multilateralismo  un obiettivo prioritario della sua politica estera. L’Italia  considera infatti le Nazioni Unite come la massima istanza globale  di legittimazione politica ed il foro più appropriato per affrontare  le sfide globali del nostro tempo. Da qui il nostro impegno a  tutto campo a favore delle Nazioni Unite nei principali settori di  attività: dal mantenimento della pace allo sviluppo, dalla tutela  della dignità e dei diritti della persona alla lotta al terrorismo e alla  proliferazione delle armi di distruzione di massa. È coerente con  questo impegno, e ne rappresenta per molti versi il fiore all’occhiello,  la stessa iniziativa che l’Italia ha promosso, e l’Unione  Europea ha fatto propria con il sostegno attivo di larghi settori  della comunità internazionale, per una moratoria delle esecuzioni  capitali in vista della completa abolizione della pena capitale: una  battaglia di altissimo spessore e significato su cui l’Assemblea  Generale dell’ONU sarà chiamata a pronunciarsi nelle settimane  che verranno.  Puntare sul multilateralismo non significa rinunciare alle  responsabilità nazionali. Al contrario, significa operare con determinazione  nei fori multilaterali, a cominciare proprio dall’ONU, per  fornire risposte efficaci e condivise alle sfide e alle minacce del  nostro tempo. Si tratta di adottare un approccio equilibrato alle  principali crisi internazionali, che accrediti l’Italia come interlocutore  affidabile e disponibile ad assumersi, con tutti gli oneri che ne  derivano, compiti e responsabilità rispetto ai principali nodi della  politica europea ed internazionale, dal Medio Oriente ai Balcani  all’Afghanistan. Ne è testimonianza concreta il nostro determinante  impegno, a partire dall’estate del 2006, per avviare la  nuova missione di pace delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL  II), con cui siamo tornati ad essere uno dei principali contributori  di Caschi Blu.  Sosteniamo concretamente l’azione dell’ONU in favore  della pace anche attraverso la Base Logistica di Brindisi, l’unica  nel suo genere al mondo, essenziale per la conduzione  delle operazioni di pace e la distribuzione di aiuti umanitari  nelle maggiori aree di crisi. Nel novembre 2006 la Base è  stata scelta anche come sede della Forza di Polizia  Permanente delle Nazioni Unite. Non faremo mancare al  nuovo Segretario Generale, Ban Ki-Moon, che nei primi mesi  del suo mandato ha già visitato per ben due volte il nostro  Paese, il nostro convinto appoggio nel suo impegno volto a  riformare e ristrutturare questo importante settore di attività.  La presenza dell’Italia in Consiglio di Sicurezza rappresenta  infine per il nostro Paese un’importante occasione per  rilanciare il ruolo dell’Unione Europea sulla scena internazionale,  puntando a sviluppare e perfezionare quei meccanismi  di consultazione e coordinamento fra Paesi dell’Unione  Europea che già esistono, ma le cui potenzialità non sono  state ancora pienamente utilizzate.  Ancora una volta, la nostra prioritaria scelta per l’integrazione  europea può divenire il valore aggiunto anche per qualificare  ulteriormente la nostra presenza nel CdS, poiché  l’Europa e le Nazioni Unite, come l’Italia, fanno della pacifica convivenza tra i popoli una finalità essenziale e la ragione stessa del loro operare nel mondo.
 


Luogo:

Roma

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