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Governo Italiano

Bangladesh: le devastazioni del ciclone Sidr e gli aiuti dell’Italia

Data:

27/11/2007


Bangladesh: le devastazioni del ciclone Sidr e gli aiuti dell’Italia

Il ciclone e le devastazioni

      Venti a 250 chilomentri orari, ondate di 15 metri, popolazione in fuga, migliaia di morti e un bilancio dei dispersi che aumenta di giorno in giorno: e’ questa purtroppo la triste realta’ del Bangladesh dopo il passaggio del ciclone Sidr che ha devastato la zona sud-occidentale del Paese.

    Flagellate da piogge torrenziali, molte zone del Paese  sono tuttora completamente isolate e irraggiungibili. Le devastazioni sono impressionanti, anche per un Paese purtroppo abituato a fare i conti e a fronteggiare, ogni anno, emergenze climatiche e violente alluvioni sui delta del Gange e del Bramaputra.  Gia’ nel 1970 le vittime di un  ciclone furono oltre mezzo milione, mentre nel 1991 un’ondata di mare provocò oltre 140mila morti. Questa volta, pero’, il ciclone ha raggiunto una violenza che ha pochi precedenti nella storia del Paese e le misure precauzionali adottate, come l’evacuazione degli abitanti delle zone costiere, hanno solo potuto limitare i danni.

   Il ciclone, di categoria 4, era stato preceduto da un’ondata di piena alta una quindicina di metri che ha devastato almeno tre città lungo il litorale del Golfo del Bengala: Patuakhali, Barguna e Jhalakathi.  Secondo il bilancio ufficiale presentato dalle autorità governative, il ciclone Sidr ha causato finora la morte di circa 3mila persone e la scomparsa di quasi 2mila, colpendo 1 milione e mezzo di famiglie per un totale di oltre 6 milioni di persone.

L’intervento della Comunita’ internazionale

    La Comunità internazionale ha immediatamente attivato una campagna di aiuti e  l'Unione Europea ha sbloccato 1,5 milioni di euro per i soccorsi urgenti. Purtroppo però e’ una lotta contro il tempo perché le strade bloccate, la mancanza di energia elettrica e la difficoltà delle comunicazioni via terra frappongono ostacoli che troppo spesso si rivelano insormontabili. 

     Servono viveri, medicinali e compresse per rendere potabile l’acqua perché il ciclone ha gravemente contaminato buona parte delle riserve di acqua dolce. La capitale Dhaka e le principali città del Paese dopo il tramonto piombano nel buio a causa dell’interruzione nell’erogazione dell’energia elettrica e ci vorranno giorni per riparare i danni alle linee.
    Navi della marina militare coadiuvate da elicotteri, scandagliano la costa, la zona più colpita da Sidr, portando, dove possibile, acqua,cibo e medicine ai sopravvissuti che avendo perso la casa sono costretti a dormire all’addiaccio.  
 Intanto, secondo gli ultimi rapporti, è stato accertato che i distretti maggiormente colpiti sono quelli di Barguna, Patuakhali, Bagerhat e Pirojpur.
   Da parte sua il governo del  Bangladesh ha presentato un piano di ricostruzione in tre fasi per affrontare l’emergenza: programmi di riabilitazione sul breve e medio periodo incentrati principalmente sulla ricostruzione delle strade danneggiate, delle abitazioni distrutte (quasi 1 milione e 200.000 secondo l’ultimo bilancio ufficiale) e il salvataggio della Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie del pianeta dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e gravemente danneggiata dal passaggio del ciclone (di cui ha contenuto buona parte della potenza distruttiva). Per affrontare poi il problema dell’alimentazione il governo ha annunciato l’avvio a dicembre di un programma nutrizionale che durerà fino a marzo e che interesserà 12 distretti del paese.


Gli aiuti italiani

  Anche l’ Italia si e’ prontamente attivata per offrire aiuto al Bangladesh. Il Ministero degli Affari Esteri ha concesso un contributo di 100.000 euro alla Federazione Internazionale delle Croci e Mezzelune Rosse (FICROSS) per la distribuzione di generi di prima necessità ed un contributo di 400.000 euro al Programma Alimentare Mondiale (PAM) per gli aiuti.
   La Cooperazione allo Sviluppo ha inoltre organizzato due voli speciali - partiti da Brindisi rispettivamente il 23 e il 26 novembre - contenenti materiali di prima necessità  (prefabbricati, tende, coperte, potabilizzatori e taniche per l’acqua, medicinali, materiale sanitario, generatori elettrici e cucine da campo), per un valore complessivo di 1 milione di euro.
 Oltre a cio’, sono state accelerate le procedure per l’invio di aiuti alimentari già programmati del valore di 2 milioni di euro: 5mila tonnellate di grano tenero sbarcheranno oggi nel porto di Chittangong.


Luogo:

Rome

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