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Governo Italiano

Vertice europeo e posizione italiana

 

Vertice europeo e posizione italiana

Il risultato negativo del referendum irlandese sul Trattato di Lisbona e le implicazioni derivanti dai forti incrementi dei prezzi del petrolio e delle derrate alimentari costituiranno i principali temi all’ordine del giorno del Consiglio Europeo.

Per quanto riguarda le conseguenze del voto in Irlanda, l’orientamento sinora emerso tra i partner è favorevole alla prosecuzione del processo di ratifica. L’obiettivo è quello di arrivare in tempi relativamente brevi alla ratifica da parte di 26 Paesi su 27.  Il Consiglio Europeo, nel prendere atto dei risultati del referendum irlandese e della ratifica del Trattato già da parte di 18 Paesi, dovrebbe quindi invitare a proseguire il processo di ratifica per consentire a tutti i Paesi di esprimersi, lasciando la porta aperta alla partecipazione dell’Irlanda (con cui dovrebbe successivamente essere individuata una soluzione ad hoc), senza considerare né l’ipotesi di nuova negoziazione del testo, né l’abbandono del processo di riforma istituzionale.

Al contempo, appare essenziale che, anche al fine di comunicare meglio l’Europa ai nostri cittadini, ci si concentri sui temi a loro più vicini, come i prezzi dei prodotti agricoli, l'energia e l'immigrazione, dando un segnale chiaro e convincente in tal senso.

Le implicazioni dei forti aumenti dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari sarà l’altro argomento al centro del dibattito. Si tratta di una situazione preoccupante, per le sue conseguenze in termini di sviluppo e per le ricadute sulle fasce più vulnerabili della popolazione, sia nei Paesi poveri che nel mondo avanzato. Il tema è stato discusso al Vertice FAO del 3-5 giugno e sarà affrontato anche al Vertice G8 a luglio in Giappone.

Il dibattito al Consiglio Europeo si svolgerà sulla base di due Comunicazioni della Commissione, rispettivamente sui prezzi alimentari e sui prezzi petroliferi, e sarà incentrato sulle implicazioni politiche e le misure da adottare per far fronte a tale complesso fenomeno, che richiede risposte concrete su vari piani (politica energetica, biocarburanti, politica agricola, politica commerciale, aiuto allo sviluppo e raggiungimento dei Millennium Development Goals, etc.).
 Fra gli altri temi, il Vertice si pronuncerà sull’adesione della Slovacchia all’euro, a partire dal primo gennaio 2009.

In relazione all’attualità internazionale, l’incontro dei Ministri degli Esteri sarà dedicato ai Balcani occidentali (in particolare il Kosovo), Cuba, Zimbabwe e alle relazioni transatlantiche.

Il Consiglio Europeo sarà infine chiamato ad approvare il progetto di conclusioni che, oltre al Trattato di Lisbona e all’aumento dei prezzi alimentari e petroliferi, include capitoli relativi a libertà sicurezza e giustizia; questioni economiche, sociali ed ambientali; Balcani occidentali; relazioni esterne. Rimane da definire il capitolo sul Trattato di Lisbona e sulle conseguenze del voto irlandese.
Da parte italiana, il Consiglio Europeo dovrebbe rappresentare l’occasione per perseguire i seguenti obiettivi:

  • sostenere l’esigenza di confermare l’impegno a proseguire il processo di ratifica (già concluso in 18 Paesi e in via di completamento in altri, fra cui l’Italia), senza avviare una nuova “fase di riflessione”, ma lasciando la porta aperta alla partecipazione dell’Irlanda.
  • concentrare nel frattempo l’azione dell’Unione sui temi più vicini ai cittadini, come i prezzi dei prodotti agricoli, l'energia e l'immigrazione. Dal Consiglio Europeo dovrebbe arrivare un messaggio chiaro e convincente in tal senso.
  • in relazione alle implicazioni degli elevati prezzi alimentari e petroliferi, sottolineare che l’incremento è in larga misura strutturale e come tale va affrontato con interventi strutturali. Occorre prevedere misure adeguate per le categorie più colpite, che in Europa sono i settori della pesca e dei trasporti.
  • evidenziare il ruolo della speculazione finanziaria in particolare sull’aumento  del prezzo del petrolio e sottolineare l’esigenza di intervenire in tale ambito.
  • la penuria di scorte alimentari ha notevolmente aggravato la situazione di molti Paesi in Via di Sviluppo. Si potrebbe considerare l’ipotesi di un accordo internazionale fra i principali produttori di derrate agricole per la creazione di scorte alimentari, con funzioni anche di stabilizzazione dei prezzi.

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