Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Consiglio Esecutivo UNESCO:  “Reinstallazione dell’obelisco di Axum–Testimonianza di una collaborazione riuscita fra Etiopia e Italia”

 

Consiglio Esecutivo UNESCO:  “Reinstallazione dell’obelisco di Axum–Testimonianza di una collaborazione riuscita fra Etiopia e Italia”
La valenza non solo culturale ma anche politica dell’iniziativa meritava che venisse registrata non solo sul piano dei rapporti italo-etiopici ma anche in ambito internazionale e più in particolare in seno all’UNESCO, l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite che presiede statutariamente alla Cultura e alla Tutela del Patrimonio Mondiale.
Da qui la decisione di valorizzare l’evento -  adottata dalla Farnesina attraverso la nostra Rappresentanza Permanente presso l’UNESCO - mediante un suo passaggio in seno al Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione, anche in considerazione del fatto che il sito di Axum è iscritto nella lista del Patrimonio Culturale dell’umanità.
Su richiesta dell’Italia e dell’Etiopia è stato quindi introdotto nell’ordine del giorno dei lavori della 180a sessione del Consiglio Esecutivo UNESCO (30 settembre-17 ottobre 2008) un punto ad hoc dal titolo “Reinstallazione dell’obelisco di Axum–Testimonianza di una collaborazione riuscita fra Etiopia e Italia”.
In tale occasione è stato quindi possibile riepilogare le varie fasi dell’operazione. Esse hanno compreso la diretta presa in carico da parte del Governo italiano del segmento relativo allo smantellamento e al trasporto in Etiopia della stele nonché quelle relative alla ri-erezione dell’obelisco le quali sono state invece realizzate attraverso un progetto condotto dall’UNESCO e finanziato interamente dalla Cooperazione italiana, per un ammontare di circa 5 milioni di dollari. I Paesi membri del Consiglio Esecutivo hanno quindi potuto acquisire maggiore consapevolezza dell’importanza e complessità del progetto, delle sue rilevanti implicazioni finanziarie e del notevole dispiego di mezzi tecnici utilizzati per smantellare, trasportare e reinstallare l’obelisco.
Nel Progetto di decisione approvato all’unanimità dal Consiglio Esecutivo si prende atto degli sforzi diplomatici che hanno reso possibile il ritorno e la ri-erezione dell’obelisco e del ruolo importante svolto dall’UNESCO nella realizzazione tecnica del progetto; viene inoltre espresso apprezzamento nei riguardi dell’Italia e dell’Etiopia per la “cooperazione esemplare” da essi realizzata.
L’unanime consenso che ha riscosso l’iniziativa, approvata per acclamazione dall’Organo di governo dell’UNESCO, segna in maniera paradigmatica la conclusione di un lungo percorso che attraverso varie vicende ha contrassegnato i rapporti tra Italia e Etiopia giungendo ad un esito consensuale che rafforza le relazioni di amicizia e di collaborazione tra i due Paesi.
Ma al di là del pur rilevante significato che l’iniziativa ha assunto sul piano  del rapporto bilaterale tra due Paesi portatori di antiche civiltà, la decisione del Governo italiano di restituire la stele per situarla nel suo sito originario offre un modello ideale di riferimento alla cooperazione tra Stati nel campo della salvaguardia del Patrimonio Culturale Mondiale. Esso risponde all’idea, che va vieppiù affermandosi, secondo la quale ogni opera d’arte, monumento e testimonianza legati alla storia e all’identità culturale delle nazioni, per poter trasmettere al meglio le emozioni che suscitano, dovrebbero situarsi di preferenza nell’ambiente che li ha visti nascere e nei luoghi predestinati dai loro creatori.

Luogo:

Rome

8376
 Valuta questo sito