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Governo Italiano

L’economia libanese

Data:

05/02/2008


L’economia libanese

Nei primi sei mesi del 2007, la bilancia dei pagamenti ha avuto un deficit di $ 207,0
milioni, rispetto ad un surplus di $ 2.562,0 milioni registrato nello stesso semestre del 2006.
Il deficit fiscale è ammontato al 38,6% delle spese totali - con un incremento dell’11,2% rispetto al 2005. I primi sei mesi del 2007 indicano che il deficit fiscale è equivalente al 29,1% delle spese totali, contro il 21,1% del medesimo periodo del 2006.
Il Libano è caratterizzato da un’economia di mercato tendenzialmente aperta, basata sul libero scambio di beni e servizi, e storicamente funge da piattaforma di lancio verso l’intera area mediorientale. Il Paese è un importatore netto (il valore delle importazioni è quattro volte quello dell’export) e quindi la sua bilancia commerciale è strutturalmente deficitaria.

La disoccupazione, secondo dati non ufficiali, oscilla fra il 15% ed il 20%.

L’inflazione ha toccato, a fine 2006, il + 6,75% rispetto all’anno precedente, incremento dovuto soprattutto all’aumento dei prezzi degli alimentari e delle bevande (+11,7%), dei servizi generali (+10,2%) e dei trasporti (4,13%).

Il settore del turismo, che ha un peso dell’11% sull’economia libanese ed occupa circa 140.000 Lavoratori.. I primi sei mesi del 2007 confermano questa tendenza, con un dato che si eleva a -34,7% di flusso rispetto allo stesso periodo del 2006.

Il settore agricolo, della pesca e forestale ha registrato perdite  e i danni diretti hanno riguardato le colture, gli allevamenti e le attrezzature agricole. Il settore agricolo ha un peso sul PIL libanese di circa il 5,3%.

Nel settore delle costruzioni, e’ stata registrata una contrazione del 40% dei numeri dei permessi nei primi cinque mesi del 2007 (ultimi dati disponibili), totalizzando 3,17 milioni di mq, mentre le richieste di cemento hanno avuto un aumento del 6%.

L’attività portuale, trainata dal commercio estero, indica un aumento, nei primi sei mesi del 2007, delle navi nel porto di Beirut (+5,6%), dei container (+7,2%) e del tonnellaggio (+5,5%), rispetto al corrispondente periodo del 2006. In tutto il 2006 tali settori avevano invece evidenziato una contrazione, rispettivamente del 17,8%, 6,0% e 5,5%. 

Bilancia Commerciale
I primi sei mesi del 2007 confermano che la stagnazione economica libanese non ha inciso sull’interscambio, che e’ aumentato del 6,6% rispetto al medesimo periodo del 2006. L’import e’ cresciuto dell’8,1% raggiungendo i $5,5 miliardi circa, mentre l’export é ammontato a $1,3 miliardi (+0,8%) mantenendo un ampio deficit di $4,15 miliardi.
L’export libanese è aumentato del 21,4% nel 2006 rispetto all’anno precedente, raggiungendo i $2.282 milioni; i valori restano però limitati e con circa il 50% del totale destinato a Paesi del Medio Oriente. La Svizzera e’ divenuto il primo mercato di sbocco del Libano con una quota del 19,8%, un incremento del 261% ed un valore di export di $451 milioni. Il 99% di tale export è stato determinato dalle esportazioni di articoli preziosi verso la Svizzera. La Siria, invece,  è scesa in seconda posizione, con un decremento del 6%, rispetto al 2005 (quota del 7,7% del totale). Altri mercati di sbocco per i prodotti libanesi sono, nell’ordine: Emirati Arabi (quota del 7,7% del totale), che
condivide il secondo posto con la Siria, Arabia Saudita (6,4%), Iraq (6,0%), Turchia (4,5%) e Giordania (3,7%).
L’Italia, salita dal 22° al 19° posto nella graduatoria dei Paesi acquirenti, con una quota dell’1% dell’export del Libano, è ancora un mercato assai marginale a causa di una limitata offerta libanese.

Investimenti esteri
In applicazione del piano di riforma presentato a PARIGI III, il Governo ha recentemente
adottato una serie di revisioni legislative miranti, fra l’altro, alla riduzione del ruolo statale nell’economia e la semplificazione delle procedure amministrative, nonche’ una serie di progetti di legge, tra i quali, anche una nuova legge in materia di concorrenza.
Il Governo libanese continua ad attribuire una grande rilevanza al settore privato ed a
incoraggiare gli investimenti esteri diretti nell'economia del Paese, al fine di agevolare lo
sviluppo dell'industria nazionale, specialmente quella privata per attirare non soltanto capitali esteri, ma soprattutto tecnologie di cui il Paese ha bisogno, non esistendo discriminazioni tra investitori libanesi, arabi e occidentali.


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