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Governo Italiano

L’Italia e il Libano: cooperazione e rapporti economici 

Data:

18/01/2008


L’Italia e il Libano: cooperazione e rapporti economici 

Fin dal 1983, l’Italia ha contribuito al processo di ricostruzione del Paese e al rilancio del tessuto produttivo locale ed il programma di cooperazione in corso è definito da Accordi (1997-98) che prevedono finanziamenti a credito di aiuto (132 milioni di Euro) e a dono (5 milioni di Euro circa).

Per il futuro, l’orientamento è quello di continuare ad imprimere alla cooperazione con il Libano una valenza sociale, privilegiando iniziative che riducano l’esclusione e puntino al reintegro nel tessuto produttivo di settori della popolazione colpiti dal conflitto, in particolare – ma non soltanto – nel Sud del paese. Sanità di base, infrastrutture, agricoltura e ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale, associati a una forte componente di formazione professionale e a forme di collaborazione tra il settore privato dei due Paesi, potranno costituire gli assi portanti della nostra cooperazione.

Il 19 novembre 2007 è stato firmato un Accordo bilaterale per regolare l’utilizzo dei finanziamenti straordinari (pari a 30 milioni di euro) annunciati a Parigi, a dimostrazione della determinazione del Governo italiano ad inserirsi fattivamente e con tempestività nel processo di ricostruzione avviato dal Governo libanese. 
Per ulteriori dettagli e’ possibile consultare tra gli approfondimenti “La Cooperazione Italia – Libano”


Aiuti internazionali
La prova di mobilitazione della comunita’ internazionale in occasione della Conferenza dei Donatori riunitasi a Stoccolma, all’indomani del cessate il fuoco con Israele (31 agosto 2006), e’ stata replicata, con grande successo, in occasione della Conferenza di Parigi III del 25 gennaio 2007, in occasione della quale sono stati mobilitati aiuti a favore del Libano per un totale di 7,6 miliardi di Dollari.
Stimolare la crescita attraverso riforme strutturali, creare impiego, procedere ad aggiustamenti fiscali attraverso una politica di investimenti pubblici e di riforma dei settori chiave (l’Electricité du Liban, registra da sola, un deficit di circa 1,3 miliardi di Dollari USA), mettere in opera programmi di privatizzazione (Telecomunicazioni e, nel medio operiodo, energia) e stimolare la concorrenza sono gli assi principali di questo programma, elaborato sulla base delle indicazioni fornite dalle Istituzioni finanziarie internazionali e che ha anche accolto un importante volet sociale (safety net, pensioni, educazione, sanità).
L’Italia ha promesso a Parigi 120 milioni di Euro a favore del Libano, di cui un dono, il cui
impiego risulta al momento in discussione con le autorita’ libanesi, sara’ messo a disposizione entro la fine del 2007.
Esso assicurera’ continuita’ ai progetti attualmente in corso nel quadro del contributo di
Stoccolma, ai sensi del quale i fondi italiani sono stati ripartiti tra contributi agli organismi internazionali (UNDP/ART GOLD, UNICEF, UNRWA, UNMAS, UNFPA e IAM Bari per un totale di 10 milioni di Euro), aiuti al Governo libanese per la ricostruzione delle infrastrutture (ricostruzione del Viadotto di Sofar, per un totale di 5 milioni di Euro) e gestione diretta, per il tramite dell’Ambasciata d’Italia a Beirut di fondi in loco per finanziare progetti presentati da ONG italiane, in partenariato con ONG e enti locali libanesi, destinati allo sviluppo socio economico delle regioni maggiormente colpite dal conflitto (Programma “ROSS”, per un totale di 15 milioi di dollari).


Interscambio Italia – Libano
L’Italia ricopre tradizionalmente il ruolo di primo partner commerciale del Libano, con una quota di mercato pari al 10.4% del totale. Si tratta di una presenza, la nostra, che data ormai da tempo e permane di assoluto rilievo, nonostante le radici francofone del paese, la recente ascesa della Cina ed il rafforzamento della posizione USA su questo mercato nel periodo post-bellico.  
A seguito dei drammatici eventi che hanno colpito il Libano nell’estate  2006 e della peggiorata congiuntura economica nel periodo post-bellico, l’interscambio commerciale fra l’Italia ed il Libano ha, in un primo tempo, subito dei rallentamenti: sulla base dei dati delle Dogane libanesi, il livello dell’interscambio si è attestato nel 2006 a 737M USD, dei quali 710M USD di export, con una diminuzione del 27,3% rispetto al 2005 (710M USD contro $976). Cio’ si spiega con:
- la quasi totale mancanza di esportazioni italiane nel periodo bellico (solo 3,2 milioni di dollari invece di una media mensile oscillante fra 50 e 80 milioni):
-  l’importante incremento di esportazioni di prodotti energetici raffinati da parte USA nel periodo post-conflitto, che ha modificato in modo sensibile la bilancia commerciale a loro favore, grazie anche al vantaggio determinato dal favorevole tasso di cambio del Dollaro rispetto all’Euro  

Nei primi sei mesi del 2007, tuttavia, le esportazioni italiane hanno registrato un netto incremento, stimato intorno al 39%, che ha permesso all’Italia di recuperare le posizioni perdute e di riconfermare la sua leadership di primo fornitore.
Sulla base dei dati delle Dogane Libanesi, elaborati dall’Ufficio ICE di Beirut, il nostro paese e’ seguito oggi dalla Cina (che con una quota di mercato pari all’8,2% e’ divenuto il nostro principale concorrente), dagli USA (8,1%),  dalla Francia (7,0%), dalla Germania (6,3%), dall’Egitto (5,2%) e dal Regno Unito.  

Il ventaglio delle esportazioni italiane è composito, con prevalenza dei seguenti gruppi merceologici:
- prodotti energetici (46,1% del totale esportato, con un aumento del 109,8% rispetto al 2006);
- macchinari (10,9% del totale esportato, con un aumento del 9,1% rispetto al 2006); - prodotti chimici (7,7% del totale esportato, con un aumento del 18,1% rispetto al 2006);
- tessili e abbigliamento (6,3% del totale esportato, ma con una contrazione dell’8,7% rispetto al 2006);
- mezzi di trasporto (6,0% del totale esportato, con un incremento pari al 208,2% rispetto al 2006).  

L’interscambio commerciale fra l’Italia e il Libano conferma uno squilibrio strutturale a nostro vantaggio. L’andamento rispecchia le caratteristiche dei due Paesi: l’Italia con uno spiccato orientamento verso il mercato libanese e con prodotti rispondenti ai gusti locali, il Libano come piazza commerciale e di triangolazioni verso mercati limitrofi. Le nostre importazioni dal Libano, sebbene marginali, hanno tuttavia fatto registare un incremento del 44,5% nei primi sei mesi del 2007 (per un valore complessivo di 15,9 milioni di dollari). Il totale dell'interscambio Italia-Libano si e’ quindi attestato a $584,4 milioni (+39,1%) con un saldo a favore dell'Italia di $552,6 milioni (+38,8%).


Luogo:

Rome

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